Testo (Eserciziario, es. 2.12). Rete in regime stazionario con R1=63kΩ, R2=1kΩ, R3=2kΩ, R4=100kΩ, un GIC J=200μA e un GCPT con g=31mS. Determinare la resistenza interna Ri ai morsetti AB.
Figura (descritta). Filo in basso = B. Nodi: N (filo in alto interno), A (sotto R2), T (filo più esterno in alto).
Bipolo
Tra i nodi
Note
R4
T – B
lato più a sinistra
J
B → N
freccia in su
R1
N – B
R2
N – A
VR2 con il + in alto (N): VR2=VN−VA
GCPT gVR2
T → A
a destra, freccia in giù: la corrente va da T ad A
R4 è l'unico altro bipolo collegato al nodo T oltre al GCPT: è in serie a un generatore di corrente. La corrente in R4 è per forza gVR2, e la tensione su R4 cambia solo il potenziale di T, che non interessa a nessun altro. Dal punto di vista della porta, il GCPT agisce come se fosse collegato direttamente tra B e A.
1. Generatore di prova
J spento (aperto). GIT di prova: VA=V∗, VB=0.
Nodo N. Restano solo R1 (verso B) e R2 (verso A): sono in serie, e N è un partitore di tensione tra A e B:
VN=V∗R1+R2R1=6463V∗,VR2=VN−VA=−64V∗
LKC nel nodo A. Entrano: la corrente di prova I∗, quella del GCPT gVR2, quella da N attraverso R2, cioè VR2/R2. Esce quella in R3:
Interpretazione. Il ramo R2–R1 (64kΩ) da solo porterebbe pochissima corrente (V∗/64000). Ma la piccola tensione VR2 comanda il GCPT, che con g=31mS assorbe 31 volte di più: in tutto quel ramo "sembra" di 64kΩ/32=2kΩ, che in parallelo a R3=2kΩ dà 1kΩ. I valori del testo sono scelti apposta per questo.