Una funzione razionale è un quoziente di polinomi:
∫R(x)dx=∫Q(x)P(x)dx,P di grado m,Q di grado n.
I metodi che seguono valgono solo se m<n (grado del numeratore minore di quello del denominatore). Si considerano solo i casi n=1 e n=2.
Denominatore di grado 1 (n=1, quindi m=0)
I=∫ax+ba0dx(a=0)
Si sostituisce y=ax+b, dy=adx, cioè dx=a1dy:
I=aa0∫ydy=aa0log∣y∣+k=aa0log∣ax+b∣+k
Esempio.∫3x−15dx: y=3x−1, dx=31dy, quindi 35∫ydy=35log∣3x−1∣+k.
Denominatore di grado 2 (n=2, quindi m≤1)
I=∫ax2+bx+ca0+a1xdx(a=0)
Il metodo dipende dal segno del discriminante Δ=b2−4ac, cioè da come si fattorizza il denominatore.
Caso Δ>0: due radici reali distinte
L'equazione ax2+bx+c=0 ha due soluzioni x1,2=2a−b±Δ, e il denominatore si fattorizza:
ax2+bx+c=a(x−x1)(x−x2)Scomposizione in fratti semplici. Esistono e sono uniche due costanti A,B∈R tali che
ax2+bx+ca0+a1x=a1[x−x1A+x−x2B]
Trovate A e B, ogni pezzo è un denominatore di grado 1:
I=a1[A∫x−x1dx+B∫x−x2dx]=a1[Alog∣x−x1∣+Blog∣x−x2∣]+k
Come si trovano A e B. Si fa il denominatore comune a destra:
x−x1A+x−x2B=(x−x1)(x−x2)A(x−x2)+B(x−x1)=(x−x1)(x−x2)(A+B)x−(Ax2+Bx1)
e si impone che il numeratore sia uguale a a0+a1x. Per il principio di identità dei polinomi (due polinomi sono uguali per ogni x se e solo se hanno uguali, uno a uno, i coefficienti delle potenze dello stesso grado), si uguagliano il coefficiente di x e il termine noto: è un sistema di due equazioni in A e B.
Esempio.∫2x2−5x+22x+1dx. Δ=25−16=9>0, x1,2=45±3, cioè 2 e 21:
2x2−5x+2=2(x−2)(x−21)2x2−5x+22x+1=21[x−2A+x−21B]=2(x−2)(x−21)(A+B)x−21A−2B
Coefficienti di x: A+B=2; termini noti: −21A−2B=1. Da B=2−A: −21A−4+2A=1, cioè 23A=5, A=310, B=−34. Quindi
I=21[310log∣x−2∣−34logx−21]+k=35log∣x−2∣−32logx−21+k
Scorciatoia per A e B: l'uguaglianza A(x−x2)+B(x−x1)= numeratore vale per ognix; ponendo x=x1 sparisce B e si trova subito A, ponendo x=x2 si trova B. Nell'esempio (numeratore 2x+1): x=2 dà 23A=5; x=21 dà −23B=2. Stessi valori.
Caso Δ=0: una radice doppia
Il denominatore è un quadrato: x1=−2ab e
ax2+bx+c=a(x−x1)2,I=a1∫(x−x1)2a0+a1xdx
Si sostituisce y=x−x1 (quindi x=y+x1, dy=dx): il numeratore diventa a0+a1(y+x1) e l'integrale si spezza in ∫ydy e ∫y2dy, entrambi immediati (∫y−2dy=−1y−1=−y1).
Esempio.∫4x2+4x+12x−1dx: 4Δ=4−4=0 e 4x2+4x+1=4(x+21)2. Con y=x+21, x=y−21:
41∫y22(y−21)−1dy=41∫[y2−y22]dy=21log∣y∣+2y1+k=21logx+21+2(x+21)1+k
Caso Δ<0: nessuna radice reale (lezioni 39 e 40)
Il denominatore non si fattorizza e non si annulla mai. L'obiettivo è ricondursi ai due casi più semplici, con denominatore x2+1:
∫x2+1dx=arctanx+k,∫x2+1xdx=21∫x2+12xdx=21log(x2+1)+k
(il secondo è del tipo ff′ dopo aver aggiustato la costante; il modulo non serve perché x2+1>0).
Numeratore costante: completamento dei quadrati. Sia (dividendo per a, si può supporre a=1)
I1=∫x2+bx+cdx,Δ=b2−4c<0
Si aggiunge e si toglie 4b2 per formare il quadrato di un binomio:
x2+bx+c=(x2+bx+4b2)−4b2+c=(x+2b)2+=−4Δ>044c−b2
Il numero −4Δ è positivo (perché Δ<0), quindi si può chiamare R2 con R=2−Δ>0. Raccogliendo R2:
x2+bx+c=(x+2b)2+R2=R2(Rx+2b)2+1
Ora si sostituisce y=R1(x+2b), dy=R1dx:
I1=R21∫[R1(x+2b)]2+1dx=R1∫[…]2+1R1dx=R1∫y2+1dy=R1arctan(Rx+2b)+k
Caso particolare (b=0): ∫x2+R2dx=R1arctanRx+k.
Esempio.∫x2+x+4dx: Δ=1−16<0, e
x2+x+4=(x+21)2−41+4=(x+21)2+415,R=215
quindi ∫x2+x+4dx=152arctan(152(x+21))+k.
Numeratore di grado 1. Per I=∫x2+bx+ca0+a1xdx con Δ<0 si scrive il numeratore come
a0+a1x=A⋅D(x2+bx+c)+B=A(2x+b)+B
(si trovano A e B confrontando i coefficienti: A=2a1, B=a0−Ab). Allora
I=A∫x2+bx+c2x+bdx+B∫x2+bx+cdx=Alog(x2+bx+c)+BI1
Il primo pezzo è ff′ (senza modulo: il denominatore è sempre positivo), il secondo è il caso con numeratore costante. Esempio: Esercizio 139 · funzioni razionali con Δ minore di 0 e divisione tra polinomi.
Grado del numeratore ≥ grado del denominatore: la divisione (lezione 40)
Se m≥n, si fa la divisione tra polinomi: esistono un quoziente D(x) e un resto R(x) di grado <n tali che
P(x)=D(x)Q(x)+R(x)⟹∫Q(x)P(x)dx=∫D(x)dx+∫Q(x)R(x)dx
Il primo è l'integrale di un polinomio (immediato), il secondo ha grado del numeratore minore di quello del denominatore e si tratta con i metodi visti.
Esempio.∫x2+13x4−2x3+1dx: la divisione dà 3x4−2x3+1=(3x2−2x−3)(x2+1)+(2x+4), quindi
∫(3x2−2x−3)dx+∫x2+12xdx+4∫x2+1dx=x3−x2−3x+log(x2+1)+4arctanx+k
Ogni polinomio Q(x)=anxn+⋯+a0 si può scomporre in fattori di primo grado (uno per ogni radice reale, ripetuto quante volte è la sua molteplicità) e di secondo grado con Δ<0 (che corrispondono a coppie di radici complesse coniugate):
Q(x)=an(x−x1)k1⋯(x2+p1x+q1)h1⋯
Con m<n, la frazione si scompone in fratti semplici: per ogni fattore (x−x1)k1 un termine (x−x1)k1A0+A1x+⋯+Ak1−1xk1−1 (numeratore di grado k1−1), per ogni fattore x2+p1x+q1 (con h1=1) un termine x2+p1x+q1Bx+C. In tutto le costanti incognite sono n, e si trovano con il principio di identità dei polinomi.
Esempio.x3−3x2+x−31: raccogliendo, x3−3x2+x−3=x2(x−3)+(x−3)=(x−3)(x2+1) (radice reale 3, e x2+1 con Δ<0), quindi
(x−3)(x2+1)1=x−3A+x2+1Bx+C
con tre costanti. I conti completi, e un caso con una radice doppia, sono in Esercizio 140 · fratti semplici con denominatore di grado 3.
Riassunto
Denominatore
Metodo
Risultato tipico
ax+b
y=ax+b
log∣ax+b∣
Δ>0
fratti semplici x−x1A+x−x2B
somma di due logaritmi
Δ=0
y=x−x1
logaritmo +x−x11
Δ<0
numeratore A(2x+b)+B, completare il quadrato
logaritmo + arcotangente
grado num. ≥ grado den.
divisione tra polinomi
polinomio + i casi sopra
grado den. >2
scomposizione di Q e fratti semplici
logaritmi, arcotangenti, potenze
Errori comuni
Dimenticare il fattore a nella fattorizzazione ax2+bx+c=a(x−x1)(x−x2).
Applicare questi metodi con grado del numeratore ≥ grado del denominatore: prima va fatta la divisione tra polinomi.
Sbagliare i segni nel sistema per A e B: conviene sempre controllare con la scorciatoia x=x1, x=x2.