Esercizio - derivate e differenziabilità di una radice con valori assoluti
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Testo (tema d'esame febbraio 2013, secondo appello, Analisi Matematica 2, Ingegneria dell'Informazione). Si consideri, al variare del parametro , la funzione i) Determinare, se esistono, le derivate parziali di in ; ii) determinare, se esiste, la derivata di in nella direzione con , ; iii) per , la funzione è differenziabile in ?
Teoria usata: Derivate parziali e derivate direzionaliLa derivata parziale ∂f/∂xi(x0) è la derivata della funzione di una variabile che si ottiene fissando tutte le altre variabili: in pratica si deriva in xi trattando le altre come costanti. Il gradiente ∇f raccoglie le derivate parziali. La derivata direzionale lungo un versore v è il limite di [f(x0 + hv) − f(x0)]/h. In più variabili avere tutte le derivate (anche direzionali) non garantisce la continuità.Derivate parziali e derivate direzionali →, Differenziabilità e gradientef è differenziabile in x0 se f(x) = f(x0) + ∇f(x0)·(x − x0) + o(‖x − x0‖): vicino a x0 il grafico si confonde con il piano tangente z = f(x0) + ∇f(x0)·(x − x0). Differenziabile ⇒ continua, derivabile e D_v f = ∇f·v; derivate parziali continue ⇒ differenziabile. Il gradiente indica la direzione di massima crescita (pendenza ‖∇f‖) ed è ortogonale alle curve di livello.Differenziabilità e gradiente →.
i) Derivate parziali
Si usa il rapporto incrementale. Sull'asse : per ogni , quindi Sull'asse : , quindi .
Le derivate parziali esistono per ogni e valgono : .
ii) Derivata direzionale
La derivata nella direzione è il limite (bilatero) di Si calcola il numeratore, con e : Il coefficiente è un numero positivo (perché , ), quindi il rapporto incrementale è Si distinguono i casi secondo l'esponente rispetto a , cioè rispetto a :
- : l'esponente è , quindi (è come in modulo): la derivata direzionale esiste e vale .
- : l'esponente è e il rapporto vale : per vale , per vale . I due limiti sono diversi: la derivata direzionale non esiste.
- : l'esponente è e diverge in modulo: non esiste.
Risposta ii): la derivata nella direzione con esiste (ed è ) se e solo se .
iii) Il caso
Per si ha . Se fosse differenziabile in , esisterebbero tutte le derivate direzionali, e varrebbero . Ma al punto ii) abbiamo visto che per la derivata direzionale lungo con non esiste. Quindi non è differenziabile in , pur avendo derivate parziali (nulle).
Controllo diretto con la definizione. Il gradiente è , quindi la condizione di differenziabilità è . Lungo la bisettrice : e , cioè il rapporto vale per ogni . Il limite non è : non differenziabile.
Errori comuni. Concludere che è differenziabile perché le due derivate parziali esistono; calcolare la derivata direzionale con il solo limite per (per la derivata direzionale "bilatera" richiesta dal corso servono entrambi i lati: a destra il limite sarebbe , a sinistra ); dimenticare i valori assoluti in (la radice di un numero negativo non esiste).
Versione ripasso
Testo (tema d'esame febbraio 2013). , : derivate parziali in ; derivata nella direzione con ; differenziabilità di .
- Parziali: , quindi per ogni .
- Direzionale: , rapporto incrementale , . Per tende a (esiste); per vale da destra e da sinistra (non esiste); per diverge.
- Differenziabilità di : differenziabile implicherebbe che le derivate direzionali esistono; non esistono, quindi non è differenziabile. Controllo: lungo , .
Errori tipici: derivabile differenziabile; usare solo .