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Note per Studenti Limiti e continuità per funzioni di più variabili

Limiti e continuità per funzioni di più variabili

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Prerequisiti: Topologia di RnIn Rn la distanza tra due punti è la norma euclidea della differenza, ‖X − Y‖ = √(Σ(xi − yi)²). Con le palle aperte B(X0, r) si classificano i punti rispetto a un insieme D (interni, esterni, di frontiera, di accumulazione, isolati) e si definiscono insiemi aperti, chiusi, limitati, compatti (= chiusi e limitati) e connessi per archi.Topologia di Rn →, Limiti di funzioni - definizioneIntorni, punti di accumulazione e la definizione di limite di una funzione con gli intorni, tradotta con ε, δ, N, M in tutti i casi; limite destro e sinistro, per eccesso e per difetto, "definitivamente".Limiti di funzioni - definizione →.

In una variabile ci si avvicina a x0x_0 solo da destra o da sinistra. Nel piano ci si può avvicinare a (x0,y0)(x_0, y_0) lungo infinite rette, lungo parabole, a spirale: il limite esiste solo se tutti questi avvicinamenti danno lo stesso valore. Per questo i limiti in più variabili si trattano con due strumenti opposti: le restrizioni (per dimostrare che un limite non esiste) e le stime (per dimostrare che esiste).

Definizione di limite

Sia f:D⊆Rn→Rf: D \subseteq \mathbb{R}^n \to \mathbb{R} e sia X0X_0 un punto di accumulazionepunto tale che ogni intorno di esso contiene punti di D diversi da X0X_0 per DD.

Definizione (Limite). Si dice che lim⁡X→X0f(X)=L\lim_{X \to X_0} f(X) = L se per ogni successione {Xn}⊆D∖{X0}\{X_n\} \subseteq D \setminus \{X_0\} tale che Xn→X0X_n \to X_0, si ha f(Xn)→Lf(X_n) \to L.

Equivalentemente, utilizzando la definizione ϵ−δ\epsilon-\delta: ∀ϵ>0,∃δ>0\forall \epsilon > 0, \exists \delta > 0 tale che ∀X∈D,0<∥X−X0∥<δ  ⟹  ∣f(X)−L∣<ϵ\forall X \in D, 0 < \|X - X_0\| < \delta \implies |f(X) - L| < \epsilon.

Condizioni per l'esistenza e la non esistenza

Per verificare se un limite esiste, si utilizzano diverse strategie basate sull'analisi del comportamento della funzione lungo cammini specifici.

Restrizioni a rette e curve

Teorema (condizione necessaria). Se lim⁡X→X0f(X)=L\lim_{X \to X_0} f(X) = L, allora per ogni curva γ(t)\gamma(t) contenuta nel dominio, con γ(t)→X0\gamma(t) \to X_0 e γ(t)≠X0\gamma(t) \neq X_0, si ha lim⁡t→0f(γ(t))=L\lim_{t \to 0} f(\gamma(t)) = L.

Perché. Lungo la curva ci si avvicina a X0X_0 restando nel dominio: è un caso particolare di "avvicinarsi a X0X_0", quindi la definizione (con le successioni Xn=γ(tn)X_n = \gamma(t_n)) obbliga ff a tendere a LL anche lì.

La conseguenza pratica: se due curve danno limiti diversi, o se lungo una curva il limite non esiste, il limite non esiste. Per X0=(0,0)X_0 = (0, 0) si provano prima le rette y=mxy = mx (e l'asse x=0x = 0), poi curve come y=x2y = x^2.

Esempio di non esistenza (Limiti dipendenti dal percorso): Si studi lim⁡(x,y)→(0,0)xyx2+y2\lim_{(x,y) \to (0,0)} \frac{xy}{x^2 + y^2}.

  1. Lungo le rette y=mxy = mx: lim⁡x→0x(mx)x2+(mx)2=lim⁡x→0mx2x2(1+m2)=m1+m2\lim_{x \to 0} \frac{x(mx)}{x^2 + (mx)^2} = \lim_{x \to 0} \frac{mx^2}{x^2(1 + m^2)} = \frac{m}{1 + m^2}
  2. Poiché il risultato dipende da mm (es. se m=0m=0 il limite è 00, se m=1m=1 il limite è 1/21/2), il limite non esiste.

Si è semplificato x2x^2 perché lungo la retta x≠0x \neq 0 (ci si avvicina all'origine senza toccarla). Il valore limite in funzione della pendenza è g(m)=m1+m2g(m) = \frac{m}{1 + m^2}: varia tra −12-\frac12 e 12\frac12.

Grafico interattivo: Limite di xy/(x²+y²) lungo y = mx in funzione della pendenza m: m/(1+m²)

Esempio di non esistenza (Confronto curve): Si studi lim⁡(x,y)→(0,0)x2yx4+y2\lim_{(x,y) \to (0,0)} \frac{x^2y}{x^4 + y^2}.

  1. Lungo le rette y=mxy=mx con m≠0m \neq 0: x2⋅mxx4+m2x2=mxx2+m2→0m2=0\dfrac{x^2 \cdot mx}{x^4 + m^2x^2} = \dfrac{mx}{x^2 + m^2} \to \dfrac{0}{m^2} = 0; lungo gli assi la funzione vale 00. Tutte le rette danno 00.
  2. Ma x2yx^2y e x4+y2x^4 + y^2 hanno lo stesso "peso" se yy è dell'ordine di x2x^2: conviene provare la curva che pareggia i gradi, la parabola y=x2y=x^2: lim⁡x→0x2(x2)x4+(x2)2=lim⁡x→0x42x4=12\lim_{x \to 0} \frac{x^2(x^2)}{x^4 + (x^2)^2} = \lim_{x \to 0} \frac{x^4}{2x^4} = \frac{1}{2} Poiché 0≠1/20 \neq 1/2, il limite non esiste.

Condizione sufficiente: coordinate polari

Per dimostrare che il limite è LL, è spesso utile passare alle coordinate polari (x=ρcos⁡θ,y=ρsin⁡θx = \rho \cos \theta, y = \rho \sin \theta). Se ∣f(ρcos⁡θ,ρsin⁡θ)−L∣≤g(ρ)|f(\rho \cos \theta, \rho \sin \theta) - L| \leq g(\rho) con lim⁡ρ→0g(ρ)=0\lim_{\rho \to 0} g(\rho) = 0, allora il limite esiste ed è LL.

Esempio di esistenza: Si studi lim⁡(x,y)→(0,0)x2yx2+y2\lim_{(x,y) \to (0,0)} \frac{x^2y}{x^2 + y^2}. In polari: ρ2cos⁡2θ⋅ρsin⁡θρ2=ρcos⁡2θsin⁡θ\frac{\rho^2 \cos^2 \theta \cdot \rho \sin \theta}{\rho^2} = \rho \cos^2 \theta \sin \theta. Poiché ∣cos⁡2θsin⁡θ∣≤1|\cos^2 \theta \sin \theta| \leq 1, abbiamo ∣ρcos⁡2θsin⁡θ∣≤ρ|\rho \cos^2 \theta \sin \theta| \leq \rho. Dato che lim⁡ρ→0ρ=0\lim_{\rho \to 0} \rho = 0, il limite è 00.

Perché la stima deve valere per ogni θ\theta. Non basta che per ogni θ\theta fissato l'espressione tenda a 00: fissare θ\theta significa muoversi lungo una retta, cioè rifare il test delle rette. Per x2yx4+y2\frac{x^2y}{x^4 + y^2} in polari si ottiene ρcos⁡2θsin⁡θρ2cos⁡4θ+sin⁡2θ\frac{\rho \cos^2\theta \sin\theta}{\rho^2\cos^4\theta + \sin^2\theta}, che per ogni θ\theta fissato tende a 00, eppure il limite non esiste (lungo la parabola vale 12\frac12). Serve una g(ρ)g(\rho) che non dipende da θ\theta.

Esempio (stima con ∣sin⁡t∣≤∣t∣|\sin t| \le |t|). lim⁡(x,y)→(0,0)sin⁡(x2y2)x2+y2\lim_{(x,y)\to(0,0)} \frac{\sin(x^2y^2)}{x^2 + y^2}. Si usa ∣sin⁡t∣≤∣t∣|\sin t| \leq |t|: ∣sin⁡(x2y2)x2+y2∣≤x2y2x2+y2=ρ4cos⁡2θsin⁡2θρ2≤ρ2→0\left|\frac{\sin(x^2y^2)}{x^2+y^2}\right| \leq \frac{x^2y^2}{x^2+y^2} = \frac{\rho^4\cos^2\theta\sin^2\theta}{\rho^2} \leq \rho^2 \to 0 Il limite è 00. Maggiorare ∣sin⁡(x2y2)∣≤1|\sin(x^2y^2)| \le 1 sarebbe stato inutile: resta 1ρ2\frac{1}{\rho^2}, che non tende a 00.

Altri esempi

1. lim⁡(x,y)→(0,0)2xy2−x3x2+y2\lim_{(x,y) \to (0,0)} \frac{2xy^2 - x^3}{x^2 + y^2}. Lungo le rette y=mxy = mx: x3(2m2−1)x2(1+m2)=x(2m2−1)1+m2→0\frac{x^3(2m^2 - 1)}{x^2(1 + m^2)} = \frac{x(2m^2-1)}{1+m^2} \to 0; il candidato è L=0L = 0. In polari: ∣ρ3(2cos⁡θsin⁡2θ−cos⁡3θ)ρ2∣=ρ ∣2cos⁡θsin⁡2θ−cos⁡3θ∣≤ρ (2+1)=3ρ→0\left|\frac{\rho^3(2\cos\theta\sin^2\theta - \cos^3\theta)}{\rho^2}\right| = \rho\,|2\cos\theta\sin^2\theta - \cos^3\theta| \leq \rho\,(2 + 1) = 3\rho \to 0 (ogni seno e coseno ha modulo al più 11). Il limite esiste e vale 00.

2. lim⁡(x,y)→(0,0)x ey/x\lim_{(x,y) \to (0,0)} x\,e^{y/x} (definita per x≠0x \neq 0). Lungo y=mxy = mx: xem→0x e^{m} \to 0. Lungo la curva y=xy = \sqrt{x} con x>0x > 0: yx=1x→+∞\frac yx = \frac{1}{\sqrt x} \to +\infty e x e1/x→+∞x\,e^{1/\sqrt{x}} \to +\infty (posto s=1x→+∞s = \frac{1}{\sqrt x} \to +\infty, è ess2\frac{e^s}{s^2}, e l'esponenziale batte la potenza). Due cammini danno limiti diversi (00 e +∞+\infty): il limite non esiste. Le rette non bastavano a vederlo.

Continuità

Definizione. Una funzione f:D→Rf: D \to \mathbb{R} è continua in X0∈DX_0 \in D se: lim⁡X→X0f(X)=f(X0)\lim_{X \to X_0} f(X) = f(X_0) Se X0X_0 è un punto isolato, la funzione è sempre continua in X0X_0.

Le funzioni elementari (polinomi, esponenziali, seno, coseno) sono continue nel loro dominio. La somma, il prodotto e la composizione di funzioni continue sono funzioni continue. Per esempio f(x,y)=exycos⁡(x+y2)f(x, y) = e^{xy}\cos(x + y^2) è continua in tutto R2\mathbb{R}^2 senza bisogno di calcolare limiti.

I problemi nascono nei punti in cui la funzione è definita "a pezzi". Per esempio f(x,y)={xyx2+y2(x,y)≠(0,0)0(x,y)=(0,0)f(x, y) = \begin{cases} \dfrac{xy}{x^2 + y^2} & (x, y) \neq (0, 0) \\ 0 & (x, y) = (0, 0) \end{cases} è continua fuori dall'origine (quoziente di funzioni continue con denominatore non nullo), ma non nell'origine, perché il limite lì non esiste. Invece la stessa costruzione con x2yx2+y2\frac{x^2y}{x^2+y^2} dà una funzione continua anche nell'origine, perché il limite vale 0=f(0,0)0 = f(0, 0).

Errori comuni

  • Scambiare la condizione necessaria con quella sufficiente: Aver trovato lo stesso limite lungo tutte le rette non garantisce che il limite esista; potrebbe cambiare lungo una parabola o altra curva.
  • Maggiorazioni errate: Usare stime che non tendono a 00 o che mantengono una dipendenza da θ\theta che impedisce di isolare il comportamento in ρ\rho.
  • Confondere il limite lungo gli assi con il limite nel punto: Il limite deve valere per ogni possibile direzione di avvicinamento.

Versione ripasso

Il limite di f(X)f(X) per X→X0X \to X_0 esiste ed è LL se per ogni successione Xn→X0X_n \to X_0 (Xn≠X0X_n \neq X_0) si ha f(Xn)→Lf(X_n) \to L.

Tecniche di calcolo:

  1. Non esistenza: Se restringendo ff a due curve diverse si ottengono limiti diversi, il limite non esiste. Esempi: xyx2+y2\frac{xy}{x^2+y^2} vale m1+m2\frac{m}{1+m^2} su y=mxy=mx; x2yx4+y2\frac{x^2y}{x^4+y^2} dà 00 sulle rette e 12\frac12 su y=x2y = x^2; xey/xx e^{y/x} dà 00 sulle rette e +∞+\infty su y=xy = \sqrt x.
  2. Esistenza: Si usa la stima in polari (x=ρcos⁡θ,y=ρsin⁡θx=\rho \cos\theta, y=\rho\sin\theta). Se ∣f−L∣≤g(ρ)|f-L| \leq g(\rho) con lim⁡ρ→0g(ρ)=0\lim_{\rho \to 0} g(\rho)=0 e gg indipendente da θ\theta, allora il limite è LL. Esempi: x2yx2+y2\frac{x^2y}{x^2+y^2} (≤ρ\le \rho), 2xy2−x3x2+y2\frac{2xy^2 - x^3}{x^2+y^2} (≤3ρ\le 3\rho), sin⁡(x2y2)x2+y2\frac{\sin(x^2y^2)}{x^2+y^2} (≤ρ2\le \rho^2, con ∣sin⁡t∣≤∣t∣|\sin t| \le |t|).

Continuità: ff è continua in X0X_0 se lim⁡X→X0f(X)=f(X0)\lim_{X \to X_0} f(X) = f(X_0). Le funzioni elementari e le loro composizioni sono continue nel loro dominio; nei punti "di raccordo" delle funzioni a pezzi si calcola il limite.

Errori: limite uguale su tutte le rette non basta; la stima non deve dipendere da θ\theta.

Esercizi su questo argomento

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