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Note per Studenti Esercizio - continuità e differenziabilità con un parametro (tema d'esame novembre 2012)

Esercizio - continuità e differenziabilità con un parametro

Esame
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Testo (tema d'esame novembre 2012, primo compitino, Analisi Matematica 2, Ingegneria dell'Informazione). Sia a∈Ra \in \mathbb{R} e f(x,y)={−3y2log⁡(1−x)(x2+y2)ase (x,y)≠(0,0),0altrimenti.f(x, y) = \begin{cases}\dfrac{-3y^2\log(1 - x)}{(x^2 + y^2)^a} & \text{se }(x, y) \ne (0, 0), \\[2mm] 0 & \text{altrimenti.}\end{cases} (a) Determinare per quali aa la funzione ff è continua in (0,0)(0, 0); (b) calcolare, se esiste, il gradiente di ff in (0,0)(0, 0); (c) determinare per quali aa la funzione ff è differenziabile in (0,0)(0, 0).

Teoria usata: Limiti e continuità per funzioni di più variabiliIl limite di una funzione di più variabili esiste se il valore si avvicina a $L$ indipendentemente dal percorso scelto; si verifica con stime in coordinate polari o si nega usando restrizioni a curve diverse. La continuità richiede che il limite coincida con il valore della funzione nel punto.Limiti e continuità per funzioni di più variabili →, Differenziabilità e gradientef è differenziabile in x0 se f(x) = f(x0) + ∇f(x0)·(x − x0) + o(‖x − x0‖): vicino a x0 il grafico si confonde con il piano tangente z = f(x0) + ∇f(x0)·(x − x0). Differenziabile ⇒ continua, derivabile e D_v f = ∇f·v; derivate parziali continue ⇒ differenziabile. Il gradiente indica la direzione di massima crescita (pendenza ‖∇f‖) ed è ortogonale alle curve di livello.Differenziabilità e gradiente →, Derivate parziali e derivate direzionaliLa derivata parziale ∂f/∂xi(x0) è la derivata della funzione di una variabile che si ottiene fissando tutte le altre variabili: in pratica si deriva in xi trattando le altre come costanti. Il gradiente ∇f raccoglie le derivate parziali. La derivata direzionale lungo un versore v è il limite di [f(x0 + hv) − f(x0)]/h. In più variabili avere tutte le derivate (anche direzionali) non garantisce la continuità.Derivate parziali e derivate direzionali →.


Preparazione: portare la funzione in forma polare

Vicino all'origine xx è piccolo, quindi log⁡(1−x)≈−x\log(1 - x) \approx -x. Per scriverlo con precisione si pone φ(x)=−log⁡(1−x)x(x≠0),φ(0)=1,\varphi(x) = \frac{-\log(1 - x)}{x}\quad(x \ne 0),\qquad\varphi(0) = 1, che è continua anche in 00 (è il limite notevole log⁡(1+s)s→1\frac{\log(1+s)}{s} \to 1 con s=−xs = -x) e quindi limitata in un intorno di 00. Si ha, per x≠0x \ne 0, f(x,y)=3 x y2 φ(x)(x2+y2)a.f(x, y) = \frac{3\,x\,y^2\,\varphi(x)}{(x^2 + y^2)^a}. Con le coordinate polari x=rcos⁡θx = r\cos\theta, y=rsin⁡θy = r\sin\theta (e r=x2+y2r = \sqrt{x^2+y^2}, quindi (x2+y2)a=r2a(x^2 + y^2)^a = r^{2a}): f=3 rcos⁡θ⋅r2sin⁡2θ⋅φ(x)r2a=3 φ(x) cos⁡θsin⁡2θ  r3−2a.f = \frac{3\,r\cos\theta\cdot r^2\sin^2\theta\cdot\varphi(x)}{r^{2a}} = 3\,\varphi(x)\,\cos\theta\sin^2\theta\;r^{3 - 2a}. Il fattore cos⁡θsin⁡2θ\cos\theta\sin^2\theta è limitato (∣⋅∣≤1|\cdot| \le 1) ma non è nullo in generale: per θ=π4\theta = \frac\pi4 vale 12⋅12=122\frac{1}{\sqrt2}\cdot\frac12 = \frac{1}{2\sqrt2}. Tutto si riduce a studiare la potenza r3−2ar^{3-2a} (per r→0r \to 0).

(a) Continuità

  • Se 3−2a>03 - 2a > 0, cioè a<32a < \frac32: r3−2a→0r^{3-2a} \to 0 e il resto è limitato, quindi ∣f∣≤3⋅sup⁡∣φ∣⋅r3−2a→0=f(0,0)|f| \le 3\cdot\sup|\varphi|\cdot r^{3-2a} \to 0 = f(0, 0): ff è continua.
  • Se a=32a = \frac32: f=3φ(x)cos⁡θsin⁡2θf = 3\varphi(x)\cos\theta\sin^2\theta non dipende da rr. Lungo la retta θ=π4\theta = \frac\pi4 vale (al limite r→0r \to 0) 3⋅1⋅122=322≠0=f(0,0)3\cdot1\cdot\frac{1}{2\sqrt2} = \frac{3}{2\sqrt2} \ne 0 = f(0,0): il limite, se esiste, non è 00. Non continua.
  • Se a>32a > \frac32: r3−2a→+∞r^{3 - 2a} \to +\infty e lungo θ=π4\theta = \frac\pi4 la funzione diverge: non continua.

Risposta (a): ff è continua in (0,0)(0, 0) se e solo se a<32a < \frac32.

(b) Il gradiente

Le derivate parziali si calcolano con la definizione (limite del rapporto incrementale), perché f(0,0)f(0,0) è dato a parte.

  • Sull'asse xx (y=0y = 0): f(h,0)=−3⋅0⋅log⁡(1−h)h2a=0f(h, 0) = \frac{-3\cdot0\cdot\log(1-h)}{h^{2a}} = 0 per ogni h≠0h \ne 0, quindi fx(0,0)=lim⁡h→0f(h,0)−f(0,0)h=0f_x(0, 0) = \lim_{h\to0}\frac{f(h,0) - f(0,0)}{h} = 0.
  • Sull'asse yy (x=0x = 0): f(0,k)=−3k2log⁡1k2a=0f(0, k) = \frac{-3k^2\log1}{k^{2a}} = 0 (perché log⁡1=0\log 1 = 0), quindi fy(0,0)=0f_y(0, 0) = 0.

∇f(0,0)=(0,0)per ogni a∈R.\nabla f(0, 0) = (0, 0)\qquad\text{per ogni }a\in\mathbb{R}. Le derivate parziali esistono anche quando ff non è continua: la derivabilità lungo gli assi non basta a garantire la continuità (si veda Derivate parziali e derivate direzionaliLa derivata parziale ∂f/∂xi(x0) è la derivata della funzione di una variabile che si ottiene fissando tutte le altre variabili: in pratica si deriva in xi trattando le altre come costanti. Il gradiente ∇f raccoglie le derivate parziali. La derivata direzionale lungo un versore v è il limite di [f(x0 + hv) − f(x0)]/h. In più variabili avere tutte le derivate (anche direzionali) non garantisce la continuità.Derivate parziali e derivate direzionali →).

(c) Differenziabilità

Se esiste il gradiente, ff è differenziabile in (0,0)(0,0) se e solo se lim⁡(x,y)→(0,0)f(x,y)−f(0,0)−fx(0,0)x−fy(0,0)yx2+y2=lim⁡(x,y)→(0,0)f(x,y)r=0.\lim_{(x,y)\to(0,0)}\frac{f(x, y) - f(0,0) - f_x(0,0)x - f_y(0,0)y}{\sqrt{x^2 + y^2}} = \lim_{(x, y)\to(0, 0)}\frac{f(x, y)}{r} = 0. Dalla forma polare: fr=3 φ(x)cos⁡θsin⁡2θ  r2−2a.\frac{f}{r} = 3\,\varphi(x)\cos\theta\sin^2\theta\;r^{2 - 2a}.

  • Se 2−2a>02 - 2a > 0, cioè a<1a < 1: il limite è 00: differenziabile.
  • Se a=1a = 1: fr=3φ(x)cos⁡θsin⁡2θ\frac fr = 3\varphi(x)\cos\theta\sin^2\theta, che lungo θ=π4\theta = \frac\pi4 tende a 322≠0\frac{3}{2\sqrt2} \ne 0: il limite non è 00, non differenziabile.
  • Se a>1a > 1: ∣fr∣\left|\frac fr\right| diverge lungo θ=π4\theta = \frac\pi4: non differenziabile. (Per 1<a<321 < a < \frac32 la funzione è continua ma non differenziabile; per a≥32a \ge \frac32 non è nemmeno continua.)

Risposta (c): ff è differenziabile in (0,0)(0, 0) se e solo se a<1a < 1.

Riepilogo.

Valori di aa continua derivabile (gradiente (0,0)(0,0)) differenziabile
a<1a < 1 sì sì sì
1≤a<321 \le a < \frac32 sì sì no
a≥32a \ge \frac32 no sì no

Errori comuni. Concludere "differenziabile" perché le derivate parziali esistono; dimenticare che log⁡(1−x)\log(1-x) si comporta come −x-x (non come una costante): senza questa osservazione l'esponente cambierebbe; usare una sola direzione per provare che il limite esiste (bisogna maggiorare in modo uniforme in θ\theta).

Versione ripasso

Testo (tema d'esame novembre 2012). f=−3y2log⁡(1−x)(x2+y2)af = \frac{-3y^2\log(1-x)}{(x^2 + y^2)^a}, f(0,0)=0f(0,0) = 0: continuità, gradiente e differenziabilità in (0,0)(0,0) al variare di aa.

  1. Forma polare: con φ(x)=−log⁡(1−x)x→1\varphi(x) = \frac{-\log(1-x)}{x} \to 1, f=3φ(x)cos⁡θsin⁡2θ  r3−2af = 3\varphi(x)\cos\theta\sin^2\theta\;r^{3-2a}.
  2. (a) Continuità: r3−2a→0r^{3-2a} \to 0 se a<32a < \frac32; per a=32a = \frac32 il limite dipende da θ\theta (valore 322\frac{3}{2\sqrt2} per θ=π4\theta = \frac\pi4); per a>32a > \frac32 diverge. Continua se e solo se a<32a < \frac32.
  3. (b) Gradiente: f(h,0)=0f(h, 0) = 0 e f(0,k)=0f(0, k) = 0, quindi ∇f(0,0)=(0,0)\nabla f(0, 0) = (0, 0) per ogni aa.
  4. (c) Differenziabilità: fr=3φcos⁡θsin⁡2θ  r2−2a→0\frac fr = 3\varphi\cos\theta\sin^2\theta\;r^{2-2a} \to 0 se e solo se a<1a < 1 (per a=1a = 1 il limite dipende da θ\theta).

Errori tipici: derivabile ⇒\Rightarrow differenziabile; non usare la maggiorazione uniforme in θ\theta.

Teoria collegata