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Note per Studenti Esercizio 23 · condensatore con dielettrico in un partitore resistivo

Esercizio 23condensatore con dielettrico in un partitore resistivo

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Testo (Prova del 26.06.2026, problema 1). Un condensatore piano, riempito con un dielettrico di costante relativa κ=2\kappa = 2, è inserito in un circuito con un generatore di forza elettromotrice E\mathcal E e due resistori R1=3R_1 = 3 MΩ\Omega e R2=5R_2 = 5 MΩ\Omega: il generatore, l'interruttore T e R1R_1 sono in serie, e il condensatore è collegato in parallelo a R2R_2 (figura 1A). L'area delle armature è Σ=125\Sigma = 125 cm², la distanza d=0,2d = 0{,}2 cm. All'istante t=0t = 0 l'interruttore viene chiuso e il condensatore comincia a caricarsi. A regime l'energia immagazzinata nel condensatore è Ue=3⋅10−4U_e = 3\cdot10^{-4} J. Si calcoli:

l) la forza elettromotrice E\mathcal E del generatore (2 punti); m) la carica di polarizzazione nel dielettrico (2 punti).

Con l'interruttore sempre chiuso e il sistema a regime, il dielettrico viene estratto fino a occupare solo metà volume (metà dell'area delle armature, figura 1B). Dopo aver atteso il ritorno a regime, calcolare:

n) il rapporto tra le cariche delle due sezioni B (con dielettrico) e A (senza dielettrico) (2 punti); o) il lavoro fatto dal generatore per riportare il sistema a regime dopo l'estrazione (2 punti).

L'interruttore viene infine aperto e il condensatore comincia a scaricarsi. Calcolare:

p) il tempo necessario perché l'energia immagazzinata nel condensatore si dimezzi (2 punti).


Il circuito a regime

A regime il condensatore è carico e non assorbe corrente: si comporta come un circuito aperto (Carica e scarica di un condensatore (circuito RC)In un circuito RC la carica non cambia istantaneamente: in carica q(t) = Cℰ(1 − e^(−t/τ)), i(t) = (ℰ/R)e^(−t/τ); in scarica q(t) = q₀e^(−t/τ), con costante di tempo τ = RC (dopo circa 5τ il transitorio è finito). Durante la carica il generatore fornisce Cℰ², metà va nel condensatore e metà è dissipata nella resistenza; in scarica tutta l'energia ½q₀²/C si dissipa, con legge e^(−2t/τ).Carica e scarica di un condensatore (circuito RC) →). Resta una sola maglia, generatore–R1R_1–R2R_2, percorsa dalla corrente I=ER1+R2I = \frac{\mathcal E}{R_1 + R_2}. Il condensatore è in parallelo a R2R_2, quindi ha ai capi la stessa tensione di R2R_2:

VC=R2I=ER2R1+R2.V_C = R_2I = \mathcal E\frac{R_2}{R_1 + R_2}.

È un partitore di tensione: il condensatore riceve solo la frazione 58\frac{5}{8} della f.e.m.

l) Forza elettromotrice

Tensione sul condensatore dall'energia

C=ε0κΣd=8,854⋅10−12⋅2⋅0,01250,002=110,7 pF.C = \frac{\varepsilon_0\kappa\Sigma}{d} = \frac{8{,}854\cdot10^{-12}\cdot2\cdot0{,}0125}{0{,}002} = 110{,}7\ \text{pF}.

Ue=12CVC2  ⟹  VC=2UeC=6⋅10−4110,7⋅10−12=2328 V.U_e = \frac12CV_C^2 \implies V_C = \sqrt{\frac{2U_e}{C}} = \sqrt{\frac{6\cdot10^{-4}}{110{,}7\cdot10^{-12}}} = 2328\ \text{V}.

Dal partitore alla f.e.m.

E=VCR1+R2R2=2328⋅85=3725 V\mathcal E = V_C\frac{R_1 + R_2}{R_2} = 2328\cdot\frac85 = \boxed{3725\ \text{V}}

m) Carica di polarizzazione

Carica libera sulle armature: q=CVC=110,7⋅10−12⋅2328=258q = CV_C = 110{,}7\cdot10^{-12}\cdot2328 = 258 nC. Sulla faccia del dielettrico a contatto con l'armatura (carica di polarizzazioneq_P = (κ − 1)/κ · q: con κ = 2 è metà della carica libera.Dielettrici - polarizzazione e vettore induzione elettrica →):

qP=κ−1κq=12⋅258=129 nCq_P = \frac{\kappa - 1}{\kappa}q = \frac12\cdot258 = \boxed{129\ \text{nC}}

n) Rapporto tra le cariche delle due sezioni

Cosa resta fisso questa volta

A differenza dell'Esercizio 9 · condensatore piano con dielettrico estratto a metà e scarica, qui l'interruttore è chiuso: a regime la d.d.p. sul condensatore torna a essere quella imposta dal partitore, VC=2328V_C = 2328 V, qualunque sia la capacità. È la tensione a restare fissa, non la carica.

Le due sezioni

Le due metà (A vuota, B piena) sono in parallelo, ciascuna con area Σ/2\Sigma/2:

CA=ε0Σ2d,CB=ε0κΣ2d=κCA.C_A = \frac{\varepsilon_0\Sigma}{2d}, \qquad C_B = \frac{\varepsilon_0\kappa\Sigma}{2d} = \kappa C_A.

Con la stessa d.d.p. VCV_C: qA′=CAVCq_A' = C_AV_C, qB′=CBVCq_B' = C_BV_C, quindi

qB′qA′=CBCA=κ=2\frac{q_B'}{q_A'} = \frac{C_B}{C_A} = \kappa = \boxed{2}

o) Lavoro del generatore

Nuova energia

Ceq=CA+CB=ε0Σ2d(1+κ)=83,0 pF,Ue′=12CeqVC2=34Ue=225 μJ.C_{eq} = C_A + C_B = \frac{\varepsilon_0\Sigma}{2d}(1 + \kappa) = 83{,}0\ \text{pF}, \qquad U_e' = \frac12C_{eq}V_C^2 = \frac34U_e = 225\ \mu\text{J}.

Perché il doppio della variazione di energia

La carica del condensatore cambia di Δq=VC(Ceq−C)=−64,4\Delta q = V_C(C_{eq} - C) = -64{,}4 nC: torna indietro nel circuito. Il generatore, oltre alla corrente costante II che manda sempre in R1R_1 e R2R_2, è attraversato da una parte di questa carica. Si dimostra (bilancio delle correnti nel nodo del condensatore) che la frazione che attraversa il generatore è R2R1+R2Δq\frac{R_2}{R_1 + R_2}\Delta q, quindi il lavoro in più rispetto al regime è

WG=E⋅R2R1+R2Δq=VC Δq=VC2(Ceq−C)=2(Ue′−Ue).W_G = \mathcal E\cdot\frac{R_2}{R_1 + R_2}\Delta q = V_C\,\Delta q = V_C^2(C_{eq} - C) = 2\left(U_e' - U_e\right).

È la stessa regola del condensatore collegato direttamente a un generatore di f.e.m. VCV_C (Energia del campo elettrostaticoCaricare un condensatore costa lavoro, immagazzinato come energia U = ½q²/C = ½CΔV² = ½qΔV; questa energia è localizzata nel campo, con densità u = ½ε₀E² (½εE² in un dielettrico). Con il condensatore isolato si conserva q, collegato al generatore si conserva ΔV: nel secondo caso il generatore fa un lavoro doppio della variazione di energia del condensatore.Energia del campo elettrostatico →): a d.d.p. fissa il generatore compie il doppio della variazione di energia.

WG=2(225−300) μJ=−150 μJW_G = 2(225 - 300)\ \mu\text{J} = \boxed{-150\ \mu\text{J}}

Negativo: la capacità è diminuita, la carica torna verso il generatore.

p) Tempo di dimezzamento dell'energia

Quale resistenza

Aprendo T il generatore e R1R_1 restano isolati: il condensatore si scarica solo attraverso R2R_2, che è collegata direttamente ai suoi capi. La costante di tempo è

τ=R2Ceq=5⋅106⋅83,0⋅10−12=415 μs.\tau = R_2C_{eq} = 5\cdot10^6\cdot83{,}0\cdot10^{-12} = 415\ \mu\text{s}.

Energia nella scarica

VC(t)=VC(0)e−t/τV_C(t) = V_C(0)e^{-t/\tau}, quindi Ue(t)=12CeqVC(0)2e−2t/τU_e(t) = \frac12C_{eq}V_C(0)^2e^{-2t/\tau}. L'energia si dimezza quando

e−2t/τ=12  ⟹  t=τ2ln⁡2=415⋅0,6932=144 μse^{-2t/\tau} = \frac12 \implies t = \frac\tau2\ln2 = \frac{415\cdot0{,}693}{2} = \boxed{144\ \mu\text{s}}

È metà del tempo di dimezzamento della carica (τln⁡2=288 μ\tau\ln2 = 288\ \mus): l'energia va come il quadrato della carica.

punto risultato
l) C=110,7C = 110{,}7 pF, VC=2328V_C = 2328 V, E=3725\mathcal E = 3725 V
m) q=258q = 258 nC, qP=129q_P = 129 nC
n) qB′/qA′=2q_B'/q_A' = 2
o) Ceq=83,0C_{eq} = 83{,}0 pF, Ue′=225 μU_e' = 225\ \muJ, WG=−150 μW_G = -150\ \muJ
p) τ=415 μ\tau = 415\ \mus, t=144 μt = 144\ \mus

Errori comuni

  • Mettere tutta la f.e.m. sul condensatore: a regime c'è il partitore, VC=ER2/(R1+R2)V_C = \mathcal E R_2/(R_1 + R_2).
  • Tenere fissa la carica con l'interruttore chiuso: è fissa la tensione.
  • Usare R1+R2R_1 + R_2 nella scarica: aprendo T il ramo con R1R_1 è interrotto.

Lezioni in cui compare

Teoria collegata