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Note per Studenti Amplificatori e modello a doppio bipolo

Amplificatori e modello a doppio bipolo

In questa pagina 8

A cosa serve un amplificatore

Un trasduttore (microfono, sensore di temperatura, antenna) trasforma una grandezza fisica in un segnale elettrico di potenza minima. Il segnale va portato a un livello di tensione, corrente e potenza adatto all'utilizzatore (altoparlante, convertitore, ricevitore): l'amplificatore ha ingresso a potenza praticamente nulla e uscita a potenza elevata. L'energia in più non viene dal segnale ma dall'alimentazione.

L'ingresso e l'uscita di un amplificatore sono due coppie di morsetti, le porte. Una rete con due porte si chiama doppio bipolo (Doppi bipoli e loro rappresentazioniUn doppio bipolo ha due porte e quattro grandezze (v1, i1, v2, i2) legate da due equazioni. Se è lineare e senza generatori interni (ideale inerte) le equazioni sono lineari omogenee: scegliendo quali due grandezze sono indipendenti si hanno sei rappresentazioni (matrici R, G, h, g, T, T'). Ogni parametro si calcola mettendo una porta a vuoto (corrente nulla) o in cortocircuito (tensione nulla). Reciproco: R12 = R21 (oppure det T = 1); simmetrico: anche R11 = R22. Serie di doppi bipoli: si sommano le R; parallelo: si sommano le G; cascata: si moltiplicano le T. Un doppio bipolo resistivo si sintetizza con tre resistori a T o a Π.Doppi bipoli e loro rappresentazioni →). In tutto il corso le correnti delle porte si prendono entranti dal morsetto positivo (convenzione degli utilizzatori su entrambe le porte).

Quali grandezze sono indipendenti

Su ogni porta si può imporre una sola delle due grandezze (tensione o corrente): l'altra è determinata dalla rete. Una resistenza, per esempio, con una tensione imposta ha la corrente che risulta dalla legge di Ohm. Per ogni porta si sceglie quindi una grandezza indipendente e l'altra è dipendente. Le quattro scelte danno quattro tipi di amplificatore:

Ingresso → uscita Grandezze indipendenti Parametri Guadagno
tensione → tensione v1, i2v_1,\ i_2 g Av=g21A_v=g_{21} (adimensionale)
corrente → tensione (transresistenza) i1, i2i_1,\ i_2 z Rm=z21R_m=z_{21} (Ω)
tensione → corrente (transconduttanza) v1, v2v_1,\ v_2 y Gm=y21G_m=y_{21} (S)
corrente → corrente i1, v2i_1,\ v_2 h Ai=h21A_i=h_{21} (adimensionale)

Lo schema equivalente prevede Norton (generatore di corrente in parallelo) su una porta in cui la grandezza dipendente è la corrente, Thévenin (generatore di tensione in serie) dove è la tensione.

Il modello g (amplificatore di tensione)

Per un amplificatore con ingresso e uscita in tensione le variabili indipendenti sono v1v_1 e i2i_2 e il modello è

{v2=g21 v1+g22 i2i1=g11 v1+g12 i2\begin{cases}v_2=g_{21}\,v_1+g_{22}\,i_2\\[2pt] i_1=g_{11}\,v_1+g_{12}\,i_2\end{cases}

Si legge come due equazioni circuitali: la prima è una maglia (Thévenin all'uscita), la seconda è un nodo (Norton all'ingresso). Non ci sono generatori indipendenti perché un amplificatore con segnale nullo in ingresso ha segnale nullo in uscita.

I quattro parametri si ottengono con quattro "misure" ai morsetti:

g21=v2v1∣i2=0,g22=v2i2∣v1=0,g11=i1v1∣i2=0,g12=i1i2∣v1=0.g_{21}=\left.\frac{v_2}{v_1}\right|_{i_2=0},\quad g_{22}=\left.\frac{v_2}{i_2}\right|_{v_1=0},\quad g_{11}=\left.\frac{i_1}{v_1}\right|_{i_2=0},\quad g_{12}=\left.\frac{i_1}{i_2}\right|_{v_1=0}.

Quindi i2=0i_2=0 significa uscita aperta e v1=0v_1=0 significa ingresso in cortocircuito. Le dimensioni dei parametri sono diverse tra loro: g21g_{21} è adimensionale, g22g_{22} è una resistenza, g11g_{11} una conduttanza, g12g_{12} adimensionale.

Significato fisico, per un amplificatore di tensione:

  • g21g_{21} è il guadagno intrinseco (a uscita aperta);
  • 1/g111/g_{11} è la resistenza di ingresso a uscita aperta: deve essere grande, perché l'ingresso non deve assorbire corrente dal trasduttore;
  • g22g_{22} è la resistenza di uscita: deve essere piccola, perché la tensione d'uscita non deve dipendere dalla corrente richiesta dal carico (un amplificatore di tensione ideale ha g22=0g_{22}=0);
  • g12g_{12} è il guadagno inverso: la quantità di corrente che l'uscita "rimanda" sull'ingresso.

Un amplificatore con g12=0g_{12}=0 si dice unidirezionaleil segnale presente all'uscita non retroagisce sull'ingresso: la tensione e la corrente d'uscita non cambiano il comportamento della porta d'ingresso: quello che accade all'uscita non influenza l'ingresso. In tal caso la resistenza d'ingresso 1/g111/g_{11} non dipende dal carico. Vale anche il contrario: se l'espressione della resistenza di ingresso non contiene la resistenza di carico, l'amplificatore è unidirezionale.

Effetto di carico: guadagno intrinseco e guadagno complessivo

Si collega un amplificatore unidirezionale a una sorgente (vs,Rs)(v_s,R_s) e a un carico RLR_L:

  • ingresso: v1=vs 1/g11Rs+1/g11=αi vsv_1=v_s\,\dfrac{1/g_{11}}{R_s+1/g_{11}}=\alpha_i\,v_s (partitore tra RsR_s e Rin=1/g11R_{in}=1/g_{11});
  • uscita: vL=g21v1 RLg22+RL=αo g21 v1v_L=g_{21}v_1\,\dfrac{R_L}{g_{22}+R_L}=\alpha_o\,g_{21}\,v_1 (partitore tra g22g_{22} e RLR_L).

Il guadagno complessivo è dunque il prodotto di tre fattori

Av,tot=vLvs=αi⋅g21⋅αo,αi=RinRin+Rs<1,αo=RLRout+RL<1\boxed{A_{v,tot}=\frac{v_L}{v_s}=\alpha_i\cdot g_{21}\cdot\alpha_o,\qquad \alpha_i=\frac{R_{in}}{R_{in}+R_s}<1,\quad\alpha_o=\frac{R_L}{R_{out}+R_L}<1}

ed è sempre minore del guadagno intrinseco: αi\alpha_i e αo\alpha_o tendono a 1 solo se Rin≫RsR_{in}\gg R_s e Rout≪RLR_{out}\ll R_L, cioè per un amplificatore di tensione con le caratteristiche ideali. Per questo motivo il simbolo AvA_v ha due significati (guadagno del doppio bipolo, guadagno dell'insieme sorgente-amplificatore-carico): accanto a ogni guadagno si scrive come è definito (rapporto tra quali tensioni, con quali carichi).

Esempio numerico. Un amplificatore ha Rin=1 kΩR_{in}=1\ \mathrm{k\Omega}, g21=20g_{21}=20, Rout=100 ΩR_{out}=100\ \Omega ed è collegato a Rs=1 kΩR_s=1\ \mathrm{k\Omega} e RL=2 kΩR_L=2\ \mathrm{k\Omega}. Allora αi=11+1=0,5\alpha_i=\dfrac{1}{1+1}=0{,}5, αo=2000100+2000=0,952\alpha_o=\dfrac{2000}{100+2000}=0{,}952 e Av,tot=0,5⋅20⋅0,952=9,52A_{v,tot}=0{,}5\cdot20\cdot0{,}952=9{,}52: meno della metà del guadagno intrinseco.

Determinare i parametri di un circuito

Esempio (circuito con generatore di corrente pilotato). Un doppio bipolo contiene la resistenza R1R_1 tra il morsetto positivo della porta 1 e il morsetto positivo della porta 2, la resistenza R2R_2 tra quest'ultimo e la massa comune, e un generatore di corrente β i1\beta\,i_1 che inietta corrente nel morsetto positivo della porta 2 (con i1i_1 la corrente entrante nella porta 1, che attraversa R1R_1). Con i2=0i_2=0: KCL sul nodo di uscita: i1+βi1=v2/R2i_1+\beta i_1=v_2/R_2, quindi v2=(1+β)R2 i1v_2=(1+\beta)R_2\,i_1; la maglia d'ingresso dà v1=R1i1+v2=[R1+(1+β)R2] i1v_1=R_1i_1+v_2=[R_1+(1+\beta)R_2]\,i_1. Ne seguono g11=1R1+(1+β)R2,g21=(1+β)R2R1+(1+β)R2.g_{11}=\frac{1}{R_1+(1+\beta)R_2},\qquad g_{21}=\frac{(1+\beta)R_2}{R_1+(1+\beta)R_2}. Con v1=0v_1=0 e un generatore v2v_2 alla porta 2: i1=−v2/R1i_1=-v_2/R_1 (la porta 1 in corto mette R1R_1 tra v2v_2 e massa), e i2=v2R2−(1+β)i1=v2[1R2+1+βR1]i_2=\dfrac{v_2}{R_2}-(1+\beta)i_1=v_2\left[\dfrac1{R_2}+\dfrac{1+\beta}{R_1}\right], da cui g22=R11+β ∥ R2,g12=i1i2=−R2R1+(1+β)R2≠0.g_{22}=\frac{R_1}{1+\beta}\,\Big\|\,R_2,\qquad g_{12}=\frac{i_1}{i_2}=-\frac{R_2}{R_1+(1+\beta)R_2}\neq0. L'amplificatore non è unidirezionale. Numeri: R1=1 kΩR_1=1\ \mathrm{k\Omega}, R2=2 kΩR_2=2\ \mathrm{k\Omega}, β=99\beta=99 danno g11=1/201 kΩ=4,975 μSg_{11}=1/201\ \mathrm{k\Omega}=4{,}975\ \mu\mathrm S, g21=200/201=0,995g_{21}=200/201=0{,}995, g22=10 Ω∥2000 Ω=9,95 Ωg_{22}=10\,\Omega\|2000\,\Omega=9{,}95\ \Omega, g12=−2/201=−0,00995g_{12}=-2/201=-0{,}00995. (I quattro valori sono stati verificati con un'analisi nodale numerica del circuito, applicando le quattro condizioni di misura.)

Cascata di amplificatori unidirezionali

Si collegano due amplificatori in cascata: l'uscita del primo (g2xg_{2x} = parametri di A) alimenta l'ingresso del secondo (parametri di B). Con la corrente i2A=−i1B=−g11Bv2Ai_2^A=-i_1^B=-g_{11}^Bv_2^A e la tensione v2A=g21Av1+g22Ai2Av_2^A=g_{21}^Av_1+g_{22}^Ai_2^A si ottiene v2A=g21A v11+g22Ag11Bv_2^A=\dfrac{g_{21}^A\,v_1}{1+g_{22}^A g_{11}^B} e poi

g11=g11A,g12=0,g21=g21A g21B1+g22A g11B,g22=g22B.g_{11}=g_{11}^A,\quad g_{12}=0,\quad g_{21}=\frac{g_{21}^A\,g_{21}^B}{1+g_{22}^A\,g_{11}^B},\quad g_{22}=g_{22}^B.

Il doppio bipolo risultante è ancora unidirezionale. Il fattore 11+g22Ag11B=RinBRinB+RoutA\dfrac1{1+g_{22}^Ag_{11}^B}=\dfrac{R_{in}^B}{R_{in}^B+R_{out}^A} è il partitore tra la resistenza di uscita del primo stadio e quella di ingresso del secondo: l'effetto di carico tra gli stadi. Esempio: A con g11=1 mSg_{11}=1\ \mathrm{mS}, g21=20g_{21}=20, g22=100 Ωg_{22}=100\ \Omega e B con g11=2 mSg_{11}=2\ \mathrm{mS}, g21=10g_{21}=10, g22=50 Ωg_{22}=50\ \Omega: g21=20⋅101+100⋅2⋅10−3=2001,2=166,7g_{21}=\dfrac{20\cdot10}{1+100\cdot2\cdot10^{-3}}=\dfrac{200}{1{,}2}=166{,}7. Con sorgente Rs=1 kΩR_s=1\ \mathrm{k\Omega} e carico RL=2 kΩR_L=2\ \mathrm{k\Omega} il guadagno complessivo è Av,tot=10001000+1000⏟0,5⋅20⋅500500+100⏟0,833⋅10⋅20002000+50⏟0,976=81,3A_{v,tot}=\underbrace{\frac{1000}{1000+1000}}_{0{,}5}\cdot20\cdot\underbrace{\frac{500}{500+100}}_{0{,}833}\cdot10\cdot\underbrace{\frac{2000}{2000+50}}_{0{,}976}=81{,}3 (controllato con un'analisi nodale dell'intera catena).

Esempio d'esame: conduttanza di ingresso con guadagno di corrente inverso

Un amplificatore è descritto dal modello g con g11=Gi=2 mSg_{11}=G_i=2\ \mathrm{mS}, g21=Av=3g_{21}=A_v=3, g22=Ro=500 Ωg_{22}=R_o=500\ \Omega, g12=Fi=0,5g_{12}=F_i=0{,}5, e chiuso su Rload=1500 ΩR_{load}=1500\ \Omega (quesito rapido, tema d'esame luglio 2022 e agosto 2026). Si chiede Gin=i1/v1G_{in}=i_1/v_1.

  1. La corrente entrante nella porta 2 è l'opposto di quella nel carico: i2=−v2/Rloadi_2=-v_2/R_{load}.
  2. v2=Avv1+Roi2=Avv1−Rov2/Rloadv_2=A_vv_1+R_oi_2=A_vv_1-R_ov_2/R_{load} ⇒\Rightarrow v2=Av v11+Ro/Rload=31+1/3v1=2,25 v1v_2=\dfrac{A_v\,v_1}{1+R_o/R_{load}}=\dfrac{3}{1+1/3}v_1=2{,}25\,v_1.
  3. i2=−2,25 v11500 Ω=−1,5 mS⋅v1i_2=-\dfrac{2{,}25\,v_1}{1500\ \Omega}=-1{,}5\ \mathrm{mS}\cdot v_1.
  4. i1=Giv1+Fii2=(2−0,5⋅1,5) mS⋅v1i_1=G_iv_1+F_ii_2=(2-0{,}5\cdot1{,}5)\ \mathrm{mS}\cdot v_1, quindi Gin=1,25 mS(Rin=800 Ω).G_{in}=1{,}25\ \mathrm{mS}\quad(R_{in}=800\ \Omega). Si vede l'effetto di g12g_{12}: con Fi=0F_i=0 si avrebbe Rin=500 ΩR_{in}=500\ \Omega; la resistenza di ingresso dipende dal carico proprio perché l'amplificatore non è unidirezionale.

Errori comuni

  • Dimenticare che g21g_{21} e g11g_{11} si misurano con l'uscita aperta e g22,g12g_{22},g_{12} con l'ingresso in corto.
  • Confondere guadagno intrinseco e complessivo (e dimenticare i due partitori).
  • Dimenticare che la corrente di uscita nel modello è entrante nella porta: con un carico i2=−v2/RLi_2=-v_2/R_L.
  • Calcolare Rin=1/g11R_{in}=1/g_{11} per un amplificatore non unidirezionale con carico (quel valore vale a uscita aperta).

Versione ripasso

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