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Note per Studenti Derivata - definizione e significato

Derivata - definizione e significato

In questa pagina 8

Lezione 25. Prerequisiti: Limiti di funzioni - definizioneIntorni, punti di accumulazione e la definizione di limite di una funzione con gli intorni, tradotta con ε, δ, N, M in tutti i casi; limite destro e sinistro, per eccesso e per difetto, "definitivamente".Limiti di funzioni - definizione →, Asintoticità e o-piccolo per funzionif ~ g per x → x0 se f/g tende a 1, f = o(g) se tende a 0; le relazioni dipendono da x0. Regole di calcolo con gli o-piccoli e gerarchia delle funzioni infinite per x → +∞: log < potenze < esponenziali < x^x.Asintoticità e o-piccolo per funzioni →, Funzioni continuef è continua in x0 (punto del dominio) se il limite in x0 esiste ed è f(x0); somme, prodotti e quozienti di funzioni continue sono continue, e tutte le funzioni elementari sono continue nel loro dominio.Funzioni continue →.

Inizia il capitolo 4, il calcolo differenziale. La derivata misura quanto velocemente cambia una funzione in un punto.

Definizione

Sia f:(a,b)→Rf: (a, b) \to \mathbb{R} e x0∈ ]a,b[x_0 \in \,]a, b[ (punto interno).

  1. Il rapporto incrementale di ff in x0x_0 è ΔfΔx=f(x)−f(x0)x−x0,x≠x0\frac{\Delta f}{\Delta x} = \frac{f(x) - f(x_0)}{x - x_0}, \qquad x \ne x_0
  2. Se esiste finito il limite f′(x0)=lim⁡x→x0f(x)−f(x0)x−x0f'(x_0) = \lim_{x \to x_0} \frac{f(x) - f(x_0)}{x - x_0} si dice che ff è derivabile in x0x_0, e f′(x0)f'(x_0) è la derivata di ff in x0x_0.

Il rapporto incrementale è il rapporto tra la variazione della funzione (Δf\Delta f) e la variazione della variabile (Δx\Delta x): la "pendenza media" tra x0x_0 e xx. La derivata è la pendenza "istantanea" in x0x_0.

Notazioni equivalenti: f′(x0)f'(x_0), f˙(x0)\dot f(x_0), dfdx(x0)\frac{df}{dx}(x_0), Df(x0)Df(x_0), dfdx(x)∣x=x0\left.\frac{df}{dx}(x)\right|_{x = x_0}, Df(x)∣x=x0\left.Df(x)\right|_{x = x_0}.

Forma equivalente con l'incremento hh

Con il cambio di variabile h=x−x0h = x - x_0 (cioè x=x0+hx = x_0 + h; per x→x0x \to x_0 si ha h→0h \to 0):

f′(x0)=lim⁡h→0f(x0+h)−f(x0)hf'(x_0) = \lim_{h \to 0} \frac{f(x_0 + h) - f(x_0)}{h}

È la forma più comoda nei calcoli: hh è "di quanto ci si sposta da x0x_0".

Esempio numerico. f(x)=x2f(x) = x^2 in x0=3x_0 = 3: (3+h)2−9h=6h+h2h=6+h→6\frac{(3 + h)^2 - 9}{h} = \frac{6h + h^2}{h} = 6 + h \to 6. Con h=0,1h = 0{,}1 il rapporto vale 6,16{,}1, con h=0,01h = 0{,}01 vale 6,016{,}01: f′(3)=6f'(3) = 6.

Significato fisico

Un punto materiale si muove su una guida rettilinea; s(t)s(t) è la sua posizione all'istante tt.

  • ΔsΔt=s(t)−s(t0)t−t0\frac{\Delta s}{\Delta t} = \frac{s(t) - s(t_0)}{t - t_0} è la velocità media tra gli istanti t0t_0 e tt;
  • lim⁡t→t0ΔsΔt=s˙(t0)\lim_{t \to t_0} \frac{\Delta s}{\Delta t} = \dot s(t_0) è la velocità istantanea all'istante t0t_0.

Significato geometrico: la retta tangente

Se ff è derivabile in x0x_0, la retta tangente al grafico di ff nel punto P0=(x0,f(x0))P_0 = (x_0, f(x_0)) ha equazione y=f(x0)+f′(x0)(x−x0)y = f(x_0) + f'(x_0)(x - x_0) Quindi f′(x0)f'(x_0) è il coefficiente angolare (la pendenza) della retta tangente.

Perché. La tangente si definisce come "limite" delle rette secanti: la secante shs_h passa per P0=(x0,f(x0))P_0 = (x_0, f(x_0)) e per un punto vicino Ph=(x0+h,f(x0+h))P_h = (x_0 + h, f(x_0 + h)). Con la formula della retta per due punti, la sua equazione è

y=f(x0)+f(x0+h)−f(x0)h(x−x0)y = f(x_0) + \frac{f(x_0 + h) - f(x_0)}{h}(x - x_0)

(la pendenza è proprio il rapporto incrementale). Facendo tendere h→0h \to 0 (cioè avvicinando PhP_h a P0P_0), la pendenza tende a f′(x0)f'(x_0) e la secante diventa la retta y=f(x0)+f′(x0)(x−x0)y = f(x_0) + f'(x_0)(x - x_0) ∎.

Caratterizzazione della derivabilità

Teorema. Sia f:(a,b)→Rf: (a, b) \to \mathbb{R}, x0∈ ]a,b[x_0 \in \,]a, b[. Sono equivalenti:

  1. ff è derivabile in x0x_0;
  2. esiste un numero f′(x0)f'(x_0) tale che, per x→x0x \to x_0, f(x)=f(x0)+f′(x0)(x−x0)+o(x−x0)f(x) = f(x_0) + f'(x_0)(x - x_0) + o(x - x_0) 2'. (stessa cosa con h=x−x0h = x - x_0) per h→0h \to 0, f(x0+h)=f(x0)+f′(x0) h+o(h)f(x_0 + h) = f(x_0) + f'(x_0)\,h + o(h)

Dimostrazione. ff è derivabile in x0x_0 se e solo se

lim⁡x→x0f(x)−f(x0)x−x0=f′(x0)  ⟺  lim⁡x→x0[f(x)−f(x0)x−x0−f′(x0)]=0  ⟺  lim⁡x→x0f(x)−f(x0)−f′(x0)(x−x0)x−x0=0\lim_{x \to x_0} \frac{f(x) - f(x_0)}{x - x_0} = f'(x_0) \iff \lim_{x \to x_0} \left[\frac{f(x) - f(x_0)}{x - x_0} - f'(x_0)\right] = 0 \iff \lim_{x \to x_0} \frac{f(x) - f(x_0) - f'(x_0)(x - x_0)}{x - x_0} = 0

e per definizione di o-piccolo l'ultima condizione dice che f(x)−f(x0)−f′(x0)(x−x0)=o(x−x0)f(x) - f(x_0) - f'(x_0)(x - x_0) = o(x - x_0) ∎.

Il significato: vicino a x0x_0, una funzione derivabile si può approssimare con la sua retta tangente, e l'errore f(x)−ytgf(x) - y_{\text{tg}} è un o(x−x0)o(x - x_0): va a zero più in fretta della distanza da x0x_0.

Esempio: la tangente a sin⁡x\sin x in 00. Si vedrà che Dsin⁡x=cos⁡xD\sin x = \cos x, quindi la tangente in x0=0x_0 = 0 è y=sin⁡0+cos⁡0⋅x=xy = \sin 0 + \cos 0 \cdot x = x. La caratterizzazione dice sin⁡x=x+o(x)\sin x = x + o(x) per x→0x \to 0: è esattamente il limite notevole sin⁡xx→1\frac{\sin x}{x} \to 1. I limiti notevoli sono, in realtà, derivate.

Grafico interattivo: y = sin x vicino a 0: la retta tangente è y = x

Derivabilità implica continuità

Teorema. Se ff è derivabile in x0x_0, allora ff è continua in x0x_0.

Dimostrazione. Per la caratterizzazione, vicino a x0x_0 si ha f(x)=f(x0)+f′(x0)(x−x0)+o(x−x0)f(x) = f(x_0) + f'(x_0)(x - x_0) + o(x - x_0). Passando al limite per x→x0x \to x_0: f′(x0)(x−x0)→0f'(x_0)(x - x_0) \to 0 e o(x−x0)→0o(x - x_0) \to 0, quindi lim⁡x→x0f(x)=f(x0)\lim_{x \to x_0} f(x) = f(x_0) ∎.

Il viceversa è falso: continua non implica derivabile. Controesempio: f(x)=∣x∣f(x) = |x| è continua in 00, ma in 00 il grafico ha uno "spigolo" e non c'è una retta tangente (vedi sotto).

Derivata destra e sinistra

Sia f:(a,b)→Rf: (a, b) \to \mathbb{R}, x0∈ ]a,b[x_0 \in \,]a, b[.

  • Derivata sinistra: f′(x0−)=lim⁡x→x0−f(x)−f(x0)x−x0=lim⁡h→0−f(x0+h)−f(x0)hf'(x_0^-) = \displaystyle\lim_{x \to x_0^-} \frac{f(x) - f(x_0)}{x - x_0} = \lim_{h \to 0^-} \frac{f(x_0 + h) - f(x_0)}{h};
  • derivata destra: f′(x0+)=lim⁡x→x0+f(x)−f(x0)x−x0=lim⁡h→0+f(x0+h)−f(x0)hf'(x_0^+) = \displaystyle\lim_{x \to x_0^+} \frac{f(x) - f(x_0)}{x - x_0} = \lim_{h \to 0^+} \frac{f(x_0 + h) - f(x_0)}{h}.

Dalle proprietà dei limiti destro e sinistro:

f derivabile in x0  ⟺  ∃ f′(x0−)=f′(x0+)∈R,e allora f′(x0)=f′(x0−)=f′(x0+)f \text{ derivabile in } x_0 \iff \exists\, f'(x_0^-) = f'(x_0^+) \in \mathbb{R}, \quad \text{e allora } f'(x_0) = f'(x_0^-) = f'(x_0^+)

Esempio 1: ∣x∣|x| in 00.

  • f′(0+)=lim⁡x→0+∣x∣−0x−0=lim⁡x→0+xx=1f'(0^+) = \lim_{x \to 0^+} \frac{|x| - 0}{x - 0} = \lim_{x \to 0^+} \frac{x}{x} = 1 (per x>0x > 0, ∣x∣=x|x| = x);
  • f′(0−)=lim⁡x→0−∣x∣x=lim⁡x→0−−xx=−1f'(0^-) = \lim_{x \to 0^-} \frac{|x|}{x} = \lim_{x \to 0^-} \frac{-x}{x} = -1 (per x<0x < 0, ∣x∣=−x|x| = -x).

1≠−11 \ne -1: ∣x∣|x| non è derivabile in 00, pur essendo continua.

Esempio 2: una funzione con un salto. f(x)={x+1x≥0x−1x<0f(x) = \begin{cases} x + 1 & x \ge 0 \\ x - 1 & x < 0 \end{cases} Non è continua in 00 (f(0−)=−1≠1=f(0)f(0^-) = -1 \ne 1 = f(0)), quindi non può essere derivabile. Infatti, con f(0)=1f(0) = 1:

  • f′(0+)=lim⁡x→0+(x+1)−1x=1f'(0^+) = \lim_{x \to 0^+} \frac{(x + 1) - 1}{x} = 1;
  • f′(0−)=lim⁡x→0−(x−1)−1x=lim⁡x→0−x−2x=−20−=+∞f'(0^-) = \lim_{x \to 0^-} \frac{(x - 1) - 1}{x} = \lim_{x \to 0^-} \frac{x - 2}{x} = \frac{-2}{0^-} = +\infty.

Attenzione: la derivata destra non è sempre il limite della derivata. Nell'esempio 2, f′(x)=1f'(x) = 1 sia per x>0x > 0 sia per x<0x < 0, quindi lim⁡x→0−f′(x)=1\lim_{x \to 0^-} f'(x) = 1; ma f′(0−)=+∞f'(0^-) = +\infty. In generale non è vero che f′(x0±)=lim⁡x→x0±f′(x)f'(x_0^\pm) = \lim_{x \to x_0^\pm} f'(x). Lo è però (lo si vedrà più avanti) se ff è continua in x0x_0 e quei limiti esistono.

Classificazione dei punti di non derivabilità

Sia x0∈ ]a,b[x_0 \in \,]a, b[ un punto in cui ff è continua ma non derivabile. Si dice che x0x_0 è:

  1. un punto angoloso se f′(x0−)f'(x_0^-) e f′(x0+)f'(x_0^+) esistono finiti ma sono diversi;
  2. un punto di flesso a tangente verticale se f′(x0−)=f′(x0+)=+∞f'(x_0^-) = f'(x_0^+) = +\infty oppure =−∞= -\infty;
  3. una cuspide se f′(x0−)=−∞f'(x_0^-) = -\infty e f′(x0+)=+∞f'(x_0^+) = +\infty, o viceversa.

Esempi (dettagli nell'Esercizio 71 · punti angolosi, flessi a tangente verticale e cuspidi):

  1. ∣x∣|x| in 00: punto angoloso (f′(0−)=−1f'(0^-) = -1, f′(0+)=1f'(0^+) = 1).
  2. x3\sqrt[3]{x} in 00: flesso a tangente verticale (f′(0±)=+∞f'(0^\pm) = +\infty). La tangente è la retta verticale x=0x = 0.
  3. ∣x∣\sqrt{|x|} in 00: cuspide (f′(0−)=−∞f'(0^-) = -\infty, f′(0+)=+∞f'(0^+) = +\infty).

Utile: se ff è dispari, f′f' è pari; se ff è pari, f′f' è dispari (il grafico simmetrico ha pendenze simmetriche). Così basta calcolare la derivata destra in 00: per x3\sqrt[3]{x} (dispari) f′(0−)=f′(0+)f'(0^-) = f'(0^+), per ∣x∣\sqrt{|x|} (pari) f′(0−)=−f′(0+)f'(0^-) = -f'(0^+).

Convenzioni del libro, in aggiunta:

  • si parla di punto angoloso anche quando una sola delle due derivate è finita e l'altra è ±∞\pm\infty;
  • se ff è definita solo per x≥x0x \ge x_0 e f′(x0+)=±∞f'(x_0^+) = \pm\infty (o solo per x≤x0x \le x_0 e f′(x0−)=±∞f'(x_0^-) = \pm\infty), x0x_0 si dice punto a tangente verticale (esempio: x\sqrt x in 00).

Grafico interattivo: y = ∛x: in 0 la tangente è verticale (flesso a tangente verticale)

Errori comuni

  • Pensare che continua implichi derivabile: ∣x∣|x| è il controesempio.
  • Calcolare f′(x0±)f'(x_0^\pm) come limite di f′(x)f'(x) senza controllare la continuità in x0x_0.
  • Dimenticare che la derivata deve essere finita: con limite del rapporto incrementale infinito la funzione non è derivabile (anche se la tangente esiste, verticale).

Le regole per calcolare le derivate sono in Regole di derivazioneDerivate delle funzioni elementari e delle loro inverse (arcsin, arctan, settcosh...) e regole di calcolo: linearità, prodotto (Leibniz), quoziente, funzione composta (regola della catena), funzione inversa, f(x)^g(x).Regole di derivazione →.

Esercizi su questo argomento

Lezioni in cui compare

Teoria collegata