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Note per Studenti Impedenza e ammettenza

Impedenza e ammettenza

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Dispensa, capitolo 20. Traduce in fasori (Sinusoidi e fasoriUna rete è in regime sinusoidale se tutte le tensioni e correnti sono sinusoidi della stessa pulsazione ω. Una sinusoide a(t) = √2 A cos(ωt + φ) è individuata da due numeri, il valore efficace A = A_M/√2 e la fase φ, e quindi dal fasore Ā = A e^(jφ), un numero complesso. Si torna alla sinusoide con a(t) = Re[√2 Ā e^(jωt)]. Somme di sinusoidi diventano somme di fasori, la derivata diventa moltiplicazione per jω: le equazioni differenziali della rete diventano equazioni algebriche complesse (metodo simbolico).Sinusoidi e fasori →) le equazioni di resistorePer molti materiali V = R I (legge di Ohm), con R = ρℓ/S per un cilindro; la potenza assorbita R I² diventa calore (effetto Joule), quindi il resistore con R > 0 è passivo. Il resistore ideale è il bipolo v = R i: lineare, tempo-invariante, bilaterale; i casi limite sono il cortocircuito (R = 0) e il circuito aperto (R = ∞).Resistore e legge di Ohm →, InduttoreL'induttore ideale ha flusso concatenato φ = L i e quindi, in convenzione dell'utilizzatore, v = L di/dt (L in henry). È il duale del condensatore: ha memoria, i(t) = i(t0) + (1/L) ∫ v dt; con tensione limitata la corrente è continua; immagazzina l'energia W_L = ½ L i² (variabile di stato: la corrente). In regime stazionario è un cortocircuito. Serie: L_s = Σ L_k; parallelo: 1/L_p = Σ 1/L_k (come i resistori).Induttore → e CondensatoreIl condensatore ideale ha q = C v e quindi, in convenzione dell'utilizzatore, i = C dv/dt (C in farad). È un bipolo dinamico con memoria: v(t) = v(t0) + (1/C) ∫ i dt. Con corrente limitata la tensione è continua (non può saltare). Immagazzina l'energia W_C = ½ C v², senza dissiparla: è passivo e la sua variabile di stato è la tensione. In regime stazionario è un circuito aperto. Serie: 1/C_s = Σ 1/C_k; parallelo: C_p = Σ C_k (al contrario dei resistori).Condensatore →, e introduce l'impedenza, che generalizza la resistenza. Si usa in Reti in regime sinusoidale (metodo simbolico)Metodo simbolico: (1) si scrivono tutte le sinusoidi in coseno (o tutte in seno) e se ne calcolano i fasori; (2) ogni bipolo passivo diventa un'impedenza (R, jωL, -j/ωC); (3) si risolve la rete simbolica con i metodi delle reti resistive (serie e parallelo, partitori, nodi, anelli, sovrapposizione, Thévenin e Norton), facendo i conti con i numeri complessi; (4) si torna alle sinusoidi. Serie: Ż = ΣŻk; parallelo: Ẏ = ΣẎk. Ogni impedenza equivale a una sintesi serie (R + L o R + C) o parallelo. Si conservano le potenze complessa, attiva e reattiva.Reti in regime sinusoidale (metodo simbolico) →; le potenze dei singoli bipoli sono in Potenza in regime sinusoidaleCon v e i sinusoidali la potenza istantanea p(t) = VI cos φ + VI cos(2ωt + φv + φi) oscilla a pulsazione 2ω. La sua media è la potenza attiva P = VI cos φ (watt). La potenza complessa Ṡ = V̄ Ī* = P + jQ ha per parte immaginaria la potenza reattiva Q = VI sin φ (VAR) e per modulo la potenza apparente S = VI (VA). cos φ = P/S è il fattore di potenza. Con un'impedenza: P = R I², Q = X I²; Q_L = ωL I² > 0, Q_C = -ωC V² < 0. In una rete si conservano la potenza complessa, attiva e reattiva (teorema di Boucherot).Potenza in regime sinusoidale →.

Sempre convenzione dell'utilizzatore, Vˉ=Vejφv\bar V = V e^{j\varphi_v}, Iˉ=Iejφi\bar I = I e^{j\varphi_i}, e φ=φv−φi\varphi = \varphi_v - \varphi_i lo sfasamento della tensione rispetto alla corrente.

Generatori indipendenti

Un GIT sinusoidale e(t)=2Ecos⁡(ωt+α)e(t) = \sqrt2 E \cos(\omega t + \alpha) ha fasore Eˉ=Eejα\bar E = E e^{j\alpha}: impone Vˉ=Eˉ\bar V = \bar E qualunque sia la corrente. Un GIC impone Iˉ=Jˉ\bar I = \bar J. Spenti: Eˉ=0\bar E = 0 è un cortocircuito, Jˉ=0\bar J = 0 un circuito aperto, come in continua.

Resistore

v=Riv = R i diventa, sui fasori,

Vˉ=R Iˉ(Iˉ=G Vˉ)\bar V = R\, \bar I \qquad (\bar I = G\, \bar V)

RR è reale, quindi φv=φi\varphi_v = \varphi_i: tensione e corrente in fase (φ=0\varphi = 0).

Un resistore con R<0R < 0 (resistore attivo) è un modello usato per dispositivi che in un certo intervallo di funzionamento hanno conduttanza differenziale negativa: tensione e corrente sono in opposizione di fase ed eroga potenza.

Induttore

v=L didtv = L\, \frac{di}{dt} e la derivata diventa jωj\omega:

Vˉ=jωL Iˉ\bar V = j\omega L\, \bar I

jωL=ωL ejπ/2j\omega L = \omega L\, e^{j\pi/2}: il valore efficace della tensione è ωL\omega L volte quello della corrente, e la fase avanza di π/2\pi/2. Con la convenzione dell'utilizzatore la tensione è in quadratura in anticipo sulla corrente (φ=+π/2\varphi = +\pi/2).

  • Reattanza induttiva XL=ωL>0X_L = \omega L > 0 (in ohm): Vˉ=jXLIˉ\bar V = j X_L \bar I.
  • Suscettanza induttiva BL=−1ωL<0B_L = -\dfrac{1}{\omega L} < 0 (in siemens): Iˉ=jBLVˉ\bar I = j B_L \bar V.

Comportamento in frequenza. XLX_L cresce con ω\omega: a bassa frequenza l'induttore è quasi un cortocircuito (in continua, ω=0\omega = 0, lo è esattamente), ad alta frequenza quasi un circuito aperto. Esempio: L=20 mHL = 20\ \mathrm{mH} a ω=1000 rad/s\omega = 1000\ \mathrm{rad/s} ha XL=20 ΩX_L = 20\ \Omega.

Condensatore

i=C dvdti = C\, \frac{dv}{dt}:

Iˉ=jωC Vˉ⟺Vˉ=1jωC Iˉ=−jωC Iˉ\bar I = j\omega C\, \bar V \qquad\Longleftrightarrow\qquad \bar V = \frac{1}{j\omega C}\, \bar I = -\frac{j}{\omega C}\, \bar I

La corrente è in quadratura in anticipo sulla tensione (la tensione in ritardo: φ=−π/2\varphi = -\pi/2).

  • Reattanza capacitiva XC=−1ωC<0X_C = -\dfrac{1}{\omega C} < 0: Vˉ=jXC Iˉ\bar V = j X_C\, \bar I.
  • Suscettanza capacitiva BC=ωC>0B_C = \omega C > 0: Iˉ=jBC Vˉ\bar I = j B_C\, \bar V.

In frequenza è il contrario dell'induttore: ∣XC∣|X_C| diminuisce con ω\omega; in continua il condensatore è un circuito aperto, ad alta frequenza quasi un cortocircuito. Esempio: C=25 μFC = 25\ \mu\mathrm F a ω=1000 rad/s\omega = 1000\ \mathrm{rad/s}: XC=−1/(1000⋅25⋅10−6)=−40 ΩX_C = -1/(1000 \cdot 25 \cdot 10^{-6}) = -40\ \Omega.

Un trucco per ricordare gli sfasamenti: "CIVIL": in un C la I precede la V; la V precede la I in un L.

Impedenza

Per resistore, induttore e condensatore (e per ogni rete passiva fatta con essi, vista da due morsetti) vale una proporzionalità tra fasori:

  Vˉ=Z˙ Iˉ  \boxed{\;\bar V = \dot Z\, \bar I\;}

Z˙\dot Z è l'impedenza (in ohm). È un numero complesso, ma non un fasore (non rappresenta una sinusoide), per questo ha il punto. In forma polare e cartesiana:

Z˙=VˉIˉ=VI ej(φv−φi)=Z ejφ=R+jX\dot Z = \frac{\bar V}{\bar I} = \frac{V}{I}\, e^{j(\varphi_v - \varphi_i)} = Z\, e^{j\varphi} = R + jX

  • il modulo Z=V/IZ = V/I è il rapporto tra i valori efficaci;
  • l'argomento φ\varphi è lo sfasamento della tensione rispetto alla corrente;
  • la parte reale R=Zcos⁡φR = Z\cos\varphi è la resistenza, la parte immaginaria X=Zsin⁡φX = Z\sin\varphi la reattanza.
Bipolo Z˙\dot Z φ\varphi
resistore RR 00
induttore jωL=jXLj\omega L = jX_L +π/2+\pi/2
condensatore −jωC=jXC-\dfrac{j}{\omega C} = jX_C −π/2-\pi/2
cortocircuito 00 —

Un'impedenza con X>0X > 0 si dice ohmico-induttiva (la corrente è in ritardo sulla tensione), con X<0X < 0 ohmico-capacitiva (la corrente è in anticipo).

Ammettenza

Y˙=1Z˙=IˉVˉ=Ye−jφ=G+jB[S]\dot Y = \frac{1}{\dot Z} = \frac{\bar I}{\bar V} = Y e^{-j\varphi} = G + jB \qquad [\mathrm S]

con conduttanza GG e suscettanza BB.

Bipolo Y˙\dot Y
resistore G=1/RG = 1/R
induttore 1jωL=jBL\dfrac{1}{j\omega L} = jB_L,  BL=−1ωL\ B_L = -\dfrac{1}{\omega L}
condensatore jωC=jBCj\omega C = jB_C,  BC=ωC\ B_C = \omega C
circuito aperto 00

Attenzione: G≠1/RG \ne 1/R e B≠1/XB \ne 1/X quando Z˙\dot Z ha sia parte reale che immaginaria. Si razionalizza:

Y˙=1R+jX=R−jXR2+X2⟹G=RR2+X2,B=−XR2+X2\dot Y = \frac{1}{R + jX} = \frac{R - jX}{R^2 + X^2} \quad\Longrightarrow\quad G = \frac{R}{R^2 + X^2}, \quad B = \frac{-X}{R^2 + X^2}

Esempio: Z˙=10(1−j)\dot Z = 10(1 - j) dà Y˙=110(1−j)=1+j20\dot Y = \frac{1}{10(1-j)} = \frac{1 + j}{20}, quindi G=B=0,05 SG = B = 0{,}05\ \mathrm S, mentre 1/R=0,11/R = 0{,}1.

Bipolo passivo in regime sinusoidale

Un bipolo passivo non può erogare energia indefinitamente: su molti periodi l'energia entrante è P⋅nTP \cdot nT, che con P<0P < 0 crescerebbe in modulo senza limite superando qualunque energia immagazzinata. Quindi per un bipolo passivo la potenza attiva entrante è P≥0P \ge 0. Per un'impedenza:

Re(Z˙)≥0⟺−π2≤φ≤π2\mathrm{Re}(\dot Z) \ge 0 \quad\Longleftrightarrow\quad -\frac{\pi}{2} \le \varphi \le \frac{\pi}{2}

La reattanza invece può avere qualunque segno.

Doppi bipoli in regime sinusoidale

Le relazioni dei generatori pilotati e del trasformatore idealeUn generatore pilotato impone una tensione o una corrente (lato 2) proporzionale a una tensione o corrente di un altro lato della rete (lato 1, che è un circuito aperto se pilota una tensione, un cortocircuito se pilota una corrente). Quattro tipi: GTPT (v2 = α v1), GTPC (v2 = r i1), GCPT (i2 = g v1), GCPC (i2 = β i1). Il trasformatore ideale ha v1 = n v2 e i1 = -i2/n: assorbe potenza nulla, può amplificare tensioni o correnti e vista dalla porta 1 trasforma una resistenza R2 in n² R2.Generatori pilotati e trasformatore ideale → sono algebriche e con coefficienti reali: valgono identiche sui fasori (Vˉ2=αVˉ1\bar V_2 = \alpha \bar V_1, Iˉ2=gVˉ1\bar I_2 = g \bar V_1, Vˉ1=nVˉ2\bar V_1 = n \bar V_2, Iˉ1=−Iˉ2/n\bar I_1 = -\bar I_2/n, …). Il trasformatore ideale chiuso su un'impedenza Z˙2\dot Z_2 la riporta alla porta 1 come n2Z˙2n^2 \dot Z_2.

Leggi di Kirchhoff sui fasori

Una LKC ∑±ik(t)=0\sum \pm i_k(t) = 0 è una somma di sinusoidi della stessa frequenza, quindi vale sui fasori:

∑±Iˉk=0(per ogni nodo o taglio),∑±Vˉk=0(per ogni maglia)\sum \pm \bar I_k = 0 \quad \text{(per ogni nodo o taglio)}, \qquad \sum \pm \bar V_k = 0 \quad \text{(per ogni maglia)}

Insieme alle relazioni Vˉ=Z˙Iˉ\bar V = \dot Z \bar I si ottiene un sistema algebrico lineare complesso, con la stessa struttura di quello di una rete resistiva: la rete simbolica. Valgono quindi tutti i metodi già visti, con le impedenze al posto delle resistenze.

Attenzione: le leggi valgono sui fasori, non sui valori efficaci. In una maglia R–L in serie con VR=30 VV_R = 30\ \mathrm V e VL=40 VV_L = 40\ \mathrm V la tensione totale vale ∣30+j40∣=50 V|30 + j40| = 50\ \mathrm V, non 70 V70\ \mathrm V.

Errori comuni

  • Dimenticare il segno meno di XCX_C o scrivere Z˙C=jωC\dot Z_C = j\omega C (quella è l'ammettenza).
  • Invertire GG e 1/R1/R per impedenze complesse.
  • Sommare valori efficaci nelle leggi di Kirchhoff.
  • Calcolare ω\omega da ff dimenticando 2π2\pi.

Esercizi: Esercizio 3.3 - impedenza equivalente di una rete RL, Esercizio 3.4 - impedenza equivalente con ammettenze, Esercizio 3.5 - impedenza equivalente di due rami in parallelo.

Esercizi su questo argomento

Teoria collegata