Il valore assoluto di un numero reale x, detto anche modulo, si scrive ∣x∣ (due barre verticali attorno al numero).
Definizione
∣x∣={x−xse x≥0se x<0
In parole: se il numero è positivo o zero, il valore assoluto è il numero stesso; se è negativo, si cambia il segno e si ottiene il numero positivo opposto.
Attenzione al "−x". Nel secondo caso x è negativo, quindi −x è positivo. Per esempio se x=−5 allora −x=−(−5)=5. Il segno meno nella formula non rende il risultato negativo: serve proprio a "rimuovere" il segno meno del numero. Per questo ∣x∣≥0 sempre.
Esempi di calcolo
Numero
Quale caso
Calcolo
Risultato
x=5
5≥0
∣5∣=5
5
x=−5
−5<0
∣−5∣=−(−5)
5
x=0
0≥0
∣0∣=0
0
x=−2,5
−2,5<0
−(−2,5)
2,5
x=3−7
prima calcolo: 3−7=−4<0
∣−4∣=4
4
x=π−4
π≈3,14, quindi π−4<0
−(π−4)
4−π
L'ultimo esempio mostra un uso tipico: se dentro il modulo c'è un'espressione, bisogna prima capire se è positiva o negativa, e poi applicare il caso giusto.
Significato geometrico: la distanza
Sulla retta reale, ∣x∣ è la distanza di x dall'origine 0.
∣5∣=5: il punto 5 sta a distanza 5 da 0.
∣−5∣=5: il punto −5 sta anch'esso a distanza 5 da 0, ma dall'altra parte.
Una distanza non può essere negativa, ed è per questo che ∣x∣≥0.
Più in generale, la distanza tra due numeri a e b è
∣a−b∣
Per esempio la distanza tra 7 e 3 è ∣7−3∣=4; tra −1 e 2 è ∣−1−2∣=∣−3∣=3. Notare che ∣a−b∣=∣b−a∣: la distanza non dipende dall'ordine.
In particolare, ∣x−2∣ è la distanza di x da 2: vale 0 solo in x=2 e cresce allontanandosi da 2 da entrambe le parti.
Il grafico di ∣x∣
Il grafico di f(x)=∣x∣ ha forma di "V":
per x≥0 coincide con la retta y=x (la diagonale che sale);
per x<0 coincide con la retta y=−x (la diagonale che scende verso sinistra, cioè simmetrica rispetto all'asse y).
Il punto più basso è (0,0), e il grafico sta sempre sopra l'asse x (o sopra, perché ∣x∣≥0).
Grafico interattivo: f(x) = |x|: una V con vertice nell'origine. Il valore è la distanza di x da 0
Spostare il grafico. Il grafico di ∣x−2∣ è lo stesso a V, ma con il vertice spostato in x=2 (dove la distanza da 2 vale 0):
Grafico interattivo: f(x) = |x − 2|: la V con vertice in x = 2 (distanza di x da 2)
Proprietà fondamentali
Per ogni x,y∈R:
∣x∣≥0, e ∣x∣=0 se e solo se x=0. (La distanza da 0 è nulla solo nel punto 0.)
∣−x∣=∣x∣. (Un numero e il suo opposto sono alla stessa distanza da 0.)
∣x⋅y∣=∣x∣⋅∣y∣.
yx=∣y∣∣x∣ per y=0.
∣x∣2=x2, e quindi x2=∣x∣ (non x!). Esempio: (−3)2=9=3=∣−3∣.
−∣x∣≤x≤∣x∣. (Il numero sta tra il suo modulo cambiato di segno e il suo modulo.)
Disuguaglianza triangolare:∣x+y∣≤∣x∣+∣y∣.
Disuguaglianza di Cauchy–Schwarz:∣∑aibi∣≤∑ai2∑bi2 (spiegata più sotto, in una sezione dedicata).
Le proprietà come le elenca la prof (lezione 6)
Per ogni x,y∈R e ogni r∈R:
∣x∣≥0, e ∣x∣=0⟺x=0.
∣x⋅y∣=∣x∣⋅∣y∣; se y=0, yx=∣y∣∣x∣.
Equazione ∣x∣=r: se r<0 nessuna soluzione (∅); se r=0 l'unica soluzione è x=0; se r>0 due soluzioni, x=±r.
Disequazione ∣x∣≤r: se r<0 nessuna soluzione; se r=0 solo x=0; se r>0, −r≤x≤r.
Disequazione ∣x∣≥r: se r<0 ogni x∈R; se r=0 ogni x∈R; se r>0, x≤−r oppure x≥r.
Disuguaglianza triangolare:∣x+y∣≤∣x∣+∣y∣.
∣x⋅y∣≤2x2+y2 (la prof la chiama disuguaglianza di Cauchy–Schwarz; vedi la nota sotto).
Perché bisogna distinguere il segno di r. Un modulo è sempre ≥0. Quindi "∣x∣=−3" o "∣x∣≤−3" sono impossibili, mentre "∣x∣≥−3" è sempre vera. Se r=0: "∣x∣≤0" vale solo quando ∣x∣=0, cioè x=0; "∣x∣≥0" vale sempre.
Dimostrazione della 4 (caso r>0), come la fa la prof. Si scrive la definizione di ∣x∣ e si separano i due casi, ognuno con il suo sistema:
∣x∣≤r⟺{x≥0x≤r∪{x<0−x≤r⟺(0≤x≤r)∪(−r≤x<0)⟺−r≤x≤r
(nel secondo sistema −x≤r diventa x≥−r moltiplicando per −1, che inverte il verso). Le due parti, [0,r] e [−r,0), unite danno [−r,r].
Dimostrazione della 7. Un quadrato non è mai negativo, quindi
0≤(∣x∣−∣y∣)2=∣x∣2−2∣x∣∣y∣+∣y∣2=x2−2∣x⋅y∣+y2
(usando ∣x∣2=x2 e la proprietà 2, ∣x∣∣y∣=∣x⋅y∣). Portando 2∣xy∣ a sinistra: 2∣x⋅y∣≤x2+y2, e dividendo per 2 si ottiene la tesi ∎. L'uguaglianza vale quando ∣x∣=∣y∣. Esempio: x=3, y=1: ∣3∣=3≤29+1=5 ✓.
Proprietà 3 (∣xy∣=∣x∣∣y∣). Si procede per casi sui segni:
se x≥0 e y≥0: xy≥0, quindi ∣xy∣=xy=∣x∣∣y∣;
se x<0 e y<0: xy>0, quindi ∣xy∣=xy; e ∣x∣∣y∣=(−x)(−y)=xy ✓;
se x≥0 e y<0: xy≤0, quindi ∣xy∣=−xy; e ∣x∣∣y∣=x⋅(−y)=−xy ✓;
il caso x<0, y≥0 è analogo.
Proprietà 6 (−∣x∣≤x≤∣x∣).
Se x≥0: ∣x∣=x, quindi x≤∣x∣ vale come uguaglianza, e −∣x∣=−x≤0≤x ✓.
Se x<0: ∣x∣=−x, quindi x=−∣x∣ (la prima uguaglianza) e −∣x∣≤x vale come uguaglianza; inoltre x<0≤∣x∣ ✓.
Proprietà 7 (disuguaglianza triangolare). Dalla proprietà 6 applicata a x e a y:
−∣x∣≤x≤∣x∣−∣y∣≤y≤∣y∣
Sommando membro a membro le disuguaglianze (si possono sommare disuguaglianze dello stesso verso):
−(∣x∣+∣y∣)≤x+y≤∣x∣+∣y∣
Questo dice che x+y sta tra −c e c con c=∣x∣+∣y∣≥0. Per la regola "−c≤t≤c⟺∣t∣≤c" (vedi la sezione successiva), si ottiene ∣x+y∣≤∣x∣+∣y∣ ∎.
Interpretazione: la distanza tra due punti passando per un punto intermedio non è mai minore della distanza diretta. Esempio: x=3, y=−5: ∣x+y∣=∣−2∣=2 e ∣x∣+∣y∣=3+5=8, e 2≤8 ✓. L'uguaglianza vale quando x e y hanno lo stesso segno.
Attenzione al nome. A lezione la prof chiama "disuguaglianza di Cauchy–Schwarz" la proprietà 7, ∣xy∣≤2x2+y2 (dimostrata sopra). È quella da sapere per l'esame. La disuguaglianza di Cauchy–Schwarz "classica", spiegata qui sotto, è un risultato diverso e più generale (riguarda liste di numeri): è un approfondimento.
Enunciato
Siano a1,…,an e b1,…,bn numeri reali. Allora
i=1∑naibi≤i=1∑nai2⋅i=1∑nbi2
Equivalentemente, elevando al quadrato (entrambi i membri sono ≥0):
(i=1∑naibi)2≤(i=1∑nai2)(i=1∑nbi2)
Come si legge. Si prendono due liste di n numeri. Si moltiplicano "a coppie" (il primo con il primo, il secondo con il secondo, ...) e si sommano i prodotti: è ∑aibi. Il valore assoluto di questa somma non supera il prodotto di due quantità: la radice della somma dei quadrati della prima lista e la radice della somma dei quadrati della seconda.
Perché c'è il valore assoluto. La somma ∑aibi può essere negativa (se i segni sono discordi), mentre il membro di destra è sempre ≥0. Il modulo serve a confrontare "quanto è grande" la somma, senza guardare il segno. Nella forma con i quadrati non serve, perché il quadrato è sempre ≥0.
Caso con due termini (n=2)
(ax+by)2≤(a2+b2)(x2+y2)
Dimostrazione. Sviluppiamo la differenza tra il membro di destra e quello di sinistra:
(l'ultimo passaggio è il quadrato di un binomio: (ay−bx)2=a2y2−2abxy+b2x2). Un quadrato è sempre ≥0, quindi la differenza è ≥0, cioè la disuguaglianza è vera ∎. In più, l'uguaglianza vale esattamente quando ay−bx=0.
Esempio numerico. Con a=1,b=2,x=3,y=4:
sinistra: (1⋅3+2⋅4)2=112=121;
destra: (12+22)(32+42)=5⋅25=125;
121≤125 ✓, e la differenza 4 è proprio (ay−bx)2=(1⋅4−2⋅3)2=(−2)2=4 ✓.
Dimostrazione nel caso generale
Poniamo, per semplicità,
A=∑ai2,B=∑aibi,C=∑bi2
e dobbiamo dimostrare che B2≤AC.
Una quantità sempre non negativa. Per ogni numero reale t, la somma di quadrati è ≥0:
0≤i=1∑n(ait+bi)2
Sviluppiamo. Ogni quadrato vale (ait+bi)2=ai2t2+2aibit+bi2. Sommando su i (e portando fuori t e t2, che non dipendono da i):
0≤t2∑ai2+2t∑aibi+∑bi2=At2+2Bt+Cper ogni t∈R
Primo caso: A=0. Allora tutti gli ai sono nulli (una somma di quadrati è zero solo se ogni quadrato è zero), quindi B=0 e la tesi B2≤AC diventa 0≤0 ✓.
Secondo caso: A>0. Scegliamo il valore speciale t=−AB (scelto proprio per far semplificare i conti). Sostituendo:
A⋅A2B2−2B⋅AB+C=AB2−A2B2+C=C−AB2
Per il punto 2 questo numero è ≥0, quindi C≥AB2. Moltiplicando per A>0 (verso invariato): AC≥B2 ✓.
Radici. Da B2≤AC, prendendo la radice quadrata di entrambi i membri (non negativi) si ottiene B2≤AC, cioè ∣B∣≤AC, che è la forma con il valore assoluto (qui si usa B2=∣B∣, proprietà 5) ∎.
Quando vale l'uguaglianza
Vale l'uguaglianza quando le due liste sono proporzionali: esiste un numero t con ait+bi=0 per ogni i (le due liste "puntano nella stessa direzione", o in direzione opposta).
Esempio numerico con n=3
Siano a=(1,2,3) e b=(4,5,6).
∑aibi=1⋅4+2⋅5+3⋅6=4+10+18=32;
∑ai2=1+4+9=14;
∑bi2=16+25+36=77.
Quindi 322=1024 e 14⋅77=1078, e 1024≤1078 ✓.
Un uso tipico: dimostrare altre disuguaglianze
Scegliendo bi=1 per ogni i, la disuguaglianza al quadrato diventa
(i=1∑nai)2≤ni=1∑nai2
perché ∑bi2=∑1=n. Per esempio con n=3: (a+b+c)2≤3(a2+b2+c2). Controllo con a=1,b=2,c=3: 36≤3⋅14=42 ✓.
Collegamento con la disuguaglianza triangolare
La disuguaglianza triangolare ∣x+y∣≤∣x∣+∣y∣ riguarda due numeri. Cauchy–Schwarz riguarda invece liste di numeri (vettori) e dice che il "prodotto scalare" di due vettori, in valore assoluto, non supera il prodotto delle loro lunghezze. Per n=1 si riduce a ∣a1b1∣≤∣a1∣∣b1∣, che è la proprietà ∣xy∣=∣x∣∣y∣ con il segno di uguale.
Disuguaglianze e equazioni con il valore assoluto
Il significato di distanza dà subito le regole. Sia r>0.
Condizione
Si traduce in
∣x∣<r
−r<x<r
∣x∣≤r
−r≤x≤r
∣x∣>r
x<−r oppure x>r
∣x∣≥r
x≤−r oppure x≥r
∣x∣=r
x=r oppure x=−r
∣x−a∣<r
a−r<x<a+r (intervallo di centro a e raggio r)
Perché ∣x∣<r⟺−r<x<r (dalla definizione, per casi):
se x≥0: ∣x∣=x, quindi ∣x∣<r diventa x<r, cioè 0≤x<r;
se x<0: ∣x∣=−x, quindi −x<r, cioè (moltiplicando per −1si inverte il verso) x>−r, cioè −r<x<0;
unendo i due casi: −r<x<r ✓.
Esempi.
∣x∣<3⟺−3<x<3, cioè x∈(−3,3).
∣x−2∣≤1⟺2−1≤x≤2+1⟺1≤x≤3, cioè x∈[1,3] (i punti a distanza al più 1 da 2).
∣x∣>2⟺x<−2 oppure x>2, cioè x∈(−∞,−2)∪(2,+∞).
∣2x−1∣<5⟺−5<2x−1<5; sommando 1: −4<2x<6; dividendo per 2 (positivo, verso invariato): −2<x<3.
∣x−2∣=3⟺x−2=3 oppure x−2=−3⟺x=5 oppure x=−1.
Vediamo gli esempi 1 e 2 sulla retta, e l'esempio 1 sul grafico: i punti con ∣x∣<3 sono quelli in cui la V sta sotto la retta orizzontale y=3.
Grafico interattivo: |x| < 3: i punti a distanza minore di 3 da 0 sono l'intervallo (−3, 3), estremi esclusi
Grafico interattivo: |x − 2| ≤ 1: i punti a distanza al più 1 da 2 sono l'intervallo [1, 3], estremi inclusi
Grafico interattivo: |x| < 3: dove il grafico della V sta sotto la retta y = 3 (cioè per −3 < x < 3)
Proprietà utili per le disequazioni (e come usarle)
Quando nella disequazione c'è un'espressione dentro il modulo, per esempio ∣f(x)∣, valgono le stesse regole di prima con f(x) al posto di x. Sia g(x) un'altra espressione.
Forma
Si traduce in
Come si usa
∣f∣<g
−g<f<g
due disequazioni da risolvere insieme (sistema, cioè intersezione)
∣f∣≤g
−g≤f≤g
come sopra
∣f∣>g
f<−goppuref>g
due disequazioni, soluzioni unite
∣f∣≥g
f≤−goppuref≥g
come sopra
∣f∣=g
f=g oppure f=−g (con g≥0)
due equazioni
∣f∣≤∣g∣
f2≤g2
si elevano al quadrato entrambi i membri
∣f∣<∣g∣
f2<g2
come sopra
∣f∣=∣g∣
f=g oppure f=−g
due equazioni
Perché si può elevare al quadrato (∣f∣≤∣g∣⟺f2≤g2). Sappiamo che f2=∣f∣2 (proprietà 5). I numeri ∣f∣ e ∣g∣ sono entrambi ≥0, e per numeri non negativi elevare al quadrato mantiene l'ordine: a≤b⟺a2≤b2 se a,b≥0. Quindi ∣f∣≤∣g∣⟺∣f∣2≤∣g∣2⟺f2≤g2. Attenzione: elevare al quadrato senza i moduli (cioè quando i due membri possono essere negativi) non è lecito in generale: per esempio −3<2 ma (−3)2=9>4=22.
Perché ∣f∣<g non richiede di controllare g>0. Se g≤0, la catena −g<f<g è impossibile (richiederebbe −g<g, cioè g>0), quindi non dà soluzioni, ed è giusto: un modulo, che è ≥0, non può essere minore di un numero ≤0. Il caso ∣f∣>g invece, se g<0, è sempre vero (un modulo è ≥0>g): le due disequazioni f<−g oppure f>g lo riflettono automaticamente.
Esempi svolti
Esempio 1: ∣2x−1∣≥3.
Si traduce in 2x−1≤−3 oppure 2x−1≥3.
Prima: 2x≤−2, quindi x≤−1. Seconda: 2x≥4, quindi x≥2.
Soluzione (unione):x≤−1 oppure x≥2, cioè (−∞,−1]∪[2,+∞).
Esempio 2: ∣x−1∣<∣x+2∣ (due moduli, si eleva al quadrato).
(x−1)2<(x+2)2.
Sviluppo: x2−2x+1<x2+4x+4.
Semplifico x2 (compare da entrambe le parti) e porto i termini a destra: 1−4<4x+2x, cioè −3<6x, quindi x>−21.
Soluzione:x>−21.
Controllo geometrico:∣x−1∣<∣x+2∣ dice "x è più vicino a 1 che a −2". Il punto a metà tra −2 e 1 è 2−2+1=−21, e i punti più vicini a 1 stanno a destra di esso ✓.
Esempio 3: ∣x−3∣<x (a destra c'è un'espressione, non un numero).
Si traduce in −x<x−3<x, cioè il sistema {x−3<x−x<x−3.
Prima: x−3<x equivale a −3<0, sempre vera.
Seconda: −x<x−3 equivale a 3<2x, quindi x>23.
Soluzione (intersezione):x>23.
Controllo:x=2: ∣2−3∣=1<2 ✓. x=1: ∣1−3∣=2<1? no, ed è fuori dalla soluzione ✓.
Esempio 4: ∣x+1∣+∣x−2∣<5 (due moduli sommati: si studiano i casi).
Quando non si può elevare al quadrato, si cercano i punti critici, cioè i valori in cui un'espressione dentro il modulo cambia segno: x+1=0 per x=−1, x−2=0 per x=2. Questi due punti dividono la retta in tre zone, e in ciascuna si toglie il modulo con il segno giusto.
Zona
∣x+1∣
∣x−2∣
Somma
Condizione <5
Soluzioni nella zona
x<−1
−(x+1)=−x−1
−(x−2)=−x+2
−2x+1
−2x+1<5⇒x>−2
−2<x<−1
−1≤x<2
x+1
−(x−2)=2−x
3
3<5 sempre vera
tutta la zona: [−1,2)
x≥2
x+1
x−2
2x−1
2x−1<5⇒x<3
2≤x<3
Soluzione (unione delle tre zone):(−2,−1)∪[−1,2)∪[2,3)=(−2,3).
Controllo:x=−2: ∣−1∣+∣−4∣=5, non minore di 5, quindi −2 è escluso ✓. x=0: 1+2=3<5 ✓.
Strategia riassuntiva
Un solo modulo isolato, confrontato con un numero o un'espressione: usare la tabella (−g<f<g, oppure "f<−g oppure f>g").
Due moduli confrontati tra loro (∣f∣≶∣g∣): elevare al quadrato.
Più moduli sommati o mescolati con altri termini: punti critici e casi.
In ogni caso: verificare con un valore di prova dentro e uno fuori dall'insieme trovato.
Errori comuni
Pensare che ∣x∣=−x sia sempre negativo. Vale solo per x<0, e in quel caso −x è positivo.
Scrivere x2=x. Il risultato corretto è ∣x∣ (per x=−3: 9=3=−3).
Dire ∣x+y∣=∣x∣+∣y∣. Vale solo ≤ (uguale solo quando x e y hanno lo stesso segno).
Dimenticare di invertire il verso quando si moltiplica per un numero negativo, per esempio passando da −x<r a x>−r.
Risolvere ∣x∣>r come −r>x>r (impossibile): le soluzioni sono due semirette, x<−roppurex>r.
Confondere "modulo" di un numero e "modulo" di un insieme. Il modulo di un numero è il valore assoluto ∣x∣; scrivere ∣A∣ con A insieme indica invece la cardinalità (il numero di elementi), come nell'Esercizio 6 - numero di sottoinsiemi (insieme delle parti). Stesso simbolo, significati diversi: si distingue da cosa c'è dentro le barre.