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Note per Studenti Integrale di linea complesso e teorema di Cauchy

Integrale di linea complesso e teorema di Cauchy

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Prerequisiti: Funzioni di variabile complessa e condizioni di Cauchy-RiemannStudio delle funzioni complesse come trasformazioni da C in C, definizione di limite, derivata complessa e funzioni olomorfe. Enunciazione e dimostrazione delle condizioni di Cauchy-Riemann e loro legame con l'equazione di Laplace e le funzioni armoniche.Funzioni di variabile complessa e condizioni di Cauchy-Riemann →, Curve regolari, lunghezza e integrale curvilineo di prima specieUna curva è una funzione continua γ: [a, b] → Rn; il sostegno è la sua immagine. È regolare se γ è C¹ con γ'(t) ≠ 0 (γ'(t) è il vettore tangente), regolare a tratti se lo è a pezzi. Lunghezza: L = ∫ab ‖γ'(t)‖ dt (circonferenza 2πR, arco di cicloide 8a). Integrale curvilineo di prima specie: ∫γ f ds = ∫ab f(γ(t)) ‖γ'(t)‖ dt, per esempio la massa di un filo; non dipende né dalla parametrizzazione né dall'orientamento.Curve regolari, lunghezza e integrale curvilineo di prima specie →, Campi vettoriali e lavoro lungo una curvaUn campo vettoriale F = (M, N) associa un vettore a ogni punto. Il lavoro (integrale curvilineo di seconda specie) lungo una curva orientata r(t), t ∈ [a, b], è ∫C F·dr = ∫ab F(r(t))·r'(t) dt = ∫C M dx + N dy, cioè l'integrale della componente tangente di F rispetto alla lunghezza d'arco. Non dipende dalla parametrizzazione ma cambia segno se si inverte il verso; si annulla se F è sempre ortogonale alla curva.Campi vettoriali e lavoro lungo una curva →, Teorema di Green nel pianoSe R è un dominio regolare del piano con bordo ∂R orientato positivamente (R a sinistra) e F = (M, N) è C¹ su R, allora ∮∂R M dx + N dy = ∬R (∂N/∂x − ∂M/∂y) dx dy. Serve per calcolare circuitazioni con un integrale doppio, aree (Area = ½∮ x dy − y dx = ∮ x dy) e per dimostrare che un campo irrotazionale su un dominio semplicemente connesso è conservativo. Con i buchi i bordi interni vanno percorsi in senso orario.Teorema di Green nel piano →.

Definizione e calcolo

Una curva nel piano complesso è una funzione z(t)=x(t)+iy(t)z(t)=x(t)+iy(t), t∈[a,b]t\in[a,b], derivabile con continuità (o a tratti). Si indica con CC la curva orientata dal punto iniziale z(a)z(a) a quello finale z(b)z(b). Diversamente dal caso reale, tra due punti del piano passano infinite curve, quindi il cammino fa parte dei dati dell'integrale.

Definizione. Sia ff continua su CC. L'integrale di ff lungo CC è il limite delle somme di Riemann ∫Cf(z) dz=lim⁡∑k=1nf(ζk) (zk−zk−1),\int_C f(z)\,dz=\lim\sum_{k=1}^{n} f(\zeta_k)\,(z_k-z_{k-1}), dove z0,…,znz_0,\dots,z_n sono punti successivi sulla curva, ζk\zeta_k è un punto dell'arco tra zk−1z_{k-1} e zkz_k e il limite si fa facendo tendere a zero la distanza massima ∣zk−zk−1∣|z_k-z_{k-1}|.

Nella pratica si usa la parametrizzazione: sostituire z=z(t)z=z(t) e dz=z′(t) dtdz=z'(t)\,dt (come nel cambio di variabile degli integrali reali).

Teorema. Se ff è continua su CC e z(t)z(t), t∈[a,b]t\in[a,b], è una parametrizzazione regolare di CC: ∫Cf(z) dz=∫abf(z(t)) z′(t) dt.\int_C f(z)\,dz=\int_a^b f(z(t))\,z'(t)\,dt .

L'integrale a destra è un integrale di una funzione reale a valori complessi: si integrano separatamente parte reale e parte immaginaria. Il fattore z′(t)z'(t) non va dimenticato: è lui che trasforma dzdz in dtdt.

Legame con gli integrali di linea reali. Con f=u+ivf=u+iv e dz=dx+i dydz=dx+i\,dy, moltiplicando: ∫Cf dz=∫C(u dx−v dy)+i∫C(v dx+u dy).\int_C f\,dz=\int_C (u\,dx-v\,dy)+i\int_C (v\,dx+u\,dy). Sono due integrali di forme differenziali come quelli di Campi vettoriali e lavoro lungo una curvaUn campo vettoriale F = (M, N) associa un vettore a ogni punto. Il lavoro (integrale curvilineo di seconda specie) lungo una curva orientata r(t), t ∈ [a, b], è ∫C F·dr = ∫ab F(r(t))·r'(t) dt = ∫C M dx + N dy, cioè l'integrale della componente tangente di F rispetto alla lunghezza d'arco. Non dipende dalla parametrizzazione ma cambia segno se si inverte il verso; si annulla se F è sempre ortogonale alla curva.Campi vettoriali e lavoro lungo una curva →: la parte reale è il lavoro del campo (u,−v)(u,-v) e la parte immaginaria il lavoro del campo (v,u)(v,u).

Proprietà.

  • Linearità: ∫C(αf+βg) dz=α∫Cf dz+β∫Cg dz\int_C(\alpha f+\beta g)\,dz=\alpha\int_C f\,dz+\beta\int_C g\,dz.
  • Percorrendo la curva al contrario (−C-C) l'integrale cambia segno; se CC è l'unione di C1C_1 e C2C_2 in successione, gli integrali si sommano.
  • Stima. Se ∣f(z)∣≤M|f(z)|\le M su CC e CC ha lunghezza LL, allora ∣∫Cf dz∣≤M L\left|\int_C f\,dz\right|\le M\,L (perché ∣z′(t)∣|z'(t)| integrato è la lunghezza della curva).

Esempio 1: ∫z dz\int z\,dz da 00 a 1+i1+i lungo due cammini

Segmento. z(t)=(1+i)tz(t)=(1+i)t, t∈[0,1]t\in[0,1], z′(t)=1+iz'(t)=1+i: ∫01(1+i)t (1+i) dt=(1+i)2∫01t dt=2i2=i.\int_0^1 (1+i)t\,(1+i)\,dt=(1+i)^2\int_0^1 t\,dt=\frac{2i}{2}=i . Cammino 0→1→1+i0\to1\to1+i. Primo tratto: z=tz=t, dz=dtdz=dt, ∫01t dt=12\int_0^1 t\,dt=\tfrac12. Secondo tratto: z=1+itz=1+it, dz=i dtdz=i\,dt, ∫01(1+it) i dt=i+i212=i−12\int_0^1(1+it)\,i\,dt=i+i^2\tfrac12=i-\tfrac12. Somma: 12+i−12=i\tfrac12+i-\tfrac12=i. I due cammini danno lo stesso risultato, come si vedrà tra poco: zz è olomorfa e ha primitiva z2/2z^2/2.

Esempio 2: ∫zˉ dz\int \bar z\,dz dipende dal cammino

Stessi cammini, con f(z)=zˉf(z)=\bar z. Segmento: zˉ=(1−i)t\bar z=(1-i)t, dz=(1+i) dtdz=(1+i)\,dt, quindi (1−i)(1+i)∫01t dt=2⋅12=1(1-i)(1+i)\int_0^1 t\,dt=2\cdot\tfrac12=1. Cammino 0→1→1+i0\to1\to1+i: primo tratto ∫01t dt=12\int_0^1 t\,dt=\tfrac12; secondo tratto zˉ=1−it\bar z=1-it, dz=i dtdz=i\,dt, ∫01(1−it) i dt=∫01(i+t) dt=i+12\int_0^1(1-it)\,i\,dt=\int_0^1(i+t)\,dt=i+\tfrac12. Somma: 1+i≠11+i\neq 1. Qui il risultato cambia: zˉ\bar z non è olomorfa (non soddisfa Cauchy-Riemann).

Esempio 3: le potenze su una circonferenza

Sia CC la circonferenza ∣z−z0∣=r|z-z_0|=r percorsa una volta in senso antiorario: z(θ)=z0+reiθz(\theta)=z_0+re^{i\theta}, θ∈[0,2π]\theta\in[0,2\pi], z′(θ)=ireiθz'(\theta)=ire^{i\theta}. Per ogni n∈Zn\in\mathbb{Z}: ∮C(z−z0)n dz=∫02πrneinθ ireiθ dθ=i rn+1∫02πei(n+1)θ dθ.\oint_C (z-z_0)^n\,dz=\int_0^{2\pi} r^ne^{in\theta}\,ire^{i\theta}\,d\theta=i\,r^{n+1}\int_0^{2\pi}e^{i(n+1)\theta}\,d\theta .

  • Se n≠−1n\ne-1, ∫02πei(n+1)θdθ=[ei(n+1)θi(n+1)]02π=0\int_0^{2\pi}e^{i(n+1)\theta}d\theta=\left[\frac{e^{i(n+1)\theta}}{i(n+1)}\right]_0^{2\pi}=0, perché ei(n+1)2π=1e^{i(n+1)2\pi}=1.
  • Se n=−1n=-1 l'esponente è nullo e l'integrando è 11: l'integrale vale i⋅2πi\cdot2\pi.

∮∣z−z0∣=rdzz−z0=2πi,∮∣z−z0∣=r(z−z0)n dz=0  (n≠−1)\boxed{\oint_{|z-z_0|=r}\frac{dz}{z-z_0}=2\pi i,\qquad \oint_{|z-z_0|=r}(z-z_0)^n\,dz=0\ \ (n\neq-1)} Il risultato non dipende dal raggio rr. Questo integrale è il mattone di tutta la teoria dei residui (Teorema dei residuiIl teorema dei residui permette di calcolare integrali di funzioni complesse su curve chiuse sfruttando il coefficiente $a_{-1}$ della serie di Laurent attorno alle singolarità isolate. Il residuo in un polo semplice si calcola come $\lim_{z \to z_0} (z-z_0)f(z)$, mentre per poli di ordine $n$ si usa la formula di derivazione.Teorema dei residui →).

Primitive e indipendenza dal cammino

Teorema. Sia ff continua in un aperto AA e sia FF una primitiva di ff in AA, cioè F′=fF'=f (derivata complessa). Per ogni curva C⊂AC\subset A da z0z_0 a z1z_1: ∫Cf(z) dz=F(z1)−F(z0).\int_C f(z)\,dz=F(z_1)-F(z_0). In particolare l'integrale lungo una curva chiusa è 00.

Perché. Per la regola della catena ddtF(z(t))=F′(z(t)) z′(t)=f(z(t)) z′(t)\frac{d}{dt}F(z(t))=F'(z(t))\,z'(t)=f(z(t))\,z'(t), quindi l'integrale è l'integrale di una derivata e vale F(z(b))−F(z(a))F(z(b))-F(z(a)) per il teorema fondamentale del calcolo.

È l'analogo complesso del teorema sui campi conservativi di Campi conservativi e funzione potenzialeF è conservativo se F = ∇f per un potenziale f; allora il lavoro lungo una curva da P0 a P1 vale f(P1) − f(P0), quindi non dipende dal cammino ed è nullo su ogni curva chiusa (e viceversa). Condizione necessaria (per F di classe C¹): campo irrotazionale, ∂M/∂y = ∂N/∂x; è anche sufficiente su un dominio semplicemente connesso. Controesempio sul piano bucato: (−y, x)/(x² + y²). Il potenziale si trova integrando M in x e imponendo f_y = N.Campi conservativi e funzione potenziale →: la primitiva FF è il potenziale. Nell'Esempio 1 si ha F=z2/2F=z^2/2 e F(1+i)−F(0)=2i2=iF(1+i)-F(0)=\frac{2i}{2}=i, come calcolato.

Teorema di Cauchy

Teorema (Cauchy). Sia DD un dominio semplicemente connesso (senza buchi) e ff olomorfa in DD. Per ogni curva chiusa CC contenuta in DD: ∮Cf(z) dz=0.\oint_C f(z)\,dz=0 . Di conseguenza ff ammette una primitiva in DD e l'integrale tra due punti non dipende dal cammino.

Dimostrazione (con f′f' continua e CC bordo di una regione R⊂DR\subset D). Si usa la scrittura reale dell'integrale e il Teorema di Green nel pianoSe R è un dominio regolare del piano con bordo ∂R orientato positivamente (R a sinistra) e F = (M, N) è C¹ su R, allora ∮∂R M dx + N dy = ∬R (∂N/∂x − ∂M/∂y) dx dy. Serve per calcolare circuitazioni con un integrale doppio, aree (Area = ½∮ x dy − y dx = ∮ x dy) e per dimostrare che un campo irrotazionale su un dominio semplicemente connesso è conservativo. Con i buchi i bordi interni vanno percorsi in senso orario.Teorema di Green nel piano →: ∮Cf dz=∮C(u dx−v dy)+i∮C(v dx+u dy)=∬R(−vx−uy) dx dy+i∬R(ux−vy) dx dy.\oint_C f\,dz=\oint_C(u\,dx-v\,dy)+i\oint_C(v\,dx+u\,dy)=\iint_R(-v_x-u_y)\,dx\,dy+i\iint_R(u_x-v_y)\,dx\,dy . Per le condizioni di Cauchy-Riemann uy=−vxu_y=-v_x e ux=vyu_x=v_y, quindi entrambi gli integrandi sono nulli. ■\blacksquare

La primitiva si costruisce fissando z0∈Dz_0\in D e ponendo F(z)=∫z0zf(w) dwF(z)=\int_{z_0}^{z}f(w)\,dw lungo un cammino qualsiasi (la scelta non conta per il teorema). L'ipotesi "senza buchi" non si può togliere: 1/z1/z è olomorfa in C∖{0}\mathbb{C}\setminus\{0\}, che ha un buco nell'origine, e l'integrale sulla circonferenza vale 2πi≠02\pi i\ne0 (Esempio 3).

Deformazione dei cammini

Teorema (deformazione). Siano C1C_1 e C2C_2 due curve chiuse semplici percorse in senso antiorario, con C2C_2 contenuta all'interno di C1C_1. Se ff è olomorfa sulle due curve e in tutta la regione compresa tra loro, allora ∮C1f(z) dz=∮C2f(z) dz.\oint_{C_1}f(z)\,dz=\oint_{C_2}f(z)\,dz .

Perché. La regione tra le curve ha come bordo C1C_1 (antioraria) e C2C_2 (oraria, i buchi si percorrono al contrario, come in Teorema di Green nel pianoSe R è un dominio regolare del piano con bordo ∂R orientato positivamente (R a sinistra) e F = (M, N) è C¹ su R, allora ∮∂R M dx + N dy = ∬R (∂N/∂x − ∂M/∂y) dx dy. Serve per calcolare circuitazioni con un integrale doppio, aree (Area = ½∮ x dy − y dx = ∮ x dy) e per dimostrare che un campo irrotazionale su un dominio semplicemente connesso è conservativo. Con i buchi i bordi interni vanno percorsi in senso orario.Teorema di Green nel piano →). Applicando la dimostrazione precedente a questa regione si ha ∮C1f dz−∮C2f dz=0\oint_{C_1}f\,dz-\oint_{C_2}f\,dz=0.

Si può quindi deformare una curva senza cambiare l'integrale, purché non si attraversi nessun punto in cui ff non è olomorfa.

Conseguenza. Se CC è una curva chiusa semplice antioraria e z0z_0 è all'interno di CC, deformando CC in una piccola circonferenza di centro z0z_0 (Esempio 3): ∮Cdzz−z0=2πi,\oint_C\frac{dz}{z-z_0}=2\pi i, mentre se z0z_0 è all'esterno di CC la funzione è olomorfa dentro CC e l'integrale è 00 (Cauchy).

Esempio 4: ∮dzz2−1\oint\frac{dz}{z^2-1}

Poiché 1z2−1=12(1z−1−1z+1)\frac{1}{z^2-1}=\frac12\left(\frac1{z-1}-\frac1{z+1}\right) (si verifica: 12⋅(z+1)−(z−1)z2−1=1z2−1\frac12\cdot\frac{(z+1)-(z-1)}{z^2-1}=\frac1{z^2-1}), gli unici punti problematici sono z=±1z=\pm1.

  • Su ∣z−1∣=12|z-1|=\tfrac12 (contiene solo z=1z=1): 12⋅2πi−12⋅0=πi\frac12\cdot2\pi i-\frac12\cdot0=\pi i.
  • Su ∣z∣=2|z|=2 (contiene entrambi): 12⋅2πi−12⋅2πi=0\frac12\cdot2\pi i-\frac12\cdot2\pi i=0.
  • Su ∣z−5∣=1|z-5|=1 (non contiene nessuno): 00 per il teorema di Cauchy.

Errori comuni

  • Dimenticare z′(t)z'(t) nel passare dall'integrale complesso a quello reale: dzdz non è dtdt.
  • Credere che l'integrale su una curva chiusa sia sempre nullo. Lo è solo se ff è olomorfa dentro la regione racchiusa, non solo sulla curva: 1/z1/z sulla circonferenza è perfettamente regolare, ma dà 2πi2\pi i perché l'origine sta all'interno.
  • Usare la primitiva di una funzione non olomorfa. zˉ\bar z non ha primitiva: l'Esempio 2 mostra che l'integrale dipende dal cammino.
  • Confondere la curva con il grafico di ff. La curva vive nel piano di partenza, il grafico di ff avrebbe quattro dimensioni reali.
  • Orientamento: una curva percorsa in senso orario cambia il segno del risultato (−2πi-2\pi i per 1/z1/z).

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