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Note per Studenti Esercizio 2.18 - sovrapposizione con un GTPC e un GCPT

Esercizio 2.18 - sovrapposizione con un GTPC e un GCPT

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Testo (Eserciziario, es. 2.18). Rete in regime stazionario con R1=10 ΩR_1 = 10\ \Omega, R2=25 ΩR_2 = 25\ \Omega, un GIT E1=6 VE_1 = 6\ \mathrm V, un GIC J1=600 mAJ_1 = 600\ \mathrm{mA}, un GTPC con r=15 Ωr = 15\ \Omega e un GCPT con g=40 mSg = 40\ \mathrm{mS}. Calcolare V1V_1 con la sovrapposizione degli effetti.

Figura (descritta). Filo in alto = nodo T, filo in basso = riferimento (0). Nodi interni: M (al centro) e N (a destra, a metà altezza).

Bipolo Tra i nodi Note
R1R_1 T – 0 lato sinistro; V1V_1 con il ++ in alto, I1I_1 verso il basso
GTPC rI1r I_1 T – M colonna centrale in alto, −- in alto e ++ in basso: VM−VT=rI1V_M - V_T = r I_1
GCPT gV1g V_1 M → 0 colonna centrale in basso, freccia in giù
R2R_2 M – N orizzontale
J1J_1 N → T colonna destra in alto, freccia in su
E1E_1 N – 0 colonna destra in basso, ++ in alto: VN=E1V_N = E_1

Risultato: V1=72 V=3,5 VV_1 = \frac72\ \mathrm V = 3{,}5\ \mathrm V.

Teoria: Principio di sovrapposizione degli effettiIn una rete lineare (resistori, GIT, GIC) ogni tensione e ogni corrente è combinazione lineare delle impresse dei generatori. Quindi si può calcolarla facendo agire un generatore alla volta, con gli altri spenti (GIT spento = cortocircuito, GIC spento = circuito aperto), e sommando i contributi. Vale per tensioni e correnti, non per le potenze.Principio di sovrapposizione degli effetti →, Reti con generatori pilotatiUna rete lineare con generatori pilotati si risolve con gli stessi metodi (Kirchhoff, nodi, anelli, sovrapposizione, Thévenin e Norton) aggiungendo un'equazione per ogni pilotato: quella che esprime la grandezza di controllo con le incognite. Nella sovrapposizione si spengono solo i generatori indipendenti; i pilotati restano sempre attivi. La resistenza equivalente non si trova con serie e parallelo: si usa un generatore di prova (R_eq = V*/I* con i generatori indipendenti spenti) oppure il rapporto v_0 / i_cc. Con i pilotati R_eq può venire anche negativa.Reti con generatori pilotati →.


0. Impostazione

I generatori indipendenti sono E1E_1 e J1J_1: si fanno agire uno alla volta. Il GTPC e il GCPT restano sempre accesi. In ogni sottorete conviene usare come incognita I1I_1, perché da essa dipendono entrambi i pilotati (V1=R1I1V_1 = R_1 I_1).

1. Agisce solo E1E_1 (J1J_1 aperto)

Senza J1J_1 il nodo T ha solo R1R_1 e il GTPC: la corrente I1′I_1' che scende in R1R_1 arriva da M attraverso il GTPC (sale da M a T).

LKC in M. Escono I1′I_1' (verso T) e gV1′=gR1I1′g V_1' = g R_1 I_1' (verso il basso); entra la corrente da N in R2R_2. Quindi in R2R_2, da N verso M, passa (1+gR1)I1′=1,4 I1′(1 + g R_1) I_1' = 1{,}4\, I_1'.

LKT. La tensione VN=E1V_N = E_1 è la somma delle cadute lungo il percorso N→R2→M→GTPC→T→R1→0N \to R_2 \to M \to \text{GTPC} \to T \to R_1 \to 0:

E1=R2(1+gR1)I1′⏟N→M+rI1′⏟M→T+R1I1′⏟T→0=(35+15+10) I1′=60 I1′E_1 = \underbrace{R_2 (1 + gR_1) I_1'}_{N \to M} + \underbrace{r I_1'}_{M \to T} + \underbrace{R_1 I_1'}_{T \to 0} = (35 + 15 + 10)\, I_1' = 60\, I_1'

Il segno del GTPCAndando da M a T si passa dal + al - del GTPC: il potenziale scende, cioè c'è una caduta V_M - V_T = r I_1, che si somma alle cadute sui resistori..

I1′=660=0,1 A,V1′=R1I1′=1 VI_1' = \frac{6}{60} = 0{,}1\ \mathrm A, \qquad V_1' = R_1 I_1' = 1\ \mathrm V

2. Agisce solo J1J_1 (E1E_1 in cortocircuito)

Ora N è a potenziale zero. J1J_1 porta 0,6 A0{,}6\ \mathrm A da N a T.

LKC in T. Entra J1J_1; escono I1′′I_1'' in R1R_1 e la corrente nel GTPC verso M, che vale quindi J1−I1′′J_1 - I_1''.

LKC in M. Entra J1−I1′′J_1 - I_1'' dal GTPC; esce gR1I1′′g R_1 I_1'' nel GCPT; il resto va in R2R_2 verso N: IR2=J1−I1′′−gR1I1′′=0,6−1,4 I1′′I_{R2} = J_1 - I_1'' - g R_1 I_1'' = 0{,}6 - 1{,}4\, I_1''.

LKT da T a 0 passando per M e N: VT=(VT−VM)+(VM−VN)+VNV_T = (V_T - V_M) + (V_M - V_N) + V_N, cioè

R1I1′′=−rI1′′+R2(0,6−1,4 I1′′)+0⟹10I1′′+15I1′′+35I1′′=15⟹I1′′=0,25 AR_1 I_1'' = -r I_1'' + R_2 (0{,}6 - 1{,}4\, I_1'') + 0 \quad\Longrightarrow\quad 10 I_1'' + 15 I_1'' + 35 I_1'' = 15 \quad\Longrightarrow\quad I_1'' = 0{,}25\ \mathrm A

V1′′=R1I1′′=2,5 VV_1'' = R_1 I_1'' = 2{,}5\ \mathrm V

3. Somma

V1=V1′+V1′′=1+2,5=3,5 V\boxed{V_1 = V_1' + V_1'' = 1 + 2{,}5 = 3{,}5\ \mathrm V}

Verifica con tutti i generatori accesi. I1=0,35 AI_1 = 0{,}35\ \mathrm A, VT=3,5 VV_T = 3{,}5\ \mathrm V, VM=VT+rI1=3,5+5,25=8,75 VV_M = V_T + r I_1 = 3{,}5 + 5{,}25 = 8{,}75\ \mathrm V. In R2R_2, da M verso N: (8,75−6)/25=0,11 A(8{,}75 - 6)/25 = 0{,}11\ \mathrm A. Nel GCPT: gV1=0,14 Ag V_1 = 0{,}14\ \mathrm A. Nel GTPC da T a M: J1−I1=0,25 AJ_1 - I_1 = 0{,}25\ \mathrm A. LKC in M: entra 0,250{,}25, escono 0,11+0,14=0,250{,}11 + 0{,}14 = 0{,}25 ✓.

Osservazione. In entrambe le sottoreti compare lo stesso coefficiente 60 Ω=R1+r+R2(1+gR1)60\ \Omega = R_1 + r + R_2(1 + gR_1): è la "resistenza" vista dalla corrente I1I_1, che contiene i contributi dei due pilotati. Questo succede perché le due sottoreti differiscono solo per i generatori indipendenti, mentre la parte "passiva" (resistori e pilotati) è la stessa.

Teoria collegata