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Note per Studenti Esercizio 2.10 - potenze in una rete con GTPC

Esercizio 2.10 - potenze in una rete con GTPC

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Testo (Eserciziario, es. 2.10). Rete in regime stazionario con R1=2 ΩR_1 = 2\ \Omega, R3=1 ΩR_3 = 1\ \Omega, un GIT E1=4 VE_1 = 4\ \mathrm V e un GTPC con r=6 Ωr = 6\ \Omega.

  1. Calcolare la potenza P2P_2 uscente dalla porta 2 del generatore pilotato.
  2. Calcolare la potenza assorbita da R1R_1 e da R3R_3.

Figura (descritta). Filo in basso = riferimento. E1E_1 a sinistra (++ in alto); R1R_1 sul filo in alto dal ++ di E1E_1 al nodo N, percorso da I1I_1 verso destra. Da N scendono R3R_3 e, più a destra, il GTPC rI1r I_1 (++ in alto).

Risultati: P2=152 WP_2 = \frac{15}{2}\ \mathrm W, PR1=12 WP_{R1} = \frac12\ \mathrm W, PR3=9 WP_{R3} = 9\ \mathrm W.

Teoria: Reti con generatori pilotatiUna rete lineare con generatori pilotati si risolve con gli stessi metodi (Kirchhoff, nodi, anelli, sovrapposizione, Thévenin e Norton) aggiungendo un'equazione per ogni pilotato: quella che esprime la grandezza di controllo con le incognite. Nella sovrapposizione si spengono solo i generatori indipendenti; i pilotati restano sempre attivi. La resistenza equivalente non si trova con serie e parallelo: si usa un generatore di prova (R_eq = V*/I* con i generatori indipendenti spenti) oppure il rapporto v_0 / i_cc. Con i pilotati R_eq può venire anche negativa.Reti con generatori pilotati →, Convenzioni, potenza e lavoro elettricoCon la convenzione dell'utilizzatore (corrente entrante dal +) il prodotto p = v·i è la potenza assorbita, con quella del generatore (corrente uscente dal +) è la potenza erogata; il senso fisico non dipende dalla convenzione. Il lavoro è l'integrale della potenza nel tempo; un componente attivo può erogare lavoro senza limite, uno passivo no.Convenzioni, potenza e lavoro elettrico →.


1. La corrente di controllo

Il GTPC impone il potenziale di N: VN=rI1=6I1V_N = r I_1 = 6 I_1. La corrente in R1R_1 è determinata dalla differenza di potenziale ai suoi capi:

I1=E1−VNR1=4−6I12⟹2I1=4−6I1⟹I1=0,5 AI_1 = \frac{E_1 - V_N}{R_1} = \frac{4 - 6 I_1}{2} \quad\Longrightarrow\quad 2 I_1 = 4 - 6 I_1 \quad\Longrightarrow\quad I_1 = 0{,}5\ \mathrm A

Quindi VN=6⋅0,5=3 VV_N = 6 \cdot 0{,}5 = 3\ \mathrm V.

Perché non si può "spegnere" o ignorare il pilotato. Se il generatore in N fosse un GIT indipendente il suo valore sarebbe noto; qui invece dipende da I1I_1, che dipende a sua volta da VNV_N. L'equazione di controllo chiude il cerchio.

2. Potenze dei resistori

PR1=R1I12=2⋅0,25=0,5 W,PR3=VN2R3=91=9 WP_{R1} = R_1 I_1^2 = 2 \cdot 0{,}25 = 0{,}5\ \mathrm W, \qquad P_{R3} = \frac{V_N^2}{R_3} = \frac{9}{1} = 9\ \mathrm W

3. Potenza del pilotato

In R3R_3 scende I3=VN/R3=3 AI_3 = V_N / R_3 = 3\ \mathrm A. LKC in N: entra I1=0,5 AI_1 = 0{,}5\ \mathrm A da R1R_1, esce 3 A3\ \mathrm A verso R3R_3. Mancano 2,5 A2{,}5\ \mathrm A: li deve fornire il GTPC, che quindi fa uscire 2,5 A2{,}5\ \mathrm A dal suo morsetto ++. Con la convenzione del generatore:

P2=VN⋅2,5=3⋅2,5=7,5 W(erogata)\boxed{P_2 = V_N \cdot 2{,}5 = 3 \cdot 2{,}5 = 7{,}5\ \mathrm W} \quad \text{(erogata)}

4. Bilancio

  • Erogata da E1E_1: E1I1=4⋅0,5=2 WE_1 I_1 = 4 \cdot 0{,}5 = 2\ \mathrm W.
  • Erogata dal GTPC: 7,5 W7{,}5\ \mathrm W.
  • Assorbita dai resistori: 0,5+9=9,5 W=2+7,50{,}5 + 9 = 9{,}5\ \mathrm W = 2 + 7{,}5 ✓.

Osservazione. Il pilotato eroga quasi 4 volte la potenza del generatore indipendente: i generatori pilotati non sono passivi. Nei circuiti elettronici questa potenza arriva dall'alimentazione del dispositivo (per esempio del transistor), che nel modello non compare.

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