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Note per Studenti Esercizio 3.3 - impedenza equivalente di una rete RL

Esercizio 3.3 - impedenza equivalente di una rete RL

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Testo (Eserciziario, es. 3.3). Rete a regime sinusoidale con R1=60 ΩR_1 = 60\ \Omega, R2=20 ΩR_2 = 20\ \Omega, L1=60 mHL_1 = 60\ \mathrm{mH}, L2=20 mHL_2 = 20\ \mathrm{mH}, C=25 μFC = 25\ \mu\mathrm F, ω=1000 rad/s\omega = 1000\ \mathrm{rad/s}. Calcolare l'impedenza equivalente tra A e B.

Figura (descritta). Da A, il condensatore CC in serie; poi due rami in parallelo che arrivano a B: il ramo R1R_1–L1L_1 (in serie) e il ramo R2R_2–L2L_2 (in serie).

Risultato: Z˙AB=15−j25 Ω\dot Z_{AB} = 15 - j25\ \Omega.

Teoria: Impedenza e ammettenzaIn regime sinusoidale, con i fasori e la convenzione dell'utilizzatore: resistore V̄ = R Ī (in fase), induttore V̄ = jωL Ī (tensione in anticipo di π/2), condensatore Ī = jωC V̄ (corrente in anticipo di π/2). In generale V̄ = Ż Ī: l'impedenza Ż = R + jX (resistenza e reattanza, in ohm) e l'ammettenza Ẏ = 1/Ż = G + jB (conduttanza e suscettanza, in siemens). X_L = ωL > 0, X_C = -1/(ωC) < 0. Un bipolo passivo ha Re(Ż) ≥ 0, cioè -π/2 ≤ φ ≤ π/2. Le leggi di Kirchhoff valgono sui fasori.Impedenza e ammettenza →, Reti in regime sinusoidale (metodo simbolico)Metodo simbolico: (1) si scrivono tutte le sinusoidi in coseno (o tutte in seno) e se ne calcolano i fasori; (2) ogni bipolo passivo diventa un'impedenza (R, jωL, -j/ωC); (3) si risolve la rete simbolica con i metodi delle reti resistive (serie e parallelo, partitori, nodi, anelli, sovrapposizione, Thévenin e Norton), facendo i conti con i numeri complessi; (4) si torna alle sinusoidi. Serie: Ż = ΣŻk; parallelo: Ẏ = ΣẎk. Ogni impedenza equivale a una sintesi serie (R + L o R + C) o parallelo. Si conservano le potenze complessa, attiva e reattiva.Reti in regime sinusoidale (metodo simbolico) →.


1. Le impedenze dei bipoli

Z˙R1=60,Z˙R2=20,Z˙L1=jωL1=j60,Z˙L2=j20,Z˙C=−jωC=−j1000⋅25⋅10−6=−j40\dot Z_{R1} = 60, \quad \dot Z_{R2} = 20, \quad \dot Z_{L1} = j\omega L_1 = j60, \quad \dot Z_{L2} = j20, \quad \dot Z_C = -\frac{j}{\omega C} = -\frac{j}{1000 \cdot 25 \cdot 10^{-6}} = -j40

(tutte in ohm).

2. Riduzione

Rami in serie: Z˙1=60+j60=60(1+j)\dot Z_1 = 60 + j60 = 60(1 + j),  Z˙2=20+j20=20(1+j)\ \dot Z_2 = 20 + j20 = 20(1 + j).

Parallelo: i due rami hanno lo stesso fattore (1+j)(1 + j), quindi il conto si semplifica:

Z˙3=Z˙1Z˙2Z˙1+Z˙2=60(1+j)⋅20(1+j)80(1+j)=120080(1+j)=15(1+j)\dot Z_3 = \frac{\dot Z_1 \dot Z_2}{\dot Z_1 + \dot Z_2} = \frac{60(1+j) \cdot 20(1+j)}{80(1+j)} = \frac{1200}{80}(1+j) = 15(1 + j)

Perché il parallelo si calcola come con i resistoriDue impedenze con lo stesso argomento si comportano come due resistori moltiplicati per lo stesso numero complesso: qui 60 parallelo 20 = 15, poi si moltiplica per (1 + j)..

Serie con il condensatore:

Z˙AB=Z˙C+Z˙3=−j40+15+j15=15−j25 Ω\boxed{\dot Z_{AB} = \dot Z_C + \dot Z_3 = -j40 + 15 + j15 = 15 - j25\ \Omega}

3. Interpretazione

Parte reale positiva (bipolo passivo), reattanza negativa: il bipolo è ohmico-capacitivo a questa pulsazione. Modulo ∣Z˙AB∣=152+252≈29,2 Ω|\dot Z_{AB}| = \sqrt{15^2 + 25^2} \approx 29{,}2\ \Omega, argomento φ=−arctan⁡2515≈−1,03 rad\varphi = -\arctan\frac{25}{15} \approx -1{,}03\ \mathrm{rad} (−59°-59°): la corrente è in anticipo di 59°59° sulla tensione.

A un'altra pulsazione il risultato cambierebbe: per esempio a ω=2000 rad/s\omega = 2000\ \mathrm{rad/s} le reattanze induttive raddoppiano e quella capacitiva si dimezza.

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