Note per Studenti Logica e quantificatori

Logica: proposizioni, predicati e quantificatori (da zero)

La matematica è fatta di affermazioni e di ragionamenti che collegano un'affermazione all'altra. La logica è la "grammatica" di questi ragionamenti: ci dice come si scrivono le affermazioni con i simboli, quando sono vere e come si negano. È il primo argomento del corso perché tutto il resto (insiemi, sup e inf, limiti…) si scrive con questo linguaggio.

Collegamenti: Operazioni tra insiemiUnione, intersezione, differenza, complementare e prodotto cartesiano, con le leggi di De Morgan e il legame con la logica.Operazioni tra insiemi → (le operazioni sugli insiemi sono la logica "vista con gli insiemi"), Tecniche di dimostrazioneDimostrazione diretta, per contronominale e per assurdo di un teorema del tipo ipotesi implica tesi.Tecniche di dimostrazione → (come si usa la logica per dimostrare).

Proposizioni

Una proposizione è un'affermazione che è vera (V) oppure falsa (F), senza vie di mezzo. Si indicano con lettere come pp, qq.

Frase È una proposizione? Valore
"3>23 > 2" sì V
"77 è pari" sì F
"x2≤4x^2 \le 4" no: dipende da chi è xx —
"Che ore sono?" no (è una domanda) —

La terza riga è importante: un'affermazione che contiene una variabile libera non è né vera né falsa finché non si sa quanto vale la variabile. Queste affermazioni si chiamano predicati (vedi sotto).

Connettivi logici

Da proposizioni semplici se ne costruiscono di più complicate con i connettivi.

Simbolo Si legge È vera quando
non p\text{non}\, p (anche ¬p\neg p) "non pp" pp è falsa (scambia V e F)
p∧qp \wedge q "pp e qq" entrambe sono vere
p∨qp \vee q "pp o qq" (oppure) almeno una è vera (anche tutte e due)
p⇒qp \Rightarrow q "pp implica qq", "se pp allora qq" ogni volta che pp è vera, anche qq è vera
p⇔qp \Leftrightarrow q "pp equivale a qq", "pp se e solo se qq" pp e qq sono vere o false insieme

Attenzione all'"o". In matematica "p∨qp \vee q" è vera anche quando sono vere tutte e due. Non è l'"o" esclusivo del linguaggio comune ("o mangi la minestra o salti dalla finestra").

Attenzione all'implicazione. p⇒qp \Rightarrow q dice solo: "se pp è vera, allora qq è vera". Non dice nulla su cosa succede quando pp è falsa. Esempio: "se piove, prendo l'ombrello". Se non piove, la frase non viene smentita qualunque cosa io faccia. Per questo p⇒qp \Rightarrow q è falsa solo nel caso "pp vera e qq falsa".

Tabella di verità completa (V = vera, F = falsa):

pp qq non p\text{non}\,p p∧qp \wedge q p∨qp \vee q p⇒qp \Rightarrow q p⇔qp \Leftrightarrow q
V V F V V V V
V F F F V F F
F V V F V V F
F F V F F V V

Implicazione e doppia implicazione. p⇔qp \Leftrightarrow q significa che valgono sia p⇒qp \Rightarrow q sia q⇒pq \Rightarrow p. Per dimostrare un "se e solo se" si dimostrano quindi due implicazioni (le due "frecce").

Predicati

Un predicato p(x)p(x) è un'affermazione che contiene una variabile xx presa da un insieme XX, e che diventa una proposizione (V o F) non appena si sceglie un valore di x∈Xx \in X.

Esempio. X=RX = \mathbb{R} e p(x)p(x): "x2≤4x^2 \le 4".

  • per x=1x = 1: 1≤41 \le 4, quindi p(1)p(1) è V;
  • per x=3x = 3: 9≤49 \le 4, quindi p(3)p(3) è F;
  • per x=−2x = -2: 4≤44 \le 4, quindi p(−2)p(-2) è V.

Due predicati possono essere equivalenti, cioè veri esattamente per gli stessi xx. Per esempio

p(x): x2≤4⟺q(x): −2≤x≤2p(x): \ x^2 \le 4 \qquad \Longleftrightarrow \qquad q(x): \ -2 \le x \le 2

(un numero ha quadrato al più 44 esattamente quando sta tra −2-2 e 22; la verifica si fa come nelle disequazioni di secondo grado: x2−4≤0  ⟺  (x−2)(x+2)≤0x^2 - 4 \le 0 \iff (x-2)(x+2) \le 0, valori interni alle radici).

Quantificatori

Un predicato da solo non è né vero né falso. Diventa una proposizione anche se, invece di scegliere un valore di xx, si dice per quanti xx deve valere. Si usano i quantificatori:

Simbolo Si legge Significato
∀\forall "per ogni" vale per tutti gli elementi
∃\exists "esiste" vale per almeno uno
∄\nexists "non esiste" non vale per nessuno
∃!\exists! "esiste un unico" vale per esattamente uno

Nelle formule i due punti "::" si leggono "si ha", "tale che".

Regola d'oro: quantificatore + predicato = proposizione.

Esempio 1: "∀x∈R:x2>0\forall x \in \mathbb{R} : x^2 > 0"

Si legge "per ogni numero reale xx si ha x2>0x^2 > 0". È falsa: basta un solo controesempio, x=0x = 0, perché 02=00^2 = 0 non è >0> 0.

Per smentire un "per ogni" basta un controesempio. Per dimostrarlo, invece, non bastano mille esempi: serve un ragionamento che valga per ogni xx.

Esempio 2: "∃x∈R:x2≤0\exists x \in \mathbb{R} : x^2 \le 0"

"Esiste un reale con quadrato ≤0\le 0". È vera: x=0x = 0 va bene (0≤00 \le 0). Per dimostrare un "esiste" basta esibire un esempio.

Esempio 3: "∃x∈R:∃ x−1\exists x \in \mathbb{R} : \exists\, x^{-1}"

"Esiste un reale che ha l'inverso" (x−1=1xx^{-1} = \frac{1}{x}). È vera: per esempio x=2x = 2 ha inverso 12\frac{1}{2}.

L'ordine dei quantificatori conta

  • "∀x∈R ∃y∈R:y>x\forall x \in \mathbb{R}\ \exists y \in \mathbb{R} : y > x" ("per ogni numero ce n'è uno più grande") è vera: dato xx, prendo y=x+1y = x + 1. Qui yy può dipendere da xx.
  • "∃y∈R ∀x∈R:y>x\exists y \in \mathbb{R}\ \forall x \in \mathbb{R} : y > x" ("c'è un numero più grande di tutti") è falsa: nessun yy è più grande di y+1y + 1.

Scambiando i quantificatori si è cambiato completamente il significato. Questo tornerà nelle definizioni di sup, inf e limite ("per ogni ε>0\varepsilon > 0 esiste…": l'oggetto che "esiste" può dipendere da ε\varepsilon).

Come si nega una proposizione con i quantificatori

È l'abilità logica più usata del corso (serve nelle dimostrazioni per assurdo e per capire quando una definizione non è soddisfatta).

non(∀x∈X:p(x))=∃x∈X:non p(x)\text{non}\big(\forall x \in X : p(x)\big) \quad = \quad \exists x \in X : \text{non}\, p(x)

non(∃x∈X:q(x))=∀x∈X:non q(x)\text{non}\big(\exists x \in X : q(x)\big) \quad = \quad \forall x \in X : \text{non}\, q(x)

In parole: la negazione scambia ∀\forall con ∃\exists e nega il predicato.

Perché. "Non è vero che tutti gli studenti hanno passato l'esame" significa "almeno uno non l'ha passato" (non significa "nessuno l'ha passato"!). E "non è vero che esiste uno studente che ha preso 30" significa "ogni studente non ha preso 30".

Gli esempi di prima, negati:

Proposizione pp Valore Negazione non p\text{non}\,p Valore
∀x∈R:x2>0\forall x \in \mathbb{R} : x^2 > 0 F ∃x∈R:x2≤0\exists x \in \mathbb{R} : x^2 \le 0 V (con x=0x = 0)
∃x∈R:∃ x−1\exists x \in \mathbb{R} : \exists\, x^{-1} V ∀x∈R:∄ x−1\forall x \in \mathbb{R} : \nexists\, x^{-1} F (22 ha l'inverso)

Si noti che la negazione di "x2>0x^2 > 0" è "x2≤0x^2 \le 0", non "x2<0x^2 < 0": il contrario di "maggiore" è "minore o uguale".

Come controllo, una proposizione e la sua negazione hanno sempre valori opposti (una V e l'altra F), come nella tabella.

Con più quantificatori si applica la regola un pezzo alla volta, da sinistra a destra:

non(∀x ∃y:p(x,y))=∃x ∀y:non p(x,y)\text{non}\big(\forall x\ \exists y : p(x,y)\big) = \exists x\ \forall y : \text{non}\, p(x,y)

Negare "e" e "o" (leggi di De Morgan logiche)

non (p∨q)=(non p)∧(non q)non (p∧q)=(non p)∨(non q)\text{non}\,(p \vee q) = (\text{non}\,p) \wedge (\text{non}\,q) \qquad \text{non}\,(p \wedge q) = (\text{non}\,p) \vee (\text{non}\,q)

"Non è vero che (piove o nevica)" = "non piove e non nevica". "Non è vero che (sono alto e biondo)" = "non sono alto oppure non sono biondo". Negando, la "e" diventa "o" e viceversa. La prof le ricava dalle leggi di De Morgan sugli insiemi: vedi Operazioni tra insiemiUnione, intersezione, differenza, complementare e prodotto cartesiano, con le leggi di De Morgan e il legame con la logica.Operazioni tra insiemi →.

Negare un'implicazione

p⇒qp \Rightarrow q è falsa solo quando pp è vera e qq è falsa (tabella di verità), quindi

non (p⇒q)=p∧non q\text{non}\,(p \Rightarrow q) = p \wedge \text{non}\,q

È esattamente ciò che si suppone in una dimostrazione per assurdo (vedi Tecniche di dimostrazioneDimostrazione diretta, per contronominale e per assurdo di un teorema del tipo ipotesi implica tesi.Tecniche di dimostrazione →).

Ipotesi e tesi

Un teorema è quasi sempre un'implicazione p⇒qp \Rightarrow q:

  • pp si chiama ipotesi (ciò che si suppone vero);
  • qq si chiama tesi (ciò che si vuole dimostrare).

Dimostrare il teorema significa mostrare, con passaggi logici corretti, che l'implicazione p⇒qp \Rightarrow q è vera. Le varie strategie sono in Tecniche di dimostrazioneDimostrazione diretta, per contronominale e per assurdo di un teorema del tipo ipotesi implica tesi.Tecniche di dimostrazione →.

Errori comuni

  • Negare "per ogni" con "per nessuno". La negazione di "tutti i numeri sono positivi" è "almeno un numero non è positivo", non "nessun numero è positivo".
  • Negare >> con <<. Il contrario di a>ba > b è a≤ba \le b.
  • Dimostrare un "per ogni" con degli esempi. Gli esempi aiutano a capire, ma non dimostrano (servono per smentire, non per confermare).
  • Scambiare l'ordine dei quantificatori pensando che non cambi niente.
  • Leggere p⇒qp \Rightarrow q come q⇒pq \Rightarrow p. "Se nn è multiplo di 44 allora è pari" è vera; "se nn è pari allora è multiplo di 44" è falsa (n=2n = 2).

Riassunto

Cosa Regola
Proposizione affermazione V o F
Predicato p(x)p(x) diventa V o F scelto xx (o con un quantificatore)
Dimostrare ∀\forall ragionamento valido per ogni xx
Smentire ∀\forall basta un controesempio
Dimostrare ∃\exists basta un esempio
non ∀x:p(x)\text{non}\,\forall x : p(x) ∃x:non p(x)\exists x : \text{non}\,p(x)
non ∃x:p(x)\text{non}\,\exists x : p(x) ∀x:non p(x)\forall x : \text{non}\,p(x)
non (p∨q)\text{non}\,(p \vee q) / non (p∧q)\text{non}\,(p \wedge q) non p∧non q\text{non}\,p \wedge \text{non}\,q / non p∨non q\text{non}\,p \vee \text{non}\,q
non (p⇒q)\text{non}\,(p \Rightarrow q) p∧non qp \wedge \text{non}\,q

Esercizi su questo argomento

Lezioni in cui compare

Teoria collegata