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Note per Studenti Esercizio 6 · circuito RL, energia dissipata e lavoro del generatore

Esercizio 6circuito RL, energia dissipata e lavoro del generatore

In questa pagina 6

Testo (Terzo appello, 20.06.2024, problema 2). Si consideri un circuito RL con resistenza R=30 ΩR = 30\ \Omega, induttanza L=300L = 300 mH e generatore di forza elettromotrice VV. Il circuito viene chiuso al tempo t0=0t_0 = 0 e si osserva che nella situazione finale (t→+∞t \to +\infty) l'autoflusso del campo magnetico nella bobina è Φ=0,6\Phi = 0{,}6 Wb. Determinare:

a) il valore della forza elettromotrice del generatore (3 punti); b) l'energia dissipata nella resistenza tra t0t_0 e t1=12t_1 = 12 ms (4 punti); c) il lavoro fatto dal generatore tra t0t_0 e t1t_1 (3 punti).


Le leggi che servono

Dalla nota Autoinduzione, circuiti RL e LC, energia magneticaUn circuito percorso da corrente concatena il flusso del proprio campo: Φ = L i, con L coefficiente di autoinduzione (henry; solenoide L = μ0 n² Σ ℓ). Se i varia compare la fem autoindotta −L di/dt. Circuito RL in chiusura: i = (ℰ/R)(1 − e^(−t/τ)), τ = L/R (extracorrente di chiusura); in apertura i = i₀e^(−t/τ). Un'induttanza percorsa da i immagazzina U = ½Li², con densità di energia magnetica u = B²/(2μ0). Circuito LC: la carica oscilla come q₀cos(ωt), ω = 1/√(LC), con l'energia che passa dal condensatore all'induttanza e viceversa.Autoinduzione, circuiti RL e LC, energia magnetica →:

  • autoflusso: Φ=Li\Phi = Li;
  • corrente alla chiusura: i(t)=i0(1−e−t/τ)i(t) = i_0\left(1 - e^{-t/\tau}\right), con i0=VRi_0 = \frac VR (corrente di regime) e τ=LR\tau = \frac LR;
  • energia immagazzinata nell'induttanza: UL=12Li2U_L = \frac12Li^2.

Costante di tempo: τ=0,330=0,01\tau = \frac{0{,}3}{30} = 0{,}01 s =10= 10 ms. L'istante t1=12t_1 = 12 ms è poco più di una costante di tempo: il transitorio non è ancora finito.

a) Forza elettromotrice

Perché il regime

A regime (t→∞t \to \infty) la corrente è costante, la fem autoindotta −Ldidt-L\frac{di}{dt} è nulla e l'induttanza si comporta come un filo: la corrente è quella della sola resistenza, i0=VRi_0 = \frac VR. L'autoflusso in quella situazione è

Φ=Li0=LVR  ⟹  V=ΦRL=0,6⋅300,3=60 V\Phi = Li_0 = L\frac VR \implies V = \frac{\Phi R}{L} = \frac{0{,}6\cdot30}{0{,}3} = \boxed{60\ \text{V}}

Di conseguenza i0=6030=2i_0 = \frac{60}{30} = 2 A (controllo: Li0=0,3⋅2=0,6Li_0 = 0{,}3\cdot2 = 0{,}6 Wb ✓).

b) Energia dissipata nella resistenza

Perché un integrale

La potenza dissipata per effetto Joule è P(t)=Ri(t)2P(t) = Ri(t)^2 e cambia nel tempo perché la corrente cresce. L'energia dissipata è l'integrale della potenza (Conduzione, legge di Ohm ed effetto JouleNel modello classico gli elettroni accelerano nel campo e vengono frenati dagli urti, raggiungendo una velocità di deriva proporzionale a E: J = σE (legge di Ohm locale, σ = ne²τ/m, resistività ρ = 1/σ). Per un filo R = ρL/Σ e ΔV = Ri. La potenza ceduta al conduttore e dissipata in calore è P = iΔV = Ri² = ΔV²/R (effetto Joule). Resistenze in serie si sommano, in parallelo si sommano gli inversi.Conduzione, legge di Ohm ed effetto Joule →):

Ud=∫0t1Ri2 dt=Ri02∫0t1(1−e−t/τ)2dt.U_d = \int_0^{t_1}Ri^2\,dt = Ri_0^2\int_0^{t_1}\left(1 - e^{-t/\tau}\right)^2dt.

Calcolo dell'integrale

Si sviluppa il quadrato: (1−e−t/τ)2=1−2e−t/τ+e−2t/τ(1 - e^{-t/\tau})^2 = 1 - 2e^{-t/\tau} + e^{-2t/\tau}, e si integra termine a termine usando ∫0t1e−ktdt=1−e−kt1k\int_0^{t_1}e^{-kt}dt = \frac{1 - e^{-kt_1}}{k}:

  • ∫0t11 dt=t1\int_0^{t_1}1\,dt = t_1;
  • ∫0t12e−t/τdt=2τ(1−e−t1/τ)\int_0^{t_1}2e^{-t/\tau}dt = 2\tau\left(1 - e^{-t_1/\tau}\right);
  • ∫0t1e−2t/τdt=τ2(1−e−2t1/τ)\int_0^{t_1}e^{-2t/\tau}dt = \frac\tau2\left(1 - e^{-2t_1/\tau}\right).

Ud=Ri02[t1−2τ(1−e−t1/τ)+τ2(1−e−2t1/τ)].U_d = Ri_0^2\left[t_1 - 2\tau\left(1 - e^{-t_1/\tau}\right) + \frac\tau2\left(1 - e^{-2t_1/\tau}\right)\right].

Numeri

t1/τ=1,2t_1/\tau = 1{,}2: e−1,2=0,3012e^{-1{,}2} = 0{,}3012, e−2,4=0,0907e^{-2{,}4} = 0{,}0907. Ri02=30⋅4=120Ri_0^2 = 30\cdot4 = 120 W.

Ud=120[0,012−0,02⋅0,6988+0,005⋅0,9093]=120⋅0,002570=0,308 JU_d = 120\left[0{,}012 - 0{,}02\cdot0{,}6988 + 0{,}005\cdot0{,}9093\right] = 120\cdot0{,}002570 = \boxed{0{,}308\ \text{J}}

Controllo di ragionevolezza. Se la corrente fosse stata subito 22 A, in 1212 ms si sarebbero dissipati 120⋅0,012=1,44120\cdot0{,}012 = 1{,}44 J. Il risultato è molto minore perché la corrente parte da zero e la potenza va come il quadrato della corrente.

c) Lavoro del generatore

Bilancio energetico

Moltiplicando l'equazione del circuito V=Ri+LdidtV = Ri + L\frac{di}{dt} per i dti\,dt e integrando:

Wg=∫0t1Vi dt=∫0t1Ri2 dt⏟Ud+12Li(t1)2⏟energia nell’induttanza.W_g = \int_0^{t_1}Vi\,dt = \underbrace{\int_0^{t_1}Ri^2\,dt}_{U_d} + \underbrace{\frac12Li(t_1)^2}_{\text{energia nell'induttanza}}.

Il generatore paga sia la dissipazione nella resistenza sia l'energia immagazzinata nel campo magnetico della bobina (che all'inizio era nulla).

Numeri

Corrente in t1t_1: i1=i0(1−e−1,2)=2⋅0,6988=1,40i_1 = i_0(1 - e^{-1{,}2}) = 2\cdot0{,}6988 = 1{,}40 A. Energia magnetica: 12⋅0,3⋅1,3982=0,293\frac12\cdot0{,}3\cdot1{,}398^2 = 0{,}293 J.

Wg=0,308+0,293=0,601 JW_g = 0{,}308 + 0{,}293 = \boxed{0{,}601\ \text{J}}

Controllo indipendente. Wg=V∫0t1i dt=Vi0[t1−τ(1−e−t1/τ)]=60⋅2⋅(0,012−0,006988)=0,601W_g = V\int_0^{t_1}i\,dt = Vi_0\left[t_1 - \tau(1 - e^{-t_1/\tau})\right] = 60\cdot2\cdot(0{,}012 - 0{,}006988) = 0{,}601 J ✓. (La carica erogata dal generatore è ∫i dt\int i\,dt, e il lavoro è la fem per la carica.)

grandezza valore
VV 6060 V
i0i_0, τ\tau 22 A, 1010 ms
i(t1)i(t_1) 1,401{,}40 A
UdU_d 0,3080{,}308 J
12Li12\frac12Li_1^2 0,2930{,}293 J
WgW_g 0,6010{,}601 J

Errori comuni

  • Usare Ri02t1Ri_0^2t_1 per l'energia dissipata, come se la corrente fosse già a regime.
  • Dimenticare l'energia magnetica nel lavoro del generatore.
  • Sbagliare il segno del termine 2τ(1−e−t1/τ)2\tau(1 - e^{-t_1/\tau}) sviluppando il quadrato.

Lezioni in cui compare

Teoria collegata