Doppi bipoli e loro rappresentazioni
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Dispensa, capitolo 11 (paragrafi 11.1–11.5). Si estende il concetto di bipolo, visto in Bipoli, n-poli e porte elettricheUn n-polo ha n terminali: le sue correnti uscenti sommano a zero e le sue tensioni sono differenze di potenziale, quindi bastano n−1 correnti e n−1 tensioni per descriverlo. Una porta è una coppia di morsetti in cui la corrente che entra da uno esce dall'altro; un m-bipolo ha m porte e ogni n-polo si può vedere come (n−1)-bipolo.Bipoli, n-poli e porte elettriche →, a un componente con due porte. Servono per descrivere amplificatori, trasformatori, linee, filtri e, soprattutto, i generatori pilotatiUn generatore pilotato impone una tensione o una corrente (lato 2) proporzionale a una tensione o corrente di un altro lato della rete (lato 1, che è un circuito aperto se pilota una tensione, un cortocircuito se pilota una corrente). Quattro tipi: GTPT (v2 = α v1), GTPC (v2 = r i1), GCPT (i2 = g v1), GCPC (i2 = β i1). Il trasformatore ideale ha v1 = n v2 e i1 = -i2/n: assorbe potenza nulla, può amplificare tensioni o correnti e vista dalla porta 1 trasforma una resistenza R2 in n² R2.Generatori pilotati e trasformatore ideale →.
Le quattro grandezze e le due equazioni
Un doppio bipolo è un componente (o un pezzo di rete) accessibile da due porte: la porta 1 (morsetti 1–1') e la porta 2 (morsetti 2–2'). Ogni porta ha la sua coppia tensione–corrente, quindi in tutto ci sono quattro grandezze: .
Salvo avviso contrario si usa la convenzione dell'utilizzatore a entrambe le porte: la corrente entra nel morsetto dove c'è il di . Così è la potenza totale entrante.
Un bipolo è descritto da una equazione tra due grandezze ( e ). Un doppio bipolo è descritto da due equazioni tra quattro grandezze:
Due vincoli su quattro incognite lasciano due gradi di libertà: si possono scegliere liberamente due grandezze (le indipendenti), e le altre due (le dipendenti) si ricavano dalle equazioni. È come per un bipolo, dove si fissa la corrente e la caratteristica dà la tensione (o viceversa).
Un doppio bipolo è adinamico se le equazioni legano solo i valori nello stesso istante (niente derivate, niente memoria: resistori e generatori pilotati sì, condensatori e induttori no).
Doppi bipoli ideali inerti
Un doppio bipolo adinamico si dice ideale inerte (o lineare tempo-invariante) se entrambe le equazioni sono lineari, omogenee e a coefficienti costanti. "Omogenee" vuol dire senza termine noto: se tutte le grandezze di una porta e dell'altra sono nulle, le equazioni sono soddisfatte. In pratica: dentro non ci sono generatori indipendenti (che darebbero un termine noto), ma solo resistori e generatori pilotati.
D'ora in poi si parla solo di doppi bipoli ideali inerti.
Le sei rappresentazioni
Le coppie di grandezze che si possono scegliere come indipendenti sono . Ognuna dà una rappresentazione:
| Rappresentazione | Indipendenti | Dipendenti | Matrice | Equazioni |
|---|---|---|---|---|
| controllata in corrente | , resistenza | , | ||
| controllata in tensione | , conduttanza | , | ||
| ibrida 1 | , | |||
| ibrida 2 | , | |||
| trasmissione 1 | , | |||
| trasmissione 2 | , |
In forma matriciale, per esempio: e .
Perché nelle matrici di trasmissione. Le matrici di trasmissione servono a descrivere un doppio bipolo che "trasmette" segnale o potenza dalla porta 1 alla porta 2, dove c'è un carico. Lì è naturale usare la convenzione del generatore alla porta 2, cioè la corrente che esce dal verso il carico: è proprio . Con questa scelta, come si vedrà, la matrice della cascata è il semplice prodotto delle matrici.
Non tutte esistono sempre. Un doppio bipolo può non ammettere una certa rappresentazione, perché non sempre si possono scegliere ad arbitrio le due grandezze indipendenti. Esempio: in un resistore collegato "a ponte" tra i due morsetti superiori (Esercizio 2.3 - matrici G e T di un resistore in serie) sempre, quindi non si possono fissare e indipendentemente e la matrice non esiste.
Legami tra le rappresentazioni. Quando le matrici sono invertibili:
Hanno senso: dà le tensioni dalle correnti, fa il contrario, quindi una è l'inversa dell'altra.
Dimensioni dei parametri
- : tutti in ohm. : tutti in siemens.
- : in ohm, in siemens, e adimensionali.
- : in siemens, in ohm, e adimensionali.
- : e adimensionali, in ohm, in siemens (stesso per ).
Controllare le dimensioni è un modo rapido per scoprire errori: per esempio obbliga a essere una tensione diviso una corrente.
Come si calcolano i parametri: porte a vuoto e in cortocircuito
Ogni parametro è il rapporto tra una grandezza dipendente e una indipendente quando l'altra grandezza indipendente è nulla. Annullare una corrente vuol dire lasciare la porta a vuoto (aperta); annullare una tensione vuol dire metterla in cortocircuito.
Matrice (si annullano le correnti, cioè porte a vuoto):
Il perché: con la prima equazione diventa , quindi ; la seconda diventa , quindi . Si alimenta la porta 1 con una corrente qualsiasi, si lascia aperta la porta 2 e si leggono le due tensioni.
Matrice (si annullano le tensioni, cioè porte in cortocircuito):
Matrice (si agisce sempre sulla porta 2, una volta a vuoto e una volta in cortocircuito):
Matrici ibride, per analogia: e con (porta 2 in cortocircuito); e con (porta 1 a vuoto). Per si scambiano i ruoli.
Attenzione: non è l'inverso di . è la resistenza vista dalla porta 1 con la porta 2 aperta; è quella vista con la porta 2 in cortocircuito. Sono due situazioni diverse.
Esempio: rete a L con ,
in serie sul filo superiore tra 1 e 2, in parallelo alla porta 2 (tra 2 e 2'). È la rete dell'Esercizio 2.1 - matrici R e G di una rete a L e dell'Esercizio 2.4 - matrice T di una rete a L.
- Porta 2 aperta (): attraversa e in serie, quindi e . Da qui , , e anche , .
- Porta 1 aperta (): in non passa corrente, quindi : .
- Porta 2 in cortocircuito (): è cortocircuitato, e : , , , .
Proprietà: reciprocità, simmetria, passività
Reciprocità
Un doppio bipolo è reciproco se
Significato: la tensione che compare a vuoto alla porta 2 iniettando una corrente nella porta 1 è uguale alla tensione che compare a vuoto alla porta 1 iniettando la stessa corrente nella porta 2. L'effetto non dipende da quale porta si usa come ingresso. Ogni rete di soli resistori è reciproca; i generatori pilotati, in genere, rompono la reciprocità.
La stessa condizione nelle altre rappresentazioni:
| Matrice | Reciproco | Simmetrico (in più) |
|---|---|---|
Per la reciprocità è "determinante uguale a 1". Nell'esempio: ✓ (è una rete di resistori).
Simmetria
Un doppio bipolo è simmetrico se si possono scambiare le due porte senza che nulla cambi. Con : e . Un doppio bipolo simmetrico è quindi anche reciproco; non vale il contrario (la rete a L è reciproca ma non simmetrica: ).
Passività
Il doppio bipolo è passivo se la potenza totale entrante non è mai negativa:
Sostituendo e dalla rappresentazione :
è una forma quadratica in . Deve essere per ogni coppia: si dice semidefinita positiva. Per una forma in due variabili questo succede se e solo se
Il perché delle tre condizioni: con resta , che deve essere ; con resta ; la terza è la condizione "discriminante " che impedisce alla forma di cambiare segno quando entrambe le correnti sono diverse da zero.
Attenzione: la condizione è sulla potenza totale. A una delle due porte la potenza entrante può essere negativa (il doppio bipolo restituisce potenza da quella porta), purché dall'altra ne entri di più.
Condizioni identiche nella forma valgono per , , (per esempio , , ).
Collegamenti tra doppi bipoli
| Collegamento | Cosa hanno in comune i due doppi bipoli | Matrice equivalente |
|---|---|---|
| serie | le correnti delle porte omologhe (1A con 1B, 2A con 2B) | |
| parallelo | le tensioni delle porte omologhe | |
| cascata | la porta 2 di A è collegata alla porta 1 di B |
Serie. Le porte 1 dei due doppi bipoli sono in serie (stessa corrente), e così le porte 2. Allora : le tensioni si sommano a parità di corrente, come per due resistori in serie.
Parallelo. Duale: stesse tensioni, le correnti si sommano, quindi si sommano le matrici di conduttanza.
Cascata. La porta 2 di A alimenta la porta 1 di B: e la corrente che esce da A () è quella che entra in B (). Quindi il vettore di A coincide con il vettore di B, e
Ecco perché si usa : con questa scelta la cascata è un prodotto di matrici. L'ordine conta (il prodotto di matrici non è commutativo): prima la matrice del doppio bipolo a monte.
Esempio. La rete a L è la cascata di un resistore in serie () e di un resistore in parallelo ():
uguale a quella trovata prima.
Doppio bipolo resistivo e sintesi
Un doppio bipolo è resistivo se si può realizzare con soli resistori passivi. Allora è:
- passivo (condizioni sopra);
- reciproco: ;
- non amplificante: e (la tensione a vuoto che compare all'uscita non supera quella all'ingresso).
Restano tre parametri indipendenti (, , ), quindi servono almeno tre resistori. La sintesi è il problema inverso: data la matrice, trovare una rete che la realizza.
Sintesi a stella (a T)
Tre resistori: sul ramo della porta 1, sul ramo della porta 2, sul ramo comune verso i morsetti 1' e 2'. In passa , quindi
Confrontando con :
Se il resistore verrebbe negativo: si rimedia invertendo i riferimenti alla porta 2 (cioè scambiando 2 e 2'), il che cambia segno a , e si ottiene , , . Esempio: Esercizio 2.16 - sintesi a stella e Thévenin di un doppio bipolo.
Sintesi a triangolo (a Π)
Tre conduttanze: in parallelo alla porta 1, in parallelo alla porta 2, tra i due morsetti superiori. Con :
Se si invertono i riferimenti alla porta 2: , , . Lo stesso risultato si ottiene dalla stella con la trasformazione stella-triangoloUna rete di soli resistori passivi vista da due morsetti A e B equivale a un unico resistore R_eq. Si calcola riducendo la rete con serie e parallelo, partendo dalla parte più lontana dai morsetti. Quando serie e parallelo non bastano (ponti), si usa la trasformazione triangolo→stella (R_A = R_AB·R_CA / somma) o stella→triangolo (R_AB = (R_A R_B + R_B R_C + R_C R_A)/R_C). Con tre resistori uguali R_Δ = 3 R_Y.Resistenza equivalente e trasformazione stella-triangolo →.
Errori comuni
- Confondere con : porta 2 aperta nel primo caso, cortocircuitata nel secondo.
- Dimenticare il segno meno di nei parametri e : , non .
- Invertire l'ordine nel prodotto della cascata.
- Pensare che una matrice esista sempre: se nel calcolo si trova che una grandezza "indipendente" è in realtà vincolata (per esempio sempre), quella rappresentazione non esiste.
Esercizi: Esercizio 2.1 - matrici R e G di una rete a L, Esercizio 2.2 - matrici R e T di un resistore in parallelo, Esercizio 2.3 - matrici G e T di un resistore in serie, Esercizio 2.4 - matrice T di una rete a L, Esercizio 2.16 - sintesi a stella e Thévenin di un doppio bipolo.