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Note per Studenti Circuiti con operazionale - sommatore, differenziale, integratore, derivatore

Circuiti con operazionale - sommatore, differenziale, integratore, derivatore

In questa pagina 8

Tutti i circuiti qui sotto hanno retroazione negativa, opamp ideale e quindi corto virtuale (vNI=vINVv_{NI}=v_{INV}) e correnti d'ingresso nulle (Amplificatore operazionale ideale - corto virtuale e configurazioni baseL'amplificatore operazionale (opamp) è un amplificatore differenziale con guadagno altissimo: v_O = A (v_NI − v_INV). Nel modello ideale A = ∞, Rin = ∞, Rout = 0, banda infinita. Con una retroazione negativa dall'uscita all'ingresso invertente l'uscita si porta al valore che rende nulla la tensione differenziale (corto virtuale: v_NI = v_INV) senza che entri corrente negli ingressi. Con questa sola regola si ricavano l'amplificatore non invertente (Av = 1 + R2/R1, Rin = ∞) e l'invertente (Av = −R2/R1, Rin = R1); in entrambi Rout = 0.Amplificatore operazionale ideale - corto virtuale e configurazioni base →). Si usa la sovrapposizione degli effetti (Principio di sovrapposizione degli effettiIn una rete lineare (resistori, GIT, GIC) ogni tensione e ogni corrente è combinazione lineare delle impresse dei generatori. Quindi si può calcolarla facendo agire un generatore alla volta, con gli altri spenti (GIT spento = cortocircuito, GIC spento = circuito aperto), e sommando i contributi. Vale per tensioni e correnti, non per le potenze.Principio di sovrapposizione degli effetti →) quando c'è più di un ingresso.

Generalizzazione con le impedenze

Nell'invertente e nel non invertente al posto di R1,R2R_1,R_2 si possono mettere due impedenze Z1(s),Z2(s)Z_1(s),Z_2(s) qualunque (reti di resistori e condensatori), perché le stesse equazioni valgono nel dominio di Laplace con s→jωs\to j\omega in regime sinusoidale: Av(s)=−Z2(s)Z1(s) (invertente),Av(s)=1+Z2(s)Z1(s) (non invertente).A_v(s)=-\frac{Z_2(s)}{Z_1(s)}\ \text{(invertente)},\qquad A_v(s)=1+\frac{Z_2(s)}{Z_1(s)}\ \text{(non invertente)}. È così che nascono integratore, derivatore e i filtri (Circuiti con operazionale in frequenza - Bode e uscita a una sinusoideNei circuiti con opamp ideale la funzione di trasferimento A(s) si ottiene dalle formule di invertente (−Z2/Z1) e non invertente (1+Z2/Z1), con i condensatori sostituiti da 1/(sC) e le reti RC sul morsetto + trattate come partitori (nessuna corrente nell'ingresso). Si porta A(s) nella forma di Bode, si traccia il diagramma asintotico con i punti di spezzamento e si legge modulo e fase alla pulsazione del segnale per scrivere v_out(t); la componente continua dell'ingresso esce moltiplicata per A(0).Circuiti con operazionale in frequenza - Bode e uscita a una sinusoide →). In elettronica si usa la variabile ss e non jωj\omega perché permette di ragionare sui poli e gli zeri (Laplace unilatera, funzione di trasferimento e stabilitàCon la trasformata unilatera $X(s)=\int_{0^-}^\infty x(t)e^{-st}dt$ le derivate diventano $\mathcal L[y']=sY-y(0^-)$: un problema di Cauchy causale si riduce a un'equazione algebrica, $Y=\frac{b}{a}X+\frac{\text{termini iniziali}}{a}$ (forzata + libera). La funzione di trasferimento è $H(s)=b(s)/a(s)$; il sistema causale è BIBO stabile se e solo se $H$ è propria e tutti i poli hanno parte reale negativa.Laplace unilatera, funzione di trasferimento e stabilità →).

Sommatore invertente

Più ingressi VkV_k collegati con le resistenze RkR_k al nodo −- (massa virtuale), resistenza di retroazione RR. Con vINV=0v_{INV}=0 la corrente in ciascun RkR_k è Vk/RkV_k/R_k e la LKC al nodo −- senza corrente nell'ingresso dà ∑kVk/Rk+vO/R=0\sum_kV_k/R_k+v_O/R=0:

vO=−∑kRRk Vk.v_O=-\sum_k\frac{R}{R_k}\,V_k.

Con tutte le resistenze uguali è vO=−∑Vkv_O=-\sum V_k (somma); con resistenze diverse si ha un sommatore pesato. Gli ingressi non interferiscono tra loro perché il nodo −- resta a potenziale zero: ogni RkR_k vede sempre massa.

Esempio. R=10 kΩR=10\ \mathrm{k\Omega}, R1=10 kΩR_1=10\ \mathrm{k\Omega}, R2=5 kΩR_2=5\ \mathrm{k\Omega}, R3=20 kΩR_3=20\ \mathrm{k\Omega}: vO=−(V1+2V2+0,5V3)v_O=-(V_1+2V_2+0{,}5V_3). Con V1=1 VV_1=1\ \mathrm V, V2=0,5 VV_2=0{,}5\ \mathrm V, V3=2 VV_3=2\ \mathrm V: vO=−(1+1+1)=−3 Vv_O=-(1+1+1)=-3\ \mathrm V (verificato con analisi nodale).

Amplificatore differenziale

Ingresso V1V_1 al morsetto ++ tramite R3R_3, con R4R_4 verso massa; V2V_2 al morsetto −- tramite R1R_1, con R2R_2 in retroazione. Il morsetto ++ riceve il partitore (non caricato): vNI=V1R4R3+R4v_{NI}=V_1\dfrac{R_4}{R_3+R_4}. Sul morsetto −- (sovrapposizione): vINV=V2R2R1+R2+vOR1R1+R2v_{INV}=V_2\dfrac{R_2}{R_1+R_2}+v_O\dfrac{R_1}{R_1+R_2}. Con vNI=vINVv_{NI}=v_{INV}:

vO=R4R3+R4⋅R1+R2R1⏟A1V1−R2R1⏟A2V2=R2R1[1+R1/R21+R3/R4V1−V2].v_O=\underbrace{\frac{R_4}{R_3+R_4}\cdot\frac{R_1+R_2}{R_1}}_{A_1}V_1-\underbrace{\frac{R_2}{R_1}}_{A_2}V_2=\frac{R_2}{R_1}\left[\frac{1+R_1/R_2}{1+R_3/R_4}V_1-V_2\right].

Per avere un vero amplificatore differenziale (vO∝V1−V2v_O\propto V_1-V_2) i due guadagni devono essere uguali: A1=A2A_1=A_2, cioè

R1R2=R3R4 ⟹ vO=R2R1(V1−V2).\boxed{\frac{R_1}{R_2}=\frac{R_3}{R_4}}\ \Longrightarrow\ v_O=\frac{R_2}{R_1}(V_1-V_2).

La scelta simmetrica è R3=R1R_3=R_1, R4=R2R_4=R_2.

Se le resistenze non sono perfettamente appaiate compare un guadagno di modo comune (Segnali di modo differenziale e di modo comune - CMRRDue segnali v1, v2 si scompongono in modo comune v_CM = (v1+v2)/2 (la parte uguale) e modo differenziale v_D = v1 − v2 (la parte che li differenzia). Un amplificatore differenziale con guadagni A1 e A2 sui due ingressi ha v_O = A_D v_D + A_CM v_CM con A_D = (A1+A2)/2 e A_CM = A1 − A2; la sua qualità è il CMRR = |A_D/A_CM| (in dB: 20 log), infinito se A1 = A2. Nei quesiti d'esame basta calcolare v_D, v_CM e sommare i due contributi, ricordando che il segno di A_CM, se non dato, lascia due risultati.Segnali di modo differenziale e di modo comune - CMRR →): AD=A1+A22A_D=\dfrac{A_1+A_2}2 e ACM=A1−A2A_{CM}=A_1-A_2. Esempio: R1=R3=10 kΩR_1=R_3=10\ \mathrm{k\Omega}, R2=50 kΩR_2=50\ \mathrm{k\Omega}, R4=49,5 kΩR_4=49{,}5\ \mathrm{k\Omega} (appaiamento all'1%): A1=49,559,5⋅6=4,9916A_1=\dfrac{49{,}5}{59{,}5}\cdot6=4{,}9916 e A2=5A_2=5, quindi AD=4,9958A_D=4{,}9958, ACM=−0,0084A_{CM}=-0{,}0084 e CMRR=∣AD/ACM∣=594,5\mathrm{CMRR}=|A_D/A_{CM}|=594{,}5, cioè 55,5 dB55{,}5\ \mathrm{dB} (verificato con analisi nodale). Per questo nei circuiti reali le resistenze del differenziale devono essere molto precise.

Integratore

Invertente con Z1=RZ_1=R e Z2=1sCZ_2=\dfrac1{sC}: Av(s)=−1sRCA_v(s)=-\dfrac{1}{sRC}. Nel tempo: iR=vS/Ri_R=v_S/R, iC=C v˙Ci_C=C\,\dot v_C con vC=vO−vINV=vOv_C=v_O-v_{INV}=v_O e iR+iC=0i_R+i_C=0:

vO(t)=−1RC∫0tvS(τ) dτ+vO(0).v_O(t)=-\frac{1}{RC}\int_0^tv_S(\tau)\,d\tau+v_O(0).

Il coefficiente 1RC\dfrac1{RC} non è adimensionale (è il reciproco di un tempo): quando i segnali sono funzioni del tempo si parla di "guadagno" intendendo questo coefficiente. In regime sinusoidale Av(jω)=−1jωRCA_v(j\omega)=-\dfrac{1}{j\omega RC}: modulo 1ωRC\dfrac1{\omega RC} (cala con la frequenza), fase +90∘+90^\circ.

Esempio. R=10 kΩR=10\ \mathrm{k\Omega}, C=100 nFC=100\ \mathrm{nF} (RC=1 msRC=1\ \mathrm{ms}), vS=0,5sin⁡(2π⋅1000 t) Vv_S=0{,}5\sin(2\pi\cdot1000\,t)\ \mathrm V: vO=−1RC∫0,5sin⁡ωt dt=0,5ωRCcos⁡ωt=0,0796cos⁡(2π⋅1000 t) Vv_O=-\dfrac{1}{RC}\int0{,}5\sin\omega t\,dt=\dfrac{0{,}5}{\omega RC}\cos\omega t=0{,}0796\cos(2\pi\cdot1000\,t)\ \mathrm V (verificato con l'analisi nodale in regime sinusoidale). Con un gradino di 1 V1\ \mathrm V per 2 ms2\ \mathrm{ms} l'uscita scende linearmente fino a −2 V-2\ \mathrm V.

Attenzione alla continua. In continua il condensatore è aperto: il circuito non ha più retroazione negativa. Un'offset anche piccolo, o un ingresso con valor medio non nullo, porta l'uscita a crescere fino alla saturazione. Il segnale d'ingresso deve avere media nulla, e in pratica si mette un resistore in parallelo al condensatore (o un azzeramento periodico).

Derivatore

Invertente con Z1=1sCZ_1=\dfrac1{sC} e Z2=RZ_2=R: Av(s)=−sRCA_v(s)=-sRC. Nel tempo: iC=C v˙Si_C=C\,\dot v_S (la tensione sul condensatore è vSv_S perché il nodo −- è a massa virtuale), iR=vO/Ri_R=v_O/R e iC+iR=0i_C+i_R=0:

vO(t)=−RC dvSdt.v_O(t)=-RC\,\frac{dv_S}{dt}.

Esempio. R=1 kΩR=1\ \mathrm{k\Omega}, C=1 μFC=1\ \mu\mathrm F e vS=0,2sin⁡(2π⋅100 t) Vv_S=0{,}2\sin(2\pi\cdot100\,t)\ \mathrm V: vO=−RC ω⋅0,2cos⁡ωt=−0,1257cos⁡(2π⋅100 t) Vv_O=-RC\,\omega\cdot0{,}2\cos\omega t=-0{,}1257\cos(2\pi\cdot100\,t)\ \mathrm V. Il derivatore amplifica le alte frequenze (modulo ωRC\omega RC, che cresce con ω\omega), quindi amplifica anche il rumore: nella pratica ha una resistenza in serie al condensatore che ne limita il guadagno. Il segnale d'ingresso non deve avere variazioni troppo rapide.

Amplificatore per strumentazione

Due non invertenti con una sola resistenza RgR_g tra i due morsetti invertenti, seguiti da un differenziale. Le due uscite vo1,vo2v_{o1},v_{o2} soddisfano

vo1−vo2=(1+2RRg)(V1−V2),v_{o1}-v_{o2}=\Big(1+\frac{2R}{R_g}\Big)(V_1-V_2),

perché per il corto virtuale i morsetti invertenti hanno tensione V1V_1 e V2V_2 e la corrente (V1−V2)/Rg(V_1-V_2)/R_g attraversa tutta la serie R,Rg,RR,R_g,R. Il modo comune è amplificato per 1 (nessuna corrente in RgR_g se V1=V2V_1=V_2). Il secondo stadio (differenziale, guadagno R4/R3R_4/R_3) completa vO=(1+2RRg)R4R3(V1−V2)v_O=\Big(1+\dfrac{2R}{R_g}\Big)\dfrac{R_4}{R_3}(V_1-V_2). Esempio: R=10 kΩR=10\ \mathrm{k\Omega}, Rg=1 kΩR_g=1\ \mathrm{k\Omega}, R3=10 kΩR_3=10\ \mathrm{k\Omega}, R4=20 kΩR_4=20\ \mathrm{k\Omega} danno guadagno 21⋅2=4221\cdot2=42; per V1−V2=0,1 VV_1-V_2=0{,}1\ \mathrm V si ottiene 4,2 V4{,}2\ \mathrm V, e un ingresso di modo comune da solo (V1=V2=1 VV_1=V_2=1\ \mathrm V) dà uscita nulla (verificato). Si usa per misurare piccole tensioni differenziali (sensori) su un grande modo comune: ha RinR_{in} altissima e guadagno regolabile con la sola RgR_g.

Amplificatore transresistivo (corrente in ingresso)

Se la sorgente è un generatore di corrente iSi_S collegato al morsetto −- di un invertente con retroazione R2R_2, il nodo −- è a massa virtuale e tutta iSi_S passa in R2R_2: vO=−R2 iSv_O=-R_2\,i_S (convertitore corrente-tensione).

Errori comuni

  • Dimenticare di verificare R1/R2=R3/R4R_1/R_2=R_3/R_4: senza questa condizione l'uscita contiene V1+V2V_1+V_2.
  • Scrivere vO=∫vSv_O=\int v_S senza il fattore −1/(RC)-1/(RC) (le unità di 1/RC1/RC sono s−1^{-1}).
  • Usare integratore e derivatore con ingressi che hanno una componente continua o variazioni molto rapide.
  • Dimenticare il segno meno negli integratori e derivatori invertenti.

Versione ripasso

Esercizi su questo argomento

Teoria collegata