Note per Studenti Operazioni tra insiemi

Operazioni tra insiemi

Prerequisiti: Insiemi e insieme delle partiCome si descrive un insieme, sottoinsiemi, uguaglianza, insieme delle parti e insiemi finiti e infiniti.Insiemi e insieme delle parti → (cos'è un insieme, ∈\in, ⊆\subseteq) e Logica e quantificatoriProposizioni, connettivi, predicati e quantificatori (per ogni, esiste), con le regole per negarli.Logica e quantificatori → (i connettivi "e", "o", "non"). Esercizio svolto: Esercizio 7 - unione, intersezione e complementari con disequazioni.

L'insieme universo

Quando si fanno operazioni tra insiemi si fissa prima un insieme "contenitore" X≠∅X \ne \emptyset, detto insieme universo, che contiene tutti gli insiemi di cui si parla: A,B,C⊆XA, B, C \subseteq X. Negli esercizi di Analisi quasi sempre X=RX = \mathbb{R}.

Perché serve: per parlare di "tutto ciò che non sta in AA" bisogna sapere dentro cosa stiamo guardando. "I numeri che non sono in [0,1][0, 1]" ha senso solo se si sa che si parla di numeri reali (e non, per esempio, di naturali).

Le quattro operazioni

Unione

A∪B={x∈X:x∈A  oppure  x∈B}A \cup B = \{x \in X : x \in A \ \text{ oppure } \ x \in B\}

Gli elementi che stanno in almeno uno dei due insiemi (anche in entrambi). È l'"o" della logica: ∨\vee.

Esempio: {1,2,3}∪{3,4}={1,2,3,4}\{1, 2, 3\} \cup \{3, 4\} = \{1, 2, 3, 4\} (il 33 si scrive una volta sola).

Intersezione

A∩B={x∈X:x∈A  e  x∈B}A \cap B = \{x \in X : x \in A \ \text{ e } \ x \in B\}

Gli elementi che stanno in entrambi gli insiemi. È la "e" della logica: ∧\wedge.

Esempio: {1,2,3}∩{3,4}={3}\{1, 2, 3\} \cap \{3, 4\} = \{3\}. Se A∩B=∅A \cap B = \emptyset i due insiemi si dicono disgiunti.

Differenza

A∖B={x∈X:x∈A, x∉B}A \setminus B = \{x \in X : x \in A, \ x \notin B\}

Gli elementi di AA che non stanno in BB ("AA meno BB"). Esempio: {1,2,3}∖{3,4}={1,2}\{1, 2, 3\} \setminus \{3, 4\} = \{1, 2\}. Attenzione: non è simmetrica, {3,4}∖{1,2,3}={4}\{3, 4\} \setminus \{1, 2, 3\} = \{4\}.

Complementare

Il complementare di BB (rispetto all'universo XX) è tutto ciò che sta in XX ma non in BB:

Bc=X∖B={x∈X:x∉B}B^c = X \setminus B = \{x \in X : x \notin B\}

È il "non" della logica. Esempio: con X=RX = \mathbb{R} e B=[0,1]B = [0, 1], si ha Bc=(−∞,0)∪(1,+∞)B^c = (-\infty, 0) \cup (1, +\infty).

Nei diagrammi di Venn: A∪BA \cup B è tutta la zona coperta da almeno uno dei due cerchi; A∩BA \cap B è la zona a forma di "lente" dove si sovrappongono; A∖BA \setminus B è il cerchio AA con la lente tolta; BcB^c è tutto il rettangolo XX tranne il cerchio BB.

Proprietà

Per l'unione (e allo stesso modo per l'intersezione, basta scambiare ∪\cup con ∩\cap):

Proprietà Unione Intersezione
idempotenza A∪A=AA \cup A = A A∩A=AA \cap A = A
commutativa A∪B=B∪AA \cup B = B \cup A A∩B=B∩AA \cap B = B \cap A
associativa A∪(B∪C)=(A∪B)∪CA \cup (B \cup C) = (A \cup B) \cup C A∩(B∩C)=(A∩B)∩CA \cap (B \cap C) = (A \cap B) \cap C

Distributive (una operazione "si distribuisce" sull'altra, come la moltiplicazione sulla somma):

A∪(B∩C)=(A∪B)∩(A∪C)A∩(B∪C)=(A∩B)∪(A∩C)A \cup (B \cap C) = (A \cup B) \cap (A \cup C) \qquad A \cap (B \cup C) = (A \cap B) \cup (A \cap C)

La seconda assomiglia a a⋅(b+c)=a⋅b+a⋅ca \cdot (b + c) = a \cdot b + a \cdot c; la prima non ha un analogo con i numeri (a+b⋅c≠(a+b)(a+c)a + b \cdot c \ne (a+b)(a+c) in generale), ma per gli insiemi vale.

Verifica con un esempio della prima. A={1}A = \{1\}, B={1,2}B = \{1, 2\}, C={2,3}C = \{2, 3\}:

  • B∩C={2}B \cap C = \{2\}, quindi A∪(B∩C)={1,2}A \cup (B \cap C) = \{1, 2\};
  • A∪B={1,2}A \cup B = \{1, 2\}, A∪C={1,2,3}A \cup C = \{1, 2, 3\}, quindi (A∪B)∩(A∪C)={1,2}(A \cup B) \cap (A \cup C) = \{1, 2\} ✓.

Complementare:

A∪Ac=XA∩Ac=∅∅c=XXc=∅A \cup A^c = X \qquad A \cap A^c = \emptyset \qquad \emptyset^c = X \qquad X^c = \emptyset

(Ogni elemento di XX o sta in AA o non ci sta, mai entrambe le cose.)

Leggi di De Morgan

(A∪B)c=Ac∩Bc(A∩B)c=Ac∪Bc(A \cup B)^c = A^c \cap B^c \qquad\qquad (A \cap B)^c = A^c \cup B^c

In parole. "Non stare nell'unione" significa non stare in AA e non stare in BB. "Non stare nell'intersezione" significa non stare in almeno uno dei due: non stare in AA oppure non stare in BB. Facendo il complementare, l'unione diventa intersezione e viceversa.

Si estendono a NN insiemi A1,…,ANA_1, \dots, A_N (con la notazione ⋃i=1NAi=A1∪⋯∪AN\bigcup_{i=1}^N A_i = A_1 \cup \dots \cup A_N, simile a quella delle SommatorieIl simbolo di sommatoria, le sue proprietà (linearità, additività, cambio di indice) e le somme notevoli di Gauss e geometrica.Sommatorie →):

(⋃i=1NAi)c=⋂i=1NAic=A1c∩⋯∩ANc(⋂i=1NAi)c=⋃i=1NAic\Big(\bigcup_{i=1}^{N} A_i\Big)^c = \bigcap_{i=1}^{N} A_i^c = A_1^c \cap \dots \cap A_N^c \qquad \Big(\bigcap_{i=1}^{N} A_i\Big)^c = \bigcup_{i=1}^{N} A_i^c

A cosa servono. A volte calcolare direttamente un insieme è scomodo, mentre calcolare il suo complementare è facile. Nell'Esercizio 7 - unione, intersezione e complementari con disequazioni si deve trovare Ac∪BcA^c \cup B^c: invece di calcolare due complementari e poi unirli, si osserva che è (A∩B)c(A \cap B)^c e si prende il complementare di un insieme già noto.

Insiemi e logica: lo stesso discorso in due lingue

Se gli insiemi sono descritti da predicati, A={x∈X:p(x)}A = \{x \in X : p(x)\} e B={x∈X:q(x)}B = \{x \in X : q(x)\}, le operazioni corrispondono ai connettivi logici:

Insiemi Predicato Connettivo
A∪BA \cup B p(x)∨q(x)p(x) \vee q(x) "oppure": vero se almeno uno è vero
A∩BA \cap B p(x)∧q(x)p(x) \wedge q(x) "e": vero se sono veri entrambi
AcA^c non p(x)\text{non}\, p(x) "non"
A∖BA \setminus B p(x)∧non q(x)p(x) \wedge \text{non}\, q(x)
A⊆BA \subseteq B p(x)⇒q(x)p(x) \Rightarrow q(x) per ogni xx implicazione
A=BA = B p(x)⇔q(x)p(x) \Leftrightarrow q(x) per ogni xx equivalenza

Scrivendo le leggi di De Morgan con i predicati:

  • (A∪B)c={x:non(p(x)∨q(x))}(A \cup B)^c = \{x : \text{non}(p(x) \vee q(x))\} e Ac∩Bc={x:non p(x)∧non q(x)}A^c \cap B^c = \{x : \text{non}\,p(x) \wedge \text{non}\,q(x)\};
  • (A∩B)c={x:non(p(x)∧q(x))}(A \cap B)^c = \{x : \text{non}(p(x) \wedge q(x))\} e Ac∪Bc={x:non p(x)∨non q(x)}A^c \cup B^c = \{x : \text{non}\,p(x) \vee \text{non}\,q(x)\}.

Poiché gli insiemi sono uguali, i predicati sono equivalenti, e si ottengono le leggi di De Morgan logiche:

non (p∨q)=non p∧non qnon (p∧q)=non p∨non q\text{non}\,(p \vee q) = \text{non}\,p \wedge \text{non}\,q \qquad \text{non}\,(p \wedge q) = \text{non}\,p \vee \text{non}\,q

Conseguenza pratica negli esercizi: unione = "oppure" = si uniscono le soluzioni; intersezione = "e" = sistema di disequazioni (si prendono le soluzioni comuni).

Prodotto cartesiano

Dati A,B≠∅A, B \ne \emptyset:

A×B={(a,b):a∈A, b∈B}A \times B = \{(a, b) : a \in A, \ b \in B\}

È l'insieme di tutte le coppie ordinate con il primo elemento preso da AA e il secondo da BB.

Esempio. A={1,2}A = \{1, 2\}, B={1,2,3}B = \{1, 2, 3\}:

A×B={(1,1),(1,2),(1,3),(2,1),(2,2),(2,3)}A \times B = \{(1,1), (1,2), (1,3), (2,1), (2,2), (2,3)\}

Sono 2⋅3=62 \cdot 3 = 6 coppie: in generale, se AA ha mm elementi e BB ne ha nn, A×BA \times B ne ha m⋅nm \cdot n (per ciascuna delle mm scelte del primo elemento ci sono nn scelte del secondo).

Coppie ordinate contro insiemi. Nella coppia l'ordine conta: (1,2)≠(2,1)(1, 2) \ne (2, 1) (nell'esempio sono due elementi diversi di A×BA \times B). Negli insiemi invece no: {1,2}={2,1}\{1, 2\} = \{2, 1\}. Per questo le coppie si scrivono con le tonde e gli insiemi con le graffe. Di conseguenza in generale A×B≠B×AA \times B \ne B \times A.

Più insiemi. A1×A2×⋯×An={(a1,a2,…,an):a1∈A1,…,an∈An}A_1 \times A_2 \times \dots \times A_n = \{(a_1, a_2, \dots, a_n) : a_1 \in A_1, \dots, a_n \in A_n\} (le "nn-uple" ordinate). Se tutti gli insiemi sono uguali ad AA si scrive An=A×⋯×AA^n = A \times \dots \times A (nn volte).

R2\mathbb{R}^2 e R3\mathbb{R}^3: il piano e lo spazio

  • R\mathbb{R} è in corrispondenza biunivoca con i punti di una retta: fissati un punto OO (lo zero) e un'unità di misura, a ogni numero reale corrisponde uno e un solo punto della retta, e viceversa.
  • R2={(x,y):x,y∈R}\mathbb{R}^2 = \{(x, y) : x, y \in \mathbb{R}\} è in corrispondenza biunivoca con i punti del piano cartesiano: la coppia (x,y)(x, y) è il punto di ascissa xx e ordinata yy.
  • R3={(x,y,z):x,y,z∈R}\mathbb{R}^3 = \{(x, y, z) : x, y, z \in \mathbb{R}\} corrisponde ai punti dello spazio con un riferimento cartesiano ortogonale (tre assi perpendicolari).

È per questo che si "disegnano" le funzioni: il grafico di una funzione è un sottoinsieme di R2\mathbb{R}^2.

Errori comuni

  • Confondere ∪\cup e ∩\cap negli esercizi: "oppure" → unione (si allarga), "e" → intersezione (si restringe). Controllo: A∩B⊆A⊆A∪BA \cap B \subseteq A \subseteq A \cup B sempre.
  • Sbagliare De Morgan scrivendo (A∪B)c=Ac∪Bc(A \cup B)^c = A^c \cup B^c. Il complementare scambia ∪\cup e ∩\cap.
  • Dimenticare l'universo nel complementare: [0,1]c[0,1]^c in R\mathbb{R} e in N\mathbb{N} sono insiemi diversi.
  • Scrivere {1,2}\{1, 2\} per una coppia ordinata o pensare che (1,2)=(2,1)(1,2) = (2,1).

Esercizi su questo argomento

Lezioni in cui compare

Teoria collegata