Salta al contenuto
Note per Studenti Formulario · Analisi Matematica 2

FormularioAnalisi Matematica 2: definizioni, teoremi e formule delle note, in ordine di capitolo

In questa pagina 9

1. Topologia e funzioni di più variabili

Topologia di Rn

Definizione (norma euclidea). La norma di un vettore X∈RnX \in \mathbb{R}^n è la sua lunghezza, cioè la distanza dall'origine: ∥X∥=∑i=1nxi2=x12+x22+⋯+xn2\|X\| = \sqrt{\sum_{i=1}^n x_i^2} = \sqrt{x_1^2 + x_2^2 + \dots + x_n^2}

Definizione (distanza). La distanza tra due punti X,Y∈RnX, Y \in \mathbb{R}^n è la norma del vettore differenza: d(X,Y)=∥X−Y∥=∑i=1n(xi−yi)2d(X, Y) = \|X - Y\| = \sqrt{\sum_{i=1}^n (x_i - y_i)^2}

Definizione (palla aperta, intorno). La palla aperta di centro X0X_0 e raggio r>0r > 0 è l'insieme dei punti che distano da X0X_0 meno di rr: B(X0,r)={X∈Rn:∥X−X0∥<r}B(X_0, r) = \{X \in \mathbb{R}^n : \|X - X_0\| < r\} Un intorno di X0X_0 è un insieme che contiene una palla aperta centrata in X0X_0.

Funzioni di più variabili e insiemi di livello

Definizione. Una funzione reale di nn variabili reali è una legge f:D⊆Rn→Rf: D \subseteq \mathbb{R}^n \to \mathbb{R} che associa a ogni punto X=(x1,…,xn)∈DX = (x_1, \dots, x_n) \in D un unico numero reale f(X)f(X).

Definizione. Il dominio naturale di ff è l'insieme dei punti X∈RnX \in \mathbb{R}^n in cui l'espressione di ff ha senso.

Definizione. Il grafico di f:D⊆Rn→Rf: D \subseteq \mathbb{R}^n \to \mathbb{R} è l'insieme Gf={(X,f(X)):X∈D}⊆Rn+1G_f = \{(X, f(X)) : X \in D\} \subseteq \mathbb{R}^{n+1}

Definizione. L'insieme di livello cc di ff è Lc={X∈D:f(X)=c}L_c = \{X \in D : f(X) = c\} Per n=2n = 2 si chiama curva di livello: è la proiezione sul piano xyxy dell'intersezione del grafico con il piano orizzontale z=cz = c. Per n=3n = 3 è in genere una superficie.

Limiti e continuità per funzioni di più variabili

Definizione (Limite). Si dice che lim⁡X→X0f(X)=L\lim_{X \to X_0} f(X) = L se per ogni successione {Xn}⊆D∖{X0}\{X_n\} \subseteq D \setminus \{X_0\} tale che Xn→X0X_n \to X_0, si ha f(Xn)→Lf(X_n) \to L.

Equivalentemente, utilizzando la definizione ϵ−δ\epsilon-\delta: ∀ϵ>0,∃δ>0\forall \epsilon > 0, \exists \delta > 0 tale che ∀X∈D,0<∥X−X0∥<δ  ⟹  ∣f(X)−L∣<ϵ\forall X \in D, 0 < \|X - X_0\| < \delta \implies |f(X) - L| < \epsilon.

Teorema (condizione necessaria). Se lim⁡X→X0f(X)=L\lim_{X \to X_0} f(X) = L, allora per ogni curva γ(t)\gamma(t) contenuta nel dominio, con γ(t)→X0\gamma(t) \to X_0 e γ(t)≠X0\gamma(t) \neq X_0, si ha lim⁡t→0f(γ(t))=L\lim_{t \to 0} f(\gamma(t)) = L.

Definizione. Una funzione f:D→Rf: D \to \mathbb{R} è continua in X0∈DX_0 \in D se: lim⁡X→X0f(X)=f(X0)\lim_{X \to X_0} f(X) = f(X_0) Se X0X_0 è un punto isolato, la funzione è sempre continua in X0X_0.

2. Calcolo differenziale in più variabili

Derivate parziali e derivate direzionali

Definizione. Sia f:D⊆Rn→Rf: D \subseteq \mathbb{R}^n \to \mathbb{R} una funzione e x0x_0 un punto interno a DD. La derivata parziale di ff rispetto alla variabile xix_i nel punto x0x_0 è il limite: ∂f∂xi(x0)=lim⁡h→0f(x0+hei)−f(x0)h\frac{\partial f}{\partial x_i}(x_0) = \lim_{h \to 0} \frac{f(x_0 + h e_i) - f(x_0)}{h} dove eie_i è l'ii-esimo versorevettore di norma unitaria della base canonica.

Definizione. Se esistono tutte le derivate parziali di ff in x0x_0, si dice che la funzione è derivabile in x0x_0. Il vettore che le raccoglie è il gradiente, indicato con il simbolo ∇\nabla (si legge "nabla"): ∇f(x0)=(∂f∂x1(x0),…,∂f∂xn(x0))\nabla f(x_0) = \left( \frac{\partial f}{\partial x_1}(x_0), \dots, \frac{\partial f}{\partial x_n}(x_0) \right)

Definizione. La derivata direzionale di ff in x0x_0 lungo il versore vv è il limite: ∂f∂v(x0)=lim⁡h→0f(x0+hv)−f(x0)h\frac{\partial f}{\partial v}(x_0) = \lim_{h \to 0} \frac{f(x_0 + hv) - f(x_0)}{h}

Teorema. Se ff è differenziabile in x0x_0, allora per ogni versore vv la derivata direzionale esiste ed è pari al prodotto scalare tra il gradiente e il versore: ∂f∂v(x0)=∇f(x0)⋅v\frac{\partial f}{\partial v}(x_0) = \nabla f(x_0) \cdot v

Differenziabilità e gradiente

Teorema. Se ff è differenziabile in x0x_0, allora il vettore aa è univocamente determinato ed è pari al gradiente di ff in x0x_0, ovvero a=∇f(x0)a = \nabla f(x_0). Inoltre, ff è derivabile e continua in x0x_0.

Teorema del differenziale totale. Se ff ammette derivate parziali in un intorno di x0x_0 e queste sono continuefunzioni il cui limite nel punto coincide col valore nel punto in x0x_0, allora ff è differenziabile in x0x_0.

Formula del gradiente. Se ff è differenziabile in x0x_0, allora per ogni versore vv esiste la derivata direzionale Dvf(x0)D_v f(x_0) ed è data da: Dvf(x0)=∇f(x0)⋅vD_v f(x_0) = \nabla f(x_0) \cdot v

Matrice jacobiana e derivata delle funzioni composte

Definizione. La funzione FF è differenziabile in x0∈Ωx_0 \in \Omega se ogni sua componente fif_i è differenziabile in x0x_0. In tal caso, il differenziale di FF in x0x_0 è l'applicazione lineare rappresentata dalla matrice jacobiana JF(x0)J_F(x_0).

Teorema di invertibilità locale. Sia FF una trasformazione regolare. Se det⁡(JF(x0))≠0\det(J_F(x_0)) \neq 0, allora esiste localmente una funzione inversa F−1F^{-1} tale che la sua matrice jacobiana è: JF−1(y)=[JF(x)]−1con y=F(x)J_{F^{-1}}(y) = [J_F(x)]^{-1} \quad \text{con } y = F(x)

Teorema delle funzioni implicite (Dini)

Teorema. Sia F:A⊆R2→RF: A \subseteq \mathbb{R}^2 \to \mathbb{R} una funzione di classe C1C^1 in un aperto AA. Sia (x0,y0)∈A(x_0, y_0) \in A tale che:

  1. F(x0,y0)=0F(x_0, y_0) = 0
  2. Fy(x0,y0)≠0F_y(x_0, y_0) \neq 0

Allora esiste un intorno UU di x0x_0 e una funzione unica g:U→Rg: U \to \mathbb{R} di classe C1C^1 tali che g(x0)=y0g(x_0) = y_0 e F(x,g(x))=0F(x, g(x)) = 0 per ogni x∈Ux \in U.

Matrice hessiana e formula di Taylor in più variabili

Teorema di Schwarz. Sia f:D⊆Rn→Rf: D \subseteq \mathbb{R}^n \to \mathbb{R} una funzione di classe C2C^2 in un intorno di x0∈Dx_0 \in D. Allora le derivate miste sono uguali in x0x_0: ∂2f∂xi∂xj(x0)=∂2f∂xj∂xi(x0)\frac{\partial^2 f}{\partial x_i \partial x_j}(x_0) = \frac{\partial^2 f}{\partial x_j \partial x_i}(x_0)

Definizione. Data f∈C2(D)f \in C^2(D), la matrice Hessiana Hf(x0)H_f(x_0) è la matrice quadrata n×nn \times n definita come: Hf(x0)=(fx1x1…fx1xn⋮⋱⋮fxnx1…fxnxn)H_f(x_0) = \begin{pmatrix} f_{x_1x_1} & \dots & f_{x_1x_n} \\ \vdots & \ddots & \vdots \\ f_{x_nx_1} & \dots & f_{x_nx_n} \end{pmatrix} Grazie al Teorema di Schwarz, la matrice Hessiana è simmetrica (Hf=HfTH_f = H_f^T).

Formula di Taylor. Sia f∈C2f \in C^2 in un intorno di x0x_0. Per hh sufficientemente piccolo, si ha: f(x0+h)=f(x0)+∇f(x0)⋅h+12hTHf(x0)h+o(∥h∥2)f(x_0+h) = f(x_0) + \nabla f(x_0) \cdot h + \frac{1}{2} h^T H_f(x_0) h + o(\|h\|^2) dove hTHfhh^T H_f h è la forma quadraticasomma dei termini a_ij h_i h_j: un polinomio omogeneo di secondo grado nelle componenti di h associata all'Hessiana.

Definizione. Una matrice simmetrica AA n×nn \times n è:

  • definita positiva se hTAh>0h^T A h > 0 per ogni h≠0h \neq 0;
  • definita negativa se hTAh<0h^T A h < 0 per ogni h≠0h \neq 0;
  • semidefinita positiva (negativa) se hTAh≥0h^T A h \geq 0 (≤0\leq 0) per ogni hh, e si annulla per qualche h≠0h \neq 0;
  • indefinita se esistono h1,h2h_1, h_2 con h1TAh1>0h_1^T A h_1 > 0 e h2TAh2<0h_2^T A h_2 < 0.

3. Massimi e minimi

Massimi e minimi liberi in più variabili

Definizione. Punto di massimo (minimo) relativo se esiste un intorno UU di x0x_0 tale che f(x)≤f(x0)f(x) \le f(x_0) (f(x)≥f(x0)f(x) \ge f(x_0)) per ogni x∈U∩Ωx \in U \cap \Omega.

Teorema (Fermat). Se x0x_0 è un punto di estremo relativo per ff e ff è differenziabile in x0x_0, allora ∇f(x0)=0\nabla f(x_0) = 0.

Definizione. Un punto critico x0x_0 è un punto di sella se in ogni suo intorno ci sono punti in cui f>f(x0)f > f(x_0) e punti in cui f<f(x0)f < f(x_0).

Teorema. Sia x0x_0 un punto critico per ff.

  1. Se Hf(x0)H_f(x_0) è definita positiva, allora x0x_0 è un punto di minimo locale.
  2. Se Hf(x0)H_f(x_0) è definita negativa, allora x0x_0 è un punto di massimo locale.
  3. Se Hf(x0)H_f(x_0) è indefinita, allora x0x_0 è un punto di sella.
  4. Se Hf(x0)H_f(x_0) è semidefinita, il test non è risolutivo.

Funzioni convesse in più variabili

Definizione. Sia CC convesso. f:C→Rf:C\to\mathbb{R} è convessa se per ogni x,y∈Cx,y\in C e t∈[0,1]t\in[0,1] f(tx+(1−t)y)≤t f(x)+(1−t) f(y).f\bigl(tx+(1-t)y\bigr)\le t\,f(x)+(1-t)\,f(y). È strettamente convessa se la disuguaglianza è stretta per x≠yx\ne y e t∈ ]0,1[t\in\,]0,1[.

Teorema. Sia ff differenziabile su un aperto convesso CC. Allora ff è convessa se e solo se per ogni x,y∈Cx,y\in C f(y)≥f(x)+∇f(x)⋅(y−x).f(y)\ge f(x)+\nabla f(x)\cdot(y-x).

Teorema. Sia ff di classe C2C^2 su un aperto convesso CC.

  • ff è convessa se e solo se la matrice hessiana Hf(x)H_f(x) è semidefinita positiva in ogni punto x∈Cx\in C.
  • Se Hf(x)H_f(x) è definita positiva in ogni punto, ff è strettamente convessa. Il viceversa è falso: f(x)=x4f(x)=x^4 è strettamente convessa ma f′′(0)=0f''(0)=0.

Massimi e minimi assoluti su insiemi compatti

Teorema di Weierstrass. Sia D⊂RnD \subset \mathbb{R}^n un insieme compatto e f:D→Rf: D \to \mathbb{R} una funzione continua. Allora esistono Pmin,Pmax∈DP_{min}, P_{max} \in D tali che f(Pmin)≤f(P)≤f(Pmax)f(P_{min}) \leq f(P) \leq f(P_{max}) per ogni P∈DP \in D.

Massimi e minimi vincolati e moltiplicatori di Lagrange

Teorema. Siano f,g:A⊆Rn→Rf, g: A \subseteq \mathbb{R}^n \to \mathbb{R} funzioni di classe C1C^1. Sia P0P_0 un punto di estremo locale per ff vincolato a g(x)=cg(x) = c. Se ∇g(P0)≠0\nabla g(P_0) \neq 0, allora esiste un numero reale λ\lambda (moltiplicatore di Lagrange) tale che: ∇f(P0)=λ∇g(P0)\nabla f(P_0) = \lambda \nabla g(P_0)

4. Integrali multipli

Integrali doppi e teorema di Fubini

Definizione. Data una funzione limitata ff su un rettangolo RR, si consideri una partizione PP di RR in sotto-rettangoli RijR_{ij}. Siano mij=inf⁡(x,y)∈Rijf(x,y)m_{ij} = \inf_{(x,y) \in R_{ij}} f(x, y) e Mij=sup⁡(x,y)∈Rijf(x,y)M_{ij} = \sup_{(x,y) \in R_{ij}} f(x, y). Definiamo le somme di Darboux:

  • Somma inferiore: sf(P)=∑i,jmij⋅Area(Rij)s_f(P) = \sum_{i,j} m_{ij} \cdot \text{Area}(R_{ij})
  • Somma superiore: Sf(P)=∑i,jMij⋅Area(Rij)S_f(P) = \sum_{i,j} M_{ij} \cdot \text{Area}(R_{ij}) La funzione ff è integrabile se sup⁡P{sf(P)}=inf⁡P{Sf(P)}\sup_P \{s_f(P)\} = \inf_P \{S_f(P)\}. Il valore comune è l'integrale doppio ∬Rf(x,y) dx dy\iint_R f(x, y) \, dx \, dy.

Teorema (di Fubini). Se ff è continua su un dominio semplice DD, l'integrale doppio può essere calcolato come integrale iterato:

  • Se DD è Y-semplice: D={(x,y):x∈[a,b], g1(x)≤y≤g2(x)}D = \{ (x,y) : x \in [a,b], \, g_1(x) \leq y \leq g_2(x) \} ∬Df(x,y) dx dy=∫ab(∫g1(x)g2(x)f(x,y) dy)dx\iint_D f(x,y) \, dx \, dy = \int_a^b \left( \int_{g_1(x)}^{g_2(x)} f(x,y) \, dy \right) dx
  • Se DD è X-semplice: D={(x,y):y∈[c,d], h1(y)≤x≤h2(y)}D = \{ (x,y) : y \in [c,d], \, h_1(y) \leq x \leq h_2(y) \} ∬Df(x,y) dx dy=∫cd(∫h1(y)h2(y)f(x,y) dx)dy\iint_D f(x,y) \, dx \, dy = \int_c^d \left( \int_{h_1(y)}^{h_2(y)} f(x,y) \, dx \right) dy

(con g1≤g2g_1 \le g_2 e h1≤h2h_1 \le h_2 funzioni continue).

Integrali dipendenti da parametri

Teorema. Se ff è continua sul rettangolo chiuso [a,b]×[c,d][a,b]\times[c,d], allora F(y)=∫abf(x,y) dxF(y)=\int_a^bf(x,y)\,dx è continua su [c,d][c,d]. In particolare, per ogni y0∈[c,d]y_0\in[c,d], lim⁡y→y0∫abf(x,y) dx=∫ablim⁡y→y0f(x,y) dx=∫abf(x,y0) dx.\lim_{y\to y_0}\int_a^bf(x,y)\,dx=\int_a^b\lim_{y\to y_0}f(x,y)\,dx=\int_a^bf(x,y_0)\,dx.

Teorema (regola di Leibniz). Se ff e ∂f∂y\dfrac{\partial f}{\partial y} sono continue su [a,b]×[c,d][a,b]\times[c,d], allora FF è derivabile (anzi C1C^1) su [c,d][c,d] e F′(y)=∫ab∂f∂y(x,y) dx.F'(y)=\int_a^b\frac{\partial f}{\partial y}(x,y)\,dx.

Cambio di variabili negli integrali doppi e coordinate polari

Teorema. Se la funzione Φ:Duv→Dxy\Phi: D_{uv} \to D_{xy} è di classe C1\mathcal{C}^1, biunivoca e con matrice jacobianaPer F: Rn → Rm, F = (f1, …, fm), la matrice jacobiana JF è la matrice m × n con (JF)ij = ∂fi/∂xj: la riga i è il gradiente di fi. Regola della catena: J(f∘g)(x) = Jf(g(x)) · Jg(x); casi frequenti d/dt f(γ(t)) = ∇f(γ(t))·γ'(t) e ∂f/∂x = f_u u_x + f_v v_x. Se det JF(x0) ≠ 0, F è invertibile vicino a x0 e J(F⁻¹) = (JF)⁻¹. Coordinate polari: det J = ρ.Matrice jacobiana e derivata delle funzioni composte → JJ invertibile (le tre condizioni possono mancare su un insieme di area nulla, per esempio un segmento del bordo) e ff è continua, allora l'integrale di una funzione f(x,y)f(x, y) su DxyD_{xy} si calcola come: ∬Dxyf(x,y) dx dy=∬Duvf(ϕ(u,v),ψ(u,v))⋅∣det⁡J(u,v)∣ du dv\iint_{D_{xy}} f(x, y) \, dx \, dy = \iint_{D_{uv}} f(\phi(u, v), \psi(u, v)) \cdot |\det J(u, v)| \, du \, dv dove la matrice jacobiana è definita come J=(∂x∂u∂x∂v∂y∂u∂y∂v)J = \begin{pmatrix} \frac{\partial x}{\partial u} & \frac{\partial x}{\partial v} \\ \frac{\partial y}{\partial u} & \frac{\partial y}{\partial v} \end{pmatrix}.

Definizione. La trasformazione in coordinate polari è definita da: x=rcos⁡θ,y=rsin⁡θx = r \cos \theta, \quad y = r \sin \theta con r≥0r \ge 0 e θ∈[0,2π]\theta \in [0, 2\pi]. Qui r=x2+y2r = \sqrt{x^2+y^2} è la distanza dall'origine e θ\theta l'angolo con il semiasse xx positivo, in senso antiorario.

5. Curve, campi vettoriali e integrali curvilinei

Curve regolari, lunghezza e integrale curvilineo di prima specie

Definizione. Una curva γ\gamma è detta regolare se γ∈C1([a,b])\gamma \in C^1([a, b]) e γ′(t)≠0⃗\gamma'(t) \neq \vec{0} per ogni t∈[a,b]t \in [a, b]. È regolare a tratti se [a,b][a, b] si divide in un numero finito di intervalli su ciascuno dei quali è regolare (negli estremi dei pezzi può avere spigoli o cuspidi).

Campi vettoriali e lavoro lungo una curva

Definizione. Dato un campo vettoriale continuo f\mathbf{f} e una curva regolare CC parametrizzata da r(t)=(x(t),y(t))\mathbf{r}(t) = (x(t), y(t)) con t∈[a,b]t \in [a, b], l'integrale di linea è definito come: ∫Cf⋅dr=∫abf(r(t))⋅r′(t) dt\int_C \mathbf{f} \cdot d\mathbf{r} = \int_a^b \mathbf{f}(\mathbf{r}(t)) \cdot \mathbf{r}'(t) \, dt dove r′(t)\mathbf{r}'(t) è il vettore tangente alla curva.

Campi conservativi e funzione potenziale

Teorema. Se F=∇f\mathbf{F} = \nabla f è un campo di classe C1C^1 in un dominio DD, allora per ogni curva regolare γ\gamma contenuta in DD con punto iniziale P0P_0 e finale P1P_1, vale: ∫γF⋅dr=f(P1)−f(P0)\int_\gamma \mathbf{F} \cdot d\mathbf{r} = f(P_1) - f(P_0)

Teorema. Se F\mathbf{F} è di classe C1C^1 e irrotazionale in un dominio semplicemente connesso, allora F\mathbf{F} è conservativo.

Divergenza, rotore e flusso nel piano

Definizione. div⁡F=∂M∂x+∂N∂y,rot⁡F=∂N∂x−∂M∂y\operatorname{div}\mathbf F=\frac{\partial M}{\partial x}+\frac{\partial N}{\partial y},\qquad \operatorname{rot}\mathbf F=\frac{\partial N}{\partial x}-\frac{\partial M}{\partial y} La seconda è il rotore scalareè la componente lungo l'asse z del rotore del campo tridimensionale (M, N, 0) del campo piano.

Teorema (della divergenza nel piano). Sia RR un dominio regolare con bordo ∂R\partial R orientato positivamente (antiorario, buchi in senso orario) e F=(M,N)\mathbf F=(M,N) di classe C1C^1 su RR. Allora ∮∂RF⋅n ds=∬Rdiv⁡F dx dy.\oint_{\partial R}\mathbf F\cdot\mathbf n\,ds=\iint_R\operatorname{div}\mathbf F\,dx\,dy .

6. Serie di funzioni e serie di potenze

Convergenza puntuale e uniforme di successioni e serie di funzioni

Definizione. La successione (fn)(f_n) converge puntualmente a una funzione limite f:E→Rf: E \to \mathbb{R} se, per ogni x∈Ex \in E fissato, la successione numerica (fn(x))n∈N(f_n(x))_{n \in \mathbb{N}} converge a f(x)f(x): ∀x∈E,lim⁡n→∞fn(x)=f(x)\forall x \in E, \quad \lim_{n \to \infty} f_n(x) = f(x) In forma quantificata: ∀x∈E, ∀ϵ>0, ∃n0=n0(ϵ,x)∈N t.c. ∀n≥n0  ⟹  ∣fn(x)−f(x)∣<ϵ\forall x \in E, \ \forall \epsilon > 0, \ \exists n_0 = n_0(\epsilon, x) \in \mathbb{N} \text{ t.c. } \forall n \ge n_0 \implies |f_n(x) - f(x)| < \epsilon

Definizione. La successione (fn)(f_n) converge uniformemente a f:E→Rf: E \to \mathbb{R} su EE se l'indice soglia n0n_0 dipende unicamente da ϵ\epsilon e non dal punto xx: ∀ϵ>0, ∃n0=n0(ϵ)∈N t.c. ∀n≥n0, ∀x∈E  ⟹  ∣fn(x)−f(x)∣<ϵ\forall \epsilon > 0, \ \exists n_0 = n_0(\epsilon) \in \mathbb{N} \text{ t.c. } \forall n \ge n_0, \ \forall x \in E \implies |f_n(x) - f(x)| < \epsilon

Teorema. Sia (fn)(f_n) una successione di funzioni continue su E⊆RE \subseteq \mathbb{R}. Se fn→ff_n \to f uniformemente su EE, allora ff è continua su EE.

Teorema. Sia [a,b][a, b] un intervallo chiuso e limitato e sia (fn)(f_n) una successione di funzioni integrabili secondo Riemann su [a,b][a, b]. Se fn→ff_n \to f uniformemente su [a,b][a, b], allora ff è integrabile su [a,b][a, b] e vale: lim⁡n→∞∫abfn(x) dx=∫ab(lim⁡n→∞fn(x))dx=∫abf(x) dx\lim_{n \to \infty} \int_a^b f_n(x) \, dx = \int_a^b \left( \lim_{n \to \infty} f_n(x) \right) dx = \int_a^b f(x) \, dx

Teorema. Sia (fn)(f_n) una successione di funzioni derivabili con continuità (C1C^1) su [a,b][a, b] tale che:

  1. Esiste almeno un punto x0∈[a,b]x_0 \in [a, b] in cui la successione numerica (fn(x0))(f_n(x_0)) converge;
  2. La successione delle derivate (fn′)(f_n') converge uniformemente su [a,b][a, b] a una funzione gg.

Allora (fn)(f_n) converge uniformemente su [a,b][a, b] a una funzione f∈C1([a,b])f \in C^1([a, b]), ff è derivabile e: f′(x)=lim⁡n→∞fn′(x)=g(x)∀x∈[a,b]f'(x) = \lim_{n \to \infty} f_n'(x) = g(x) \quad \forall x \in [a, b]

Definizione. La serie converge puntualmente su EE alla funzione somma S(x)S(x) se sk(x)→S(x)s_k(x) \to S(x) puntualmente su EE. Converge uniformemente su EE a S(x)S(x) se sk→Ss_k \to S uniformemente su EE, ossia se: lim⁡k→∞sup⁡x∈E∣S(x)−∑n=1kun(x)∣=0\lim_{k \to \infty} \sup_{x \in E} \left| S(x) - \sum_{n=1}^k u_n(x) \right| = 0

Teorema (Criterio M di Weierstrass / Convergenza totale). Sia ∑n=1∞un(x)\sum_{n=1}^\infty u_n(x) una serie di funzioni definite su EE. Supponiamo che esista una successione numerica (Mn)n∈N(M_n)_{n \in \mathbb{N}} di termini non negativi tale che:

  1. ∣un(x)∣≤Mn|u_n(x)| \le M_n per ogni x∈Ex \in E e per ogni n∈Nn \in \mathbb{N};
  2. La serie numerica ∑n=1∞Mn\sum_{n=1}^\infty M_n converge.

Allora:

  • La serie converge assolutamente per ogni x∈Ex \in E;
  • La serie converge uniformemente su EE.

Serie di potenze e serie di Taylor

Definizione. Una serie di potenze centrata nel punto x0∈Rx_0 \in \mathbb{R} è una serie di funzioni della forma: ∑n=0∞an(x−x0)n=a0+a1(x−x0)+a2(x−x0)2+…\sum_{n=0}^{\infty} a_n (x - x_0)^n = a_0 + a_1(x-x_0) + a_2(x-x_0)^2 + \dots dove i coefficienti an∈Ra_n \in \mathbb{R} costituiscono una successione numerica e x∈Rx \in \mathbb{R} è la variabile reale.

Teorema (di Cauchy-Hadamard). Sia data la serie di potenze ∑n=0∞an(x−x0)n\sum_{n=0}^{\infty} a_n (x-x_0)^n. Si definisca la quantità: L=lim sup⁡n→∞∣an∣nL = \limsup_{n \to \infty} \sqrt[n]{|a_n|} Il raggio di convergenza ρ∈[0,+∞]\rho \in [0, +\infty] della serie è definito come: ρ={1Lse 0<L<+∞+∞se L=00se L=+∞\rho = \begin{cases} \frac{1}{L} & \text{se } 0 < L < +\infty \\ +\infty & \text{se } L = 0 \\ 0 & \text{se } L = +\infty \end{cases} Se esiste il limite del rapporto dei coefficienti successivi, il raggio di convergenza può essere calcolato equivalentemente come: ρ=lim⁡n→∞∣anan+1∣\rho = \lim_{n \to \infty} \left| \frac{a_n}{a_{n+1}} \right|

Teorema (sul raggio di convergenza). Sia ρ\rho il raggio di convergenza della serie di potenze ∑n=0∞an(x−x0)n\sum_{n=0}^{\infty} a_n (x-x_0)^n:

  1. Se ρ=0\rho = 0, la serie converge unicamente nel punto x=x0x = x_0.
  2. Se ρ=+∞\rho = +\infty, la serie converge assolutamente per ogni x∈Rx \in \mathbb{R}.
  3. Se 0<ρ<+∞0 < \rho < +\infty, la serie converge assolutamente per ogni xx tale che ∣x−x0∣<ρ|x - x_0| < \rho, ovvero all'interno dell'intervallo aperto (x0−ρ,x0+ρ)(x_0 - \rho, x_0 + \rho). La serie non converge per ∣x−x0∣>ρ|x - x_0| > \rho.

Teorema (Convergenza uniforme nei compatti interni). Sia ∑n=0∞an(x−x0)n\sum_{n=0}^{\infty} a_n (x-x_0)^n una serie di potenze con raggio di convergenza ρ>0\rho > 0. Per ogni costante K∈(0,ρ)K \in (0, \rho), la serie converge uniformemente sull'intervallo chiuso e limitato [x0−K,x0+K][x_0 - K, x_0 + K].

Teorema (Integrazione termine a termine). Sia f(x)=∑n=0∞an(x−x0)nf(x) = \sum_{n=0}^{\infty} a_n (x-x_0)^n la somma di una serie di potenze con raggio di convergenza ρ>0\rho > 0. La funzione ff è continua sull'intervallo (x0−ρ,x0+ρ)(x_0 - \rho, x_0 + \rho) e, per ogni coppia di punti a,b∈(x0−ρ,x0+ρ)a, b \in (x_0 - \rho, x_0 + \rho), si ha: ∫abf(x) dx=∑n=0∞an∫ab(x−x0)n dx=∑n=0∞ann+1[(b−x0)n+1−(a−x0)n+1]\int_{a}^{b} f(x) \, dx = \sum_{n=0}^{\infty} a_n \int_{a}^{b} (x-x_0)^n \, dx = \sum_{n=0}^{\infty} \frac{a_n}{n+1} \left[ (b-x_0)^{n+1} - (a-x_0)^{n+1} \right] Inoltre, la serie integrata possiede lo stesso raggio di convergenza ρ\rho della serie originale.

Teorema (Derivazione termine a termine). Sia f(x)=∑n=0∞an(x−x0)nf(x) = \sum_{n=0}^{\infty} a_n (x-x_0)^n la somma di una serie di potenze con raggio di convergenza ρ>0\rho > 0. La funzione ff è derivabile all'interno dell'intervallo (x0−ρ,x0+ρ)(x_0 - \rho, x_0 + \rho) e la sua derivata prima si ottiene derivando termine a termine la serie: f′(x)=∑n=1∞nan(x−x0)n−1f'(x) = \sum_{n=1}^{\infty} n a_n (x-x_0)^{n-1} La serie delle derivate ha lo stesso raggio di convergenza ρ\rho della serie di partenza.

Definizione. La serie di Taylor di una funzione f∈C∞f \in C^\infty centrata in x0x_0 è la serie di potenze: ∑n=0∞f(n)(x0)n!(x−x0)n\sum_{n=0}^{\infty} \frac{f^{(n)}(x_0)}{n!} (x-x_0)^n Se la serie converge a f(x)f(x) in un intorno di x0x_0, la funzione si dice analiticaUna funzione si dice analitica in un punto se è esprimibile come serie di potenze convergente in un intorno di quel punto.

7. Analisi complessa

Numeri complessi

Definizione. Un numero complesso zz è un'espressione della forma: z=x+iyz = x + iy dove xx e yy sono numeri reali, e unità immaginariasimbolo ii tale che i2=−1i^2 = -1.

Definizione. Il coniugato di un numero complesso z=x+iyz = x + iy è il numero complesso: zˉ=x−iy\bar{z} = x - iy

Definizione. Il modulo (o valore assoluto) di z=x+iyz = x + iy è il numero reale non negativo: ∣z∣=x2+y2|z| = \sqrt{x^2 + y^2}

Definizione. La forma trigonometrica di un numero complesso è: z=r(cos⁡θ+isin⁡θ)z = r(\cos\theta + i\sin\theta) dove r>0r > 0 e θ=arg⁡(z)\theta = \arg(z) è definito a meno di multipli interi di 2π2\pi.

Teorema. Dato un numero complesso non nullo z=reiθz = r e^{i\theta} e un intero positivo n≥1n \ge 1, esistono esattamente nn radici ennesime distinte di zz, date dalla formula: wk=rn eiθ+2kπn,k=0,1,2,…,n−1w_k = \sqrt[n]{r} \, e^{i \frac{\theta + 2k\pi}{n}}, \quad k = 0, 1, 2, \dots, n-1

Funzioni elementari complesse

Definizione. Una successione di numeri complessi {an}n=1∞\{a_n\}_{n=1}^\infty, con an=xn+iyna_n = x_n + i y_n, converge a un numero complesso L=x0+iy0L = x_0 + i y_0 se la distanza euclidea nel piano complesso tende a zero. Formalmente, lim⁡n→∞an=L\lim_{n \to \infty} a_n = L se per ogni ϵ>0\epsilon > 0 esiste un intero NN tale che per ogni n>Nn > N si ha: ∣an−L∣<ϵ|a_n - L| < \epsilon Geometricamente, l'intorno di LL è un disco aperto di raggio ϵ\epsilon centrato in LL nel piano di Argand-Gauss.

Definizione. Data una successione di numeri complessi {cn}n=1∞\{c_n\}_{n=1}^\infty, la serie infinita ∑n=1∞cn\sum_{n=1}^\infty c_n è definita come il limite della successione delle somme parziali SN=∑n=1NcnS_N = \sum_{n=1}^N c_n per N→∞N \to \infty. Se tale limite esiste ed è finito, la serie converge.

Teorema. (Raggio e cerchio di convergenza) Per ogni serie di potenze nel campo complesso del tipo ∑n=0∞anzn\sum_{n=0}^\infty a_n z^n, si presenta esattamente uno dei seguenti tre casi:

  1. La serie converge solo per z=0z = 0.
  2. La serie converge per ogni z∈Cz \in \mathbb{C}.
  3. Esiste un numero reale R>0R > 0, detto raggio di convergenza, tale che la serie converge assolutamente per ogni zz tale che ∣z∣<R|z| < R (interno del cerchio di convergenza) e diverge per ∣z∣>R|z| > R.

All'interno di ogni disco chiuso ∣z∣≤r|z| \le r con r<Rr < R, la convergenza è uniforme.

Definizione. La funzione esponenziale complessa eze^z (o exp⁡(z)\exp(z)) è definita per ogni z∈Cz \in \mathbb{C} dalla serie di potenze: ez=∑n=0∞znn!=1+z+z22!+z33!+…e^z = \sum_{n=0}^\infty \frac{z^n}{n!} = 1 + z + \frac{z^2}{2!} + \frac{z^3}{3!} + \dots Questa serie ha raggio di convergenza R=+∞R = +\infty, dunque l'esponenziale è una funzione intera (definita su tutto C\mathbb{C}).

Teorema. (Formula di Eulero) Per ogni z∈Cz \in \mathbb{C}, vale la relazione: eiz=cos⁡z+isin⁡ze^{iz} = \cos z + i \sin z In particolare, ponendo z=xz = x reale, si ottiene eix=cos⁡x+isin⁡xe^{ix} = \cos x + i \sin x.

Definizione. Dato un numero complesso w∈C∖{0}w \in \mathbb{C} \setminus \{0\}, scriviamolo in forma polare w=reiθw = r e^{i\theta}, dove r=∣w∣r = |w| e θ=arg⁡(w)=Arg(w)+2kπ\theta = \arg(w) = \text{Arg}(w) + 2k\pi con k∈Zk \in \mathbb{Z} (Arg(w)\text{Arg}(w) è l'argomento principale in (−π,π](-\pi, \pi]). Il logaritmo complesso è definito come: ln⁡w=ln⁡∣w∣+i(Arg(w)+2kπ),k∈Z\ln w = \ln |w| + i (\text{Arg}(w) + 2k\pi), \quad k \in \mathbb{Z}

Funzioni di variabile complessa e condizioni di Cauchy-Riemann

Definizione. Sia f:Ω⊆C→Cf: \Omega \subseteq \mathbb{C} \to \mathbb{C} e sia z0∈Cz_0 \in \mathbb{C} un punto di accumulazione per Ω\Omega. Si dice che il limite per zz che tende a z0z_0 di f(z)f(z) è pari a L∈CL \in \mathbb{C}, e si scrive: lim⁡z→z0f(z)=L\lim_{z \to z_0} f(z) = L se per ogni ϵ>0\epsilon > 0 esiste un δ>0\delta > 0 tale che, per ogni z∈Ωz \in \Omega con 0<∣z−z0∣<δ0 < |z - z_0| < \delta, si ha: ∣f(z)−L∣<ϵ|f(z) - L| < \epsilon

Teorema. Siano z=x+iyz = x + iy, z0=x0+iy0z_0 = x_0 + i y_0, f(z)=u(x,y)+iv(x,y)f(z) = u(x,y) + iv(x,y) e L=L1+iL2L = L_1 + i L_2. Si ha che lim⁡z→z0f(z)=L\lim_{z \to z_0} f(z) = L se e solo se valgono contemporaneamente i due limiti reali: lim⁡(x,y)→(x0,y0)u(x,y)=L1elim⁡(x,y)→(x0,y0)v(x,y)=L2\lim_{(x,y) \to (x_0,y_0)} u(x,y) = L_1 \quad \text{e} \quad \lim_{(x,y) \to (x_0,y_0)} v(x,y) = L_2

Definizione. Sia f:Ω→Cf: \Omega \to \mathbb{C} definita su un insieme aperto Ω⊆C\Omega \subseteq \mathbb{C}. La funzione ff si dice derivabile in senso complesso (o C\mathbb{C}-derivabile) in un punto z0∈Ωz_0 \in \Omega se esiste finito il limite del rapporto incrementale: f′(z0)=lim⁡Δz→0f(z0+Δz)−f(z0)Δzf'(z_0) = \lim_{\Delta z \to 0} \frac{f(z_0 + \Delta z) - f(z_0)}{\Delta z} Se tale limite esiste, il numero complesso f′(z0)f'(z_0) prende il nome di derivata complessa di ff in z0z_0.

Teorema (Condizioni di Cauchy-Riemann). Sia f(z)=u(x,y)+iv(x,y)f(z) = u(x,y) + iv(x,y) definita su un aperto Ω⊆C\Omega \subseteq \mathbb{C}.

  1. Condizione Necessaria: Se ff è derivabile in senso complesso in z0=x0+iy0z_0 = x_0 + i y_0, allora in tale punto esistono le derivate parziali di uu e vv e soddisfano il sistema di Cauchy-Riemann: {∂u∂x=∂v∂y∂u∂y=−∂v∂x\begin{cases} \frac{\partial u}{\partial x} = \frac{\partial v}{\partial y} \\ \frac{\partial u}{\partial y} = -\frac{\partial v}{\partial x} \end{cases}
  2. Condizione Sufficiente: Se u(x,y)u(x,y) e v(x,y)v(x,y) ammettono derivate parziali continue in un intorno di (x0,y0)(x_0, y_0) (il che garantisce la loro differenziabilità in senso reale) e tali derivate soddisfano le equazioni di Cauchy-Riemann in (x0,y0)(x_0, y_0), allora ff è derivabile in senso complesso in z0z_0.

Definizione. Sia Ω⊆R2\Omega \subseteq \mathbb{R}^2 un aperto. Una funzione reale h:Ω→Rh: \Omega \to \mathbb{R} di classe C2C^2 si dice armonicaUna funzione a valori reali la cui somma delle derivate parziali seconde pure è nulla se soddisfa l'equazione di Laplace: Δh=∂2h∂x2+∂2h∂y2=0\Delta h = \frac{\partial^2 h}{\partial x^2} + \frac{\partial^2 h}{\partial y^2} = 0

Teorema. Sia f=u+ivf = u + iv una funzione olomorfa su un aperto Ω⊆C\Omega \subseteq \mathbb{C}. Se uu e vv sono di classe C2C^2, allora sia uu che vv sono funzioni armoniche in Ω\Omega.

Integrale di linea complesso e teorema di Cauchy

Definizione. Sia ff continua su CC. L'integrale di ff lungo CC è il limite delle somme di Riemann ∫Cf(z) dz=lim⁡∑k=1nf(ζk) (zk−zk−1),\int_C f(z)\,dz=\lim\sum_{k=1}^{n} f(\zeta_k)\,(z_k-z_{k-1}), dove z0,…,znz_0,\dots,z_n sono punti successivi sulla curva, ζk\zeta_k è un punto dell'arco tra zk−1z_{k-1} e zkz_k e il limite si fa facendo tendere a zero la distanza massima ∣zk−zk−1∣|z_k-z_{k-1}|.

Teorema. Se ff è continua su CC e z(t)z(t), t∈[a,b]t\in[a,b], è una parametrizzazione regolare di CC: ∫Cf(z) dz=∫abf(z(t)) z′(t) dt.\int_C f(z)\,dz=\int_a^b f(z(t))\,z'(t)\,dt .

Teorema. Sia ff continua in un aperto AA e sia FF una primitiva di ff in AA, cioè F′=fF'=f (derivata complessa). Per ogni curva C⊂AC\subset A da z0z_0 a z1z_1: ∫Cf(z) dz=F(z1)−F(z0).\int_C f(z)\,dz=F(z_1)-F(z_0). In particolare l'integrale lungo una curva chiusa è 00.

Teorema (Cauchy). Sia DD un dominio semplicemente connesso (senza buchi) e ff olomorfa in DD. Per ogni curva chiusa CC contenuta in DD: ∮Cf(z) dz=0.\oint_C f(z)\,dz=0 . Di conseguenza ff ammette una primitiva in DD e l'integrale tra due punti non dipende dal cammino.

Teorema (deformazione). Siano C1C_1 e C2C_2 due curve chiuse semplici percorse in senso antiorario, con C2C_2 contenuta all'interno di C1C_1. Se ff è olomorfa sulle due curve e in tutta la regione compresa tra loro, allora ∮C1f(z) dz=∮C2f(z) dz.\oint_{C_1}f(z)\,dz=\oint_{C_2}f(z)\,dz .

Formula integrale di Cauchy

Teorema. (Formula integrale di Cauchy) Sia f:Ω→Cf: \Omega \to \mathbb{C} una funzione olomorfaderivabile nel senso complesso in un intorno aperto in un aperto Ω\Omega. Sia CC una curva chiusacurva continua i cui estremi coincidono, semplice, orientata in senso antiorario e tale che la regione racchiusa da CC sia contenuta in Ω\Omega. Allora, per ogni punto z0z_0 interno a CC, si ha: f(z0)=12πi∮Cf(z)z−z0dzf(z_0) = \frac{1}{2\pi i} \oint_C \frac{f(z)}{z - z_0} dz

Teorema. (Formule di Cauchy per le derivate) Sotto le stesse ipotesi della formula integrale di Cauchy, la funzione ff ammette derivate di ogni ordine n∈Nn \in \mathbb{N} in ogni punto interno z0z_0, e queste sono date da: f(n)(z0)=n!2πi∮Cf(z)(z−z0)n+1dzf^{(n)}(z_0) = \frac{n!}{2\pi i} \oint_C \frac{f(z)}{(z - z_0)^{n+1}} dz

Teorema. (Liouville) Se f:C→Cf: \mathbb{C} \to \mathbb{C} è una funzione intera e limitata (cioè esiste una costante M>0M > 0 tale che ∣f(z)∣≤M|f(z)| \le M per ogni z∈Cz \in \mathbb{C}), allora f(z)f(z) è una funzione costante.

Teorema. (Analiticità delle funzioni olomorfe) Se f(z)f(z) è olomorfa in un disco aperto B(z0,R)B(z_0, R), allora essa è sviluppabile in serie di potenzesomma infinita di potenze della forma ∑an(z−z0)n\sum a_n (z-z_0)^n convergente nello stesso disco: f(z)=∑n=0∞an(z−z0)nf(z) = \sum_{n=0}^{\infty} a_n (z - z_0)^n dove i coefficienti sono dati da an=f(n)(z0)n!a_n = \frac{f^{(n)}(z_0)}{n!}.

Teorema. (Raggio di convergenza) Se ff è olomorfa in un aperto privato di alcuni punti isolati (le singolarità), il raggio di convergenza RR della serie di Taylor centrata in z0z_0 è esattamente la distanza tra z0z_0 e la singolarità più vicina nel piano complesso.

Serie di Laurent e singolarità isolate

Teorema. (Sviluppo in serie di Laurent) Sia f(z)f(z) una funzione analitica nella corona circolare definita da R1<∣z−z0∣<R2R_1 < |z - z_0| < R_2, dove 0≤R1<R2≤+∞0 \le R_1 < R_2 \le +\infty. Allora f(z)f(z) può essere sviluppata in una serie di potenze bilaterale della forma: f(z)=∑n=−∞+∞cn(z−z0)n=∑n=0+∞cn(z−z0)n+∑n=1+∞c−n(z−z0)−nf(z) = \sum_{n=-\infty}^{+\infty} c_n (z - z_0)^n = \sum_{n=0}^{+\infty} c_n (z - z_0)^n + \sum_{n=1}^{+\infty} c_{-n} (z - z_0)^{-n} La serie converge totalmente (e quindi uniformemente) su ogni corona chiusa compatta R1′≤∣z−z0∣≤R2′R_1' \le |z - z_0| \le R_2' con R1<R1′<R2′<R2R_1 < R_1' < R_2' < R_2. I coefficienti cnc_n sono unici e calcolabili tramite l'integrale: cn=12πi∫γf(ζ)(ζ−z0)n+1 dζc_n = \frac{1}{2\pi i} \int_{\gamma} \frac{f(\zeta)}{(\zeta - z_0)^{n+1}} \, d\zeta dove γ\gamma è una qualsiasi curva regolareUna curva è una funzione continua γ: [a, b] → Rn; il sostegno è la sua immagine. È regolare se γ è C¹ con γ'(t) ≠ 0 (γ'(t) è il vettore tangente), regolare a tratti se lo è a pezzi. Lunghezza: L = ∫ab ‖γ'(t)‖ dt (circonferenza 2πR, arco di cicloide 8a). Integrale curvilineo di prima specie: ∫γ f ds = ∫ab f(γ(t)) ‖γ'(t)‖ dt, per esempio la massa di un filo; non dipende né dalla parametrizzazione né dall'orientamento.Curve regolari, lunghezza e integrale curvilineo di prima specie → chiusa percorsa in senso antiorario attorno a z0z_0 interna alla corona.

Definizione. (Singolarità isolata) Un punto z0∈Cz_0 \in \mathbb{C} si dice singolarità isolata per la funzione f(z)f(z) se esiste un intorno bucato del tipo 0<∣z−z0∣<R0 < |z - z_0| < R in cui f(z)f(z) è analitica, ma non è definita o non è analitica in z0z_0.

Teorema. (Caratterizzazione dei poli tramite limiti) z0z_0 è un polo di ordine mm per f(z)f(z) se e solo se: lim⁡z→z0(z−z0)mf(z)=A≠0\lim_{z \to z_0} (z - z_0)^m f(z) = A \neq 0 con AA numero complesso finito. Se m=1m=1, il polo si dice semplice.

Teorema dei residui

Definizione. Si definisce residuo della funzione f(z)f(z) nel punto singolare isolato z0z_0 il coefficiente a−1a_{-1} dello sviluppo in serie di Laurent. Si indica con la notazione: Res(f,z0)=a−1=12πi∮γf(z)dz\text{Res}(f, z_0) = a_{-1} = \frac{1}{2\pi i} \oint_{\gamma} f(z) dz dove γ\gamma è una curva chiusa semplice percorsa in senso antiorario che racchiude z0z_0 e nessun'altra singolarità.

Teorema. Se z0z_0 è un polo semplice per f(z)f(z), il residuo si calcola come: Res(f,z0)=lim⁡z→z0(z−z0)f(z)\text{Res}(f, z_0) = \lim_{z \to z_0} (z - z_0) f(z) In particolare, se f(z)=P(z)Q(z)f(z) = \frac{P(z)}{Q(z)} con P(z0)≠0P(z_0) \neq 0, Q(z0)=0Q(z_0) = 0 e Q′(z0)≠0Q'(z_0) \neq 0, allora: Res(f,z0)=P(z0)Q′(z0)\text{Res}(f, z_0) = \frac{P(z_0)}{Q'(z_0)}

Teorema. Se z0z_0 è un polo di ordine nn per f(z)f(z), il residuo si calcola tramite la formula di derivazione: Res(f,z0)=1(n−1)!lim⁡z→z0dn−1dzn−1[(z−z0)nf(z)]\text{Res}(f, z_0) = \frac{1}{(n-1)!} \lim_{z \to z_0} \frac{d^{n-1}}{dz^{n-1}} \left[ (z - z_0)^n f(z) \right]

Teorema (dei residui). Sia γ\gamma una curva chiusa semplice, orientata in senso antiorario, tracciata in un dominio semplicemente connesso. Sia f(z)f(z) una funzione analitica all'interno e sul bordo di γ\gamma, ad eccezione di un numero finito di singolarità isolate z1,z2,…,zkz_1, z_2, \dots, z_k interne a γ\gamma. Allora: ∮γf(z)dz=2πi∑j=1kRes(f,zj)\oint_{\gamma} f(z) dz = 2\pi i \sum_{j=1}^{k} \text{Res}(f, z_j)

Lemma di Jordan. Sia a>0a>0 e sia ff olomorfa nel semipiano superiore salvo un numero finito di singolarità, con f(z)→0f(z)\to0 per ∣z∣→∞|z|\to\infty (Im z≥0\text{Im}\,z\ge0). Allora l'integrale di f(z)eiazf(z)e^{iaz} sulla semicirconferenza γR: z=Reiθ\gamma_R:\ z=Re^{i\theta}, θ∈[0,π]\theta\in[0,\pi], tende a 00 per R→∞R\to\infty.

Zeri, poli e teorema dell'indicatore logaritmico

Definizione. Il numero kk si chiama ordine (o molteplicità) dello zero z0z_0. Equivalentemente f(z0)=f′(z0)=⋯=f(k−1)(z0)=0f(z_0)=f'(z_0)=\dots=f^{(k-1)}(z_0)=0 e f(k)(z0)≠0f^{(k)}(z_0)\neq0 (perché aj=f(j)(z0)/j!a_j=f^{(j)}(z_0)/j!).

Teorema degli zeri isolati. Se ff è olomorfa su un dominio connesso e non è identicamente nulla, ogni suo zero è isolato: esiste un intorno bucato di z0z_0 in cui f≠0f\neq0.

Teorema. Sia ff meromorfa in un aperto che contiene una curva chiusa semplice γ\gamma, percorsa in senso antiorario, e la regione che essa racchiude. Se ff non ha né zeri né poli su γ\gamma, allora 12πi∮γf′(z)f(z) dz=N−P,\frac1{2\pi i}\oint_\gamma\frac{f'(z)}{f(z)}\,dz=N-P, dove NN è il numero degli zeri e PP il numero dei poli di ff dentro γ\gamma, ciascuno contato tante volte quanto è il suo ordine.

8. Equazioni differenziali ordinarie

Esistenza e unicità per il problema di Cauchy

Teorema (Peano). Se f(t,y)f(t, y) è continua in un intorno del punto (t0,y0)(t_0, y_0), allora esiste almeno una soluzione y(t)y(t) del problema di Cauchy definita in un intervallo II contenente t0t_0.

Definizione. Una funzione f(t,y)f(t, y) è lipschitziana in yproprietà che limita la velocità di variazione di f rispetto a y uniformemente in tt se esiste una costante L≥0L \ge 0 tale che, per ogni t,y1,y2t, y_1, y_2: ∣f(t,y2)−f(t,y1)∣≤L∣y2−y1∣|f(t, y_2) - f(t, y_1)| \le L |y_2 - y_1| Una condizione sufficiente per la lipschitzianità è che la derivata parziale ∂f∂y\frac{\partial f}{\partial y} sia limitata nel dominio.

Teorema (Cauchy-Lipschitz). Sia ff continua e lipschitziana rispetto a yy in un rettangolo R={(t,y):∣t−t0∣≤a,∣y−y0∣≤b}R = \{ (t, y) : |t-t_0| \le a, |y-y_0| \le b \}. Allora esiste un'unica soluzione del problema di Cauchy nell'intervallo I=[t0−α,t0+α]I = [t_0 - \alpha, t_0 + \alpha], con α>0\alpha > 0.

Teorema (Esistenza globale). Se f(t,y)f(t, y) è continua e lipschitziana rispetto a yy su tutto il dominio [a,b]×Rn[a, b] \times \mathbb{R}^n (con la stessa costante LL per ogni tt), allora esiste un'unica soluzione definita su tutto l'intervallo [a,b][a, b].

Equazioni riconducibili a variabili separabili

Definizione. Un'equazione differenziale del primo ordine è a variabili separabiliequazione della forma y′(t)=h(t)g(y(t))y'(t) = h(t)g(y(t)) se il termine noto è fattorizzabile nel prodotto di una funzione della sola variabile indipendente e una della funzione incognita.

Definizione. Un'equazione è detta omogenea se è della forma y′=f(yt)y' = f\left(\frac{y}{t}\right).

Definizione. Le equazioni di Bernoulli hanno la forma y′=a(t)y+b(t)yαy' = a(t)y + b(t)y^\alpha, con α∈R\alpha \in \mathbb{R}.

9. Complementi: superfici e flusso nello spazio

Superfici, flusso e teoremi della divergenza e di Stokes

Definizione. Il flusso del campo F\mathbf F attraverso la superficie orientata SS è Φ=∬SF⋅n dσ=∬DF(r(u,v))⋅(ru×rv) du dv\Phi=\iint_S\mathbf F\cdot\mathbf n\,d\sigma=\iint_D\mathbf F(\mathbf r(u,v))\cdot(\mathbf r_u\times\mathbf r_v)\,du\,dv (con il segno ++ se ru×rv\mathbf r_u\times\mathbf r_v ha lo stesso verso di n\mathbf n, altrimenti con il segno −-: n dσ=±N du dv\mathbf n\,d\sigma=\pm\mathbf N\,du\,dv).