Note per Studenti Esercizio 2 - max min inf sup di (n+2)/n

Esercizio 2

Testo (Lezione 5, esercizio 2). Determinare in R\mathbb{R}, se esistono, il minimo, il massimo, l'inf e il sup dell'insieme

E={n+2n:n∈N, n≠0}E = \left\{ \frac{n+2}{n} : n \in \mathbb{N},\ n \ne 0 \right\}


Passo 0: capire il testo

Che cos'è EE. È l'insieme di tutti i numeri che si ottengono calcolando n+2n\frac{n+2}{n} al variare di nn. Ogni elemento di EE è un numero reale, e nn è soltanto il "contatore" che genera gli elementi.

Chi è nn. N={0,1,2,3,… }\mathbb{N} = \{0, 1, 2, 3, \dots\} sono i numeri naturali. La condizione n≠0n \ne 0 toglie lo 00, quindi nn può valere 1,2,3,4,…1, 2, 3, 4, \dots

Perché si esclude n=0n = 0. Perché per n=0n = 0 la frazione n+2n=20\frac{n+2}{n} = \frac{2}{0} non ha senso (non si può dividere per zero). Senza questa condizione l'insieme non sarebbe ben definito.

Cosa si chiede. Per ciascuno dei quattro oggettiSi segue sempre lo stesso metodo: valori, congettura, dimostrazione con le caratterizzazioni. Qui lo applichiamo passo per passo.Metodo - max min inf sup di un insieme → (massimo, minimo, estremo superiore, estremo inferiore) dobbiamo dire se esiste e, se esiste, quanto vale. "In R\mathbb{R}" significa che maggioranti e minoranti li cerchiamo tra i numeri reali.

Definizioni che useremo (dettagli in Estremo superiore (sup)Maggioranti e minoranti, massimo e minimo, estremo superiore (il più piccolo dei maggioranti) e inferiore, con la caratterizzazione con epsilon.Estremo superiore (sup) →):

  • Un maggiorante di EE è un numero MM con x≤Mx \le M per ogni x∈Ex \in E (sta sopra tutti gli elementi).
  • Un minorante di EE è un numero mm con m≤xm \le x per ogni x∈Ex \in E (sta sotto tutti gli elementi).
  • sup⁡E\sup E = il più piccolo dei maggioranti. inf⁡E\inf E = il più grande dei minoranti.
  • max⁡E\max E = un elemento di EE che è anche maggiorante. min⁡E\min E = un elemento di EE che è anche minorante.

Passo 1: semplificare l'espressione

Poiché n≠0n \ne 0, possiamo spezzare la frazione:

n+2n=nn+2n=1+2n\frac{n+2}{n} = \frac{n}{n} + \frac{2}{n} = 1 + \frac{2}{n}

Perché è lecito. La proprietà usataÈ la proprietà distributiva: a+bc=(a+b)⋅1c=ac+bc\frac{a+b}{c} = (a+b)\cdot\frac{1}{c} = \frac{a}{c} + \frac{b}{c}.Campi ordinati (Q e R) → è a+bc=ac+bc\frac{a+b}{c} = \frac{a}{c} + \frac{b}{c}, valida quando c≠0c \ne 0. Qui c=n≠0c = n \ne 0 (ecco di nuovo perché la condizione serve). Inoltre nn=1\frac{n}{n} = 1 proprio perché n≠0n \ne 0.

Perché conviene. Nella forma 1+2n1 + \frac{2}{n} si vede subito che c'è un numero fisso (11) a cui si somma una quantità 2n\frac{2}{n} che dipende da nn e che sappiamo studiare facilmente.

Quindi:

E={1+2n:n∈N, n≥1}E = \left\{ 1 + \frac{2}{n} : n \in \mathbb{N},\ n \ge 1 \right\}

(scrivere n≥1n \ge 1 è lo stesso di n≠0n \ne 0 dentro N\mathbb{N}).


Passo 2: calcolare alcuni valori

Per farci un'idea sostituiamo qualche valore di nn:

nn 1+2n1 + \frac{2}{n} valore decimale
11 1+2=31 + 2 = 3 33
22 1+1=21 + 1 = 2 22
33 1+23=531 + \frac{2}{3} = \frac{5}{3} ≈1,667\approx 1{,}667
44 1+12=321 + \frac{1}{2} = \frac{3}{2} 1,51{,}5
55 1+25=751 + \frac{2}{5} = \frac{7}{5} 1,41{,}4
66 1+13=431 + \frac{1}{3} = \frac{4}{3} ≈1,333\approx 1{,}333
1010 1+15=651 + \frac{1}{5} = \frac{6}{5} 1,21{,}2
100100 1+1501 + \frac{1}{50} 1,021{,}02
10001000 1+15001 + \frac{1}{500} 1,0021{,}002

Cosa osserviamo.

  • I valori diminuiscono al crescere di nn.
  • Il valore più grande sembra essere quello per n=1n = 1, cioè 33.
  • Vanno sempre più vicini a 11, ma sembrano non arrivarci mai.

Grafico interattivo: I valori 1 + 2/n al variare di n

Grafico interattivo: Gli elementi di E sulla retta reale (muovi ε per vedere la definizione di inf)

Sul grafico si vede che i punti si accumulano vicino a 11 da destra: più nn cresce, più il punto è vicino a 11 senza toccarlo. Il punto 33 invece è il primo, e fa parte dell'insieme.


Passo 3: la congettura

Dai valori e dal grafico ipotizziamo:

  • max⁡E=3\max E = 3 (e quindi sup⁡E=3\sup E = 3);
  • inf⁡E=1\inf E = 1;
  • min⁡E\min E non esiste (perché 11 non viene mai raggiunto).

Una congetturaIpotesi ricavata da valori e grafico; nel metodo va sempre dimostrata con definizioni e caratterizzazioni.Metodo - max min inf sup di un insieme → non è una dimostrazione: ora dobbiamo dimostrare ogni affermazione.

Passo 3 bis: perché i valori decrescono (monotonia)

Questo fatto ci dice che il primo termine è il più grande. Dimostriamolo.

Siano n<mn < m due naturali positivi. Poiché nn e mm sono positivi, dividere 11 per un numero più grande dà un risultato più piccolo, cioè 1n>1m\frac{1}{n} > \frac{1}{m}.

Perché: da n<mn < m, moltiplicando entrambi i membri per il numero positivo 1nm\frac{1}{nm} (moltiplicare per un positivo non cambia il verso della disuguaglianzaRegola delle disuguaglianze: per un positivo il verso resta, per un negativo si inverte.Campi ordinati (Q e R) →) si ottiene nnm<mnm\frac{n}{nm} < \frac{m}{nm}, cioè 1m<1n\frac{1}{m} < \frac{1}{n}.

Moltiplicando per 2>02 > 0 e sommando 11 (sommare lo stesso numero ai due membri non cambia il versoAssioma d'ordine: se a<ba < b allora a+c<b+ca + c < b + c per ogni numero cc.Campi ordinati (Q e R) →) si ha:

1+2n>1+2m1 + \frac{2}{n} > 1 + \frac{2}{m}

Quindi più nn è grande, più il valore è piccolo: la successione è strettamente decrescenteOgni termine è minore del precedente: se n<mn < m allora il valore in mm è più piccolo di quello in nn.Funzioni monotone, pari e dispari →. Il termine più grande è dunque quello con nn più piccolo, cioè n=1n = 1.


Passo 4: massimo e sup, max⁡E=sup⁡E=3\max E = \sup E = 3

Caratterizzazione del massimo

M=max⁡EM = \max EIl massimo è l'elemento più grande dell'insieme; se esiste è unico.Estremo superiore (sup) → se e solo se valgono entrambe:

  1. M∈EM \in E (il numero è un elemento dell'insieme);
  2. MM è un maggiorante: x≤Mx \le M per ogni x∈Ex \in E.

Servono tutte e due: la 1 da sola direbbe solo che MM è un elemento, la 2 da sola direbbe che MM sta sopra tutto, ma potrebbe non appartenere all'insieme (e allora sarebbe il sup, non il max).

Candidato: M=3M = 3.

Condizione 1: 3∈E3 \in E

Basta trovare un nn che produca 33. Per n=1n = 1: 1+21=1+2=31 + \frac{2}{1} = 1 + 2 = 3. Quindi 3∈E3 \in E ✓.

Condizione 2: 33 è un maggiorante

Dobbiamo provare che per ogni n≥1n \ge 1 vale 1+2n≤31 + \frac{2}{n} \le 3. Procediamo per passaggi, giustificando ciascuno:

  1. Sia nn un naturale con n≥1n \ge 1. Vogliamo arrivare a 2n≤2\frac{2}{n} \le 2.
  2. Da n≥1n \ge 1, moltiplichiamo entrambi i membri per il numero positivo 1n\frac{1}{n} (non cambia il versoMoltiplicando entrambi i membri di una disuguaglianza per un numero positivo il verso resta lo stesso; per un negativo si inverte.Campi ordinati (Q e R) →): n⋅1n≥1⋅1nn \cdot \frac{1}{n} \ge 1 \cdot \frac{1}{n}, cioè 1≥1n1 \ge \frac{1}{n}.
  3. Moltiplichiamo per 22 (positivo, non cambia il verso): 2≥2n2 \ge \frac{2}{n}, cioè 2n≤2\frac{2}{n} \le 2.
  4. Sommiamo 11 ai due membri (non cambia il verso): 1+2n≤1+2=31 + \frac{2}{n} \le 1 + 2 = 3.

Quindi x≤3x \le 3 per ogni x∈Ex \in E ✓. Entrambe le condizioni sono vere, dunque

max⁡E=3\boxed{\max E = 3}

Il sup

Il supEstremo superiore: esiste in R\mathbb{R} per ogni insieme non vuoto superiormente limitato, ma può non appartenere all'insieme.Estremo superiore (sup) → è il più piccolo dei maggioranti. Sappiamo già che 33 è un maggiorante. Resta da vedere che nessun maggiorante è più piccolo di 33.

Sia MM un maggiorante qualsiasi di EE. Per definizione di maggiorante, MM è maggiore o uguale a ogni elemento di EE. In particolare, poiché 3∈E3 \in E, vale 3≤M3 \le M. Quindi ogni maggiorante è ≥3\ge 3, e 33 è il più piccolo:

sup⁡E=3\boxed{\sup E = 3}

Regola generale usata: se un insieme ha il massimo, allora il sup coincide con il massimo.


Passo 5: inf, inf⁡E=1\inf E = 1

Qui il candidato è 11. Ma 11 non è un elemento di EE (lo mostreremo al passo 6), quindi non possiamo parlare di minimo e dobbiamo usare la definizione di inf: il più grande dei minoranti.

Caratterizzazione dell'inf tramite ε\varepsilon

L=inf⁡EL = \inf ECaratterizzazione con ε\varepsilon: LL è un minorante e, salendo anche di poco sopra LL, si trova già un elemento dell'insieme.Estremo superiore (sup) → se e solo se:

  1. LL è un minorante: L≤xL \le x per ogni x∈Ex \in E;
  2. per ogni ε>0\varepsilon > 0 esiste x∈Ex \in E con x<L+εx < L + \varepsilon.

Perché la condizione 2 equivale a "LL è il più grande dei minoranti". Immaginiamo che esista un minorante L′L' più grande di LL. Poniamo ε=L′−L>0\varepsilon = L' - L > 0. La condizione 2 darebbe un x∈Ex \in E con x<L+ε=L′x < L + \varepsilon = L', ma allora L′L' non sarebbe un minorante (c'è un elemento sotto di lui): assurdo. Quindi nessun numero maggiore di LL è un minorante. Intuitivamente: la condizione 2 dice "se salgo anche di pochissimo sopra LL, trovo già un elemento dell'insieme, quindi non posso alzare il minorante".

Condizione 1: 11 è un minorante

Sia n≥1n \ge 1.

Quindi x>1x > 1 per ogni x∈Ex \in E. In particolare 1≤x1 \le x, cioè 11 è un minorante ✓.

Condizione 2: per ogni ε>0\varepsilon > 0 esiste x∈Ex \in E con x<1+εx < 1 + \varepsilon

Fissiamo un ε>0\varepsilon > 0 qualsiasiPer dimostrare un "per ogni" si fissa un valore arbitrario, senza sceglierlo, e si ragiona su di lui.Logica e quantificatori → (anche piccolissimo). Dobbiamo trovare un elemento di EE della forma 1+2n1 + \frac{2}{n} che sia minore di 1+ε1 + \varepsilon.

  1. Cosa cerchiamo. 1+2n<1+ε1 + \frac{2}{n} < 1 + \varepsilon equivale (togliendo 11 da entrambi i membri) a 2n<ε\frac{2}{n} < \varepsilon. Dobbiamo quindi trovare nn con 2n<ε\frac{2}{n} < \varepsilon.
  2. Quando vale 2n<ε\frac{2}{n} < \varepsilon. Se n>2εn > \frac{2}{\varepsilon}, moltiplicando entrambi i membri per il numero positivo εn\frac{\varepsilon}{n} si ottiene ε>2n\varepsilon > \frac{2}{n} ✓. Quindi ci basta un nn maggiore di 2ε\frac{2}{\varepsilon}.
  3. Esiste un tale nn? Sì, per la proprietà archimedeaPer ogni numero reale esiste un naturale più grande: serve a trovare n con 1/n più piccolo di qualunque epsilon.Archimedeità di N → di N\mathbb{N}: per ogni numero reale esiste un naturale più grande di lui. Applicata al numero reale 2ε\frac{2}{\varepsilon} dà un n∈Nn \in \mathbb{N} con n>2εn > \frac{2}{\varepsilon}.
  4. Siamo sicuri che n≥1n \ge 1? Sì: 2ε>0\frac{2}{\varepsilon} > 0, quindi n>2ε>0n > \frac{2}{\varepsilon} > 0, e un naturale strettamente positivo è almeno 11. Quindi x=1+2nx = 1 + \frac{2}{n} è davvero un elemento di EE.
  5. Conclusione. Per quell'nn si ha 2n<ε\frac{2}{n} < \varepsilon, dunque x=1+2n<1+εx = 1 + \frac{2}{n} < 1 + \varepsilon ✓.

Esempi numerici per vedere che funziona.

ε\varepsilon serve n>2εn > \frac{2}{\varepsilon} nn scelto x=1+2nx = 1 + \frac{2}{n} è <1+ε< 1 + \varepsilon?
0,10{,}1 n>20n > 20 2121 ≈1,0952\approx 1{,}0952 sì, <1,1< 1{,}1
0,010{,}01 n>200n > 200 201201 ≈1,00995\approx 1{,}00995 sì, <1,01< 1{,}01
0,0010{,}001 n>2000n > 2000 20012001 ≈1,000999\approx 1{,}000999 sì, <1,001< 1{,}001

Entrambe le condizioni sono vere, quindi

inf⁡E=1\boxed{\inf E = 1}


Passo 6: il minimo non esiste

Il minimo, se esistesse, sarebbe un elemento di EE che è anche minorante. Mostriamo che non c'è, in due modi equivalenti.

Prima dimostrazione (per assurdo, diretta)

Supponiamo che esista m=min⁡Em = \min E. Essendo un elemento di EE, m=1+2n0m = 1 + \frac{2}{n_0} per un certo naturale n0≥1n_0 \ge 1.

Consideriamo il naturale successivo n0+1≥2n_0 + 1 \ge 2 e l'elemento x′=1+2n0+1x' = 1 + \frac{2}{n_0 + 1}, che appartiene a EE. Per quanto visto sulla monotonia (passo 3 bis), essendo n0+1>n0n_0 + 1 > n_0 si ha x′<mx' < m.

Ma allora mm non è un minorante (esiste x′∈Ex' \in E più piccolo di lui): contraddizioneDimostrazione per assurdo: supponendo vera la negazione della tesi si arriva a un assurdo, quindi la tesi è vera.Tecniche di dimostrazione → con il fatto che mm sia il minimo. Quindi il minimo non esiste.

Seconda dimostrazione (tramite l'inf)

Se il minimo esistesse, coinciderebbe con l'inf, cioè sarebbe 11 (regola generale: se il min esiste, è uguale all'infIl minimo è un minorante che sta nell'insieme, quindi nessun minorante può superarlo: è il più grande dei minoranti.Estremo superiore (sup) →). Dovrebbe quindi essere 1∈E1 \in E, cioè 1+2n=11 + \frac{2}{n} = 1 per qualche nn. Togliendo 11: 2n=0\frac{2}{n} = 0, che è impossibile perché una frazione con numeratore 2≠02 \ne 0 non è mai nulla. Quindi 1∉E1 \notin E e il minimo non esiste.

min⁡E non esiste\boxed{\min E \text{ non esiste}}


Perché il sup appartiene all'insieme e l'inf no

L'insieme parte "dall'alto" con un primo elemento (n=1n = 1, che vale 33) e poi scende avvicinandosi a 11. Il punto più alto è proprio un elemento (è il primo), mentre il punto verso cui si scende è solo un traguardo: ci si avvicina quanto si vuole, ma 2n\frac{2}{n} resta sempre un po' maggiore di 00, quindi non si arriva mai a 11.

Errori comuni

  • Dire "min⁡E=1\min E = 1" perché i valori si avvicinano a 11. Il minimo deve essere un elemento dell'insieme; 11 non lo è.
  • Dimostrare inf⁡E=1\inf E = 1 solo con degli esempi ("n=1000n = 1000 dà 1,0021{,}002"). Gli esempi non bastano: serve la condizione con ε\varepsilon per ogni ε>0\varepsilon > 0.
  • Dimenticare di verificare 3∈E3 \in E quando si dichiara il massimo (la condizione 1).
  • Scrivere N\mathbb{N}Nel corso i naturali partono da 00: 0,1,2,3,…0, 1, 2, 3, \dotsInsiemi numerici (N, Z, Q, R) → con inizio da 11 senza accorgersene e dimenticare perché n≠0n \ne 0 è nel testo.

Risultato finale

Valore Perché
max⁡E\max E 33 3∈E3 \in E (per n=1n = 1) ed è un maggiorante
sup⁡E\sup E 33 il max esiste, quindi sup = max
inf⁡E\inf E 11 11 è minorante e per ogni ε\varepsilon c'è un elemento sotto 1+ε1 + \varepsilon
min⁡E\min E non esiste 1∉E1 \notin E

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