Derivate parziali e derivate direzionali
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Prerequisiti: Limiti e continuità per funzioni di più variabiliIl limite di una funzione di più variabili esiste se il valore si avvicina a $L$ indipendentemente dal percorso scelto; si verifica con stime in coordinate polari o si nega usando restrizioni a curve diverse. La continuità richiede che il limite coincida con il valore della funzione nel punto.Limiti e continuità per funzioni di più variabili →, Derivata - definizione e significatoLa derivata è il limite del rapporto incrementale; geometricamente è la pendenza della retta tangente. f è derivabile in x0 se e solo se f(x) = f(x0) + f'(x0)(x − x0) + o(x − x0); derivabile implica continua, non viceversa. Derivata destra e sinistra, punti angolosi, flessi a tangente verticale, cuspidi.Derivata - definizione e significato →.
L'idea è ricondursi a una variabile: ci si muove da lungo una retta e si guarda come varia . Se la retta è parallela a un asse si ottiene una derivata parziale, se ha una direzione qualsiasi una derivata direzionale.
Derivate parziali
Definizione. Sia una funzione e un punto interno a . La derivata parziale di rispetto alla variabile nel punto è il limite: dove è l'-esimo versorevettore di norma unitaria della base canonica.
In due variabili, nel punto :
Significato. è la derivata della funzione di una variabile , cioè la pendenza della curva che si ottiene tagliando il grafico con il piano verticale . Altre notazioni: , , .
Calcolo pratico
Nella pratica, per calcolare , si deriva la funzione rispetto alla variabile trattando tutte le altre variabili come costanti, applicando le regole di derivazione del calcolo in una variabile.
Esempio: Sia .
- Rispetto a : si considera costanti .
- Rispetto a : si considera costanti .
- Rispetto a : si considera costanti .
Nel termine , derivando rispetto a la regola della catena dà (la derivata dell'argomento rispetto a è ); derivando rispetto a dà .
Altri esempi.
- : , .
- : , (il termine non dipende da , quindi la sua derivata rispetto a è ).
Definizione. Se esistono tutte le derivate parziali di in , si dice che la funzione è derivabile in . Il vettore che le raccoglie è il gradiente, indicato con il simbolo (si legge "nabla"):
Derivate direzionali
Quando vogliamo conoscere la variazione di lungo una direzione generica individuata da un versore (con ), utilizziamo la derivata direzionale.
Definizione. La derivata direzionale di in lungo il versore è il limite:
Le derivate parziali sono le derivate direzionali lungo i versori degli assi: . Si usa un versore perché così misura proprio la distanza percorsa da : con un vettore lungo il rapporto incrementale verrebbe raddoppiato.
Esempio (con la definizione). in lungo . Posto , si ha e
Legame con il gradiente
Se la funzione è differenziabilef è differenziabile in x0 se f(x) = f(x0) + ∇f(x0)·(x − x0) + o(‖x − x0‖): vicino a x0 il grafico si confonde con il piano tangente z = f(x0) + ∇f(x0)·(x − x0). Differenziabile ⇒ continua, derivabile e D_v f = ∇f·v; derivate parziali continue ⇒ differenziabile. Il gradiente indica la direzione di massima crescita (pendenza ‖∇f‖) ed è ortogonale alle curve di livello.Differenziabilità e gradiente → in , non occorre calcolare il limite precedente.
Teorema. Se è differenziabile in , allora per ogni versore la derivata direzionale esiste ed è pari al prodotto scalare tra il gradiente e il versore:
Nell'esempio sopra , quindi e : stesso risultato, senza limiti. La dimostrazione e il significato geometrico (il gradiente indica la direzione di massima crescita) sono in Differenziabilità e gradientef è differenziabile in x0 se f(x) = f(x0) + ∇f(x0)·(x − x0) + o(‖x − x0‖): vicino a x0 il grafico si confonde con il piano tangente z = f(x0) + ∇f(x0)·(x − x0). Differenziabile ⇒ continua, derivabile e D_v f = ∇f·v; derivate parziali continue ⇒ differenziabile. Il gradiente indica la direzione di massima crescita (pendenza ‖∇f‖) ed è ortogonale alle curve di livello.Differenziabilità e gradiente →.
Derivabile non vuol dire continua
In una variabile una funzione derivabile è continua. In più variabili no: le derivate parziali guardano solo lungo gli assi, e la funzione può comportarsi male lungo le altre direzioni.
Esempio 1 (derivabile ma non continua). per , . Sugli assi la funzione vale : e . Quindi Le derivate parziali esistono, ma la funzione non è continua nell'origine: lungo vale costantemente (vedi Limiti e continuità per funzioni di più variabiliIl limite di una funzione di più variabili esiste se il valore si avvicina a $L$ indipendentemente dal percorso scelto; si verifica con stime in coordinate polari o si nega usando restrizioni a curve diverse. La continuità richiede che il limite coincida con il valore della funzione nel punto.Limiti e continuità per funzioni di più variabili →).
Esempio 2 (tutte le derivate direzionali, ma non continua). , . Per un versore con : e per la funzione è nulla sull'asse , quindi la derivata è . Esistono tutte le derivate direzionali, eppure non è continua in (lungo vale ).
Esempio 3 (continua ma non derivabile). La norma è continua, ma nell'origine vale per e per : il limite non esiste, come per in una variabile. Il grafico è un cono con la punta nell'origine.
La nozione giusta, che implica continuità e derivate direzionali, è la differenziabilità: Differenziabilità e gradientef è differenziabile in x0 se f(x) = f(x0) + ∇f(x0)·(x − x0) + o(‖x − x0‖): vicino a x0 il grafico si confonde con il piano tangente z = f(x0) + ∇f(x0)·(x − x0). Differenziabile ⇒ continua, derivabile e D_v f = ∇f·v; derivate parziali continue ⇒ differenziabile. Il gradiente indica la direzione di massima crescita (pendenza ‖∇f‖) ed è ortogonale alle curve di livello.Differenziabilità e gradiente →.
Errori comuni
- Non verificare il versore: La formula vale solo se è un versorevettore di modulo unitario. Se si utilizza un vettore con , bisogna normalizzarlo dividendo per la sua norma: .
- Confondere derivabilità e differenziabilità: In analisi in una variabile le due nozioni coincidono, ma in più variabili no. Non dedurre la continuità dalla sola esistenza delle derivate parziali.
- Derivare con le regole dove la funzione è definita a pezzi: nel punto di raccordo (spesso l'origine) le derivate parziali si calcolano con la definizione, usando il valore assegnato in quel punto.
- Dimenticare i termini costanti rispetto alla variabile: derivando rispetto a il c'è, rispetto a il termine sparisce.
Versione ripasso
- Derivata parziale: . Si calcola derivando rispetto a e trattando le altre variabili come costanti.
- Vettore Gradiente: .
- Derivata direzionale: (con ).
- Teorema del Gradiente: Se è differenziabile, .
- Esempio: , , : .
- Derivabile continua: ha ma non è continua; ha tutte le derivate direzionali ma non è continua.
- Continua derivabile: la norma nell'origine (rapporto ).
- Errori: usare un vettore non unitario; usare le regole di derivazione nel punto di raccordo di una funzione a pezzi.