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Note per Studenti Esercizio 2 · due fili paralleli, circuitazione e forza su un terzo filo

Esercizio 2due fili paralleli, circuitazione e forza su un terzo filo

In questa pagina 6

Testo (Primo appello, 23.01.2024, problema 2). Un filo conduttore indefinito parallelo all'asse zz è percorso dalla corrente i1=4i_1 = 4 A. Un secondo filo dista d=30d = 30 cm dal primo, è parallelo a esso ed è percorso da una corrente i2i_2. I versi delle correnti sono opposti. La circuitazione del campo magnetico lungo la curva orientata C, che racchiude entrambi i fili, è ΛC(B⃗)=5⋅10−6\Lambda_C(\vec B) = 5\cdot10^{-6} T·m. Calcolare:

a) l'intensità della corrente i2i_2 (3 punti); b) il modulo del campo magnetico risultante nel punto P, a metà tra i due fili (3 punti).

Si inserisce in P un filo indefinito, parallelo ai precedenti, percorso dalla corrente i3=1,5i_3 = 1{,}5 A concorde all'asse zz (uscente dal foglio). Determinare:

c) la forza per unità di lunghezza, con il verso, agente su questo filo (3 punti).


Schema

Nella figura i fili sono sull'asse xx: il filo 1 a sinistra, con corrente entrante nel foglio (verso −z-z); il filo 2 a destra, a distanza dd, con corrente uscente (verso +z+z); P è a metà, a distanza d/2=15d/2 = 15 cm da entrambi. La curva C è un'ellisse che racchiude i due fili, percorsa in modo che la corrente uscente i2i_2 sia positiva (senso antiorario visto dall'alto dell'asse zz).

a) Corrente i2i_2

Perché la legge di Ampère

Il testo dà la circuitazione di B⃗\vec B lungo una curva chiusa: la legge di AmpèreLa circuitazione di B lungo una curva chiusa è μ0 per la somma, con segno, delle correnti concatenate.Legge di Ampère e circuitazione del campo magnetico → la collega direttamente alle correnti concatenate, senza dover calcolare il campo lungo la curva.

Segni

La regola della mano destra con le dita nel verso di percorrenza di C (antiorario) dà il pollice verso +z+z: le correnti uscenti sono positive, quelle entranti negative. Quindi i2i_2 conta con il segno ++ e i1i_1 con il segno −-:

ΛC=∮CB⃗⋅ds⃗=μ0(i2−i1).\Lambda_C = \oint_C\vec B\cdot d\vec s = \mu_0(i_2 - i_1).

Calcolo

i2=ΛCμ0+i1=5⋅10−64π⋅10−7+4=3,98+4=7,98 Ai_2 = \frac{\Lambda_C}{\mu_0} + i_1 = \frac{5\cdot10^{-6}}{4\pi\cdot10^{-7}} + 4 = 3{,}98 + 4 = \boxed{7{,}98\ \text{A}}

La circuitazione è positiva, quindi prevale la corrente positiva: i2>i1i_2 > i_1, coerente con il risultato.

b) Campo in P

Direzione di ciascun contributo

Ogni filo genera un campo di Biot-SavartFilo indefinito: B = μ0 i/(2πR), linee di campo circolari, verso dato dalla mano destra.Legge di Biot-Savart e campo di un filo rettilineo → tangente alle circonferenze centrate sul filo. In P, sull'asse xx tra i fili, i campi sono lungo ±y\pm y.

  • Filo 1 (corrente verso −z-z, P alla sua destra): versore della corrente −u⃗z-\vec u_z, versore radiale verso P +u⃗x+\vec u_x; B⃗1∝(−u⃗z)×u⃗x=−u⃗y\vec B_1 \propto (-\vec u_z) \times \vec u_x = -\vec u_y.
  • Filo 2 (corrente verso +z+z, P alla sua sinistra): u⃗z×(−u⃗x)=−u⃗y\vec u_z \times (-\vec u_x) = -\vec u_y.

Entrambi i campi puntano verso −y-y: con correnti opposte, nel punto di mezzo i campi si sommano.

Modulo

B1=μ0i12π(d/2)=μ0i1πd=5,33 μT,B2=μ0i2πd=10,64 μT.B_1 = \frac{\mu_0 i_1}{2\pi(d/2)} = \frac{\mu_0 i_1}{\pi d} = 5{,}33\ \mu\text{T}, \qquad B_2 = \frac{\mu_0 i_2}{\pi d} = 10{,}64\ \mu\text{T}.

B⃗(P)=−μ0πd(i1+i2) u⃗y=−4π⋅10−7π⋅0,3⋅11,98 u⃗y=−15,97 μT u⃗y\vec B(P) = -\frac{\mu_0}{\pi d}(i_1 + i_2)\,\vec u_y = -\frac{4\pi\cdot10^{-7}}{\pi\cdot0{,}3}\cdot11{,}98\ \vec u_y = \boxed{-15{,}97\ \mu\text{T}\ \vec u_y}

c) Forza sul terzo filo

Perché la seconda legge di Laplace

Il terzo filo è percorso da corrente e immerso nel campo B⃗(P)\vec B(P) dei primi due: la forza su ogni suo tratto è data dalla seconda legge elementare di LaplacedF = i ds × B: somma delle forze di Lorentz sui portatori di carica del tratto.Forze e momenti magnetici su circuiti percorsi da corrente →. Il campo è lo stesso in tutti i punti del filo (che è parallelo agli altri e sempre alla stessa distanza da essi), quindi la forza per unità di lunghezza è costante.

Calcolo

ds⃗=ds u⃗zd\vec s = ds\,\vec u_z (corrente uscente), B⃗=−B u⃗y\vec B = -B\,\vec u_y:

dF⃗=i3 ds u⃗z×(−B u⃗y)=i3B ds (−u⃗z×u⃗y)=i3B ds u⃗x,d\vec F = i_3\,ds\,\vec u_z \times (-B\,\vec u_y) = i_3 B\,ds\,(-\vec u_z \times \vec u_y) = i_3B\,ds\,\vec u_x,

perché u⃗z×u⃗y=−u⃗x\vec u_z \times \vec u_y = -\vec u_x.

dF⃗ds=i3B u⃗x=1,5⋅15,97⋅10−6 u⃗x=2,4⋅10−5 N/m u⃗x\frac{d\vec F}{ds} = i_3B\,\vec u_x = 1{,}5\cdot15{,}97\cdot10^{-6}\ \vec u_x = \boxed{2{,}4\cdot10^{-5}\ \text{N/m}\ \vec u_x}

Controllo con la regola attrazione/repulsione

Si può ragionare con la Forza tra fili percorsi da correnteDue fili rettilinei paralleli indefiniti a distanza d, percorsi dalle correnti i1 e i2, si scambiano una forza per unità di lunghezza F/L = μ0 i1 i2/(2πd), lungo la congiungente: attrattiva se le correnti sono concordi, repulsiva se discordi (il contrario delle cariche elettriche). La forza si trova combinando Biot-Savart (campo di un filo nel punto dell'altro) e seconda legge di Laplace. Su questa forza si basava la definizione dell'ampere: 2·10⁻⁷ N/m tra fili a 1 m con 1 A.Forza tra fili percorsi da corrente →: il filo 3 (uscente) ha corrente opposta al filo 1 (entrante), quindi ne è respinto, cioè spinto verso destra (+x+x); ha corrente concorde con il filo 2 (uscente), quindi ne è attratto, di nuovo verso destra. Le due forze sono concordi:

FL=μ0i3i12π(d/2)+μ0i3i22π(d/2)=i3(B1+B2)=2,4⋅10−5 N/m,\frac FL = \frac{\mu_0 i_3 i_1}{2\pi(d/2)} + \frac{\mu_0 i_3 i_2}{2\pi(d/2)} = i_3(B_1 + B_2) = 2{,}4\cdot10^{-5}\ \text{N/m},

verso +x+x, come trovato.

punto risultato
a) i2=7,98i_2 = 7{,}98 A
b) B(P)=15,97 μB(P) = 15{,}97\ \muT, verso −y-y
c) dF/ds=2,4⋅10−5dF/ds = 2{,}4\cdot10^{-5} N/m, verso +x+x

Errori comuni

  • Ignorare i segni nella circuitazione: μ0(i1+i2)\mu_0(i_1 + i_2) darebbe una corrente negativa, segno che il ragionamento è sbagliato.
  • Sottrarre i campi in P: si sottraggono solo se le correnti sono concordi.
  • Usare dd invece di d/2d/2 nella distanza tra P e ciascun filo.

Lezioni in cui compare

Teoria collegata