Note per Studenti Funzioni - definizione, dominio e grafico

Funzioni: definizione, dominio, grafico, immagine

Inizio del capitolo 2 del corso (lezioni 6 e 7). La prof segue un ordine diverso dal libro. Le note successive: Funzioni iniettive, suriettive e inverseIniettività (test delle rette orizzontali), suriettività, biunivocità e funzione inversa con il suo grafico simmetrico rispetto a y = x.Funzioni iniettive, suriettive e inverse → e Composizione e operazioni tra funzioniLa composta g(f(x)) e come trovarne il dominio, più somma, prodotto e quoziente di funzioni.Composizione e operazioni tra funzioni →. Esercizio svolto: Esercizio 16 - immagine e antimmagine di 2x.

Definizione

Dati due insiemi X,Y≠∅X, Y \ne \emptyset, una funzione f:X→Yf : X \to Y è una legge che associa a ogni x∈Xx \in X uno e un solo y∈Yy \in Y.

  • XX si chiama dominio, YY codominio.
  • xx è la variabile indipendente (la scegliamo noi), yy la variabile dipendente (è determinata da xx).
  • Si scrive y=f(x)y = f(x), oppure x↦f(x)x \mapsto f(x) ("xx va in f(x)f(x)"), oppure X→fYX \xrightarrow{f} Y.

Le due parole chiave sono "ogni" e "uno e un solo":

  1. ogni xx del dominio deve avere un'immagine (nessun xx lasciato senza partner);
  2. ogni xx ha una sola immagine (non può andare in due posti diversi).

Invece non è richiesto che ogni yy sia raggiunto, né che sia raggiunto da un solo xx.

Esempi

1. Insiemi finiti. X={1,2,3,4}X = \{1, 2, 3, 4\}, Y={1,2,3}Y = \{1, 2, 3\}.

Legge È una funzione? Perché
f(1)=f(2)=f(3)=1f(1) = f(2) = f(3) = 1, f(4)=3f(4) = 3 sì ogni xx ha una e una sola immagine (che più xx vadano in 11 e che 2∈Y2 \in Y non sia raggiunto va bene)
f(1)=2f(1) = 2, f(1)=3f(1) = 3, … no 11 ha due immagini
f(1)=1f(1) = 1, f(2)=2f(2) = 2, f(3)=3f(3) = 3 no 4∈X4 \in X non ha immagine

2. Funzione reale di variabile reale. f:R→Rf : \mathbb{R} \to \mathbb{R}, f(x)=2xf(x) = 2x. Per ogni xx esiste un unico y=2xy = 2x: è una funzione. Le funzioni f:X⊆R→Rf : X \subseteq \mathbb{R} \to \mathbb{R} sono l'oggetto di Analisi 1.

3. Funzione di due variabili. f:R2→Rf : \mathbb{R}^2 \to \mathbb{R}, z=f(x,y)=x2+y2z = f(x, y) = x^2 + y^2: a ogni coppia (x,y)(x, y) associa un unico numero. Per esempio f(0,0)=0f(0, 0) = 0, f(1,0)=1f(1, 0) = 1. (Sono l'oggetto di Analisi 2.)

4. Successioni. f:N→Rf : \mathbb{N} \to \mathbb{R} (o definita su {n∈N:n≥n0}\{n \in \mathbb{N} : n \ge n_0\}): a ogni naturale nn associa un numero. Per tradizione si scrive ana_n invece di f(n)f(n) e si indica la successione con (an)n≥n0(a_n)_{n \ge n_0}. Gli insiemi {xn}\{x_n\} degli esercizi su sup e inf (per esempio l'Esercizio 2 - max min inf sup di (n+2)/n) sono proprio i valori di una successione.

Dominio naturale (campo di esistenza)

Di solito negli esercizi la funzione è data solo con la formula, senza dire il dominio: bisogna trovarlo.

Definizione. Il dominio naturale di f:X→Yf : X \to Y (con XX "insieme universo", per esempio R\mathbb{R} o R2\mathbb{R}^2) è il più grande sottoinsieme di XX in cui tutte le operazioni che definiscono ff hanno senso.

Esempio 1. f(x)=1x2−1f(x) = \dfrac{1}{x^2 - 1}, f:X⊆R→Rf : X \subseteq \mathbb{R} \to \mathbb{R}. Si deve poter dividere: x2−1≠0  ⟺  x≠±1x^2 - 1 \ne 0 \iff x \ne \pm 1.

Dom(f)=R∖{−1,1}\mathrm{Dom}(f) = \mathbb{R} \setminus \{-1, 1\}

Esempio 2. z=f(x,y)=1x2+y2−1z = f(x, y) = \dfrac{1}{x^2 + y^2 - 1}, f:X⊆R2→Rf : X \subseteq \mathbb{R}^2 \to \mathbb{R}. Serve x2+y2−1≠0x^2 + y^2 - 1 \ne 0, cioè x2+y2≠1x^2 + y^2 \ne 1:

Dom(f)={(x,y)∈R2:x2+y2≠1}\mathrm{Dom}(f) = \{(x, y) \in \mathbb{R}^2 : x^2 + y^2 \ne 1\}

Nel piano, x2+y2=1x^2 + y^2 = 1 è la circonferenza di centro (0,0)(0, 0) e raggio 11 (i punti a distanza 11 dall'origine, per Pitagora). Il dominio è tutto il piano tranne quella circonferenza.

Le condizioni tipiche (si ampliano con le funzioni elementari): denominatori ≠0\ne 0; argomento di una radice quadrata (di indice pari) ≥0\ge 0; argomento di un logaritmo >0> 0.

Grafico

Il grafico di f:X→Yf : X \to Y (con XX = dominio) è l'insieme delle coppie "punto, sua immagine":

Γf={(x,f(x)):x∈X}⊆X×Y\Gamma_f = \{(x, f(x)) : x \in X\} \subseteq X \times Y

(Γ\Gamma è la gamma maiuscola greca.) Se f:X⊆R→Rf : X \subseteq \mathbb{R} \to \mathbb{R}, allora Γf⊆R×R=R2\Gamma_f \subseteq \mathbb{R} \times \mathbb{R} = \mathbb{R}^2, che è in corrispondenza biunivoca con il piano cartesiano: il grafico si può disegnare, ed è una curva del piano.

  • Per f:X⊆R2→Rf : X \subseteq \mathbb{R}^2 \to \mathbb{R}, Γf⊆R3\Gamma_f \subseteq \mathbb{R}^3: è una superficie nello spazio (si disegna a fatica).
  • Per f:X⊆R3→Rf : X \subseteq \mathbb{R}^3 \to \mathbb{R}, Γf⊆R4\Gamma_f \subseteq \mathbb{R}^4: non si può disegnare.

Perché il grafico è così importante in Analisi 1: per le funzioni di una variabile reale il grafico riassume tutte le proprietà di ff, e molte domande (dominio, immagine, iniettività, disequazioni…) si risolvono guardandolo.

Esempio. f(x)=2xf(x) = 2x: Γf={(x,2x):x∈R}\Gamma_f = \{(x, 2x) : x \in \mathbb{R}\}. Calcolando qualche punto (x=0⇒y=0x = 0 \Rightarrow y = 0; x=1⇒y=2x = 1 \Rightarrow y = 2) si vede che è la retta per l'origine con pendenza 22 (i punti con yx=2\frac{y}{x} = 2).

Grafico interattivo: Il grafico di f(x) = 2x è una retta: Γ_f è un insieme di punti del piano, f è la legge

Attenzione alla differenza: Γf\Gamma_f è un insieme di punti, ff è una legge.

Quando una curva è il grafico di una funzione?

Test delle rette verticali. Una curva nel piano è il grafico di una funzione y=f(x)y = f(x) se e solo se ogni retta verticale la interseca al più una volta.

Perché: la retta verticale x=x0x = x_0 interseca il grafico nei punti (x0,y)(x_0, y) con y=f(x0)y = f(x_0). Se la intersecasse in due punti (x0,y1)(x_0, y_1) e (x0,y2)(x_0, y_2) con y1≠y2y_1 \ne y_2, il punto x0x_0 avrebbe due immagini: non sarebbe una funzione. Se non la interseca affatto, semplicemente x0x_0 non sta nel dominio.

Esempio: una circonferenza non è il grafico di una funzione (le rette verticali che la attraversano la tagliano in due punti).

Il dominio si legge sul grafico

Dominio = proiezione di Γf\Gamma_f sull'asse xx: le xx per cui la retta verticale incontra il grafico. Per esempio, se il grafico è fatto di un pezzo che arriva da sinistra fino al punto (pieno) di ascissa x1x_1 e di un pezzo che parte dal punto (vuoto) di ascissa x2x_2 e prosegue a destra, il dominio è (−∞,x1]∪(x2,+∞)(-\infty, x_1] \cup (x_2, +\infty).

Immagine e antimmagine

Sia f:X→Yf : X \to Y.

Immagine di un insieme. Per A⊆XA \subseteq X, A≠∅A \ne \emptyset:

f(A)={f(x):x∈A}⊆Yf(A) = \{f(x) : x \in A\} \subseteq Y

è l'insieme dei valori che ff assume quando xx varia in AA ("dove vanno a finire i punti di AA"). Si ha sempre f(A)≠∅f(A) \ne \emptyset.

L'immagine di ff è f(X)f(X), l'insieme di tutti i valori assunti. In generale f(X)⊆Yf(X) \subseteq Y, e può essere f(X)⊊Yf(X) \subsetneq Y (non tutto il codominio viene raggiunto).

Antimmagine (o controimmagine) di un insieme. Per B⊆YB \subseteq Y, B≠∅B \ne \emptyset:

f←(B)={x∈X:f(x)∈B}⊆Xf^{\leftarrow}(B) = \{x \in X : f(x) \in B\} \subseteq X

è l'insieme dei punti del dominio che finiscono dentro BB ("chi va a finire in BB"). Può essere f←(B)=∅f^{\leftarrow}(B) = \emptyset (se nessun valore di ff sta in BB), mentre f←(Y)=Xf^{\leftarrow}(Y) = X (ogni xx finisce in YY).

(La freccia f←f^{\leftarrow} ricorda che si va "all'indietro", da YY a XX. Molti libri scrivono f−1(B)f^{-1}(B), ma è una notazione pericolosa perché si confonde con la funzione inversa, che può non esistere.)

Esempio (svolto nell'Esercizio 16 - immagine e antimmagine di 2x): per f(x)=2xf(x) = 2x si ha f(R)=Rf(\mathbb{R}) = \mathbb{R}, f([−1,3])=[−2,6]f([-1, 3]) = [-2, 6], f←([−1,3])=[−12,32]f^{\leftarrow}([-1, 3]) = [-\frac12, \frac32].

Immagine e antimmagine sul grafico

Per f:X⊆R→Rf : X \subseteq \mathbb{R} \to \mathbb{R} (vale in generale):

  • f(X)f(X) = proiezione di Γf\Gamma_f sull'asse yy;
  • f(A)f(A) = proiezione sull'asse yy della parte di grafico sopra AA (con x∈Ax \in A);
  • f←(B)f^{\leftarrow}(B) = proiezione sull'asse xx della parte di grafico con y∈By \in B.

Il metodo grafico per equazioni e disequazioni

Le antimmagini di intervalli sono esattamente le soluzioni delle disequazioni:

Antimmagine Insieme Come si legge sul grafico
f←([a,b])f^{\leftarrow}([a, b]) {x:a≤f(x)≤b}\{x : a \le f(x) \le b\} xx dove il grafico sta tra le rette y=ay = a e y=by = b
f←([a,+∞))f^{\leftarrow}([a, +\infty)) {x:f(x)≥a}\{x : f(x) \ge a\} xx dove il grafico sta sopra la retta y=ay = a
f←((−∞,a])f^{\leftarrow}((-\infty, a]) {x:f(x)≤a}\{x : f(x) \le a\} xx dove il grafico sta sotto la retta y=ay = a
f←({a})f^{\leftarrow}(\{a\}) {x:f(x)=a}\{x : f(x) = a\} xx dove il grafico incontra la retta y=ay = a
f←([0,+∞))f^{\leftarrow}([0, +\infty)) {x:f(x)≥0}\{x : f(x) \ge 0\} il segno di ff: dove il grafico sta sopra l'asse xx

In pratica: si disegnano nello stesso piano il grafico y=f(x)y = f(x) e la retta (o le rette) y=ay = a, cioè si "risolve graficamente il sistema" {y=f(x)y=a\begin{cases} y = f(x) \\ y = a \end{cases}, si trovano le ascisse dei punti di intersezione e si leggono le zone.

Esempio: le proprietà del valore assoluto. Con f(x)=∣x∣f(x) = |x| (la V) e r>0r > 0: la retta y=ry = r taglia la V nei punti (−r,r)(-r, r) e (r,r)(r, r). La V sta sopra la retta per x≤−rx \le -r e per x≥rx \ge r: ritroviamo ∣x∣≥r  ⟺  x≤−r∨x≥r|x| \ge r \iff x \le -r \vee x \ge r (proprietà 5 in Valore assoluto (modulo)Il valore assoluto è la distanza di un numero da zero: definizione, proprietà, disuguaglianza triangolare e disequazioni con i moduli.Valore assoluto (modulo) →).

Grafico interattivo: Metodo grafico: |x| ≥ 2 dove la V sta sopra la retta y = 2, cioè per x ≤ −2 oppure x ≥ 2

Inf, sup, max, min di una funzione

Per f:X→Rf : X \to \mathbb{R} l'immagine f(X)f(X) è un sottoinsieme di R\mathbb{R}. Si dice che ff è inferiormente limitata, superiormente limitata, limitata, e si definiscono inf⁡f\inf f, sup⁡f\sup f, min⁡f\min f, max⁡f\max f, applicando le definizioni di Estremo superiore (sup)Maggioranti e minoranti, massimo e minimo, estremo superiore (il più piccolo dei maggioranti) e inferiore, con la caratterizzazione con epsilon.Estremo superiore (sup) → all'insieme f(X)f(X). Per esempio sup⁡f=sup⁡f(X)\sup f = \sup f(X).

Errori comuni

Esercizi su questo argomento

Lezioni in cui compare

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