Testo (Eserciziario, es. 3.26). Rete a regime sinusoidale con R=5Ω, L=10mH, C1=C2=100μF, e(t)=40cos(1000t+4π), j(t)=42sin(1000t+2π). Determinare il valore PW letto dal wattmetro ideale a valore medio e la potenza reattiva QC2 entrante in C2.
Figura (descritta). Filo in basso = riferimento. A sinistra R e C1 in parallelo tra il nodo P e il riferimento. Sul filo in alto: da P i morsetti amperometrici del wattmetro (la corrente misurata va da destra verso P) fino al nodo Q; poi il GIT e (+ verso Q) fino al nodo N. I morsetti voltmetrici misurano la tensione del filo in alto rispetto al riferimento. Da N scendono: il ramo C2 in serie a L; e, all'estrema destra, il GIC j (freccia in su, verso N).
Eˉ: ampiezza 40, valore efficace 202: Eˉ=202ejπ/4=20(1+j).
j(t) è un seno: 42sin(1000t+2π)=42cos(1000t), quindi Jˉ=4.
Z˙C1=Z˙C2=−1000⋅10−4j=−j10, Z˙L=j10, R=5.
2. La risonanza serie
Nel ramo C2–L: Z˙C2+Z˙L=−j10+j10=0. Alla pulsazione di lavoro (ω=1000=1/LC2) la serie è in risonanza e si comporta come un cortocircuito: il nodo N è al potenziale del riferimento, UˉN=0.
3. Tensione e corrente del wattmetro
Il GIT ha il + verso Q: UˉQ=UˉN+Eˉ=Eˉ=20(1+j). Il wattmetro misura proprio questa tensione (VˉW=Eˉ).
Controllo: è la potenza dissipata in R, che ha ai capi Eˉ: RE2=5800=160W ✓.
5. Potenza reattiva di C2
LKC nel nodo N: entra Jˉ, escono la corrente verso Q (attraverso il GIT, uguale a IˉW) e quella nel ramo C2–L:
IˉC2=Jˉ−IˉW=4−2−j6=2−j6,IC22=4+36=40
QC2=XC2IC22=−10⋅40=−400VAR
Osservazione. L'induttore ha QL=+400VAR: nel ramo in risonanza le potenze reattive si compensano esattamente, e il ramo nel suo insieme non scambia potenza reattiva con il resto della rete, pur essendo percorso da una corrente di 210≈6,3A. Ai capi di C2 (e di L) ci sono 10⋅6,3=63V, ma la tensione totale del ramo è zero.