Generatori pilotati e trasformatore ideale
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Dispensa, paragrafi 11.6 e 11.7. Sono doppi bipoli ideali inerti particolari (vedi Doppi bipoli e loro rappresentazioniUn doppio bipolo ha due porte e quattro grandezze (v1, i1, v2, i2) legate da due equazioni. Se è lineare e senza generatori interni (ideale inerte) le equazioni sono lineari omogenee: scegliendo quali due grandezze sono indipendenti si hanno sei rappresentazioni (matrici R, G, h, g, T, T'). Ogni parametro si calcola mettendo una porta a vuoto (corrente nulla) o in cortocircuito (tensione nulla). Reciproco: R12 = R21 (oppure det T = 1); simmetrico: anche R11 = R22. Serie di doppi bipoli: si sommano le R; parallelo: si sommano le G; cascata: si moltiplicano le T. Un doppio bipolo resistivo si sintetizza con tre resistori a T o a Π.Doppi bipoli e loro rappresentazioni →). Come si usano nelle reti: Reti con generatori pilotatiUna rete lineare con generatori pilotati si risolve con gli stessi metodi (Kirchhoff, nodi, anelli, sovrapposizione, Thévenin e Norton) aggiungendo un'equazione per ogni pilotato: quella che esprime la grandezza di controllo con le incognite. Nella sovrapposizione si spengono solo i generatori indipendenti; i pilotati restano sempre attivi. La resistenza equivalente non si trova con serie e parallelo: si usa un generatore di prova (R_eq = V*/I* con i generatori indipendenti spenti) oppure il rapporto v_0 / i_cc. Con i pilotati R_eq può venire anche negativa.Reti con generatori pilotati →.
Generatori pilotati
I GIT e i GIC visti in Generatori elettrici, GIT e GATUn generatore contiene un campo non conservativo che spinge le cariche; a vuoto la sua tensione è uguale alla forza elettromotrice, a carico cala di Ri·I. Il GIT (v = e per ogni i) è il modello senza perdite, il GAT (V = E − Ri I) aggiunge la resistenza interna; collegando un carico si trova il punto di lavoro.Generatori elettrici, GIT e GAT → sono indipendenti: impongono un valore fisso, qualunque cosa succeda nel resto della rete. Un generatore pilotato (o controllato, o dipendente) impone invece una tensione o una corrente su un lato della rete (il lato 2, grandezza pilotata) che è proporzionale a una tensione o a una corrente di un altro lato (il lato 1, grandezza di controllo o di pilotaggio).
Sono modelli usati soprattutto in elettronica: un transistor, in prima approssimazione, è un generatore di corrente pilotato; un amplificatore è un generatore di tensione pilotato in tensione.
Com'è fatta la porta 1. Il generatore "legge" la grandezza di controllo senza disturbare la rete:
- se legge una tensione, alla porta 1 c'è un circuito aperto (), come un voltmetro ideale;
- se legge una corrente, alla porta 1 c'è un cortocircuito (), come un amperometro ideale.
Simbolo. La porta 2 si disegna con un rombo (invece del cerchio dei generatori indipendenti): con e dentro se impone una tensione, con una freccia se impone una corrente. Accanto si scrive la legge, per esempio o . La porta 1 di solito non è disegnata: è il lato della rete su cui è definita la grandezza di controllo (la tensione su un resistore, la corrente in un filo).
I quattro tipi
| Nome | Porta 1 | Porta 2 | Coefficiente | Rappresentazione |
|---|---|---|---|---|
| GTPT: tensione pilotata in tensione | aperta: | adimensionale (guadagno di tensione) | ibrida 2: | |
| GTPC: tensione pilotata in corrente | corto: | in ohm (transresistenza) | ||
| GCPT: corrente pilotata in tensione | aperta: | in siemens (transconduttanza) | ||
| GCPC: corrente pilotata in corrente | corto: | adimensionale (guadagno di corrente) | ibrida 1: |
Come leggere la tabella: le due equazioni di ogni generatore, scritte con le grandezze indipendenti a destra, sono proprio le righe della matrice indicata. Per il GTPC, per esempio, e : è la rappresentazione controllata in corrente.
Non sono reciproci (in tutte le matrici un elemento fuori diagonale è nullo e l'altro no): l'effetto va solo dal lato 1 al lato 2. E non sono passivi: la porta 2 può erogare potenza illimitata (vedi Esercizio 2.10 - potenze in una rete con GTPC).
Differenza fondamentale con i generatori indipendenti. Un generatore pilotato non si spegne mai quando si applica la sovrapposizione o si calcola una resistenza equivalente: il suo valore non è un dato esterno, ma dipende dalla rete. Si comporta più come un "resistore strano" che come una sorgente.
Trasformatore ideale
Il trasformatore ideale ha simbolo con due bobine e l'indicazione . Con la convenzione dell'utilizzatore a entrambe le porte e i sui morsetti contrassegnati:
è il rapporto di trasformazione (reale, adimensionale, preso positivo con i disegnati sui morsetti giusti). Le relazioni valgono istante per istante, anche con grandezze costanti. Un trasformatore reale, basato sull'induzione, funziona solo con grandezze variabili (in particolare sinusoidali); per le grandezze costanti esistono i convertitori elettronici dc/dc, che si comportano in modo simile.
Se si gira un riferimento. Cambiando il di e di conseguenza il verso di (per mantenere la convenzione dell'utilizzatore), le relazioni restano le stesse ma con al posto di . Per questo si fissa e si segnano sul simbolo i morsetti per cui vale.
Rappresentazioni. Le due tensioni sono legate tra loro (), quindi non si possono scegliere indipendentemente: non esiste . Lo stesso per le correnti: non esiste . Esistono le altre quattro, per esempio
(da e ).
Proprietà
Reciproco: . Simmetrico solo se (serve anche , cioè ).
Potenza nulla in ogni istante:
La potenza che entra da una porta esce tutta dall'altra, senza perdite: il trasformatore ideale è "trasparente" alla potenza. Essendo , è passivo.
Può amplificare tensioni o correnti (pur essendo passivo, a differenza di una rete di resistori): con , un GIT alla porta 2 e la porta 1 aperta danno ; un GIC alla porta 1 e la porta 2 in cortocircuito danno . Ciò che non può aumentare è la potenza.
Trasferimento di resistenza. Un resistore collegato alla porta 2 con la sua convenzione dell'utilizzatore ha corrente e tensione . Dalla porta 1:
(perché ). Visto dalla porta 1 il trasformatore chiuso su è un resistore
Applicazione: adattamento del carico. Per il Teorema del massimo trasferimento di potenzaUna rete con equivalente di Thévenin (e_eq, R_i) cede a un carico resistivo R_u la potenza P = R_u e_eq² / (R_i + R_u)². Al variare di R_u questa potenza è massima per R_u = R_i (carico adattato) e vale P_max = e_eq² / (4 R_i). In quella condizione il rendimento è solo del 50%.Teorema del massimo trasferimento di potenza →, un generatore reale (, ) cede la potenza massima a un carico . Se il carico ha un valore diverso, si interpone un trasformatore con : il generatore vede ed eroga la potenza massima, e il trasformatore la porta tutta al carico perché non ne assorbe.
Errori comuni
- Spegnere i generatori pilotati nella sovrapposizione o nel calcolo di : restano sempre accesi.
- Sbagliare il segno della grandezza di controllo: o hanno un verso preciso disegnato in figura, e il generatore usa quel verso. Prima di scrivere le equazioni conviene esprimere subito la grandezza di controllo con le incognite scelte.
- Confondere con : con ( vuol dire tensione più alta alla porta 1), dalla porta 1 la resistenza appare più grande.