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Note per Studenti Formulario - fondamenti di elettronica

Formulario - fondamenti di elettronica

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Amplificatori e doppi bipoli

Note: Richiami di teoria dei circuiti per l'elettronicaIn elettronica si usano quasi solo strumenti di Teoria dei Circuiti: partitori (solo se non caricati), Thévenin e Norton per «vedere» una rete da due morsetti, sovrapposizione degli effetti, regime sinusoidale. Qui si fissano le regole di scrittura (unità di misura, kΩ·mA = V), la misura di una resistenza equivalente con un generatore di prova, e i tre risultati che tornano nei quesiti rapidi: potenza media di una somma di sinusoidi, ampiezza di una tensione RC e valore efficace di un'onda.Richiami di teoria dei circuiti per l'elettronica → · Amplificatori e modello a doppio bipoloUn amplificatore è una rete lineare con due porte (ingresso e uscita). A seconda che ingresso e uscita siano in tensione o in corrente ci sono quattro modelli (parametri g, z, y, h); il più usato è il modello g dell'amplificatore di tensione: v2 = g21 v1 + g22 i2, i1 = g11 v1 + g12 i2, con Av = g21, Rin = 1/g11, Rout = g22. Un amplificatore unidirezionale ha g12 = 0 e il suo guadagno complessivo è un prodotto di tre fattori: partitore di ingresso, guadagno intrinseco, partitore di uscita.Amplificatori e modello a doppio bipolo → · Amplificatori reali, punto di lavoro e piccoli segnaliUn amplificatore reale è non lineare: la tensione di uscita satura vicino alle alimentazioni e solo in un piccolo intorno di un punto di lavoro Q segue una retta, la tangente alla transcaratteristica. Per questo ogni stadio si studia in due fasi separate: polarizzazione (solo generatori costanti, condensatori aperti) e segnale (generatori costanti spenti, condensatori di accoppiamento e di bypass in corto, transistor sostituito dal modello a piccolo segnale). La sovrapposizione vale solo per le due componenti separate, non per il circuito intero.Amplificatori reali, punto di lavoro e piccoli segnali →

  • Valore efficace di due sinusoidi a frequenze diverse: Vrms2=V122+V222V_{rms}^2=\frac{V_1^2}2+\frac{V_2^2}2, P=V12+V222RP=\frac{V_1^2+V_2^2}{2R}. RC serie: VZ=VR2+VC2V_Z=\sqrt{V_R^2+V_C^2} (tensioni in quadratura).
  • Modello parametri gmodello dell'amplificatore di tensione: ingresso e uscita in tensione: v2=g21v1+g22i2v_2=g_{21}v_1+g_{22}i_2, i1=g11v1+g12i2i_1=g_{11}v_1+g_{12}i_2, con g11=i1v1∣i2=0g_{11}=\frac{i_1}{v_1}\big|_{i_2=0}, g21=v2v1∣i2=0g_{21}=\frac{v_2}{v_1}\big|_{i_2=0}, g22=v2i2∣v1=0g_{22}=\frac{v_2}{i_2}\big|_{v_1=0}, g12=i1i2∣v1=0g_{12}=\frac{i_1}{i_2}\big|_{v_1=0}. Rin=1g11R_{in}=\frac1{g_{11}}, Rout=g22R_{out}=g_{22}, Av=g21A_v=g_{21}; unidirezionale se g12=0g_{12}=0.
  • Con sorgente RsR_s e carico RLR_L: Av,tot=vLvs=αi g21 αoA_{v,tot}=\frac{v_L}{v_s}=\alpha_i\,g_{21}\,\alpha_o, αi=RinRin+Rs\alpha_i=\frac{R_{in}}{R_{in}+R_s}, αo=RLRout+RL\alpha_o=\frac{R_L}{R_{out}+R_L}. Cascata A→\toB: g11=g11Ag_{11}=g_{11}^A, g12=0g_{12}=0, g21=g21Ag21B1+g22Ag11Bg_{21}=\frac{g_{21}^Ag_{21}^B}{1+g_{22}^Ag_{11}^B}, g22=g22Bg_{22}=g_{22}^B.
  • Punto di lavoro QQ: i=IQ+f′(VQ) vac+…i=I_Q+f'(V_Q)\,v_{ac}+\dots, il piccolo segnale è la pendenza in QQ.

Grafico interattivo: Transcaratteristica di un amplificatore con guadagno 10 e saturazione a ±5 V: lineare solo per |v_in| < 0,5 V

Amplificatore operazionale

Note: Amplificatore operazionale ideale - corto virtuale e configurazioni baseL'amplificatore operazionale (opamp) è un amplificatore differenziale con guadagno altissimo: v_O = A (v_NI − v_INV). Nel modello ideale A = ∞, Rin = ∞, Rout = 0, banda infinita. Con una retroazione negativa dall'uscita all'ingresso invertente l'uscita si porta al valore che rende nulla la tensione differenziale (corto virtuale: v_NI = v_INV) senza che entri corrente negli ingressi. Con questa sola regola si ricavano l'amplificatore non invertente (Av = 1 + R2/R1, Rin = ∞) e l'invertente (Av = −R2/R1, Rin = R1); in entrambi Rout = 0.Amplificatore operazionale ideale - corto virtuale e configurazioni base → · Circuiti con operazionale - sommatore, differenziale, integratore, derivatoreCon il corto virtuale si ricavano tutti i circuiti di base con opamp: sommatore invertente v_O = −Σ(R/R_k)V_k, differenziale v_O = (R2/R1)(V1−V2) con R1/R2 = R3/R4, integratore v_O = −(1/RC)∫v_S e derivatore v_O = −RC dv_S/dt (in s: −1/(sRC) e −sRC), amplificatore per strumentazione (1+2R/Rg)(R4/R3)(V1−V2). In frequenza basta usare l'impedenza Z(s) al posto di R nelle formule dell'invertente e del non invertente.Circuiti con operazionale - sommatore, differenziale, integratore, derivatore → · Segnali di modo differenziale e di modo comune - CMRRDue segnali v1, v2 si scompongono in modo comune v_CM = (v1+v2)/2 (la parte uguale) e modo differenziale v_D = v1 − v2 (la parte che li differenzia). Un amplificatore differenziale con guadagni A1 e A2 sui due ingressi ha v_O = A_D v_D + A_CM v_CM con A_D = (A1+A2)/2 e A_CM = A1 − A2; la sua qualità è il CMRR = |A_D/A_CM| (in dB: 20 log), infinito se A1 = A2. Nei quesiti d'esame basta calcolare v_D, v_CM e sommare i due contributi, ricordando che il segno di A_CM, se non dato, lascia due risultati.Segnali di modo differenziale e di modo comune - CMRR → · Operazionale reale - guadagno finito, offset, correnti di polarizzazione e slew rateUn opamp reale ha guadagno finito e dipendente dalla frequenza A(jω) = A0/(1+jω/ωA), resistenza di uscita RO, correnti di ingresso (polarizzazione IB, offset IOS), tensione di offset VOS e velocità di variazione dell'uscita limitata (slew rate). Con retroazione negativa il guadagno ad anello chiuso è G·A/(A+G) con G = 1+R2/R1 (non invertente), quindi la banda vale ωT/G: prodotto guadagno-banda costante. Gli errori in continua di VOS, IB, IOS si calcolano con la sovrapposizione degli effetti, spegnendo il segnale.Operazionale reale - guadagno finito, offset, correnti di polarizzazione e slew rate →

  • Ideale con retroazione negativa: vO=A vDv_O=A\,v_D, vD=vNI−vINV→0v_D=v_{NI}-v_{INV}\to0 (corto virtuale), nessuna corrente negli ingressi. Invertente Av=−R2R1A_v=-\frac{R_2}{R_1} (Rin=R1R_{in}=R_1); non invertente Av=1+R2R1A_v=1+\frac{R_2}{R_1} (Rin=∞R_{in}=\infty); in frequenza −Z2(s)Z1(s)-\frac{Z_2(s)}{Z_1(s)} e 1+Z2(s)Z1(s)1+\frac{Z_2(s)}{Z_1(s)}.
  • Sommatore vO=−∑kRRkVkv_O=-\sum_k\frac R{R_k}V_k; differenziale (R1R2=R3R4\frac{R_1}{R_2}=\frac{R_3}{R_4}) vO=R2R1(V1−V2)v_O=\frac{R_2}{R_1}(V_1-V_2); integratore vO=−1RC∫0tvS dτ+vO(0)v_O=-\frac1{RC}\int_0^tv_S\,d\tau+v_O(0); derivatore vO=−RCdvSdtv_O=-RC\frac{dv_S}{dt}; strumentazione vo1−vo2=(1+2RRg)(V1−V2)v_{o1}-v_{o2}=\big(1+\frac{2R}{R_g}\big)(V_1-V_2).

Grafico interattivo: Integratore e derivatore con RC = 1 ms (ascissa: ω in rad/s, scala logaritmica; ordinata: |A_v| in dB): l'integratore scende di 20 dB/decade e vale 0 dB in ω = 1/RC = 1000 rad/s, il derivatore sale di 20 dB/decade e passa per lo stesso punto; i due punti sono gli esempi del testo, integratore a 1 kHz (−16 dB, cioè guadagno 0,16) e derivatore a 100 Hz (−4 dB, guadagno 0,63)

  • Modo comune e differenziale: vCM=v1+v22v_{CM}=\frac{v_1+v_2}2, vD=v1−v2v_D=v_1-v_2; vO=ADvD+ACMvCMv_O=A_Dv_D+A_{CM}v_{CM} con AD=A1+A22A_D=\frac{A_1+A_2}2, ACM=A1−A2A_{CM}=A_1-A_2. CMRR=∣AD∣∣ACM∣\mathrm{CMRR}=\frac{|A_D|}{|A_{CM}|}, in dB 20log⁡10∣AD∣∣ACM∣20\log_{10}\frac{|A_D|}{|A_{CM}|}.
  • Reale: A(jω)=A01+jω/ωAA(j\omega)=\frac{A_0}{1+j\omega/\omega_A}; con G=1+R2R1G=1+\frac{R_2}{R_1} il guadagno a anello chiuso è A1+A/G≃G1+jω/ωB\frac{A}{1+A/G}\simeq\frac G{1+j\omega/\omega_B} con ωB=ωTG=ωAA0G\omega_B=\frac{\omega_T}{G}=\frac{\omega_AA_0}G: il prodotto guadagno-banda G ωB=ωTG\,\omega_B=\omega_T è costante. Invertente con AA finito: Av=−R2R111+1+R2/R1AA_v=-\frac{R_2}{R_1}\frac1{1+\frac{1+R_2/R_1}A}.
  • Offsettensione di ingresso residua che sposta l'uscita anche con ingresso nullo: vO=−R2R1VS+(1+R2R1)VOSv_O=-\frac{R_2}{R_1}V_S+\big(1+\frac{R_2}{R_1}\big)V_{OS}. Correnti di polarizzazione: vO=R2(IB−IOS2)≃R2IBv_O=R_2\big(I_B-\frac{I_{OS}}2\big)\simeq R_2I_B.
  • Slew ratemassima velocità di variazione dell'uscita: SR=∣dvOdt∣maxSR=\big|\frac{dv_O}{dt}\big|_{max}; una sinusoide di ampiezza VpV_p non è distorta fino a fmax=SR2πVpf_{max}=\frac{SR}{2\pi V_p}.

Grafico interattivo: Diagramma di Bode del guadagno ad anello aperto A (A₀ = 10⁵, f_A = 10 Hz) e ad anello chiuso con G = 10 e G = 100 (ascissa: f in Hz, ordinata: dB): ogni curva ad anello chiuso è piatta al valore G fino alla sua banda (100 kHz e 10 kHz) e poi si unisce alla curva di A, che scende di 20 dB/decade e vale 0 dB a f_T = A₀f_A = 1 MHz; il prodotto guadagno-banda è costante

Risposta in frequenza e diagrammi di Bode

Note: Funzione di trasferimento e diagrammi di BodeLa risposta in frequenza di un amplificatore è A(jω) = A(s) con s = jω. Scritta in forma fattorizzata (costante, zeri e poli come fattori (1+s/ω_i)), modulo in dB e fase si ottengono sommando i contributi di ogni fattore. Diagramma asintotico del modulo: polo = −20 dB/decade dopo ω_p, zero = +20 dB/decade, polo o zero nell'origine = pendenza costante ±20 dB/dec; fase: ogni polo (zero) reale aggiunge −90° (+90°) con un tratto lineare che parte da ω/10 e finisce in 10ω (±45°/decade). Per un ingresso sinusoidale A sin(ω0 t + φ) l'uscita è |A(jω0)| A sin(ω0 t + φ + ∠A(jω0)).Funzione di trasferimento e diagrammi di Bode → · Circuiti con operazionale in frequenza - Bode e uscita a una sinusoideNei circuiti con opamp ideale la funzione di trasferimento A(s) si ottiene dalle formule di invertente (−Z2/Z1) e non invertente (1+Z2/Z1), con i condensatori sostituiti da 1/(sC) e le reti RC sul morsetto + trattate come partitori (nessuna corrente nell'ingresso). Si porta A(s) nella forma di Bode, si traccia il diagramma asintotico con i punti di spezzamento e si legge modulo e fase alla pulsazione del segnale per scrivere v_out(t); la componente continua dell'ingresso esce moltiplicata per A(0).Circuiti con operazionale in frequenza - Bode e uscita a una sinusoide →

  • vin=Vsin⁡(ω0t+φ)⇒vout=V ∣A(jω0)∣sin⁡(ω0t+φ+∠A(jω0))v_{in}=V\sin(\omega_0t+\varphi)\Rightarrow v_{out}=V\,|A(j\omega_0)|\sin\big(\omega_0t+\varphi+\angle A(j\omega_0)\big); con un ingresso continuo ++ sinusoide: vout=A(0)V0+∣A(jω1)∣V1sin⁡(… )v_{out}=A(0)V_0+|A(j\omega_1)|V_1\sin(\dots).
  • Forma di Bode: A(s)=A0(sTz)⋯(1+sTz)⋯(sTp)⋯(1+sTp)⋯A(s)=A_0\frac{(sT_z)\cdots(1+sT_{z})\cdots}{(sT_p)\cdots(1+sT_p)\cdots}, ogni fattore adimensionale. Modulo asintotico: polo −20-20 dB/dec dopo ωp\omega_p, zero +20+20 dB/dec dopo ωz\omega_z, origine pendenza costante ±20\pm20 dB/dec. Fase: ogni polo (zero) reale è una rampa di −90∘-90^\circ (+90∘+90^\circ) che occupa due decadi, da ωp10\frac{\omega_p}{10} a 10 ωp10\,\omega_p; polo esatto −10log⁡10(1+(ωωp)2)-10\log_{10}\big(1+(\frac\omega{\omega_p})^2\big) dB, fase −arctan⁡ωωp-\arctan\frac\omega{\omega_p}.
  • Invertente Av=−R2R1sτ1(1+sτ1)(1+sτ2)A_v=-\frac{R_2}{R_1}\frac{s\tau_1}{(1+s\tau_1)(1+s\tau_2)} (passa-banda, τ1=R1C1\tau_1=R_1C_1, τ2=R2C2\tau_2=R_2C_2); asse ω\omega logaritmico senza unità.

Grafico interattivo: Polo reale in ω_p = 1000 rad/s, guadagno in continua 0 dB (ascissa: ω in rad/s, scala logaritmica; ordinata: dB): modulo esatto −10 log₁₀(1 + (ω/ω_p)²) e diagramma asintotico (tratteggio); l'errore massimo è nel punto di spezzamento, dove il modulo esatto è −3 dB, e a ω_p/2 e 2ω_p vale ancora circa 1 dB

Grafico interattivo: Fase dello stesso polo (ascissa: ω in rad/s, scala logaritmica; ordinata: gradi): fase esatta −arctan(ω/ω_p) e diagramma asintotico a rampa che va da 0° a −90° in due decadi, da ω_p/10 a 10ω_p; le due curve coincidono in ω_p (−45°) e l'errore massimo è circa 5,7°, agli estremi della rampa

Grafico interattivo: Esempio 2, passa-banda invertente A_v = −100 sτ₁/((1 + sτ₁)(1 + sτ₂)) con ω₁ = 1000 e ω₂ = 6250 rad/s (ascissa: ω in rad/s, scala logaritmica; ordinata: |A_v| in dB): +20 dB/decade fino a ω₁, banda piatta a 40 dB tra ω₁ e ω₂ nel diagramma asintotico, poi −20 dB/decade; poiché ω₁ e ω₂ distano meno di una decade, il modulo esatto non raggiunge mai i 40 dB (massimo circa 38,7 dB)

Semiconduttori e diodi

Note: Semiconduttori - bande, drogaggio e legge di azione di massaNel silicio puro (intrinseco) ogni coppia elettrone-lacuna è creata dall'agitazione termica: n = p = n_i ≈ 1,5·10^10 cm^-3 a 300 K, con n_i^2 proporzionale a T^3 e^{-E_G/kT}. Il drogaggio con donatori (gruppo V) crea elettroni liberi (tipo n, n ≈ N_D), con accettori (gruppo III) crea lacune (tipo p, p ≈ N_A). Vale sempre la legge di azione di massa n·p = n_i^2 e la neutralità della carica p + N_D = n + N_A; con drogaggi compensati conta la differenza N_D − N_A.Semiconduttori - bande, drogaggio e legge di azione di massa → · Corrente di deriva e di diffusione - resistenza di una barrettaNei semiconduttori la corrente ha due cause: il campo elettrico (deriva, J = qpμ_pE + qnμ_nE = σE, con velocità v = μE) e le differenze di concentrazione (diffusione, J_n = qD_n dn/dx, J_p = −qD_p dp/dx). Le due costanti sono legate dalla relazione di Einstein D/μ = V_T = kT/q ≈ 25 mV. Una barretta uniforme di lunghezza L e sezione S ha resistenza R = L/(σS). In un materiale isolato a concentrazione non uniforme la corrente totale è nulla e compare un campo (e una tensione V(X2) − V(X1) = V_T ln[n(X2)/n(X1)]).Corrente di deriva e di diffusione - resistenza di una barretta → · Equazione di continuità e portatori minoritari in eccessoIn un semiconduttore fuori equilibrio la concentrazione di un portatore cambia nel tempo per tre cause: flusso di corrente, generazione G e ricombinazione R. L'equazione di continuità per le lacune è ∂p/∂t = −(1/q)∂J_p/∂x + G − R con R = (p − p_n0)/τ_p. Senza campo e con drogaggio uniforme diventa ∂p/∂t = D_p ∂²p/∂x² − (p − p_n0)/τ_p. Le soluzioni utili sono: decadimento esponenziale nel tempo p(t) = p_n0 + Δp(0) e^{−t/τ_p}; in regime stazionario p(x) = p_n0 + Δp(0) e^{−x/L_p} con L_p = sqrt(D_p τ_p) (lunghezza di diffusione). È la base della derivazione dell'equazione del diodo.Equazione di continuità e portatori minoritari in eccesso → · Giunzione pn - potenziale di contatto e zona di svuotamentoMettendo a contatto un semiconduttore p e uno n le lacune diffondono verso n e gli elettroni verso p lasciando una zona di svuotamento di ioni fissi, con un campo che frena la diffusione. In equilibrio tra le regioni quasi neutre c'è il potenziale di contatto Φ0 = V_T ln(N_A N_D / n_i^2), la zona ha larghezza W = sqrt[(2ε/q)(1/N_A + 1/N_D) Φ0] e campo massimo E_max = 2Φ0/W. Con tensione diretta V la barriera scende a Φ0 − V e W(V) = W0 sqrt(1 − V/Φ0); il comportamento è quello di una capacità C_j = C_j0/sqrt(1 − V/Φ0). La corrente è I = I_S (e^{V/V_T} − 1). Ai morsetti di un diodo isolato la tensione è nulla: Φ0 non si misura con un voltmetro.Giunzione pn - potenziale di contatto e zona di svuotamento → · Il diodo a giunzione - equazione, modelli e piccolo segnaleIl diodo ha caratteristica esponenziale I = I_S(e^{V/V_T} − 1): conduce solo in polarizzazione diretta con tensione quasi costante (0,6–0,7 V). Nei circuiti si usano modelli semplificati: interruttore ideale (ON: V = 0 e I > 0; OFF: I = 0 e V < 0), con tensione di soglia V_γ, lineare a tratti (V_γ + r_D I), oppure l'esponenziale risolto per iterazione. Una rete a diodi si risolve ipotizzando lo stato di ogni diodo e verificando le condizioni (2^N casi per N diodi). Il diodo Zener in zona di breakdown inverso mantiene una tensione V_Z quasi costante (stabilizzatore). Per piccoli segnali il diodo è una resistenza r_d = V_T/I_D.Il diodo a giunzione - equazione, modelli e piccolo segnale → · Reti a diodi e transcaratteristicheLa transcaratteristica V_out = f(V_in) di una rete con diodi (ideali o con soglia V_γ) e resistori è una spezzata: per ogni combinazione di stati dei diodi la rete è lineare e V_out è una retta; i punti di spezzamento sono i valori di V_in in cui un diodo cambia stato (corrente nulla per un diodo ON, tensione nulla/V_γ per uno OFF). Si costruisce con la tabella stati-intervalli-pendenze. Con un opamp la presenza dei diodi nel ramo non ne interrompe la retroazione finché c'è un altro percorso di retroazione negativa.Reti a diodi e transcaratteristiche → · Raddrizzatori e circuiti a diodi con caricoCon un diodo ideale in serie a un carico R e un generatore v_g = V_p sin ωt si ha il raddrizzatore a semionda: media V_p/π, valore efficace V_p/2, potenza V_p²/(4R); il doppio raddrizzatore (ponte) ha media 2V_p/π, efficace V_p/√2, potenza V_p²/(2R). Con V_γ i picchi si abbassano di V_γ. Un condensatore in parallelo al carico trasforma il circuito in un rivelatore di picco: ripple ≈ V_p/(fRC) (semionda). Se in serie c'è anche un generatore continuo E si valuta quando il diodo conduce (può essere sempre ON o sempre OFF). Con l'opamp il diodo nell'anello di retroazione elimina la caduta V_γ (raddrizzatore di precisione).Raddrizzatori e circuiti a diodi con carico →

  • Equilibrio: n p=ni2n\,p=n_i^2, neutralità p+ND=n+NAp+N_D=n+N_A, n=ND−NA2+(ND−NA2)2+ni2n=\frac{N_D-N_A}2+\sqrt{\big(\frac{N_D-N_A}2\big)^2+n_i^2}, p=ni2np=\frac{n_i^2}n; ni2=BT3e−EG/kTn_i^2=BT^3e^{-E_G/kT}.
  • Deriva: J=q(pμp+nμn)E=σEJ=q(p\mu_p+n\mu_n)E=\sigma E; diffusione Jn=qDndndxJ_n=qD_n\frac{dn}{dx}, Jp=−qDpdpdxJ_p=-qD_p\frac{dp}{dx}; Einstein Dμ=VT=kTq≃25\frac D\mu=V_T=\frac{kT}q\simeq25 mV. Barretta: R=LσS=ρLSR=\frac L{\sigma S}=\frac{\rho L}S.
  • Continuità (senza campo): ∂p∂t=Dp∂2p∂x2−p−pn0τp\frac{\partial p}{\partial t}=D_p\frac{\partial^2p}{\partial x^2}-\frac{p-p_{n0}}{\tau_p}; Lp=DpτpL_p=\sqrt{D_p\tau_p}; profilo p(x)=pn0+Δp(0)e−x/Lpp(x)=p_{n0}+\Delta p(0)e^{-x/L_p}; decadimento p(t)=pn0+Δp0e−t/τpp(t)=p_{n0}+\Delta p_0e^{-t/\tau_p}.
  • Giunzione: Φ0=VTln⁡NANDni2\Phi_0=V_T\ln\frac{N_AN_D}{n_i^2}; W=2εSiq(1NA+1ND)Φ0W=\sqrt{\frac{2\varepsilon_{Si}}q\big(\frac1{N_A}+\frac1{N_D}\big)\Phi_0}, xn=WNANA+NDx_n=W\frac{N_A}{N_A+N_D}, xp=WNDNA+NDx_p=W\frac{N_D}{N_A+N_D}, Emax=2Φ0WE_{max}=\frac{2\Phi_0}W; con VV: W(V)=W(0)1−VΦ0W(V)=W(0)\sqrt{1-\frac V{\Phi_0}}, Cj=Cj01−V/Φ0C_j=\frac{C_{j0}}{\sqrt{1-V/\Phi_0}}.
  • Diodo: I=IS(eV/VT−1)I=I_S\big(e^{V/V_T}-1\big), IS=qSni2[DpLpND+DnLnNA]I_S=qSn_i^2\big[\frac{D_p}{L_pN_D}+\frac{D_n}{L_nN_A}\big]; piccolo segnale rd=VTIDr_d=\frac{V_T}{I_D}. Modelli: interruttore ideale (ON V=0V=0, I>0I>0; OFF I=0I=0, V<0V<0), con soglia VγV_\gamma, lineare a tratti Vγ+rDIV_\gamma+r_DI. Rete a diodi: si ipotizza lo stato, si verificano I>0I>0 (ON) e V<0V<0 (OFF); transcaratteristica = spezzata con punti di spezzamento dove un diodo cambia stato.

Grafico interattivo: Corrente I_D (mA) in funzione di V_D (V) per I_S = 10^-14 A e V_T = 25 mV: nulla fino a circa 0,55 V, poi cresce 10 volte ogni 58 mV

Grafico interattivo: Retta di carico del diodo con E = 5 V e R = 1 kΩ (V_D in ascissa, I in mA): la retta I = (5 − V_D)/1 kΩ incontra la caratteristica esponenziale (I_S = 10⁻¹⁴ A) nel punto di lavoro V_D = 0,670 V, I_D = 4,33 mA; la tensione sul diodo è quasi indipendente dalla corrente

Grafico interattivo: Caratteristica del diodo Zener ideale (V_Z = 5,6 V) nel piano V_D–I_D: in conduzione diretta V_D = 0 con I_D > 0, tra −V_Z e 0 è interdetto (I_D = 0), nel breakdown V_D = −V_Z con corrente inversa qualunque

Grafico interattivo: Transcaratteristica del limitatore doppio con R = 1 kΩ, R_L = 4 kΩ, limiti −3 V e +5 V: pendenza 0,8 tra V_in = −3,75 V e +6,25 V, poi costante

  • Raddrizzatore a semionda: Vmedio=VpπV_{medio}=\frac{V_p}\pi, Vrms=Vp2V_{rms}=\frac{V_p}2, PR=Vp24RP_R=\frac{V_p^2}{4R}; a doppia semionda: Vmedio=2VpπV_{medio}=\frac{2V_p}\pi, Vrms=Vp2V_{rms}=\frac{V_p}{\sqrt2}, PR=Vp22RP_R=\frac{V_p^2}{2R} (con VγV_\gamma i picchi calano di VγV_\gamma). Rivelatore di picco: ripple ΔV≃VpfRC\Delta V\simeq\frac{V_p}{fRC} (semionda), Vp2fRC\frac{V_p}{2fRC} (doppia).

Grafico interattivo: Raddrizzatore a semionda con filtro capacitivo (V_p = 10 V, f = 50 Hz, R = 1 kΩ, C = 100 μF), tempo in ms: v_C (linea arancio) insegue il picco della sinusoide v_g (blu) quando il diodo conduce e poi si scarica con RC = 100 ms; a regime oscilla tra 8,35 e 10 V (ripple 1,65 V, media 9,18 V)

Transistor bipolare

Note: Transistor bipolare - struttura, regioni di funzionamento e modello del trasportoIl BJT è un dispositivo a tre morsetti con due giunzioni vicinissime (emettitore, base sottile, collettore). In zona attiva diretta (giunzione base-emettitore diretta, base-collettore inversa) la corrente di collettore è I_C = I_S e^{V_BE/V_T}, indipendente da V_CE, e la corrente di base è piccola: I_C = β_F I_B, I_E = −(1+β_F)I_B (correnti entranti). Le quattro zone (attiva diretta, saturazione, interdizione, attiva inversa) sono determinate dalle polarizzazioni delle due giunzioni; nell'uso come amplificatore si lavora in zona attiva diretta con V_BE ≈ 0,6–0,7 V e V_CE > V_CE,sat. L'effetto Early dà I_C ∝ (1 + V_CE/V_A) e una resistenza r_o = (V_A + V_CE)/I_C.Transistor bipolare - struttura, regioni di funzionamento e modello del trasporto → · Polarizzazione del BJTPolarizzare un BJT significa fissare il punto di lavoro (I_C, V_CE). Con il circuito a quattro resistenze si sostituisce il partitore di base con il suo equivalente di Thévenin (V_B, R_B): I_B = (V_B − V_BE)/(R_B + (1+β_F)R_E), I_C = β_F I_B, V_CE = V_CC − R_C I_C − R_E(I_C + I_B). Poi si verifica l'ipotesi di zona attiva (I_B ≥ 0 e V_CE ≥ V_CE,sat); se è falsa si riscrive il sistema in saturazione con V_CE = V_CE,sat. La stabilità rispetto a β_F e a V_BE è migliore se R_B ≪ β_F R_E. Con accoppiamento diretto tra stadi la corrente di base del secondo transistor entra nell'equazione del nodo di collegamento.Polarizzazione del BJT → · Modello a piccolo segnale del BJTPer piccole variazioni attorno al punto di lavoro il BJT in zona attiva diretta si comporta come una rete lineare: tra base ed emettitore la resistenza r_π = β0/g_m, tra collettore ed emettitore il generatore pilotato g_m v_π in parallelo alla resistenza r_o. I parametri dipendono solo dalla polarizzazione: g_m = |I_CQ|/V_T (≈ 40 mS per mA), r_π = β0/g_m, r_o = (V_A + V_CE)/I_C. Il modello è unidirezionale (nessun effetto del collettore sulla base). Un transistor con base e collettore in corto (collegamento a diodo) si comporta come resistenza 1/(g_m + 1/r_π) ≈ 1/g_m.Modello a piccolo segnale del BJT → · Amplificatori a BJT - emettitore comune, collettore comune e base comuneGli stadi elementari a BJT si distinguono dal terminale comune a ingresso e uscita. Emettitore comune: guadagno di tensione alto e invertente, A_v = −β0 R_C/(r_π + R_E1(1+β0)) (−g_m R_C con l'emettitore in bypass), R_out = R_C. Collettore comune (inseguitore di emettitore): A_v ≈ 1, R_in alta, R_out bassa (≈ 1/g_m). Base comune: A_v = g_m(R_C∥R_L) non invertente, R_in ≈ 1/g_m bassa, R_out = R_C. Per ogni stadio si disegna il circuito di piccolo segnale, si trova il doppio bipolo (g11, g21, g22) e il guadagno complessivo si ottiene con i due partitori di ingresso e di uscita.Amplificatori a BJT - emettitore comune, collettore comune e base comune → · Amplificatore differenziale a BJTLa coppia differenziale (due BJT con gli emettitori collegati a un generatore di corrente di coda I_EE o a una resistenza R_EE) amplifica la differenza v_D = v_1 − v_2 e rigetta il modo comune. In polarizzazione I_C1 = I_C2 = I_EE/2. Per il modo differenziale l'emettitore è un punto a massa: guadagno differenziale tra i due collettori −g_m R_C (da un collettore a massa g_m R_C/2) e resistenza di ingresso differenziale 2r_π. Per il modo comune si ha un transistor con resistenza 2R_EE in emettitore: A_CM ≃ −R_C/(2R_EE) da un collettore a massa; CMRR ≃ g_m R_EE. Un generatore di corrente ideale come coda ha R_EE = ∞ e CMRR = ∞.Amplificatore differenziale a BJT →

  • Zona attiva diretta (correnti entranti): IC=ISeVBE/VTI_C=I_Se^{V_{BE}/V_T}, IC=βFIBI_C=\beta_FI_B, IE=−(1+βF)IBI_E=-(1+\beta_F)I_B; Early: IC=ISeVBE/VT(1+VCEVA)I_C=I_Se^{V_{BE}/V_T}\big(1+\frac{V_{CE}}{V_A}\big), ro=VA+VCEIC≃VAICr_o=\frac{V_A+V_{CE}}{I_C}\simeq\frac{V_A}{I_C}. Modello del trasporto IT=IS(eVBE/VT−eVBC/VT)I_T=I_S\big(e^{V_{BE}/V_T}-e^{V_{BC}/V_T}\big).

Grafico interattivo: Caratteristica di uscita I_C (mA) in funzione di V_CE (V) a I_B = 20 μA con β_F = 100 e V_A = 60 V: saturazione sotto circa 0,2 V, poi tratto quasi piatto con leggera pendenza (effetto Early)

  • Polarizzazione a quattro resistenze: VB=VCCRB2RB1+RB2V_B=V_{CC}\frac{R_{B2}}{R_{B1}+R_{B2}}, RB=RB1∥RB2R_B=R_{B1}\|R_{B2}; IB=VB−VBERB+(1+βF)REI_B=\frac{V_B-V_{BE}}{R_B+(1+\beta_F)R_E}, IC=βFIBI_C=\beta_FI_B, VCE=VCC−RCIC−RE(IC+IB)V_{CE}=V_{CC}-R_CI_C-R_E(I_C+I_B). Verifica: IB≥0I_B\ge0 e VCE≥VCE,satV_{CE}\ge V_{CE,sat}; altrimenti saturazione.
  • Piccolo segnale: gm=ICQVTg_m=\frac{I_{CQ}}{V_T} (4040 mS per mA), rπ=β0gmr_\pi=\frac{\beta_0}{g_m}, ro=VA+VCEICr_o=\frac{V_A+V_{CE}}{I_C}; rd=rπ∥1gm≃1gmr_d=r_\pi\|\frac1{g_m}\simeq\frac1{g_m}. Per il pnp si usano i moduli.
  • Emettitore comune: Av=−β0RCrπ+RE1(1+β0)A_v=-\frac{\beta_0R_C}{r_\pi+R_{E1}(1+\beta_0)} (−gmRC-g_mR_C con RE1R_{E1} in bypass), Ri=rπ+RE1(1+β0)R_i=r_\pi+R_{E1}(1+\beta_0), Rout=RCR_{out}=R_C. Collettore comune: Av=(1+β0)RE′rπ+(1+β0)RE′<1A_v=\frac{(1+\beta_0)R_E'}{r_\pi+(1+\beta_0)R_E'}<1, Rout=RE∥rπ+RB∥Rs1+β0R_{out}=R_E\big\|\frac{r_\pi+R_B\|R_s}{1+\beta_0}. Base comune: Av=gmRCA_v=g_mR_C non invertente, Rin≃1gmR_{in}\simeq\frac1{g_m}, Ai≃1A_i\simeq1.
  • Differenziale: IC1=IC2≃IEE2I_{C1}=I_{C2}\simeq\frac{I_{EE}}2; AD=vo1−vo2vD=−gmRCA_D=\frac{v_{o1}-v_{o2}}{v_D}=-g_mR_C, Rid=2rπR_{id}=2r_\pi; ACM≃−RC2REEA_{CM}\simeq-\frac{R_C}{2R_{EE}}; CMRR≃gmREE\mathrm{CMRR}\simeq g_mR_{EE}.

Grafico interattivo: Differenza delle correnti di collettore normalizzata (i_C1 − i_C2)/I_EE in funzione di v_D (V): lineare vicino all'origine, saturazione a ±1 oltre circa ±100 mV

Transistor ad effetto di campo

Note: Transistor ad effetto di campo - JFET e MOSFETNel transistor a effetto di campo la tensione di gate controlla la corrente di drain senza assorbire corrente (I_G = 0). Il MOSFET ha quattro versioni: canale n o p, enhancement (V_t > 0 per n) o depletion (V_t < 0 per n). In saturazione I_D = k(V_GS − V_t)² = I_DSS(V_GS/V_t − 1)²(1 + λV_DS), con g_m = 2|I_D|/|V_GS − V_t| e r_o ≈ 1/(λ|I_D|); in zona ohmica I_D = k[2(V_GS−V_t)V_DS − V_DS²]. Zone (n-MOS): interdizione V_GS < V_t; ohmica 0 < V_DS < V_GS − V_t; saturazione V_DS > V_GS − V_t (per il canale p, tutte le disuguaglianze si invertono). Il JFET segue le stesse equazioni del depletion con V_t = V_p (tensione di pinch-off).Transistor ad effetto di campo - JFET e MOSFET → · MOSFET - caratteristiche di uscita dalla struttura del canaleNel MOSFET a canale n con V_GS > V_t la carica del canale per unità di area vale Q_n(y) = −C_ox[V_GS − V(y) − V_t], dove V(y) è il potenziale del canale nel punto y (da 0 al source a V_DS al drain). La corrente di deriva I_D = W μ_n C_ox [V_GS − V(y) − V_t] dV/dy è costante lungo il canale: integrando da 0 a L si ottiene la zona ohmica I_D = μ_nC_ox(W/L)[(V_GS−V_t)V_DS − V_DS²/2] = k[2(V_GS−V_t)V_DS − V_DS²], con k = ½μ_nC_oxW/L. Per V_DS = V_GS − V_t la carica al drain si annulla (strozzamento): oltre, I_D = k(V_GS−V_t)² (saturazione).MOSFET - caratteristiche di uscita dalla struttura del canale → · Polarizzazione dei MOSFETIl gate non assorbe corrente, quindi V_G = V_DD R_G2/(R_G1+R_G2) e V_G = V_GS + R_S I_D. Con I_D = I_DSS(V_GS/V_t − 1)² si ottiene un'equazione di secondo grado in V_GS: si sceglie la radice in zona di conduzione (V_GS > V_t per n-MOS, V_GS < V_t per p-MOS), si calcola I_D e V_DS = V_DD − (R_D+R_S)I_D e si verifica la saturazione (n-MOS: V_DS > V_GS − V_t). Con R_S = 0 la polarizzazione è immediata (V_GS = V_G). Se la saturazione è falsa si risolve in zona ohmica con I_D = k[2(V_GS−V_t)V_DS − V_DS²]. Il procedimento vale per enhancement, depletion e JFET.Polarizzazione dei MOSFET → · Amplificatori a MOSFET - source comune, drain comune e gate comuneGli stadi a MOSFET si ricavano da quelli a BJT con r_π → ∞ (nessuna corrente di gate): sono tutti unidirezionali (g12 = 0). Source comune: g21 = −g_m R_D/(1 + g_m R_S1), g11 = 1/R_G, g22 = R_D. Drain comune (inseguitore di source): A_v = g_m R_S'/(1 + g_m R_S'), R_out = R_S ∥ 1/g_m. Gate comune: g21 = g_m R_D, R_in = R_S ∥ 1/g_m. Il guadagno complessivo con sorgente e carico è A_v = [R_G/(R_g+R_G)]·g21·[R_L/(R_out+R_L)]. Con λ ≠ 0 compare r_o in parallelo a R_D; con resistenza di source non bypassata la resistenza di uscita del transistor sale a r_o(1+g_m R_S1)+R_S1.Amplificatori a MOSFET - source comune, drain comune e gate comune →

  • Saturazione (VDS>VGS−VtV_{DS}>V_{GS}-V_t, n-MOS): iD=k(vGS−Vt)2=IDSS(vGSVt−1)2i_D=k(v_{GS}-V_t)^2=I_{DSS}\big(\frac{v_{GS}}{V_t}-1\big)^2, IDSS=kVt2I_{DSS}=kV_t^2, k=12μnCoxWLk=\frac12\mu_nC_{ox}\frac WL; con modulazione di canale ×(1+λVDS)\times(1+\lambda V_{DS}). JFET: iD=IDSS(1−vGSVp)2i_D=I_{DSS}\big(1-\frac{v_{GS}}{V_p}\big)^2.
  • Zona ohmica: ID=k[2(vGS−Vt)VDS−VDS2]I_D=k\big[2(v_{GS}-V_t)V_{DS}-V_{DS}^2\big], ron=12k(vGS−Vt)r_{on}=\frac1{2k(v_{GS}-V_t)}; carica del canale Qn(y)=−Cox[vGS−V(y)−Vt]Q_n(y)=-C_{ox}[v_{GS}-V(y)-V_t].
  • Piccolo segnale: gm=2k(VGS−Vt)=2∣ID∣∣VGS−Vt∣g_m=2k(V_{GS}-V_t)=\frac{2|I_D|}{|V_{GS}-V_t|}, ro=1go≃VDS+1/λIDr_o=\frac1{g_o}\simeq\frac{V_{DS}+1/\lambda}{I_D}, id=gmvgs+govdsi_d=g_mv_{gs}+g_ov_{ds}.

Grafico interattivo: Caratteristiche di uscita dell'esempio (k = 1,38 mA/V², V_t = 1 V) per V_GS = 2, 3, 4 V (V_ov = 1, 2, 3 V): parabola in zona ohmica fino a V_DS = V_ov, poi saturazione a k V_ov²; il tratteggio k V_DS² è il luogo dei punti di strozzamento

Grafico interattivo: Caratteristica di trasferimento in saturazione di un n-MOS enhancement con I_DSS = 12,5 mA e V_t = 2,5 V: i_D (mA) in funzione di v_GS (V), nulla sotto la soglia

  • Polarizzazione (gate senza corrente): VG=VDDRG2RG1+RG2V_G=V_{DD}\frac{R_{G2}}{R_{G1}+R_{G2}}, VG=VGS+RSIDV_G=V_{GS}+R_SI_D, VDS=VDD−(RD+RS)IDV_{DS}=V_{DD}-(R_D+R_S)I_D; sostituendo ID=IDSS(VGSVt−1)2I_D=I_{DSS}\big(\frac{V_{GS}}{V_t}-1\big)^2 resta un'equazione di secondo grado in VGSV_{GS} e si sceglie la radice in conduzione (VGS>VtV_{GS}>V_t n-MOS, <Vt<V_t p-MOS). Verifica di saturazione.
  • Source comune: g21=−gmRD1+gmRS1g_{21}=-\frac{g_mR_D}{1+g_mR_{S1}}, g11=1RGg_{11}=\frac1{R_G}, g22=RDg_{22}=R_D, Ro,d=ro(1+gmRS1)+RS1R_{o,d}=r_o(1+g_mR_{S1})+R_{S1}. Drain comune: Av=gmRS′1+gmRS′A_v=\frac{g_mR_S'}{1+g_mR_S'}, Rout=RS∥1gmR_{out}=R_S\big\|\frac1{g_m}. Gate comune: g21=gmRDg_{21}=g_mR_D, Rin=RS∥1gmR_{in}=R_S\big\|\frac1{g_m}. Con sorgente e carico: Av=RGRg+RG⋅(−gm(RD∥RL)1+gmRS1)A_v=\frac{R_G}{R_g+R_G}\cdot\big(-\frac{g_m(R_D\|R_L)}{1+g_mR_{S1}}\big) (source comune).

Grafico interattivo: Soluzione grafica nel piano (V_GS, I_D): la retta I_D = (V_G − V_GS)/R_S = 5 − V_GS (R_S = 1 kΩ) incontra la parabola di saturazione I_D = 4(V_GS/2 − 1)² (V_t = 2 V, I_DSS = 4 mA) in V_GS = 3,303 V, I_D = 1,70 mA; l'altra intersezione dell'equazione (V_GS = −0,303 V) è sulla parte non fisica

Multistadio e specchi di corrente

Note: Amplificatori multistadio e accoppiamento direttoUn amplificatore multistadio è una cascata di stadi elementari; con stadi unidirezionali ciascuno si sostituisce al successivo con la sua resistenza di ingresso e il guadagno totale è il prodotto: A_v = [R_in1/(R_in1+R_g)]·A_v1(carico R_in2)·A_v2(carico R_L). Si può accoppiare con condensatori (le polarizzazioni sono indipendenti) o direttamente (nessun condensatore: la polarizzazione dei due transistor va risolta insieme, si ottiene guadagno anche in continua ma sono più delicate stabilità e deriva). Con uno stadio a MOSFET seguito da uno a BJT il carico del MOSFET è R_D ∥ R_in2 e la resistenza di uscita finale è quella dell'ultimo stadio.Amplificatori multistadio e accoppiamento diretto → · Specchi di correnteUn generatore di corrente reale è un circuito che mantiene quasi costante la corrente al variare della tensione ai suoi capi. Lo specchio di corrente usa due transistor con la stessa V_BE (o V_GS): il transistor a diodo Q1 fissa la tensione e Q2 copia la corrente, I_C2 = I_R β_F/(β_F + 2) ≈ I_R per il BJT, I_D2 = I_R (W/L)2/(W/L)1 per il MOSFET. La resistenza di uscita è r_o (Early) nello specchio elementare, più alta con resistenze di emettitore, cascode (≈ r_o(1+β0)) o Wilson (2r_o). Con una resistenza di emettitore solo su Q2 (schema di Widlar) si ottengono correnti piccole: R_E = (V_T/I_C) ln(I_R/I_C). Nei circuiti integrati gli specchi polarizzano gli stadi e fanno da carico attivo.Specchi di corrente →

  • Cascata unidirezionale: Av=Rin1Rin1+Rg g21(1)Rin2Rout1+Rin2 g21(2)RLRout2+RLA_v=\frac{R_{in1}}{R_{in1}+R_g}\,g_{21}^{(1)}\frac{R_{in2}}{R_{out1}+R_{in2}}\,g_{21}^{(2)}\frac{R_L}{R_{out2}+R_L} (Rin2R_{in2} è il carico del primo stadio). Accoppiamento diretto: la corrente di base entra nel nodo comune.
  • Specchio BJT: IR=IC(1+2βF)I_R=I_C\big(1+\frac2{\beta_F}\big), IC2=IRβFβF+2≃IRI_{C2}=I_R\frac{\beta_F}{\beta_F+2}\simeq I_R; ror_o di uscita (con degenerazione rg=ro[1+gm(rπ∥RE)]+(rπ∥RE)r_g=r_o[1+g_m(r_\pi\|R_E)]+(r_\pi\|R_E)). Specchio MOSFET: ID2=IR(W/L)2(W/L)1I_{D2}=I_R\frac{(W/L)_2}{(W/L)_1} (λ=0\lambda=0).

Grafico interattivo: Corrente copiata I_C2 dello specchio dell'esempio (I_R = 1 mA, β_F = 100, V_A = 100 V; ascissa: V_CE2 in V, ordinata: mA): sotto circa 0,2 V (a sinistra del grafico) Q₂ è in saturazione e la corrente non è copiata; oltre, vale 0,980 mA (l'errore del 2% dovuto alle basi) a V_CE2 = V_BE = 0,7 V e cresce con la pendenza 1/r_o = 10 μS per l'effetto Early, fino a 1,022 mA a 5 V (+4,3%): il generatore non è ideale

Il compito d'esame

Note: Il compito di esame - metodo per i due esercizi principali e i quesiti rapidiLo scritto dura 2 ore ed è composto da due esercizi principali da 12 punti (il primo: rete con due transistor, un MOSFET e un BJT, di cui trovare polarizzazione e guadagno in banda; il secondo: transcaratteristica di una rete a diodi o con opamp, oppure funzione di trasferimento e diagrammi di Bode di un circuito con opamp) e tre quesiti rapidi da 2 punti. Il compito riporta molti esercizi quasi identici (dati uguali) da un appello all'altro: la procedura è sempre la stessa. Qui si raccolgono i passi, i controlli e dove trovare gli esercizi svolti.Il compito di esame - metodo per i due esercizi principali e i quesiti rapidi → · Domande orali ricorrenti - elenco e tracce di rispostaDopo lo scritto il corso prevede una prova orale. Le domande ricorrenti sono una ventina e si riconducono a quattro gruppi: operazionale (integratore, non idealità, CMRR, strumentazione), giunzione pn e diodo (carica, campo, potenziale, larghezza, capacità, equazione di Shockley, raddrizzatori), transistor (BJT in zona attiva, modello del trasporto, effetto Early, piccolo segnale, MOSFET dalla struttura, stadi elementari) e circuiti integrati (differenziale, specchi di corrente). Per ogni domanda questa nota dà la traccia di risposta, le formule da saper scrivere e il rimando alla nota che contiene lo svolgimento.Domande orali ricorrenti - elenco e tracce di risposta →

  • Verifiche obbligatorie dopo la polarizzazione: BJT IB≥0I_B\ge0 e ∣VCE∣≥∣VCE,sat∣|V_{CE}|\ge|V_{CE,sat}|; MOSFET VDS>VGS−VtV_{DS}>V_{GS}-V_t (n) o VDS<VGS−VtV_{DS}<V_{GS}-V_t (p).
  • Piccolo segnale in banda: generatori continui →\to massa, condensatori →\to corto; gm=2∣ID∣∣VGS−Vt∣g_m=\frac{2|I_D|}{|V_{GS}-V_t|} (MOS), gm=∣IC∣VTg_m=\frac{|I_C|}{V_T}, rπ=β0gmr_\pi=\frac{\beta_0}{g_m} (BJT).
  • RinR_{in} della base: rπ+(1+β0)RE′r_\pi+(1+\beta_0)R_E'; RoutR_{out} dell'emettitore: RE∥rπ+Rbase1+β0R_E\big\|\frac{r_\pi+R_{base}}{1+\beta_0}; del collettore con Early: RC∥roR_C\|r_o.
  • Bode: A(s)A(s) nella forma con costante adimensionale, asse ω\omega logaritmico senza unità, rampe di fase di due decadi.

Versione ripasso