Ipotesi.f(x)=xa3+cosx è continua su [1,+∞[, quindi integrabile su ogni [1,x]: l'unico problema è l'estremo +∞.
Segno.cosx≥−1, quindi 3+cosx≥2 e f(x)≥xa2>0: si possono usare i criteri per f≥0.
Il problema:3+cosx non ha limite per x→+∞, quindi f non è asintotica a nessuna xaL (il rapporto 1/xaf(x)=3+cosx oscilla). Si usa il confronto con una doppia disuguaglianza: da 2≤3+cosx≤4,
0<xa2≤f(x)≤xa4∀x≥1
Se a>1: xa4 è integrabile in s.g. (funzione test con α=a>1, moltiplicata per 4), quindi per il confronto (punto 1) lo è f.
Se a≤1: xa2 non è integrabile in s.g., quindi per il confronto (punto 2) non lo è f.
Conclusione: l'integrale converge se e solo se a>1 (e diverge a +∞ per a≤1).
3. ∫1+∞(x+5)sin(xa1)dx, a>0
Ipotesi.f è continua su [1,+∞[. Siccome a>0, xa1→0+ per x→+∞, quindi sinxa1>0 definitivamente e f>0 definitivamente.
Asintotico.siny∼y per y→0, con y=xa1; e x+5∼x1/2. Il prodotto conserva l'asintoticità:
f(x)∼x1/2⋅xa1=xa−1/21Confronto asintotico con la funzione test di esponente α=a−21: converge se e solo se a−21>1, cioè
a>23
Conclusione: l'integrale converge se e solo se a>23; per 0<a≤23 diverge a +∞.
Errori comuni
In 2, scrivere f∼xa3: cosx non tende a 0, quindi 3+cosx non è asintotico a 3. Serve la doppia disuguaglianza.
In 3, usare siny∼y se l'argomento non tende a 0: qui va bene solo perché a>0.