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Note per Studenti Equazioni differenziali a variabili separabili

Equazioni differenziali a variabili separabili

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Lezioni 47-48. Prerequisiti: Equazioni differenziali - introduzione e problema di CauchyUn'equazione differenziale ordinaria di ordine n ha come incognita una funzione y(t) e lega y⁽ⁿ⁾ a t, y, y', …, y⁽ⁿ⁻¹⁾. L'integrale generale è l'insieme delle soluzioni, definite su un intervallo; di solito sono infinite e dipendono da n costanti. Il problema di Cauchy aggiunge n condizioni iniziali in un istante t0 (y(t0), …, y⁽ⁿ⁻¹⁾(t0)) e sotto opportune ipotesi ha una sola soluzione. y⁽ⁿ⁾ = f(t) si risolve integrando n volte.Equazioni differenziali - introduzione e problema di Cauchy →, Integrazione per sostituzioneSe nell'integranda c'è g(f(x))·f'(x), la sostituzione y = f(x), dy = f'(x)dx trasforma l'integrale in ∫g(y)dy = G(y) + k, poi si torna a x: G(f(x)) + k. Negli integrali definiti cambiano anche gli estremi (da c, d a f(c), f(d)). Si può usare anche al contrario, con x = f⁻¹(y). È il primo metodo a cui pensare; dà la tabella degli integrali "immediati per sostituzione".Integrazione per sostituzione →, Equazioni differenziali lineari del primo ordiney' + a(t)y = b(t) con a, b continue su un intervallo I. Le soluzioni sono definite su tutto I e il problema di Cauchy ha una sola soluzione. Integrale generale: y = e^(−A(t))[c + ∫e^(A(t)) b(t) dt], con A primitiva di a; per l'omogenea (b = 0) y = c e^(−A(t)). Soluzione del problema con y(t0) = x0: stessa formula con A(t) = ∫ da t0 a t di a(s) ds e integrale da t0 a t. Si dimostra moltiplicando per e^(A(t)).Equazioni differenziali lineari del primo ordine →.

La forma

Un'equazione differenziale del primo ordine a variabili separabili è y′(t)=a(t)⋅b(y),a∈C(I), b∈C(J), I,J intervalliy'(t) = a(t)\cdot b(y), \qquad a \in C(I),\ b \in C(J),\ I, J \text{ intervalli}

Il secondo membro è il prodotto di una funzione della sola tt per una funzione della sola yy: le due variabili si possono "separare".

Esempi:

  • y′=log⁡t⋅yy' = \log t\cdot y: a(t)=log⁡ta(t) = \log t, b(y)=yb(y) = y (è anche lineare: y′−log⁡t⋅y=0y' - \log t\cdot y = 0);
  • y′=log⁡t⋅y2y' = \log t\cdot y^2 (non è lineare);
  • y′=1+y23+t2=13+t2⋅1+y2y' = \sqrt{\dfrac{1 + y^2}{3 + t^2}} = \dfrac{1}{\sqrt{3 + t^2}}\cdot\sqrt{1 + y^2};
  • y′=et+y3=et⋅ey3y' = e^{t + y^3} = e^t\cdot e^{y^3}.

Non sono a variabili separabili (c'è una somma, o tt e yy sono "mescolate"):

  • y′=t+y3y' = t + y^3;
  • y′=log⁡1+y1+t2=log⁡(1+y)−log⁡(1+t2)y' = \log\dfrac{1 + y}{1 + t^2} = \log(1 + y) - \log(1 + t^2);
  • y′=sin⁡(t y)y' = \sin(t\,y).

Esistenza e unicità: solo locale

Teorema 1 (senza dimostrazione). Siano a∈C(I)a \in C(I), b∈C(J)b \in C(J), e sia fissata una condizione iniziale x0∈Jx_0 \in J in un istante t0∈It_0 \in I. Per il problema di Cauchy {y′=a(t) b(y)y(t0)=x0\begin{cases} y' = a(t)\,b(y) \\ y(t_0) = x_0 \end{cases}

  1. se aa e bb sono solo continue, la soluzione esiste ma può non essere unica, e l'intervallo massimale Imax⁡I_{\max} può essere strettamente contenuto in II;
  2. se aa è continua e b∈C1(J)b \in C^1(J), la soluzione è unica, ma Imax⁡I_{\max} può ancora essere più piccolo di II;
  3. se aa è continua, b∈C1(R)b \in C^1(\mathbb{R}) e inoltre bb oppure b′b' è limitata, c'è un'unica soluzione definita su tutto II (Imax⁡=II_{\max} = I).

Diversamente dalle equazioni lineari (dove Imax⁡I_{\max} è tutto l'intervallo di continuità dei coefficienti), qui la soluzione può "esplodere" in tempo finito: per esempio la soluzione di y′=t y2y' = t\,y^2 con y(0)=1y(0) = 1 è 22−t2\frac{2}{2 - t^2}, che va all'infinito per t→±2t \to \pm\sqrt2 (vedi l'Esercizio 168 · y' = t y2 e y' = radice cubica di y).

Il metodo risolvente

Le soluzioni di y′=a(t) b(y)y' = a(t)\,b(y) sono di due tipi.

1. Le soluzioni costanti (integrali singolari). Si risolve b(y)=0b(y) = 0 in JJ. Ogni zero yˉ\bar y di bb dà la soluzione costante y(t)=yˉ∀t∈Iy(t) = \bar y \qquad \forall t \in I Infatti una costante ha y′=0y' = 0, e il secondo membro vale a(t) b(yˉ)=a(t)⋅0=0a(t)\,b(\bar y) = a(t)\cdot 0 = 0.

2. Le soluzioni con b(y(t))≠0b(y(t)) \ne 0. Si può dividere per b(y(t))b(y(t)) e integrare in tt: y′(t)b(y(t))=a(t)⟹∫y′(t)b(y(t)) dt=∫a(t) dt\frac{y'(t)}{b(y(t))} = a(t) \quad\Longrightarrow\quad \int\frac{y'(t)}{b(y(t))}\,dt = \int a(t)\,dt A sinistra si sostituisce y=y(t)y = y(t), dy=y′(t) dtdy = y'(t)\,dt: ∫dyb(y)=∫a(t) dt⟹B(y(t))=A(t)+c,c∈R\int\frac{dy}{b(y)} = \int a(t)\,dt \quad\Longrightarrow\quad B(y(t)) = A(t) + c, \qquad c \in \mathbb{R} dove BB è una primitiva di 1b\frac{1}{b} e AA una primitiva di aa. Se BB è invertibile si ricava y(t)=B−1(A(t)+c)y(t) = B^{-1}\big(A(t) + c\big)

In pratica si scrive dydt=a(t) b(y)\frac{dy}{dt} = a(t)\,b(y), si "separano" le variabili, dyb(y)=a(t) dt\frac{dy}{b(y)} = a(t)\,dt, e si integrano i due membri, ognuno rispetto alla sua variabile, con una sola costante.

L'integrale generale è l'unione delle soluzioni costanti (punto 1) e delle soluzioni y(t)=B−1(A(t)+c)y(t) = B^{-1}(A(t) + c) (punto 2).

Il problema di Cauchy, passo per passo

Con la condizione y(t0)=x0y(t_0) = x_0:

  1. Prima di tutto si controlla se b(x0)=0b(x_0) = 0. In tal caso la costante y(t)=x0y(t) = x_0 è una soluzione (e se b∈C1b \in C^1 è l'unica).
  2. Se b(x0)≠0b(x_0) \ne 0, si sostituisce t0t_0 e x0x_0 nella formula del punto 2 e si trova cc.
  3. L'intervallo massimale:
    • se b∈C1(R)b \in C^1(\mathbb{R}): Imax⁡I_{\max} è l'intersezione di II con il più grande intervallo contenente t0t_0 su cui la formula di y(t)y(t) è definita;
    • se bb è definita solo su JJ: in più bisogna restare negli istanti in cui y(t)∈Jy(t) \in J.

Quando un'equazione è sia lineare sia a variabili separabili

Per esempio y′=(y+a) ty' = (y + a)\,t è a variabili separabili (a(t)=ta(t) = t, b(y)=y+ab(y) = y + a) ma è anche lineare: y′−t y=a ty' - t\,y = a\,t. Di solito conviene risolverla come lineare, con la formula, che dà subito tutte le soluzioni senza dover distinguere gli integrali singolari (vedi l'Esercizio 170 · un problema di Cauchy con parametro e la sostituzione z = y/t).

Un'estensione: le equazioni y′=g(yt)y' = g\left(\frac yt\right)

Equazioni come y′=t3+y3t y2=t2y2+yty' = \frac{t^3 + y^3}{t\,y^2} = \frac{t^2}{y^2} + \frac yt non sono né lineari né a variabili separabili. Ma il secondo membro dipende solo da yt\frac yt, e con la sostituzione z(t)=y(t)tz(t) = \frac{y(t)}{t} (cioè y=tzy = tz, y′=z+tz′y' = z + t z') diventano a variabili separabili in zz. La prof le ha mostrate perché possono servire in altri corsi; non sono nel programma d'esame. Esempio nell'Esercizio 170 · un problema di Cauchy con parametro e la sostituzione z = y/t.

Errori comuni

  • Dimenticare le soluzioni costanti: quando si divide per b(y)b(y) si perdono le soluzioni con b(y)=0b(y) = 0.
  • Mettere due costanti (una per ogni integrale): ne basta una, perché la differenza di due costanti è una costante.
  • Dimenticare l'intervallo massimale: la formula può avere senso su un insieme che non è un intervallo; si prende il più grande intervallo che contiene t0t_0.
  • Pensare che la soluzione del problema di Cauchy sia sempre unica: con bb solo continua (come y3\sqrt[3]{y} in 00) possono essercene infinite.

Esercizi su questo argomento

Lezioni in cui compare

Teoria collegata