Note per Studenti Funzioni monotone, pari e dispari

Funzioni monotone, pari e dispari

Definizioni per f:X⊆R→Rf : X \subseteq \mathbb{R} \to \mathbb{R}, X≠∅X \ne \emptyset. Lezione 8. Prerequisiti: Funzioni - definizione, dominio e graficoUna funzione associa a ogni elemento del dominio un solo valore: dominio naturale, grafico, immagine, antimmagine e metodo grafico.Funzioni - definizione, dominio e grafico →, Funzioni iniettive, suriettive e inverseIniettività (test delle rette orizzontali), suriettività, biunivocità e funzione inversa con il suo grafico simmetrico rispetto a y = x.Funzioni iniettive, suriettive e inverse →.

Monotonia

f:X⊆R→Rf : X \subseteq \mathbb{R} \to \mathbb{R} si dice:

Nome Definizione: per ogni x1,x2∈Xx_1, x_2 \in X con x1<x2x_1 < x_2…
crescente f(x1)≤f(x2)f(x_1) \le f(x_2)
strettamente crescente f(x1)<f(x2)f(x_1) < f(x_2)
decrescente f(x1)≥f(x2)f(x_1) \ge f(x_2)
strettamente decrescente f(x1)>f(x2)f(x_1) > f(x_2)
  • Se ff è crescente o decrescente su XX si dice monotona su XX.
  • Se è strettamente crescente o strettamente decrescente si dice strettamente monotona su XX.

In parole: crescente = "se la xx aumenta, la yy non diminuisce"; strettamente crescente = "se la xx aumenta, la yy aumenta". Le versioni decrescenti sono il contrario.

Sul grafico

  • Strettamente crescente: il grafico sale sempre andando verso destra (può anche avere salti verso l'alto).
  • Crescente ma non strettamente: il grafico non scende mai, ma può avere tratti orizzontali (dove f(x1)=f(x2)f(x_1) = f(x_2) con x1<x2x_1 < x_2).
  • Strettamente decrescente: scende sempre; decrescente non strettamente: non sale mai, con possibili tratti orizzontali.

Esempio 1: le funzioni f(x)=mx+qf(x) = mx + q

Con m,q∈Rm, q \in \mathbb{R} fissati, dominio R\mathbb{R}. Se q=0q = 0 si chiama funzione lineare, se q≠0q \ne 0 funzione affine. Il grafico è una retta di pendenza mm che passa per (0,q)(0, q).

  • m>0m > 0: strettamente crescente. Se x1<x2x_1 < x_2, moltiplicando per m>0m > 0 (verso invariato) mx1<mx2mx_1 < mx_2, e sommando qq: f(x1)=mx1+q<mx2+q=f(x2)f(x_1) = mx_1 + q < mx_2 + q = f(x_2).
  • m<0m < 0: strettamente decrescente (moltiplicando per m<0m < 0 il verso si inverte).
  • m=0m = 0: f(x)=qf(x) = q è costante, il grafico è una retta orizzontale. È crescente e decrescente insieme (perché f(x1)=f(x2)f(x_1) = f(x_2) soddisfa sia ≤\le sia ≥\ge), ma non strettamente. Le funzioni costanti sono le uniche (definite su R\mathbb{R}) a essere sia crescenti sia decrescenti.

Esempio 2: la parte intera [x][x]

[x][x] è il più grande intero minore o uguale a xx: [x]=m∈Z[x] = m \in \mathbb{Z} se m≤x<m+1m \le x < m + 1. Per esempio [0]=0[0] = 0, [0,5]=0[0{,}5] = 0, [1]=1[1] = 1, [2,7]=2[2{,}7] = 2, [−0,5]=−1[-0{,}5] = -1 (attenzione ai negativi: il più grande intero ≤−0,5\le -0{,}5 è −1-1, non 00).

Quindi [x]=0[x] = 0 per x∈[0,1)x \in [0, 1), [x]=1[x] = 1 per x∈[1,2)x \in [1, 2), ecc. Il grafico è "a gradini": tratti orizzontali che saltano di 11 a ogni intero. È crescente, ma non strettamente (i gradini sono tratti orizzontali).

Grafico interattivo: y = [x] (parte intera): una scala di gradini, crescente ma non strettamente

Monotonia, iniettività e inversa

Teorema (da sapere). Sia f:X⊆R→Rf : X \subseteq \mathbb{R} \to \mathbb{R} strettamente monotona su XX. Allora:

  1. ff è iniettiva, quindi esiste l'inversa f−1:f(X)→Xf^{-1} : f(X) \to X;
  2. f−1f^{-1} ha lo stesso tipo di monotonia di ff (se ff è strettamente crescente, anche f−1f^{-1} lo è; se ff è strettamente decrescente, anche f−1f^{-1}).

Dai grafici è evidente: una funzione che sale sempre è tagliata da ogni retta orizzontale al più una volta (test delle rette orizzontali); e il simmetrico rispetto a y=xy = x di un grafico che sale sempre è ancora un grafico che sale sempre.

Dimostrazione (per ff strettamente crescente; l'altro caso è analogo).

1. ff è iniettiva. Siano x1,x2∈Xx_1, x_2 \in X con x1≠x2x_1 \ne x_2; vogliamo f(x1)≠f(x2)f(x_1) \ne f(x_2). Due casi:

  • se x1<x2x_1 < x_2, allora f(x1)<f(x2)f(x_1) < f(x_2) (stretta crescenza), quindi f(x1)≠f(x2)f(x_1) \ne f(x_2);
  • se x1>x2x_1 > x_2, allora f(x1)>f(x2)f(x_1) > f(x_2), quindi f(x1)≠f(x2)f(x_1) \ne f(x_2).

In ogni caso f(x1)≠f(x2)f(x_1) \ne f(x_2) ✓.

2. f−1f^{-1} è strettamente crescente (per assurdo). Supponiamo che non lo sia: esistono y1,y2∈f(X)y_1, y_2 \in f(X) con y1<y2y_1 < y_2 ma f−1(y1)≥f−1(y2)f^{-1}(y_1) \ge f^{-1}(y_2). Poiché y1,y2∈f(X)y_1, y_2 \in f(X), esistono x1,x2∈Xx_1, x_2 \in X con y1=f(x1)y_1 = f(x_1) e y2=f(x2)y_2 = f(x_2), cioè x1=f−1(y1)x_1 = f^{-1}(y_1) e x2=f−1(y2)x_2 = f^{-1}(y_2). Allora:

  • y1<y2y_1 < y_2 significa f(x1)<f(x2)f(x_1) < f(x_2);
  • f−1(y1)≥f−1(y2)f^{-1}(y_1) \ge f^{-1}(y_2) significa x1≥x2x_1 \ge x_2.

Ma se x1=x2x_1 = x_2 si avrebbe f(x1)=f(x2)f(x_1) = f(x_2), e se x1>x2x_1 > x_2 si avrebbe f(x1)>f(x2)f(x_1) > f(x_2) (stretta crescenza): in entrambi i casi è falso che f(x1)<f(x2)f(x_1) < f(x_2). Contraddizione ⚡ ∎.

Attenzione: il viceversa è falso

ff strettamente monotona ⇒\Rightarrow ff iniettiva, ma ff iniettiva ⇏\not\Rightarrow ff strettamente monotona (in generale).

Controesempio (funzione definita a tratti):

f(x)={1xx>0xx≤0f(x) = \begin{cases} \frac{1}{x} & x > 0 \\ x & x \le 0 \end{cases}

  • Dominio R\mathbb{R}.
  • Iniettiva: per x≤0x \le 0 i valori sono ≤0\le 0 e tutti diversi (è la retta y=xy = x); per x>0x > 0 i valori sono >0> 0 e tutti diversi (è un ramo di iperbole xy=1xy = 1). I due pezzi non hanno valori in comune: ogni retta orizzontale taglia il grafico al più una volta.
  • Suriettiva: f(R)=(−∞,0]∪(0,+∞)=Rf(\mathbb{R}) = (-\infty, 0] \cup (0, +\infty) = \mathbb{R}.
  • Non è monotona: è strettamente crescente per x≤0x \le 0 e strettamente decrescente per x>0x > 0. Per esempio −1<1-1 < 1 e f(−1)=−1<1=f(1)f(-1) = -1 < 1 = f(1) (sale), ma 1<21 < 2 e f(1)=1>12=f(2)f(1) = 1 > \frac12 = f(2) (scende).

Simmetrie: funzioni pari e dispari

Sia XX un dominio simmetrico rispetto a 00: se x∈Xx \in X allora anche −x∈X-x \in X. Esempi: R\mathbb{R}; [−a,a][-a, a] con a>0a > 0; [−b,−a]∪[a,b][-b, -a] \cup [a, b] con 0<a<b0 < a < b; R∖{0}\mathbb{R} \setminus \{0\}.

f eˋ pari se f(−x)=f(x)  ∀x∈Xf eˋ dispari se f(−x)=−f(x)  ∀x∈Xf \text{ è } \textbf{pari} \text{ se } f(-x) = f(x) \ \ \forall x \in X \qquad f \text{ è } \textbf{dispari} \text{ se } f(-x) = -f(x) \ \ \forall x \in X

Attenzione: se il dominio non è simmetrico rispetto a 00, ff non è né pari né dispari (non si può nemmeno calcolare f(−x)f(-x) per ogni xx). Esempio: x\sqrt{x}, con dominio [0,+∞)[0, +\infty).

Il grafico

  • ff pari: il grafico è simmetrico rispetto all'asse yy (i punti (x,f(x))(x, f(x)) e (−x,f(x))(-x, f(x)) stanno alla stessa altezza). Esempio: y=x2y = x^2.
  • ff dispari: il grafico è simmetrico rispetto all'origine (i punti (x,f(x))(x, f(x)) e (−x,−f(x))(-x, -f(x)) sono opposti): la parte per x<0x < 0 si ottiene riflettendo quella per x>0x > 0 prima rispetto all'asse yy e poi rispetto all'asse xx. Esempio: y=x3y = x^3.

Conseguenza pratica: se ff è pari o dispari, basta studiarla (e disegnarla) per x≥0x \ge 0, cioè su X∩[0,+∞)X \cap [0, +\infty); la parte con x<0x < 0 si ottiene per simmetria.

Esempi

Le potenze xnx^n, n∈N∗n \in \mathbb{N}^*. Dominio R\mathbb{R} (simmetrico).

(−x)n={xnn pari−xnn dispari(-x)^n = \begin{cases} x^n & n \text{ pari} \\ -x^n & n \text{ dispari} \end{cases}

(un numero pari di segni meno si cancella, uno dispari lascia un meno). Quindi xnx^n è pari per nn pari e dispari per nn dispari: è proprio da qui che vengono i nomi "pari" e "dispari"!

f(x)=e3x2+5∣x∣f(x) = e^{3x^2 + 5|x|}. Dominio R\mathbb{R}. Calcoliamo:

f(−x)=e3(−x)2+5∣−x∣=e3x2+5∣x∣=f(x)f(-x) = e^{3(-x)^2 + 5|-x|} = e^{3x^2 + 5|x|} = f(x)

perché (−x)2=x2(-x)^2 = x^2 e ∣−x∣=∣x∣|-x| = |x|. Quindi ff è pari.

Metodo: per decidere se ff è pari o dispari, (1) si controlla che il dominio sia simmetrico, (2) si calcola f(−x)f(-x) e lo si confronta con f(x)f(x) e con −f(x)-f(x). Se non è uguale a nessuno dei due (per qualche xx), ff non è né pari né dispari (esempio: x2+xx^2 + x, perché f(−1)=0f(-1) = 0 mentre f(1)=2f(1) = 2).

Errori comuni

  • Confondere "crescente" con "strettamente crescente": una funzione costante è crescente (ma non strettamente).
  • Dedurre la monotonia da due soli punti: la definizione richiede di confrontare tutte le coppie x1<x2x_1 < x_2.
  • Pensare che iniettiva implichi monotona (controesempio sopra).
  • Dichiarare pari/dispari una funzione con dominio non simmetrico.
  • Pensare che ogni funzione sia pari o dispari: la maggior parte non è né l'una né l'altra.

Esercizi su questo argomento

Lezioni in cui compare

Teoria collegata