Salta al contenuto
Note per Studenti Esistenza e unicità per il problema di Cauchy

Esistenza e unicità per il problema di Cauchy

In questa pagina 6

Prerequisiti: Equazioni differenziali - introduzione e problema di CauchyUn'equazione differenziale ordinaria di ordine n ha come incognita una funzione y(t) e lega y⁽ⁿ⁾ a t, y, y', …, y⁽ⁿ⁻¹⁾. L'integrale generale è l'insieme delle soluzioni, definite su un intervallo; di solito sono infinite e dipendono da n costanti. Il problema di Cauchy aggiunge n condizioni iniziali in un istante t0 (y(t0), …, y⁽ⁿ⁻¹⁾(t0)) e sotto opportune ipotesi ha una sola soluzione. y⁽ⁿ⁾ = f(t) si risolve integrando n volte.Equazioni differenziali - introduzione e problema di Cauchy →, Equazioni differenziali a variabili separabiliy' = a(t) b(y) con a continua su I e b continua su J. Gli zeri ȳ di b danno le soluzioni costanti y = ȳ (integrali singolari). Le altre si trovano dividendo per b(y) e integrando: ∫dy/b(y) = ∫a(t)dt + c, poi si ricava y. Se b è C¹ la soluzione del problema di Cauchy è unica, ma può esistere solo su un intervallo più piccolo di I; se b è solo continua può non essere unica (y' = ∛y).Equazioni differenziali a variabili separabili →, Equazioni differenziali lineari del primo ordiney' + a(t)y = b(t) con a, b continue su un intervallo I. Le soluzioni sono definite su tutto I e il problema di Cauchy ha una sola soluzione. Integrale generale: y = e^(−A(t))[c + ∫e^(A(t)) b(t) dt], con A primitiva di a; per l'omogenea (b = 0) y = c e^(−A(t)). Soluzione del problema con y(t0) = x0: stessa formula con A(t) = ∫ da t0 a t di a(s) ds e integrale da t0 a t. Si dimostra moltiplicando per e^(A(t)).Equazioni differenziali lineari del primo ordine →.

In Analisi 1 si risolvono esplicitamente alcune classi di equazioni (lineari, a variabili separabili). Per un'equazione qualsiasi una formula non c'è, ma si può ancora sapere se il problema di Cauchy ha soluzione, se è unica e su quale intervallo esiste: è quello che serve perché un modello fisico sia sensato (dallo stato iniziale l'evoluzione è determinata).

Il problema di Cauchy

Dato un dominio D⊆R×RnD \subseteq \mathbb{R} \times \mathbb{R}^n, si considera l'equazione in forma normaleequazione isolata rispetto alla derivata di ordine massimo: y′(t)=f(t,y(t))y'(t) = f(t, y(t)) dove y(t)y(t) è una funzione a valori in Rn\mathbb{R}^n e f:D→Rnf: D \to \mathbb{R}^n. Il problema di Cauchy consiste nel trovare una funzione y(t)y(t) che soddisfi l'equazione e una condizione iniziale: {y′(t)=f(t,y(t))y(t0)=y0\begin{cases} y'(t) = f(t, y(t)) \\ y(t_0) = y_0 \end{cases} con (t0,y0)∈D(t_0, y_0) \in D. Geometricamente, f(t,y)f(t, y) definisce un campo di direzionivettore tangente alla soluzione in ogni punto del piano, e cercare la soluzione significa trovare una curva tangente a tale campo passante per (t0,y0)(t_0, y_0).

Esistenza: Teorema di Peano

Il teorema di Peano fornisce le condizioni minime per l'esistenza della soluzione.

Teorema (Peano). Se f(t,y)f(t, y) è continua in un intorno del punto (t0,y0)(t_0, y_0), allora esiste almeno una soluzione y(t)y(t) del problema di Cauchy definita in un intervallo II contenente t0t_0.

Questo teorema non garantisce l'unicità. Un celebre controesempio è y′=∣y∣y' = \sqrt{|y|} con y(0)=0y(0) = 0. La funzione y(t)=0y(t) = 0 è una soluzione. Ma per ogni c≥0c \geq 0 lo è anche yc(t)={0t≤c14(t−c)2t>cy_c(t) = \begin{cases} 0 & t \leq c \\ \frac14 (t - c)^2 & t > c \end{cases} Verifica per t>ct > c: yc′=12(t−c)y_c' = \frac12(t - c) e ∣yc∣=12(t−c)\sqrt{|y_c|} = \frac12(t - c); nel punto t=ct = c i due pezzi si raccordano con derivata 00, quindi ycy_c è C1C^1. La soluzione resta ferma in 00 per un tempo arbitrario e poi "parte": infinite soluzioni con lo stesso dato iniziale. Questo fenomeno è noto come pennello di Peano.

Grafico interattivo: Una delle soluzioni di y' = √|y|, y(0) = 0: ferma in 0 fino a t = 1, poi (t − 1)²/4

Esistenza e unicità: Teorema di Cauchy-Lipschitz

Per garantire l'unicità è necessaria una condizione di regolarità sulla funzione ff rispetto alla variabile yy.

Definizione. Una funzione f(t,y)f(t, y) è lipschitziana in yproprietà che limita la velocità di variazione di f rispetto a y uniformemente in tt se esiste una costante L≥0L \ge 0 tale che, per ogni t,y1,y2t, y_1, y_2: ∣f(t,y2)−f(t,y1)∣≤L∣y2−y1∣|f(t, y_2) - f(t, y_1)| \le L |y_2 - y_1| Una condizione sufficiente per la lipschitzianità è che la derivata parziale ∂f∂y\frac{\partial f}{\partial y} sia limitata nel dominio.

Perché la condizione sufficiente. Fissato tt, per il teorema di LagrangeRolle: f continua su [a,b], derivabile in ]a,b[, f(a) = f(b) ⇒ esiste c in ]a,b[ con f'(c) = 0. Lagrange (valor medio): stesse ipotesi senza f(a) = f(b) ⇒ esiste c con f'(c) = (f(b) − f(a))/(b − a): la tangente in c è parallela alla corda. Conseguenza: su un intervallo f è costante se e solo se f' = 0; su un insieme che non è un intervallo è solo costante a tratti (arctan x + arctan(1/x)).Teoremi di Rolle e di Lagrange → f(t,y2)−f(t,y1)=∂f∂y(t,ξ)(y2−y1)f(t, y_2) - f(t, y_1) = \frac{\partial f}{\partial y}(t, \xi)(y_2 - y_1) per un ξ\xi tra y1y_1 e y2y_2; se ∣∂f∂y∣≤L\left|\frac{\partial f}{\partial y}\right| \leq L, si ottiene la disuguaglianza. In particolare se ff e ∂f∂y\frac{\partial f}{\partial y} sono continue, su ogni rettangolo chiuso la derivata è limitata (Weierstrass) e ff è lipschitziana lì: è il criterio pratico.

Esempi. f(t,y)=sin⁡yf(t, y) = \sin y: ∣∂yf∣=∣cos⁡y∣≤1|\partial_y f| = |\cos y| \leq 1, lipschitziana su tutto R2\mathbb{R}^2 con L=1L = 1. f=y2f = y^2: ∂yf=2y\partial_y f = 2y è limitata su ogni striscia ∣y∣≤b|y| \le b ma non su tutto R\mathbb{R}, quindi è lipschitziana solo localmente. f=∣y∣f = \sqrt{|y|} non è lipschitziana vicino a y=0y = 0: il rapporto ∣y∣∣y∣=1∣y∣\frac{\sqrt{|y|}}{|y|} = \frac{1}{\sqrt{|y|}} non è limitato. È per questo che nel pennello di Peano l'unicità si perde.

Teorema (Cauchy-Lipschitz). Sia ff continua e lipschitziana rispetto a yy in un rettangolo R={(t,y):∣t−t0∣≤a,∣y−y0∣≤b}R = \{ (t, y) : |t-t_0| \le a, |y-y_0| \le b \}. Allora esiste un'unica soluzione del problema di Cauchy nell'intervallo I=[t0−α,t0+α]I = [t_0 - \alpha, t_0 + \alpha], con α>0\alpha > 0.

Si può prendere α=min⁡{a,bK}\alpha = \min\left\{a, \frac{b}{K}\right\} con K=max⁡R∣f∣K = \max_R |f|: in un tempo α\alpha, con velocità al più KK, la soluzione non esce dal rettangolo.

Idea della dimostrazione. Integrando l'equazione, yy è soluzione del problema di Cauchy se e solo se y(t)=y0+∫t0tf(s,y(s)) dsy(t) = y_0 + \int_{t_0}^t f(s, y(s))\,ds (equazione integrale). Partendo da y0(t)≡y0y_0(t) \equiv y_0 si costruiscono le iterate di Picard yk+1(t)=y0+∫t0tf(s,yk(s)) dsy_{k+1}(t) = y_0 + \int_{t_0}^t f(s, y_k(s))\,ds; la condizione di Lipschitz fa sì che convergano (uniformemente) a una soluzione e che due soluzioni non possano differire. Esempio: per y′=yy' = y, y(0)=1y(0) = 1 le iterate sono 11, 1+t1 + t, 1+t+t221 + t + \frac{t^2}{2}, …: i polinomi di Taylor di ete^t.

Conseguenza geometrica dell'unicità: i grafici di due soluzioni diverse della stessa equazione non si toccano mai. Per esempio, se y≡0y \equiv 0 è soluzione, una soluzione con y(t0)>0y(t_0) > 0 resta positiva finché esiste.

Soluzioni massimali ed esistenza globale

Il teorema di Cauchy-Lipschitz garantisce solo una soluzione locale. La soluzione può non essere definibile su tutto l'asse reale.

Esempio: Esplosione in tempo finito

Consideriamo y′=y2y' = y^2 con y(0)=1y(0) = 1. Separando le variabili: ∫dyy2=∫dt  ⟹  −1y=t+C\int \frac{dy}{y^2} = \int dt \implies -\frac{1}{y} = t + C Imponendo y(0)=1y(0)=1 si ottiene C=−1C=-1, quindi y(t)=11−ty(t) = \frac{1}{1-t}. La soluzione tende a +∞+\infty per t→1−t \to 1^-: si dice che la soluzione "esplode" in tempo finito. La soluzione del problema esiste solo su ]−∞,1[]-\infty, 1[, anche se f(t,y)=y2f(t, y) = y^2 è definita e regolarissima su tutto il piano.

Lo stesso accade per y′=1+y2y' = 1 + y^2, y(0)=0y(0) = 0: la soluzione è y=tan⁡ty = \tan t, definita solo su ]−π2,π2[\left]-\frac\pi2, \frac\pi2\right[. In entrambi i casi la crescita di ff in yy è più che lineare: più yy è grande, più cresce in fretta, e diventa infinita in tempo finito.

Grafico interattivo: y = 1/(1 − t), soluzione di y' = y², y(0) = 1: esplode per t → 1

Soluzione massimale. Prolungando la soluzione locale finché si può, si ottiene la soluzione massimale, definita su un intervallo aperto ]ω−,ω+[]\omega_-, \omega_+[. Se ff è definita su tutta la striscia ]a,b[×R]a, b[ \times \mathbb{R} (con ff e ∂yf\partial_y f continue), vale l'alternativa: o ω+=b\omega_+ = b, oppure ∣y(t)∣→+∞|y(t)| \to +\infty per t→ω+t \to \omega_+. Una soluzione che resta limitata non può smettere di esistere.

Teorema (Esistenza globale). Se f(t,y)f(t, y) è continua e lipschitziana rispetto a yy su tutto il dominio [a,b]×Rn[a, b] \times \mathbb{R}^n (con la stessa costante LL per ogni tt), allora esiste un'unica soluzione definita su tutto l'intervallo [a,b][a, b].

Casi tipici:

  • equazioni lineari y′=a(t)y+b(t)y' = a(t)y + b(t) con a,ba, b continue su [a,b][a, b]: ∣∂yf∣=∣a(t)∣≤max⁡∣a∣|\partial_y f| = |a(t)| \le \max|a|, quindi la soluzione esiste su tutto l'intervallo in cui i coefficienti sono continui (come visto in Analisi 1). Per y′=yt+t3y' = \frac{y}{t} + t^3 con y(1)=0y(1) = 0 l'intervallo massimo è ]0,+∞[]0, +\infty[, perché 1t\frac1t non è definita in 00; la soluzione è y=t4−t3y = \frac{t^4 - t}{3};
  • y′=sin⁡y+ty' = \sin y + t: lipschitziana con L=1L = 1 su ogni striscia, quindi le soluzioni esistono per ogni t∈Rt \in \mathbb{R};
  • y′=y2y' = y^2 non soddisfa l'ipotesi, e infatti esplode.

Riduzione a sistema

Un'equazione di ordine nn del tipo y(n)=f(t,y,y′,…,y(n−1))y^{(n)} = f(t, y, y', \dots, y^{(n-1)}) si riconduce a un sistema del primo ordine ponendo: z1=y,z2=y′,…,zn=y(n−1)z_1 = y, z_2 = y', \dots, z_n = y^{(n-1)}. Il sistema diventa z′=F(t,z)\mathbf{z}' = F(t, \mathbf{z}), dove z=(z1,…,zn)T\mathbf{z} = (z_1, \dots, z_n)^T e F(t,z)=(z2,z3,…,zn,f(t,z1,…,zn))F(t, \mathbf z) = (z_2, z_3, \dots, z_n, f(t, z_1, \dots, z_n)): le prime n−1n - 1 equazioni dicono solo che ogni zkz_k è la derivata della precedente, l'ultima è l'equazione di partenza.

I teoremi precedenti valgono per i sistemi, con ∣⋅∣|\cdot| sostituito dalla norma in Rn\mathbb{R}^n. Il dato iniziale del sistema è il vettore z(t0)=(y(t0),y′(t0),…,y(n−1)(t0))\mathbf z(t_0) = (y(t_0), y'(t_0), \dots, y^{(n-1)}(t_0)): ecco perché il problema di Cauchy per un'equazione di ordine nn richiede nn condizioni iniziali.

Esempio. y′′+y=0y'' + y = 0 (oscillatore armonico) diventa, con z1=yz_1 = y e z2=y′z_2 = y': {z1′=z2z2′=−z1\begin{cases} z_1' = z_2 \\ z_2' = -z_1 \end{cases} Vedi Sistemi di equazioni differenziali lineariSistema lineare Y' = A(t)Y + B(t): con A, B continue su I il problema di Cauchy ha una sola soluzione, definita su tutto I. Le soluzioni dell'omogeneo formano uno spazio di dimensione n (colonne di una matrice fondamentale, wronskiano ≠ 0). A coefficienti costanti: Y = e^(λt)V con λ autovalore e V autovettore di A; con λ = α ± iβ si prendono parte reale e immaginaria. Y(t) = e^(tA)Y0, con e^(tA) = P e^(tD) P⁻¹ se A = PDP⁻¹. Un'equazione di ordine n equivale a un sistema con la matrice compagna.Sistemi di equazioni differenziali lineari →.

Errori comuni

  1. Confondere esistenza con unicità: La continuità garantisce l'esistenza, ma senza la Lipschitzianità si possono avere infinite soluzioni.
  2. Trascurare l'intervallo: L'esistenza è garantita solo localmente. Verificare sempre dove la funzione ff e la sua derivata sono definite.
  3. Credere che una ff regolare dia soluzioni definite ovunque: y′=y2y' = y^2 ha ff di classe C∞C^\infty su tutto il piano, ma le soluzioni esplodono.
  4. Prendere l'intervallo sbagliato: la soluzione è definita su un intervallo che contiene t0t_0; se un coefficiente non è definito in un punto, quel punto non si può scavalcare.

Versione ripasso

  • Problema di Cauchy: {y′=f(t,y)y(t0)=y0\begin{cases} y' = f(t,y) \\ y(t_0)=y_0 \end{cases}.
  • Esistenza (Peano): Se ff è continua, esiste almeno una soluzione locale. Non garantisce l'unicità (es. y′=∣y∣y' = \sqrt{|y|}).
  • Esistenza e Unicità (Cauchy-Lipschitz): Se ff è continua e LL-lipschitziana in yy (∣f(t,y2)−f(t,y1)∣≤L∣y2−y1∣|f(t, y_2) - f(t, y_1)| \le L|y_2 - y_1|), la soluzione esiste ed è unica localmente. Criterio pratico: ff e ∂yf\partial_y f continue. Pennello di Peano: yc=14(t−c)2y_c = \frac14(t-c)^2 per t>ct > c, 00 prima.
  • Equazione integrale: y(t)=y0+∫t0tf(s,y(s)) dsy(t) = y_0 + \int_{t_0}^t f(s, y(s))\,ds; iterate di Picard.
  • Esistenza globale: Se ff è globalmente lipschitziana su una striscia [a,b]×R[a, b] \times \mathbb{R}, la soluzione è definita su tutto [a,b][a, b].
  • Esplosione: Anche con ff regolare, la soluzione può divergere (es. y′=y2y'=y^2, y(0)=1y(0) = 1: y=11−ty = \frac{1}{1-t}; y′=1+y2y' = 1 + y^2, y(0)=0y(0) = 0: y=tan⁡ty = \tan t). Soluzione massimale: o arriva al bordo della striscia o diventa illimitata.
  • Globali: le lineari con coefficienti continui; sin⁡y+t\sin y + t.
  • Sistemi: Ogni equazione di ordine nn si riduce a un sistema del primo ordine ponendo zk=y(k−1)z_k = y^{(k-1)}.

Esercizi su questo argomento

Teoria collegata