Si controllano nell'ordine; se uno fallisce, l'asintoto obliquo non c'è.
1. f1(x)=x2−1+3arctanx
Punto 1.x2−1→+∞ e 3arctanx→3⋅2π (asintoto orizzontale dell'arcotangente), quindi f1(x)→+∞+23π=+∞ ✓.
Punto 2.x2−1∼x2=x (per x>0, x2=∣x∣=x), e 3arctanx è limitato, quindi o(x):
x→+∞limxx2−1+3arctanx=x→+∞limxx+o(x)=1=m=0✓
Punto 3.
x→+∞lim[f1(x)−x]=x→+∞lim[(x2−1−x)+3arctanx]
Il primo pezzo è una differenza di termini asintotici (x2−1∼x): forma +∞−∞ che si scioglie con la razionalizzazione (moltiplicare e dividere per la somma):
x2−1−x=x2−1+x(x2−1)−x2=x2−1+x−1→+∞−1=0
Quindi
q=0+3⋅2π=23π✓
Conclusione:f1 ha asintoto obliquo a +∞
y=x+23π
Verifica numerica.f1(x)−x vale ≈4,363 per x=10, ≈4,7089 per x=1000, ≈4,712385 per x=106; 23π≈4,712389 ✓.
Il limite non è un numero reale: il punto 3 fallisce ✗.
Conclusione:f2non ha asintoto obliquo a +∞. Però xf2(x)→1: f2 ha crescita lineare a +∞. Esistono quindi funzioni a crescita lineare senza asintoto obliquo: il grafico cresce "con pendenza 1", ma si allontana da ogni retta y=x+q (la distanza logx−(qualcosa→0) va all'infinito, lentamente).
Verifica numerica.f2(x)−x≈2,25 per x=10, ≈6,91 per x=1000, ≈13,8 per x=106: cresce come logx ✓.
Errori comuni
Fermarsi al punto 2: m=0 non basta, bisogna calcolare anche q e verificare che sia finito.
Sbagliare il limite di x2−1−x sostituendo con gli asintotici (x−x=0 è il risultato giusto per caso, ma il ragionamento non è lecito: o(x)−o(x) non è 0); si razionalizza.
Dimenticare il contributo dell'arcotangente a q: 3arctanx→23π, non 0.