Siano f:X→Y e g:V→W (tutti insiemi non vuoti). Se f(X)⊆V, cioè se tutti i valori di f stanno nel dominio di g, si può definire la funzione g composto f:
g∘f:X→W,x↦g(f(x))
Si applica prima f, poi g (si legge da destra a sinistra, come nella scrittura g(f(x))): x va in f(x), che a sua volta va in g(f(x)).
Perché serve f(X)⊆V:g si può applicare solo a elementi del suo dominio V. Se qualche f(x) cadesse fuori da V, g(f(x)) non avrebbe senso.
Esempio a parole.f = "eleva al quadrato", g = "aggiungi 1". Allora g∘f = "prima eleva al quadrato, poi aggiungi 1": x↦x2+1. Invece f∘g = "prima aggiungi 1, poi eleva al quadrato": x↦(x+1)2. Già qui si vede che l'ordine conta.
Come si trova il dominio di una composta (in pratica)
Negli esercizi non si verifica mai direttamente f(X)⊆V. Si procede così:
si scrive la formula di g(f(x)) e si trova il suo dominio (dove la formula ha senso);
si interseca con il dominio di f (perché x deve poter entrare in f).
Il risultato X′ è il dominio di g∘f.
Esempio della prof
f(x)=x, g(x)=x2−1, con i domini naturali: f:[0,+∞)→R, g:R→R. Trovare f∘g e g∘f.
f∘g (prima g, poi f):
f(g(x))=g(x)=x2−1. È definita quando x2−1≥0, cioè x≤−1 oppure x≥1 (valori esterni alle radici ±1).
Si interseca con Dom(g)=R: non cambia nulla.
f∘g(x)=x2−1,Dom(f∘g)=(−∞,−1]∪[1,+∞)⊊R=Dom(g)
g∘f (prima f, poi g):
g(f(x))=(x)2−1=x−1. La formula finale x−1 avrebbe senso per ogni x∈R…
…ma si deve intersecare con Dom(f)=[0,+∞), perché per calcolarla si passa da x.
g∘f(x)=x−1,Dom(g∘f)=[0,+∞)=Dom(f)
Attenzione:g∘fnon è la funzione x−1 su tutto R. Per esempio g(f(−4)) non esiste, perché −4 non è un numero reale. Semplificare la formula non allarga il dominio.
Conseguenze
Dom(g∘f)⊆Dom(f), e può essere strettamente più piccolo (nel primo esempio, Dom(f∘g)⊊Dom(g)).
La composizione non è commutativa: in generale g∘f=f∘g (nell'esempio, x2−1 e x−1 sono funzioni completamente diverse).
Per f,g:X→R (stesso dominio, valori reali) si definiscono, punto per punto:
Operazione
Definizione
somma
(f+g)(x)=f(x)+g(x)
differenza
(f−g)(x)=f(x)−g(x)
prodotto
(f⋅g)(x)=f(x)⋅g(x)
reciproco
g1(x)=g(x)1, dove g(x)=0
quoziente
gf(x)=g(x)f(x), dove g(x)=0
valore assoluto
∣f∣(x)=∣f(x)∣
"Punto per punto" significa: per calcolare (f+g) in x, si calcolano f(x) e g(x) (due numeri) e li si somma.
Esempio.f(x)=x2, g(x)=x−1 su R: (f+g)(x)=x2+x−1; (f⋅g)(x)=x3−x2; gf(x)=x−1x2 per x=1.
Perché tutto questo è utile
Le operazioni e la composizione permettono di costruire infinite funzioni partendo da poche funzioni elementari: potenze, esponenziale, logaritmo, funzioni trigonometriche. Per esempio la prof mostra
che sono ottenute componendo e combinando funzioni elementari. Per studiare una funzione complicata si riconosce come è "montata" a partire da quelle semplici.
Errori comuni
Invertire l'ordine:g∘f significa applicare prima f.
Trovare il dominio della composta solo dalla formula semplificata, dimenticando di intersecare con il dominio della funzione interna.