Salta al contenuto
Note per Studenti Massimi e minimi liberi in più variabili

Massimi e minimi liberi in più variabili

In questa pagina 4

Prerequisiti: Differenziabilità e gradientef è differenziabile in x0 se f(x) = f(x0) + ∇f(x0)·(x − x0) + o(‖x − x0‖): vicino a x0 il grafico si confonde con il piano tangente z = f(x0) + ∇f(x0)·(x − x0). Differenziabile ⇒ continua, derivabile e D_v f = ∇f·v; derivate parziali continue ⇒ differenziabile. Il gradiente indica la direzione di massima crescita (pendenza ‖∇f‖) ed è ortogonale alle curve di livello.Differenziabilità e gradiente →, Matrice hessiana e formula di Taylor in più variabiliLe derivate seconde ∂²f/∂xj∂xi formano la matrice hessiana Hf; per il teorema di Schwarz (derivate miste continue) è simmetrica. Taylor al secondo ordine: f(x0 + h) = f(x0) + ∇f(x0)·h + ½ hᵀHf(x0)h + o(‖h‖²). Una matrice simmetrica è definita positiva/negativa, semidefinita o indefinita a seconda del segno della forma quadratica hᵀAh; si riconosce con gli autovalori o con i minori principali (in 2×2: determinante e primo elemento).Matrice hessiana e formula di Taylor in più variabili →, Massimi e minimi relativi e teorema di Fermatx0 è punto di minimo (massimo) relativo se f(x0) ≤ f(x) (≥) per gli x del dominio vicini a x0. I candidati sono gli estremi del dominio, i punti dove f non è derivabile e i punti interni con f'(x0) = 0 (punti critici o stazionari). Teorema di Fermat: in un punto interno di minimo o massimo relativo dove f è derivabile, f'(x0) = 0. È solo una condizione necessaria: x³ in 0.Massimi e minimi relativi e teorema di Fermat →.

Definizione di punti critici

Sia f:Ω⊆Rn→Rf: \Omega \subseteq \mathbb{R}^n \to \mathbb{R} una funzione definita su un insieme aperto Ω\Omega. Un punto x0∈Ωx_0 \in \Omega si dice:

Definizione. Punto di massimo (minimo) relativo se esiste un intorno UU di x0x_0 tale che f(x)≤f(x0)f(x) \le f(x_0) (f(x)≥f(x0)f(x) \ge f(x_0)) per ogni x∈U∩Ωx \in U \cap \Omega.

Se ff è differenziabile in x0x_0 e x0x_0 è un punto di estremo relativo interno a Ω\Omega, allora deve necessariamente valere il teorema di Fermat:

Teorema (Fermat). Se x0x_0 è un punto di estremo relativo per ff e ff è differenziabile in x0x_0, allora ∇f(x0)=0\nabla f(x_0) = 0.

Perché. Si fissa una direzione: la funzione di una variabile g(t)=f(x0+tei)g(t) = f(x_0 + te_i) ha un estremo relativo in t=0t = 0, che è interno al suo dominio (perché x0x_0 è interno). Per il teorema di Fermat in una variabile g′(0)=0g'(0) = 0, e g′(0)=∂f∂xi(x0)g'(0) = \frac{\partial f}{\partial x_i}(x_0). Vale per ogni ii, quindi tutto il gradiente è nullo.

I punti in cui il gradiente si annulla sono detti punti critici (o stazionari) della funzione. Come in una variabile, la condizione è solo necessaria: f(x,y)=x2−y2f(x, y) = x^2 - y^2 ha gradiente nullo in (0,0)(0,0), ma l'origine non è né massimo né minimo.

Definizione. Un punto critico x0x_0 è un punto di sella se in ogni suo intorno ci sono punti in cui f>f(x0)f > f(x_0) e punti in cui f<f(x0)f < f(x_0).

Condizioni del secondo ordine

Per classificare i punti critici, supponiamo che f∈C2(Ω)f \in C^2(\Omega). La natura del punto dipende dalla forma quadratica associata alla matrice hessianaLe derivate seconde ∂²f/∂xj∂xi formano la matrice hessiana Hf; per il teorema di Schwarz (derivate miste continue) è simmetrica. Taylor al secondo ordine: f(x0 + h) = f(x0) + ∇f(x0)·h + ½ hᵀHf(x0)h + o(‖h‖²). Una matrice simmetrica è definita positiva/negativa, semidefinita o indefinita a seconda del segno della forma quadratica hᵀAh; si riconosce con gli autovalori o con i minori principali (in 2×2: determinante e primo elemento).Matrice hessiana e formula di Taylor in più variabili → Hf(x0)H_f(x_0), definita come Hij=∂2f∂xi∂xjH_{ij} = \frac{\partial^2 f}{\partial x_i \partial x_j}.

Teorema. Sia x0x_0 un punto critico per ff.

  1. Se Hf(x0)H_f(x_0) è definita positiva, allora x0x_0 è un punto di minimo locale.
  2. Se Hf(x0)H_f(x_0) è definita negativa, allora x0x_0 è un punto di massimo locale.
  3. Se Hf(x0)H_f(x_0) è indefinita, allora x0x_0 è un punto di sella.
  4. Se Hf(x0)H_f(x_0) è semidefinita, il test non è risolutivo.

Idea della dimostrazione. Nel punto critico la formula di Taylor dà f(x0+h)−f(x0)=12hTHf(x0) h+o(∥h∥2)f(x_0 + h) - f(x_0) = \frac12 h^T H_f(x_0)\,h + o(\|h\|^2) Se la forma quadratica è definita positiva, vale almeno m∥h∥2m\|h\|^2 per un certo m>0m > 0 (il minimo autovalore), e per hh piccolo domina l'errore o(∥h∥2)o(\|h\|^2): la differenza è positiva, quindi x0x_0 è di minimo. Se è indefinita, lungo una direzione la differenza è positiva e lungo un'altra negativa: sella. Se è semidefinita, nelle direzioni in cui la forma si annulla decide l'errore, cioè le derivate di ordine superiore: per questo il test tace.

Per n=1n = 1 si ritrova il criterio della derivata seconda: Hf=(f′′(x0))H_f = (f''(x_0)) è definita positiva se f′′(x0)>0f''(x_0) > 0.

Criterio di Sylvester per n=2n=2

Nel caso n=2n=2, sia Hf=(fxxfxyfyxfyy)H_f = \begin{pmatrix} f_{xx} & f_{xy} \\ f_{yx} & f_{yy} \end{pmatrix}. Definiamo D=det⁡(Hf)=fxxfyy−(fxy)2D = \det(H_f) = f_{xx}f_{yy} - (f_{xy})^2.

  • Se D>0D > 0: la matrice è definita (positiva se fxx>0f_{xx} > 0, negativa se fxx<0f_{xx} < 0).
  • Se D<0D < 0: la matrice è indefinita (punto di sella).
  • Se D=0D = 0: il test fallisce (necessario studio locale).

Nel caso D>0D > 0 basta guardare fxxf_{xx}: per D>0D > 0 deve essere fxxfyy>fxy2≥0f_{xx}f_{yy} > f_{xy}^2 \geq 0, quindi fxxf_{xx} e fyyf_{yy} hanno lo stesso segno.

Il caso D=0D = 0: tre funzioni con la stessa hessiana nulla in (0,0)(0,0).

  • x4+y4x^4 + y^4: f(x,y)>0=f(0,0)f(x,y) > 0 = f(0,0) fuori dall'origine, minimo assoluto.
  • −(x4+y4)-(x^4 + y^4): massimo.
  • x4−y4x^4 - y^4: sull'asse xx è positiva, sull'asse yy negativa, sella.

L'hessiana non può distinguerle: serve lo studio del segno di f(x)−f(x0)f(x) - f(x_0) vicino al punto, per esempio con restrizioni a rette o curve.

Esempio svolto

Sia f(x,y)=3x2y+4y3−3x2−12y2+1f(x,y) = 3x^2y + 4y^3 - 3x^2 - 12y^2 + 1, definita e C2C^2 su tutto R2\mathbb{R}^2.

  1. Gradiente: fx=6xy−6x=6x(y−1)f_x = 6xy - 6x = 6x(y - 1), fy=3x2+12y2−24y\quad f_y = 3x^2 + 12y^2 - 24y.
  2. Punti critici. fx=0f_x = 0 se x=0x = 0 oppure y=1y = 1 (si è raccolto per spezzare il sistema in due casi).
    • x=0x = 0: fy=12y2−24y=12y(y−2)=0f_y = 12y^2 - 24y = 12y(y - 2) = 0, quindi y=0y = 0 o y=2y = 2: punti (0,0)(0, 0) e (0,2)(0, 2).
    • y=1y = 1: fy=3x2+12−24=3x2−12=0f_y = 3x^2 + 12 - 24 = 3x^2 - 12 = 0, quindi x=±2x = \pm 2: punti (2,1)(2, 1) e (−2,1)(-2, 1).
  3. Hessiana: fxx=6y−6f_{xx} = 6y - 6, fxy=6xf_{xy} = 6x, fyy=24y−24f_{yy} = 24y - 24: Hf(x,y)=(6y−66x6x24y−24)H_f(x, y) = \begin{pmatrix} 6y-6 & 6x \\ 6x & 24y-24 \end{pmatrix}
  4. Classificazione:
    • (0,0)(0,0): Hf=(−600−24)H_f = \begin{pmatrix} -6 & 0 \\ 0 & -24 \end{pmatrix}, det⁡=144>0\det = 144 > 0 e fxx=−6<0f_{xx} = -6 < 0: massimo locale, f(0,0)=1f(0,0) = 1.
    • (0,2)(0,2): Hf=(60024)H_f = \begin{pmatrix} 6 & 0 \\ 0 & 24 \end{pmatrix}, det⁡=144>0\det = 144 > 0 e fxx=6>0f_{xx} = 6 > 0: minimo locale, f(0,2)=32−48+1=−15f(0, 2) = 32 - 48 + 1 = -15.
    • (±2,1)(\pm 2, 1): Hf=(0±12±120)H_f = \begin{pmatrix} 0 & \pm 12 \\ \pm 12 & 0 \end{pmatrix}, det⁡=−144<0\det = -144 < 0: selle.

Nessuno dei due estremi è assoluto: lungo l'asse yy, f(0,y)=4y3−12y2+1f(0, y) = 4y^3 - 12y^2 + 1 va a +∞+\infty per y→+∞y \to +\infty e a −∞-\infty per y→−∞y \to -\infty.

Altri esercizi, compreso un caso con D=0D = 0 e uno in tre variabili: Esercizi - punti critici di funzioni di più variabili.

Errori comuni

  • Test fallito: Quando det⁡(Hf)=0\det(H_f) = 0, non concludere che il punto è di sella o estremo. È necessario studiare la variazione di f(x,y)−f(x0,y0)f(x,y) - f(x_0, y_0) direttamente (es. restrizioni su rette y=mxy=mx o y=x2y=x^2).
  • Perdere soluzioni del sistema ∇f=0\nabla f = 0: non dividere per una variabile che può essere nulla (6x(y−1)=06x(y-1) = 0 si spezza in x=0x = 0 oppure y=1y = 1).
  • Dimenticare i punti di non differenziabilità: Fermat vale dove ff è differenziabile. x2+y2\sqrt{x^2 + y^2} ha minimo nell'origine, dove il gradiente non esiste.
  • Confondere locale e assoluto: un massimo relativo può non essere il massimo della funzione.

Versione ripasso

  • Fermat: estremo relativo interno + ff differenziabile ⇒∇f(x0)=0\Rightarrow \nabla f(x_0) = 0 (punto critico). Non vale il viceversa: x2−y2x^2 - y^2 ha una sella in (0,0)(0,0).
  • Test dell'hessiana (f∈C2f \in C^2, punto critico): definita positiva → minimo; definita negativa → massimo; indefinita → sella; semidefinita → non decide.
  • Caso n=2n=2, D=fxxfyy−fxy2D = f_{xx}f_{yy} - f_{xy}^2: D>0,fxx>0D > 0, f_{xx} > 0 minimo; D>0,fxx<0D > 0, f_{xx} < 0 massimo; D<0D < 0 sella; D=0D = 0 studio del segno di f−f(x0)f - f(x_0) (esempi x4+y4x^4 + y^4 minimo, x4−y4x^4 - y^4 sella).
  • Esempio: 3x2y+4y3−3x2−12y2+13x^2y + 4y^3 - 3x^2 - 12y^2 + 1: (0,0)(0,0) massimo, (0,2)(0,2) minimo, (±2,1)(\pm2, 1) selle.
  • Errori: non dividere per una variabile che può essere nulla; i punti di non differenziabilità vanno esaminati a parte.

Esercizi su questo argomento

Teoria collegata