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Note per Studenti Esercizio 2.12 - resistenza interna con un GCPT

Esercizio 2.12 - resistenza interna con un GCPT

Testo (Eserciziario, es. 2.12). Rete in regime stazionario con R1=63 kΩR_1 = 63\ \mathrm{k\Omega}, R2=1 kΩR_2 = 1\ \mathrm{k\Omega}, R3=2 kΩR_3 = 2\ \mathrm{k\Omega}, R4=100 kΩR_4 = 100\ \mathrm{k\Omega}, un GIC J=200 μAJ = 200\ \mu\mathrm A e un GCPT con g=31 mSg = 31\ \mathrm{mS}. Determinare la resistenza interna RiR_i ai morsetti AB.

Figura (descritta). Filo in basso = B. Nodi: N (filo in alto interno), A (sotto R2R_2), T (filo più esterno in alto).

Bipolo Tra i nodi Note
R4R_4 T – B lato più a sinistra
JJ B → N freccia in su
R1R_1 N – B
R2R_2 N – A VR2V_{R2} con il ++ in alto (N): VR2=VN−VAV_{R2} = V_N - V_A
GCPT gVR2g V_{R2} T → A a destra, freccia in giù: la corrente va da T ad A
R3R_3 A – B sotto A

Risultato: Ri=1 kΩR_i = 1\ \mathrm{k\Omega}.

Teoria: Reti con generatori pilotatiUna rete lineare con generatori pilotati si risolve con gli stessi metodi (Kirchhoff, nodi, anelli, sovrapposizione, Thévenin e Norton) aggiungendo un'equazione per ogni pilotato: quella che esprime la grandezza di controllo con le incognite. Nella sovrapposizione si spengono solo i generatori indipendenti; i pilotati restano sempre attivi. La resistenza equivalente non si trova con serie e parallelo: si usa un generatore di prova (R_eq = V*/I* con i generatori indipendenti spenti) oppure il rapporto v_0 / i_cc. Con i pilotati R_eq può venire anche negativa.Reti con generatori pilotati →.


0. R4R_4 non conta

R4R_4 è l'unico altro bipolo collegato al nodo T oltre al GCPT: è in serie a un generatore di corrente. La corrente in R4R_4 è per forza gVR2g V_{R2}, e la tensione su R4R_4 cambia solo il potenziale di T, che non interessa a nessun altro. Dal punto di vista della porta, il GCPT agisce come se fosse collegato direttamente tra B e A.

1. Generatore di prova

JJ spento (aperto). GIT di prova: VA=V∗V_A = V^*, VB=0V_B = 0.

Nodo N. Restano solo R1R_1 (verso B) e R2R_2 (verso A): sono in serie, e N è un partitore di tensione tra A e B:

VN=V∗R1R1+R2=6364V∗,VR2=VN−VA=−V∗64V_N = V^* \frac{R_1}{R_1 + R_2} = \frac{63}{64} V^*, \qquad V_{R2} = V_N - V_A = -\frac{V^*}{64}

LKC nel nodo A. Entrano: la corrente di prova I∗I^*, quella del GCPT gVR2g V_{R2}, quella da N attraverso R2R_2, cioè VR2/R2V_{R2}/R_2. Esce quella in R3R_3:

I∗+gVR2+VR2R2=V∗R3I^* + g V_{R2} + \frac{V_{R2}}{R_2} = \frac{V^*}{R_3}

I∗=V∗R3−(g+1R2)VR2=V∗2000+(0,031+0,001)V∗64=V∗(0,0005+0,0005)=0,001 V∗I^* = \frac{V^*}{R_3} - \left(g + \frac{1}{R_2}\right) V_{R2} = \frac{V^*}{2000} + \left(0{,}031 + 0{,}001\right) \frac{V^*}{64} = V^* \left(0{,}0005 + 0{,}0005\right) = 0{,}001\, V^*

Ri=1 kΩ\boxed{R_i = 1\ \mathrm{k\Omega}}

Interpretazione. Il ramo R2R_2–R1R_1 (64 kΩ64\ \mathrm{k\Omega}) da solo porterebbe pochissima corrente (V∗/64000V^*/64000). Ma la piccola tensione VR2V_{R2} comanda il GCPT, che con g=31 mSg = 31\ \mathrm{mS} assorbe 3131 volte di più: in tutto quel ramo "sembra" di 64 kΩ/32=2 kΩ64\ \mathrm{k\Omega} / 32 = 2\ \mathrm{k\Omega}, che in parallelo a R3=2 kΩR_3 = 2\ \mathrm{k\Omega} dà 1 kΩ1\ \mathrm{k\Omega}. I valori del testo sono scelti apposta per questo.

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