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Note per Studenti Doppi bipoli e loro rappresentazioni

Doppi bipoli e loro rappresentazioni

In questa pagina 8

Dispensa, capitolo 11 (paragrafi 11.1–11.5). Si estende il concetto di bipolo, visto in Bipoli, n-poli e porte elettricheUn n-polo ha n terminali: le sue correnti uscenti sommano a zero e le sue tensioni sono differenze di potenziale, quindi bastano n−1 correnti e n−1 tensioni per descriverlo. Una porta è una coppia di morsetti in cui la corrente che entra da uno esce dall'altro; un m-bipolo ha m porte e ogni n-polo si può vedere come (n−1)-bipolo.Bipoli, n-poli e porte elettriche →, a un componente con due porte. Servono per descrivere amplificatori, trasformatori, linee, filtri e, soprattutto, i generatori pilotatiUn generatore pilotato impone una tensione o una corrente (lato 2) proporzionale a una tensione o corrente di un altro lato della rete (lato 1, che è un circuito aperto se pilota una tensione, un cortocircuito se pilota una corrente). Quattro tipi: GTPT (v2 = α v1), GTPC (v2 = r i1), GCPT (i2 = g v1), GCPC (i2 = β i1). Il trasformatore ideale ha v1 = n v2 e i1 = -i2/n: assorbe potenza nulla, può amplificare tensioni o correnti e vista dalla porta 1 trasforma una resistenza R2 in n² R2.Generatori pilotati e trasformatore ideale →.

Le quattro grandezze e le due equazioni

Un doppio bipolo è un componente (o un pezzo di rete) accessibile da due porte: la porta 1 (morsetti 1–1') e la porta 2 (morsetti 2–2'). Ogni porta ha la sua coppia tensione–corrente, quindi in tutto ci sono quattro grandezze: v1,i1,v2,i2v_1, i_1, v_2, i_2.

Salvo avviso contrario si usa la convenzione dell'utilizzatore a entrambe le porte: la corrente iki_k entra nel morsetto dove c'è il ++ di vkv_k. Così v1i1+v2i2v_1 i_1 + v_2 i_2 è la potenza totale entrante.

Un bipolo è descritto da una equazione tra due grandezze (vv e ii). Un doppio bipolo è descritto da due equazioni tra quattro grandezze:

{f1(v1,i1,v2,i2)=0f2(v1,i1,v2,i2)=0\begin{cases} f_1(v_1, i_1, v_2, i_2) = 0 \\ f_2(v_1, i_1, v_2, i_2) = 0 \end{cases}

Due vincoli su quattro incognite lasciano due gradi di libertà: si possono scegliere liberamente due grandezze (le indipendenti), e le altre due (le dipendenti) si ricavano dalle equazioni. È come per un bipolo, dove si fissa la corrente e la caratteristica dà la tensione (o viceversa).

Un doppio bipolo è adinamico se le equazioni legano solo i valori nello stesso istante (niente derivate, niente memoria: resistori e generatori pilotati sì, condensatori e induttori no).

Doppi bipoli ideali inerti

Un doppio bipolo adinamico si dice ideale inerte (o lineare tempo-invariante) se entrambe le equazioni sono lineari, omogenee e a coefficienti costanti. "Omogenee" vuol dire senza termine noto: se tutte le grandezze di una porta e dell'altra sono nulle, le equazioni sono soddisfatte. In pratica: dentro non ci sono generatori indipendenti (che darebbero un termine noto), ma solo resistori e generatori pilotati.

D'ora in poi si parla solo di doppi bipoli ideali inerti.

Le sei rappresentazioni

Le coppie di grandezze che si possono scegliere come indipendenti sono (42)=6\binom{4}{2} = 6. Ognuna dà una rappresentazione:

Rappresentazione Indipendenti Dipendenti Matrice Equazioni
controllata in corrente i1,i2i_1, i_2 v1,v2v_1, v_2 [R][R], resistenza v1=R11i1+R12i2v_1 = R_{11} i_1 + R_{12} i_2,  v2=R21i1+R22i2\ v_2 = R_{21} i_1 + R_{22} i_2
controllata in tensione v1,v2v_1, v_2 i1,i2i_1, i_2 [G][G], conduttanza i1=G11v1+G12v2i_1 = G_{11} v_1 + G_{12} v_2,  i2=G21v1+G22v2\ i_2 = G_{21} v_1 + G_{22} v_2
ibrida 1 i1,v2i_1, v_2 v1,i2v_1, i_2 [h][h] v1=h11i1+h12v2v_1 = h_{11} i_1 + h_{12} v_2,  i2=h21i1+h22v2\ i_2 = h_{21} i_1 + h_{22} v_2
ibrida 2 v1,i2v_1, i_2 i1,v2i_1, v_2 [g][g] i1=g11v1+g12i2i_1 = g_{11} v_1 + g_{12} i_2,  v2=g21v1+g22i2\ v_2 = g_{21} v_1 + g_{22} i_2
trasmissione 1 v2,−i2v_2, -i_2 v1,i1v_1, i_1 [T][T] v1=Av2−Bi2v_1 = A v_2 - B i_2,  i1=Cv2−Di2\ i_1 = C v_2 - D i_2
trasmissione 2 v1,i1v_1, i_1 v2,−i2v_2, -i_2 [T′][T'] v2=A′v1+B′i1v_2 = A' v_1 + B' i_1,  −i2=C′v1+D′i1\ -i_2 = C' v_1 + D' i_1

In forma matriciale, per esempio: [v1v2]=[R][i1i2]\begin{bmatrix} v_1 \\ v_2 \end{bmatrix} = [R] \begin{bmatrix} i_1 \\ i_2 \end{bmatrix} e [v1i1]=[T][v2−i2]\begin{bmatrix} v_1 \\ i_1 \end{bmatrix} = [T] \begin{bmatrix} v_2 \\ -i_2 \end{bmatrix}.

Perché −i2-i_2 nelle matrici di trasmissione. Le matrici di trasmissione servono a descrivere un doppio bipolo che "trasmette" segnale o potenza dalla porta 1 alla porta 2, dove c'è un carico. Lì è naturale usare la convenzione del generatore alla porta 2, cioè la corrente che esce dal ++ verso il carico: è proprio −i2-i_2. Con questa scelta, come si vedrà, la matrice della cascata è il semplice prodotto delle matrici.

Non tutte esistono sempre. Un doppio bipolo può non ammettere una certa rappresentazione, perché non sempre si possono scegliere ad arbitrio le due grandezze indipendenti. Esempio: in un resistore collegato "a ponte" tra i due morsetti superiori (Esercizio 2.3 - matrici G e T di un resistore in serie) i1=−i2i_1 = -i_2 sempre, quindi non si possono fissare i1i_1 e i2i_2 indipendentemente e la matrice [R][R] non esiste.

Legami tra le rappresentazioni. Quando le matrici sono invertibili:

[G]=[R]−1,[g]=[h]−1,[T′]=[T]−1[G] = [R]^{-1}, \qquad [g] = [h]^{-1}, \qquad [T'] = [T]^{-1}

Hanno senso: [R][R] dà le tensioni dalle correnti, [G][G] fa il contrario, quindi una è l'inversa dell'altra.

Dimensioni dei parametri

  • [R][R]: tutti in ohm. [G][G]: tutti in siemens.
  • [h][h]: h11h_{11} in ohm, h22h_{22} in siemens, h12h_{12} e h21h_{21} adimensionali.
  • [g][g]: g11g_{11} in siemens, g22g_{22} in ohm, g12g_{12} e g21g_{21} adimensionali.
  • [T][T]: AA e DD adimensionali, BB in ohm, CC in siemens (stesso per [T′][T']).

Controllare le dimensioni è un modo rapido per scoprire errori: per esempio v1=h11i1+…v_1 = h_{11} i_1 + \dots obbliga h11h_{11} a essere una tensione diviso una corrente.

Come si calcolano i parametri: porte a vuoto e in cortocircuito

Ogni parametro è il rapporto tra una grandezza dipendente e una indipendente quando l'altra grandezza indipendente è nulla. Annullare una corrente vuol dire lasciare la porta a vuoto (aperta); annullare una tensione vuol dire metterla in cortocircuito.

Matrice [R][R] (si annullano le correnti, cioè porte a vuoto):

R11=v1i1∣i2=0,R21=v2i1∣i2=0,R12=v1i2∣i1=0,R22=v2i2∣i1=0R_{11} = \left.\frac{v_1}{i_1}\right|_{i_2 = 0}, \quad R_{21} = \left.\frac{v_2}{i_1}\right|_{i_2 = 0}, \quad R_{12} = \left.\frac{v_1}{i_2}\right|_{i_1 = 0}, \quad R_{22} = \left.\frac{v_2}{i_2}\right|_{i_1 = 0}

Il perché: con i2=0i_2 = 0 la prima equazione diventa v1=R11i1v_1 = R_{11} i_1, quindi R11=v1/i1R_{11} = v_1/i_1; la seconda diventa v2=R21i1v_2 = R_{21} i_1, quindi R21=v2/i1R_{21} = v_2 / i_1. Si alimenta la porta 1 con una corrente qualsiasi, si lascia aperta la porta 2 e si leggono le due tensioni.

Matrice [G][G] (si annullano le tensioni, cioè porte in cortocircuito):

G11=i1v1∣v2=0,G21=i2v1∣v2=0,G12=i1v2∣v1=0,G22=i2v2∣v1=0G_{11} = \left.\frac{i_1}{v_1}\right|_{v_2 = 0}, \quad G_{21} = \left.\frac{i_2}{v_1}\right|_{v_2 = 0}, \quad G_{12} = \left.\frac{i_1}{v_2}\right|_{v_1 = 0}, \quad G_{22} = \left.\frac{i_2}{v_2}\right|_{v_1 = 0}

Matrice [T][T] (si agisce sempre sulla porta 2, una volta a vuoto e una volta in cortocircuito):

A=v1v2∣i2=0,C=i1v2∣i2=0,B=v1−i2∣v2=0,D=i1−i2∣v2=0A = \left.\frac{v_1}{v_2}\right|_{i_2 = 0}, \quad C = \left.\frac{i_1}{v_2}\right|_{i_2 = 0}, \quad B = \left.\frac{v_1}{-i_2}\right|_{v_2 = 0}, \quad D = \left.\frac{i_1}{-i_2}\right|_{v_2 = 0}

Matrici ibride, per analogia: h11=v1/i1h_{11} = v_1/i_1 e h21=i2/i1h_{21} = i_2/i_1 con v2=0v_2 = 0 (porta 2 in cortocircuito); h12=v1/v2h_{12} = v_1/v_2 e h22=i2/v2h_{22} = i_2/v_2 con i1=0i_1 = 0 (porta 1 a vuoto). Per [g][g] si scambiano i ruoli.

Attenzione: R11R_{11} non è l'inverso di G11G_{11}. R11R_{11} è la resistenza vista dalla porta 1 con la porta 2 aperta; 1/G111/G_{11} è quella vista con la porta 2 in cortocircuito. Sono due situazioni diverse.

Esempio: rete a L con Ra=20 ΩR_a = 20\ \Omega, Rc=10 ΩR_c = 10\ \Omega

RaR_a in serie sul filo superiore tra 1 e 2, RcR_c in parallelo alla porta 2 (tra 2 e 2'). È la rete dell'Esercizio 2.1 - matrici R e G di una rete a L e dell'Esercizio 2.4 - matrice T di una rete a L.

  • Porta 2 aperta (i2=0i_2 = 0): i1i_1 attraversa RaR_a e RcR_c in serie, quindi v1=(Ra+Rc)i1v_1 = (R_a + R_c) i_1 e v2=Rci1v_2 = R_c i_1. Da qui R11=30 ΩR_{11} = 30\ \Omega, R21=10 ΩR_{21} = 10\ \Omega, e anche A=v1/v2=3A = v_1/v_2 = 3, C=i1/v2=0,1 SC = i_1 / v_2 = 0{,}1\ \mathrm S.
  • Porta 1 aperta (i1=0i_1 = 0): in RaR_a non passa corrente, quindi v1=v2=Rci2v_1 = v_2 = R_c i_2: R12=R22=10 ΩR_{12} = R_{22} = 10\ \Omega.
  • Porta 2 in cortocircuito (v2=0v_2 = 0): RcR_c è cortocircuitato, v1=Rai1v_1 = R_a i_1 e i1=−i2i_1 = -i_2: G11=1/20 SG_{11} = 1/20\ \mathrm S, G21=−1/20 SG_{21} = -1/20\ \mathrm S, B=20 ΩB = 20\ \Omega, D=1D = 1.

[R]=[30101010]Ω,[G]=[R]−1=[120−120−120320]S,[T]=[320 Ω0,1 S1][R] = \begin{bmatrix} 30 & 10 \\ 10 & 10 \end{bmatrix} \Omega, \qquad [G] = [R]^{-1} = \begin{bmatrix} \tfrac{1}{20} & -\tfrac{1}{20} \\ -\tfrac{1}{20} & \tfrac{3}{20} \end{bmatrix} \mathrm S, \qquad [T] = \begin{bmatrix} 3 & 20\ \Omega \\ 0{,}1\ \mathrm S & 1 \end{bmatrix}

Proprietà: reciprocità, simmetria, passività

Reciprocità

Un doppio bipolo è reciproco se

R12=R21R_{12} = R_{21}

Significato: la tensione che compare a vuoto alla porta 2 iniettando una corrente nella porta 1 è uguale alla tensione che compare a vuoto alla porta 1 iniettando la stessa corrente nella porta 2. L'effetto non dipende da quale porta si usa come ingresso. Ogni rete di soli resistori è reciproca; i generatori pilotati, in genere, rompono la reciprocità.

La stessa condizione nelle altre rappresentazioni:

Matrice Reciproco Simmetrico (in più)
[R][R] R12=R21R_{12} = R_{21} R11=R22R_{11} = R_{22}
[G][G] G12=G21G_{12} = G_{21} G11=G22G_{11} = G_{22}
[h][h] h12=−h21h_{12} = -h_{21} h11h22−h12h21=1h_{11} h_{22} - h_{12} h_{21} = 1
[g][g] g12=−g21g_{12} = -g_{21} g11g22−g12g21=1g_{11} g_{22} - g_{12} g_{21} = 1
[T][T] AD−BC=1AD - BC = 1 A=DA = D
[T′][T'] A′D′−B′C′=1A'D' - B'C' = 1 A′=D′A' = D'

Per [T][T] la reciprocità è "determinante uguale a 1". Nell'esempio: AD−BC=3⋅1−20⋅0,1=1AD - BC = 3 \cdot 1 - 20 \cdot 0{,}1 = 1 ✓ (è una rete di resistori).

Simmetria

Un doppio bipolo è simmetrico se si possono scambiare le due porte senza che nulla cambi. Con [R][R]: R11=R22R_{11} = R_{22} e R12=R21R_{12} = R_{21}. Un doppio bipolo simmetrico è quindi anche reciproco; non vale il contrario (la rete a L è reciproca ma non simmetrica: R11=30≠R22=10R_{11} = 30 \ne R_{22} = 10).

Passività

Il doppio bipolo è passivo se la potenza totale entrante non è mai negativa:

p=v1i1+v2i2≥0per ogni i1,i2p = v_1 i_1 + v_2 i_2 \ge 0 \quad \text{per ogni } i_1, i_2

Sostituendo v1v_1 e v2v_2 dalla rappresentazione [R][R]:

p=R11i12+(R12+R21) i1i2+R22i22p = R_{11} i_1^2 + (R_{12} + R_{21})\, i_1 i_2 + R_{22} i_2^2

è una forma quadratica in i1,i2i_1, i_2. Deve essere ≥0\ge 0 per ogni coppia: si dice semidefinita positiva. Per una forma in due variabili questo succede se e solo se

R11≥0,R22≥0,R11R22≥(R12+R212)2R_{11} \ge 0, \qquad R_{22} \ge 0, \qquad R_{11} R_{22} \ge \left( \frac{R_{12} + R_{21}}{2} \right)^2

Il perché delle tre condizioni: con i2=0i_2 = 0 resta R11i12R_{11} i_1^2, che deve essere ≥0\ge 0; con i1=0i_1 = 0 resta R22i22R_{22} i_2^2; la terza è la condizione "discriminante ≤0\le 0" che impedisce alla forma di cambiare segno quando entrambe le correnti sono diverse da zero.

Attenzione: la condizione è sulla potenza totale. A una delle due porte la potenza entrante può essere negativa (il doppio bipolo restituisce potenza da quella porta), purché dall'altra ne entri di più.

Condizioni identiche nella forma valgono per [G][G], [h][h], [g][g] (per esempio G11≥0G_{11} \ge 0, G22≥0G_{22} \ge 0, G11G22≥(G12+G212)2G_{11} G_{22} \ge \left(\frac{G_{12} + G_{21}}{2}\right)^2).

Collegamenti tra doppi bipoli

Collegamento Cosa hanno in comune i due doppi bipoli Matrice equivalente
serie le correnti delle porte omologhe (1A con 1B, 2A con 2B) [Rs]=[RA]+[RB][R_s] = [R_A] + [R_B]
parallelo le tensioni delle porte omologhe [Gp]=[GA]+[GB][G_p] = [G_A] + [G_B]
cascata la porta 2 di A è collegata alla porta 1 di B [Tc]=[TA] [TB][T_c] = [T_A]\,[T_B]

Serie. Le porte 1 dei due doppi bipoli sono in serie (stessa corrente), e così le porte 2. Allora v=vA+vB=[RA]i+[RB]i\mathbf v = \mathbf v_A + \mathbf v_B = [R_A]\mathbf i + [R_B]\mathbf i: le tensioni si sommano a parità di corrente, come per due resistori in serie.

Parallelo. Duale: stesse tensioni, le correnti si sommano, quindi si sommano le matrici di conduttanza.

Cascata. La porta 2 di A alimenta la porta 1 di B: vA2=vB1v_{A2} = v_{B1} e la corrente che esce da A (−iA2-i_{A2}) è quella che entra in B (iB1i_{B1}). Quindi il vettore (vA2,−iA2)(v_{A2}, -i_{A2}) di A coincide con il vettore (vB1,iB1)(v_{B1}, i_{B1}) di B, e

[vA1iA1]=[TA][vA2−iA2]=[TA][vB1iB1]=[TA][TB][vB2−iB2]\begin{bmatrix} v_{A1} \\ i_{A1} \end{bmatrix} = [T_A] \begin{bmatrix} v_{A2} \\ -i_{A2} \end{bmatrix} = [T_A] \begin{bmatrix} v_{B1} \\ i_{B1} \end{bmatrix} = [T_A][T_B] \begin{bmatrix} v_{B2} \\ -i_{B2} \end{bmatrix}

Ecco perché si usa −i2-i_2: con questa scelta la cascata è un prodotto di matrici. L'ordine conta (il prodotto di matrici non è commutativo): prima la matrice del doppio bipolo a monte.

Esempio. La rete a L è la cascata di un resistore in serie RaR_a ([Ta]=[1Ra01][T_a] = \begin{bmatrix} 1 & R_a \\ 0 & 1 \end{bmatrix}) e di un resistore in parallelo RcR_c ([Tc]=[101/Rc1][T_c] = \begin{bmatrix} 1 & 0 \\ 1/R_c & 1 \end{bmatrix}):

[Ta][Tc]=[12001][100,11]=[1+20⋅0,1200,11]=[3200,11][T_a][T_c] = \begin{bmatrix} 1 & 20 \\ 0 & 1 \end{bmatrix} \begin{bmatrix} 1 & 0 \\ 0{,}1 & 1 \end{bmatrix} = \begin{bmatrix} 1 + 20 \cdot 0{,}1 & 20 \\ 0{,}1 & 1 \end{bmatrix} = \begin{bmatrix} 3 & 20 \\ 0{,}1 & 1 \end{bmatrix}

uguale a quella trovata prima.

Doppio bipolo resistivo e sintesi

Un doppio bipolo è resistivo se si può realizzare con soli resistori passivi. Allora è:

  • passivo (condizioni sopra);
  • reciproco: R12=R21R_{12} = R_{21};
  • non amplificante: R11≥∣R21∣R_{11} \ge |R_{21}| e R22≥∣R12∣R_{22} \ge |R_{12}| (la tensione a vuoto che compare all'uscita non supera quella all'ingresso).

Restano tre parametri indipendenti (R11R_{11}, R22R_{22}, R12=R21R_{12} = R_{21}), quindi servono almeno tre resistori. La sintesi è il problema inverso: data la matrice, trovare una rete che la realizza.

Sintesi a stella (a T)

Tre resistori: RaR_a sul ramo della porta 1, RbR_b sul ramo della porta 2, RcR_c sul ramo comune verso i morsetti 1' e 2'. In RcR_c passa i1+i2i_1 + i_2, quindi

v1=(Ra+Rc) i1+Rc i2,v2=Rc i1+(Rb+Rc) i2v_1 = (R_a + R_c)\, i_1 + R_c\, i_2, \qquad v_2 = R_c\, i_1 + (R_b + R_c)\, i_2

Confrontando con [R][R]:

Ra=R11−R12,Rb=R22−R21,Rc=R12=R21\boxed{R_a = R_{11} - R_{12}, \qquad R_b = R_{22} - R_{21}, \qquad R_c = R_{12} = R_{21}}

Se R12<0R_{12} < 0 il resistore RcR_c verrebbe negativo: si rimedia invertendo i riferimenti alla porta 2 (cioè scambiando 2 e 2'), il che cambia segno a R12R_{12}, e si ottiene Ra=R11+R12R_a = R_{11} + R_{12}, Rb=R22+R21R_b = R_{22} + R_{21}, Rc=−R12R_c = -R_{12}. Esempio: Esercizio 2.16 - sintesi a stella e Thévenin di un doppio bipolo.

Sintesi a triangolo (a Π)

Tre conduttanze: GaG_a in parallelo alla porta 1, GbG_b in parallelo alla porta 2, GcG_c tra i due morsetti superiori. Con vc=v1−v2v_c = v_1 - v_2:

i1=(Ga+Gc) v1−Gc v2,i2=−Gc v1+(Gb+Gc) v2i_1 = (G_a + G_c)\, v_1 - G_c\, v_2, \qquad i_2 = -G_c\, v_1 + (G_b + G_c)\, v_2

Ga=G11+G12,Gb=G22+G21,Gc=−G12=−G21\boxed{G_a = G_{11} + G_{12}, \qquad G_b = G_{22} + G_{21}, \qquad G_c = -G_{12} = -G_{21}}

Se G12>0G_{12} > 0 si invertono i riferimenti alla porta 2: Ga=G11−G12G_a = G_{11} - G_{12}, Gb=G22−G21G_b = G_{22} - G_{21}, Gc=G12G_c = G_{12}. Lo stesso risultato si ottiene dalla stella con la trasformazione stella-triangoloUna rete di soli resistori passivi vista da due morsetti A e B equivale a un unico resistore R_eq. Si calcola riducendo la rete con serie e parallelo, partendo dalla parte più lontana dai morsetti. Quando serie e parallelo non bastano (ponti), si usa la trasformazione triangolo→stella (R_A = R_AB·R_CA / somma) o stella→triangolo (R_AB = (R_A R_B + R_B R_C + R_C R_A)/R_C). Con tre resistori uguali R_Δ = 3 R_Y.Resistenza equivalente e trasformazione stella-triangolo →.

Errori comuni

  • Confondere R11R_{11} con 1/G111/G_{11}: porta 2 aperta nel primo caso, cortocircuitata nel secondo.
  • Dimenticare il segno meno di −i2-i_2 nei parametri BB e DD: B=v1/(−i2)B = v_1/(-i_2), non v1/i2v_1 / i_2.
  • Invertire l'ordine nel prodotto della cascata.
  • Pensare che una matrice esista sempre: se nel calcolo si trova che una grandezza "indipendente" è in realtà vincolata (per esempio i1=−i2i_1 = -i_2 sempre), quella rappresentazione non esiste.

Esercizi: Esercizio 2.1 - matrici R e G di una rete a L, Esercizio 2.2 - matrici R e T di un resistore in parallelo, Esercizio 2.3 - matrici G e T di un resistore in serie, Esercizio 2.4 - matrice T di una rete a L, Esercizio 2.16 - sintesi a stella e Thévenin di un doppio bipolo.

Esercizi su questo argomento

Teoria collegata