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Note per Studenti Amplificatore operazionale ideale - corto virtuale e configurazioni base

Amplificatore operazionale ideale - corto virtuale e configurazioni base

In questa pagina 6

Il componente

L'amplificatore operazionale (OPAMP, il "triangolo" con i segni ++ e −-) ha due ingressi e un'uscita. Il nome viene dall'uso originario: eseguire operazioni analogiche (somme, integrali) per calcolare, per esempio, equazioni differenziali. Nei circuiti si disegnano spesso senza i morsetti di alimentazione VCC,VEEV_{CC},V_{EE}, che però ci sono: da lì viene l'energia del segnale in uscita e la corrente erogata dall'uscita (la LKC su tutto il componente richiede che la corrente che esce dal morsetto vOv_O entri da un'alimentazione).

I due ingressi sono l'ingresso non invertente (vNIv_{NI}, segno ++) e invertente (vINVv_{INV}, segno −-): hanno lo stesso guadagno in modulo e segno opposto, per cui

vO=A (vNI−vINV)=A vD,vD=vNI−vINV.v_O=A\,(v_{NI}-v_{INV})=A\,v_D,\qquad v_D=v_{NI}-v_{INV}.

L'opamp amplifica la differenza dei segnali: due ingressi uguali (anche se non nulli) danno uscita nulla. Le tensioni sono sempre riferite alla massa, il nodo a potenziale zero preso come riferimento (la massa non è la terra: questa è un collegamento di sicurezza).

Una tensione scritta su un morsetto (per esempio VCCV_{CC}) vuol dire che il morsetto è collegato a un generatore: non è un morsetto aperto, e nel morsetto può entrare corrente.

Modello ideale

  1. guadagno infinito, A=∞A=\infty;
  2. banda di frequenze infinita (funziona anche a frequenza zero);
  3. resistenza di ingresso infinita: le correnti negli ingressi sono nulle;
  4. resistenza di uscita nulla: vOv_O non dipende dalla corrente erogata.

Con A=∞A=\infty sembrerebbe che il circuito sia inutilizzabile: se vD>0v_D>0 l'uscita va a +∞+\infty (in realtà satura a ≈VCC\approx V_{CC}), se vD<0v_D<0 va a −∞-\infty (≈VEE\approx V_{EE}) e solo con vD=0v_D=0 può assumere un valore finito. Il punto è che vD=0v_D=0 non si ottiene con un cortocircuito tra gli ingressi (che toglierebbe i collegamenti utili): si ottiene come punto di equilibrio di una rete di retroazione che riporta l'uscita nell'ingresso invertente.

La retroazione negativa e il corto virtuale

Si consideri il circuito con vSv_S al morsetto ++ e il partitore R1,R2R_1,R_2 che riporta dall'uscita al morsetto −- una frazione di vOv_O: vNI=vS,vINV=vOR1R1+R2.v_{NI}=v_S,\qquad v_{INV}=v_O\frac{R_1}{R_1+R_2}. Se vOv_O fosse maggiore del valore di equilibrio, sarebbe vINV>vNIv_{INV}>v_{NI}, cioè vD<0v_D<0, e l'uscita tenderebbe a scendere, cioè verso l'equilibrio. Se fosse minore, vD>0v_D>0 e l'uscita salirebbe. Quindi l'unico valore che il sistema può mantenere è quello con vD=0v_D=0. Questa è la retroazione negativacollegamento dall'uscita all'ingresso tale che una variazione dell'uscita produce all'ingresso una variazione che la contrasta: una variazione dell'uscita produce all'ingresso una variazione che la contrasta.

Se si scambiassero i due ingressi (il partitore sul ++ e il segnale sul −-), il punto di equilibrio vD=0v_D=0 sarebbe lo stesso, ma non sarebbe stabile: un piccolo aumento di vOv_O aumenterebbe vDv_D e quindi farebbe crescere ancora vOv_O (retroazione positiva). L'uscita andrebbe in saturazione (≈VCC\approx V_{CC} o VEEV_{EE}) e il circuito non sarebbe più un amplificatore lineare: è la struttura dei comparatori.

Regola operativa. In un circuito con opamp ideale e retroazione negativa:

  • tra i due ingressi c'è un corto virtualei due morsetti hanno la stessa tensione come se fossero in cortocircuito, ma nessuna corrente passa tra loro: vNI=vINVv_{NI}=v_{INV} (stessa tensione, ma nessuna corrente passa tra i due morsetti);
  • le correnti negli ingressi sono nulle;
  • se vNIv_{NI} è a massa, vINV=0v_{INV}=0 e si parla di massa virtuale.

Si scrivono le equazioni dei nodi con la LKC senza correnti verso gli ingressi, si impone vNI=vINVv_{NI}=v_{INV} e si ricava vOv_O.

Amplificatore non invertente

Segnale vSv_S al ++; R2R_2 tra uscita e −-; R1R_1 tra −- e massa. Con il corto virtuale vINV=vSv_{INV}=v_S e il partitore (non caricato, perché il morsetto −- non assorbe corrente) dà vS=vOR1R1+R2v_S=v_O\dfrac{R_1}{R_1+R_2}:

Av=vOvS=1+R2R1Rin=∞,Rout=0.\boxed{A_v=\frac{v_O}{v_S}=1+\frac{R_2}{R_1}}\qquad R_{in}=\infty,\quad R_{out}=0.

Il guadagno è positivo e maggiore di 1. Rin=∞R_{in}=\infty perché il segnale entra in un ingresso che non assorbe corrente. Per RoutR_{out}: si spegne vSv_S e si applica una corrente di prova ImI_m all'uscita; essendo vNI=0v_{NI}=0 anche vINV=0v_{INV}=0, quindi non c'è corrente in R1R_1 e in R2R_2: vO=0v_O=0 per qualsiasi ImI_m, cioè Rout=vO/Im=0R_{out}=v_O/I_m=0.

Caso limite: inseguitore di tensione (buffer). R1=∞R_1=\infty ed R2=0R_2=0 danno Av=1A_v=1: vO=vSv_O=v_S. Il circuito non amplifica la tensione ma la corrente: la sorgente, che magari ha resistenza di uscita alta, non eroga corrente (opamp ideale), mentre il carico può assorbirne quanta vuole. Si usa per disaccoppiare una sorgente da un carico.

Amplificatore invertente

Il segnale vSv_S arriva a R1R_1 collegata al −-; R2R_2 tra uscita e −-; il ++ è a massa. Massa virtuale: vINV=0v_{INV}=0. Le correnti iR1=vSR1i_{R_1}=\dfrac{v_S}{R_1} (verso il nodo −-) e iR2=vOR2i_{R_2}=\dfrac{v_O}{R_2} (dal nodo −- verso l'uscita) devono avere somma nulla perché nel morsetto non entra corrente: vSR1+vOR2=0\dfrac{v_S}{R_1}+\dfrac{v_O}{R_2}=0.

Av=vOvS=−R2R1Rin=R1,Rout=0.\boxed{A_v=\frac{v_O}{v_S}=-\frac{R_2}{R_1}}\qquad R_{in}=R_1,\quad R_{out}=0.

Rin=R1R_{in}=R_1 perché il nodo −- è a massa virtuale: dal generatore la corrente è vS/R1v_S/R_1. Per RoutR_{out}: con vS=0v_S=0 e una corrente di prova IOI_O all'uscita, iR1=0i_{R_1}=0, quindi anche iR2=0i_{R_2}=0 e vO=0v_O=0: Rout=0R_{out}=0. Se la sorgente ha resistenza interna RsR_s, la resistenza in serie in ingresso è R1+RsR_1+R_s e il guadagno rispetto alla tensione a vuoto del generatore è −R2/(R1+Rs)-R_2/(R_1+R_s).

Esempi numerici.

  • Non invertente con R1=2 kΩR_1=2\ \mathrm{k\Omega}, R2=18 kΩR_2=18\ \mathrm{k\Omega}: Av=1+9=10A_v=1+9=10. Con vS=0,3 Vv_S=0{,}3\ \mathrm V: vO=3 Vv_O=3\ \mathrm V. Con alimentazione ±5 V\pm5\ \mathrm V e vS=0,8 Vv_S=0{,}8\ \mathrm V l'uscita richiesta sarebbe 8 V8\ \mathrm V ma satura a circa +5 V+5\ \mathrm V.
  • Invertente con R1=1 kΩR_1=1\ \mathrm{k\Omega}, R2=4 kΩR_2=4\ \mathrm{k\Omega}: Av=−4A_v=-4; con vS=0,5 Vv_S=0{,}5\ \mathrm V: vO=−2 Vv_O=-2\ \mathrm V; Rin=1 kΩR_{in}=1\ \mathrm{k\Omega}. Se il generatore ha Rs=1 kΩR_s=1\ \mathrm{k\Omega} la tensione d'uscita diventa −42⋅0,5=−1 V-\frac42\cdot0{,}5=-1\ \mathrm V.

(I valori 3 V3\ \mathrm V, −2 V-2\ \mathrm V e −1 V-1\ \mathrm V sono stati controllati con un'analisi nodale in cui l'opamp ideale è il vincolo vNI=vINVv_{NI}=v_{INV} con uscita libera.)

Grafico interattivo: Transcaratteristica di un amplificatore invertente con A_v = −4 e alimentazione ±5 V: l'uscita segue la retta −4·v_S solo per |v_S| < 1,25 V

Errori comuni

  • Applicare il corto virtuale a un circuito con retroazione positiva o senza retroazione (richiede la retroazione negativa).
  • Pensare che nel corto virtuale passi corrente: la tensione è nulla e la corrente anche.
  • Dimenticare che vOv_O non può superare la saturazione.
  • Dimenticare la resistenza interna della sorgente nel guadagno dell'invertente.

Versione ripasso

  • Modello: vO=A(vNI−vINV)v_O=A(v_{NI}-v_{INV}). Ideale: A=∞A=\infty, banda infinita, Rin=∞R_{in}=\infty (correnti d'ingresso nulle), Rout=0R_{out}=0. Alimentazioni (VCC,VEEV_{CC},V_{EE}) sottintese ma presenti.
  • Retroazione negativa (uscita sul morsetto −-): vD=0v_D=0, quindi corto virtuale vNI=vINVv_{NI}=v_{INV} senza corrente; con ++ a massa: massa virtuale. Retroazione positiva: l'uscita satura (comparatore).
  • Non invertente: Av=1+R2R1A_v=1+\frac{R_2}{R_1}, Rin=∞R_{in}=\infty, Rout=0R_{out}=0. Buffer: Av=1A_v=1, amplifica la corrente.
  • Invertente: Av=−R2R1A_v=-\frac{R_2}{R_1}, Rin=R1R_{in}=R_1, Rout=0R_{out}=0; con RsR_s in serie: −R2R1+Rs-\frac{R_2}{R_1+R_s}.
  • Esempi: R1=2R_1=2, R2=18R_2=18 kΩ: Av=10A_v=10, 0,3 V→3 V0{,}3\ \mathrm V\to3\ \mathrm V (con ±5\pm5 V e 0,8 V0{,}8\ \mathrm V satura a +5+5 V); R1=1R_1=1, R2=4R_2=4 kΩ: Av=−4A_v=-4, 0,5→−2 V0{,}5\to-2\ \mathrm V.
  • Errori: corto virtuale senza retroazione negativa; corrente nel corto virtuale; ignorare la saturazione.

Esercizi su questo argomento

Teoria collegata