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Note per Studenti Forza tra fili percorsi da corrente

Forza tra fili percorsi da corrente

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Lezione del 26.11 (sezione 7.3 del libro di testo). Prerequisiti: Legge di Biot-Savart e campo di un filo rettilineoPrima legge elementare di Laplace: un tratto di filo ds percorso da i genera dB = (μ0/4π) i ds × u_r / r², con μ0 = 4π·10⁻⁷ T·m/A; una carica in moto genera B = (μ0/4π) q v × u_r / r². Integrando su un filo rettilineo: tratto finito B = μ0 i (sin α2 − sin α1)/(4πR); filo indefinito B = μ0 i/(2πR) (legge di Biot-Savart), con linee di campo circolari attorno al filo; filo semi-infinito visto dal piede della perpendicolare: metà. Un arco di circonferenza di angolo Δθ genera al centro B = μ0 i Δθ/(4πR).Legge di Biot-Savart e campo di un filo rettilineo →, Forze e momenti magnetici su circuiti percorsi da correnteSeconda legge elementare di Laplace: su un tratto di filo ds percorso dalla corrente i agisce dF = i ds × B (somma delle forze di Lorentz sui portatori). Filo rettilineo in campo uniforme: F = i L × B; circuito chiuso in campo uniforme: forza totale nulla. Una spira piana ha momento magnetico m = iΣ u_n (N spire: NiΣ u_n); in un campo uniforme subisce il momento meccanico M = m × B, che la fa ruotare verso m parallelo a B, e ha energia potenziale U = −m·B.Forze e momenti magnetici su circuiti percorsi da corrente → (seconda legge di Laplace). È una domanda di teoria (appello 26.06.2026). Le correnti come flusso di cariche sono in Corrente elettrica, densità di corrente ed equazione di continuitàLa corrente i = dq/dt (ampere) è la carica che attraversa una sezione per unità di tempo; la densità di corrente J = n q v_d (portatori per unità di volume × carica × velocità di deriva) ha flusso i = ∫ J·n dS. La conservazione della carica si scrive come equazione di continuità ∇·J = −∂ρ/∂t; in regime stazionario ∇·J = 0, cioè la corrente entrante in una superficie chiusa è uguale a quella uscente.Corrente elettrica, densità di corrente ed equazione di continuità →.

Due fili paralleli

Calcolo

Due fili rettilinei indefiniti, paralleli, a distanza dd, percorsi dalle correnti i1i_1 e i2i_2. Il ragionamento è in due passi:

  1. Campo del filo 1 nella posizione del filo 2 (Biot-SavartB = μ0 i/(2πR), con linee circolari attorno al filo.Legge di Biot-Savart e campo di un filo rettilineo →): ha modulo B1=μ0i12πdB_1 = \frac{\mu_0 i_1}{2\pi d} ed è perpendicolare al piano dei due fili (le linee di campo del filo 1 sono circonferenze, e nel punto del filo 2 sono tangenti, cioè perpendicolari alla congiungente).

  2. Forza su un tratto di lunghezza LL del filo 2 (seconda legge di Laplace): F⃗12=i2L⃗×B⃗1\vec F_{12} = i_2\vec L \times \vec B_1. Poiché L⃗\vec L (lungo il filo) e B⃗1\vec B_1 sono perpendicolari, F=i2LB1F = i_2 L B_1.

Forza tra due fili paralleli: FL=μ0 i1 i22πd.\frac FL = \frac{\mu_0\,i_1\,i_2}{2\pi d}.

Direzione e verso

  • La forza è nel piano dei due fili, lungo la congiungente, perché è perpendicolare sia al filo sia a B⃗1\vec B_1.
  • Correnti concordi: i fili si attraggono. Esempio: filo 1 sull'asse zz con corrente verso +z+z, filo 2 in x=dx = d con corrente verso +z+z. Nel punto del filo 2 il campo del filo 1 è B⃗1=B1u⃗y\vec B_1 = B_1\vec u_y (mano destra). Forza: i2L u⃗z×B1u⃗y=−i2LB1 u⃗xi_2 L\,\vec u_z \times B_1\vec u_y = -i_2 L B_1\,\vec u_x, verso il filo 1.
  • Correnti discordi: i fili si respingono (cambia il segno di L⃗\vec L).
  • Per il terzo principio la forza sul filo 1 è uguale e opposta; infatti la formula è simmetrica in i1i_1 e i2i_2.

Il comportamento è opposto a quello delle cariche: per le cariche il segno uguale respinge, per le correnti il verso uguale attrae.

Intuizione. Tra due fili con correnti concordi i campi si sottraggono (le linee di campo dei due fili nella zona interna hanno versi opposti) e all'esterno si sommano: il campo "spinge" i fili verso la zona dove è più debole, cioè uno verso l'altro.

Ordine di grandezza. Due fili domestici con 1010 A a 11 cm: FL=2⋅10−7⋅1000,01=2⋅10−3\frac FL = \frac{2\cdot10^{-7}\cdot100}{0{,}01} = 2\cdot10^{-3} N/m, piccola. Nelle barre dei grandi impianti, con migliaia di ampere, la forza diventa importante e le barre vanno fissate.

Definizione dell'ampere

La forza tra fili è stata usata per definire l'unità di corrente:

Ampere (definizione storica, 1948–2019): è la corrente che, percorrendo due fili rettilinei paralleli indefiniti di sezione trascurabile posti nel vuoto a 11 m di distanza, produce tra di essi una forza di 2⋅10−72\cdot10^{-7} N per ogni metro di lunghezza.

Infatti con i1=i2=1i_1 = i_2 = 1 A e d=1d = 1 m: FL=4π⋅10−72π=2⋅10−7\frac FL = \frac{4\pi\cdot10^{-7}}{2\pi} = 2\cdot10^{-7} N/m. Questa definizione fissava il valore esatto μ0=4π⋅10−7\mu_0 = 4\pi\cdot10^{-7} T·m/A. Il coulomb si definiva di conseguenza: 11 C =1= 1 A ⋅\cdot 11 s.

Dal 2019 il Sistema Internazionale fissa invece il valore esatto della carica elementare e=1,602176634⋅10−19e = 1{,}602176634\cdot10^{-19} C, e l'ampere è definito come il flusso di 1/e1/e cariche elementari al secondo; μ0\mu_0 è diventato una grandezza misurata, uguale a 4π⋅10−74\pi\cdot10^{-7} con un errore relativo dell'ordine di 10−1010^{-10}. Negli esercizi si continua a usare μ0=4π⋅10−7\mu_0 = 4\pi\cdot10^{-7} T·m/A.

Più fili: sovrapposizione

Se ci sono più fili, la forza su uno di essi è la somma delle forze dovute a ciascuno degli altri. Equivalentemente: si calcola il campo totale nella posizione del filo (somma vettoriale dei campi di Biot-Savart) e poi dF⃗=i ds⃗×B⃗totd\vec F = i\,d\vec s \times \vec B_{\text{tot}}.

Esempio d'esame (appello 23.01.2024, Esercizio 2 · due fili paralleli, circuitazione e forza su un terzo filo). Due fili a distanza d=30d = 30 cm con correnti opposte i1=4i_1 = 4 A e i2=7,98i_2 = 7{,}98 A. A metà strada i due campi sono concordi (correnti opposte, punto in mezzo): B=μ0πd(i1+i2)=16 μB = \frac{\mu_0}{\pi d}(i_1 + i_2) = 16\ \muT. Un terzo filo in quel punto con i3=1,5i_3 = 1{,}5 A subisce FL=i3B=2,4⋅10−5\frac FL = i_3 B = 2{,}4\cdot10^{-5} N/m.

Filo e spira rettangolare (esempio classico)

Un filo indefinito con corrente i1i_1 e, nello stesso piano, una spira rettangolare con i lati di lunghezza ℓ\ell paralleli al filo, a distanze aa e a+ba + b, percorsa da i2i_2.

  • Le forze sui due lati perpendicolari al filo sono uguali e opposte (stessa distribuzione di campo, correnti opposte) e si annullano.
  • Sui lati paralleli: Fvicino=μ0i1i2ℓ2πaF_{\text{vicino}} = \frac{\mu_0 i_1 i_2\ell}{2\pi a} e Flontano=μ0i1i2ℓ2π(a+b)F_{\text{lontano}} = \frac{\mu_0 i_1 i_2\ell}{2\pi(a + b)}, con versi opposti.
  • Forza netta: F=μ0i1i2ℓ2π(1a−1a+b)F = \frac{\mu_0 i_1 i_2\ell}{2\pi}\left(\frac1a - \frac1{a + b}\right), attrattiva se nel lato vicino la corrente è concorde con quella del filo. A differenza del campo uniforme, qui la forza totale su un circuito chiuso non è nulla perché il campo non è uniforme.

Domanda d'esame tipo

"Si enunci la seconda legge elementare di Laplace. Due fili indefiniti paralleli a distanza dd percorsi da uguale corrente ii in direzione opposta: modulo, direzione e verso delle forze per unità di lunghezza. Definizione dell'unità di misura della corrente." (appello 26.06.2026)

  1. dF⃗=i ds⃗×B⃗d\vec F = i\,d\vec s \times \vec B.
  2. FL=μ0i22πd\frac FL = \frac{\mu_0 i^2}{2\pi d}, lungo la congiungente, repulsive (correnti opposte), uguali e opposte sui due fili.
  3. Definizione dell'ampere data sopra.

Errori comuni

  • Invertire attrazione e repulsione per analogia con le cariche.
  • Usare d/2d/2 al posto di dd: nella forza tra due fili la distanza è quella tra i fili; d/2d/2 serve solo per il campo nel punto di mezzo.
  • Sommare i moduli dei campi senza controllare i versi: a metà tra due fili con correnti concordi i campi si sottraggono, con correnti opposte si sommano.

Esercizi su questo argomento

Teoria collegata