Tutte le formule valgono per x→0. Ognuna si ricava dalla formula Tn(x)=∑k=0nk!f(k)(0)xk calcolando le derivate in 0 (sotto c'è la ricavazione delle meno ovvie).
Funzione
Sviluppo
Termine generale
ex
1+x+2x2+6x3+24x4+o(x4)
k!xk
sinx
x−6x3+120x5+o(x6)
(−1)k(2k+1)!x2k+1
cosx
1−2x2+24x4+o(x5)
(−1)k(2k)!x2k
log(1+x)
x−2x2+3x3−4x4+o(x4)
(−1)k+1kxk
(1+x)α
1+αx+2α(α−1)x2+6α(α−1)(α−2)x3+o(x3)
(kα)xk
1+x1
1−x+x2−x3+o(x3)
(−1)kxk
1+x
1+2x−8x2+16x3+o(x3)
caso α=21
arctanx
x−3x3+5x5+o(x6)
(−1)k2k+1x2k+1
sinhx
x+6x3+120x5+o(x6)
(2k+1)!x2k+1
coshx
1+2x2+24x4+o(x5)
(2k)!x2k
tanx
x+3x3+152x5+o(x6)
(non serve)
Come ricordarle.
sin e cos hanno gli stessi termini di ex, presi alternando i segni: sin i dispari, cos i pari. sinh e cosh sono uguali ma con tutti i segni +.
Funzioni dispari (sin, arctan, sinh, tan) hanno solo potenze dispari; funzioni pari (cos, cosh) solo potenze pari. Per questo dopo l'ultimo termine si può scrivere l'o piccolo di un grado in più: in cosx=1−2x2+24x4+o(x5) il termine di grado 5 ha coefficiente 0.
log(1+x) e arctanx hanno al denominatore solo k, non k!.
cosx. Le derivate in 0 sono cos0=1, −sin0=0, −cos0=−1, sin0=0, poi si ripetono. Le dispari sono nulle, le pari valgono alternativamente +1 e −1: coefficienti 1,−2!1,+4!1,…
log(1+x).f(x)=log(1+x), f′(x)=(1+x)−1, f′′(x)=−(1+x)−2, f′′′(x)=2(1+x)−3, f(4)(x)=−3!(1+x)−4; in generale f(k)(x)=(−1)k+1(k−1)!(1+x)−k. In 0: f(k)(0)=(−1)k+1(k−1)!, e dividendo per k! resta k(−1)k+1 (perché k!(k−1)!=k1).
(1+x)α.f′(x)=α(1+x)α−1, f′′(x)=α(α−1)(1+x)α−2, e così via: ogni derivata fa scendere l'esponente e lo porta davanti. In 0, (1+0)qualsiasi=1, quindi f(k)(0)=α(α−1)⋯(α−k+1). Esempio α=31: (1+x)1/3=1+31x−91x2+o(x2) (il coefficiente di x2 è 231⋅(−32)=−91).
1+x1 è il caso α=−1: (k−1)=k!(−1)(−2)⋯(−k)=(−1)k.
arctanx.f′(x)=1+x21; calcolando le derivate successive in 0 si trovano f′(0)=1, f′′′(0)=−2, f(5)(0)=24 e le pari nulle (arctan è dispari), cioè coefficienti 1,−3!2=−31,5!24=51.
Come si combinano gli sviluppi
Algebra degli o piccoli (per x→0)
Sono le regole che si usano a ogni riga; ognuna si verifica con la definizione (g=o(xn) se g/xn→0).
Regola
Perché
o(xn)±o(xn)=o(xn)
somma di due rapporti che tendono a 0
c⋅o(xn)=o(xn) per c=0 costante
la costante non cambia il limite 0
xm⋅o(xn)=o(xm+n)
xm+nxmo(xn)=xno(xn)→0
o(xm)⋅o(xn)=o(xm+n)
prodotto di due rapporti che tendono a 0
o(xm)=o(xn) se m≥n
xno(xm)=xmo(xm)xm−n→0⋅0 (o ⋅1)
xm=o(xn) se m>n
xnxm=xm−n→0
o(o(xn))=o(xn)
trascurabile rispetto a un trascurabile
L'ultima-ma-una è quella che fa "buttare via" le potenze troppo alte: quando si lavora con o(x5), ogni x6,x7,… si assorbe nell'o(x5). Attenzione: la "=" con gli o piccoli si legge solo da sinistra a destra (o(x3)=o(x2) è vero, o(x2)=o(x3) è falso).
Somma e prodotto
Somma: si sommano i polinomi e si tiene l'o piccolo di grado più basso tra quelli che compaiono.
Prodotto: si moltiplicano i polinomi termine per termine (anche gli o piccoli, con le regole della tabella), si buttano le potenze oltre l'ordine che si vuole, e l'errore finale è l'o piccolo di grado più basso che si è generato. Esempio:
(x+2x2+o(x2))(1−x+o(x))=x−x2+o(x2)x⋅o(x)+2x2o(x2)−2x3+2x2o(x)+o(x2)o(x2)(1−x+o(x))=x−2x2+o(x2)
Il risultato è valido fino all'ordine 2 e non oltre: il fattore x⋅o(x) è solo o(x2).
Funzioni composte: f(g(x)) con g(x)→0
È il caso più frequente: log(cosx), esinx, (1+2x)sinhx… Il metodo:
Scrivere la funzione esterna nella forma di una della tabella con un argomento y→0. Per esempio log(cosx)=log(1+(cosx−1)) con y=cosx−1→0; e a(x)b(x)=eb(x)loga(x) con y=b(x)loga(x).
Sviluppare y in x fino all'ordine n richiesto.
Capire quante potenze di y servono. Se y∼cxp, allora yk∼ckxkp: servono solo i k con kp≤n, le altre potenze di y finiscono nell'o(xn). Però anche l'errore della funzione esterna, o(yK), deve essere o(xn): bisogna sviluppare la funzione esterna fino al più piccolo K con Kp≥n (così o(yK)=o(xKp), che è o(xn)). I termini yk con kp>n che compaiono si buttano. Esempio: in log(cosx) all'ordine n=5 si ha y=cosx−1∼−2x2, p=2: serve K=3 (perché 2K≥5), cioè log(1+y)=y−2y2+3y3+o(y3), e poi y3∼−8x6 si butta.
Sostituire, sviluppare le potenze, buttare ciò che supera il grado n.
L'errore più frequente è usare solo il primo termine della funzione esterna: da log(1+y)∼y concludere log(cosx)=cosx−1+o(x5). È falso: log(1+y)=y+o(y), e o(y)=o(x2), quindi tutto ciò che si è scritto oltre x2 è privo di valore. Il termine −2y2 contribuisce a x4 e cambia il coefficiente.
Sviluppi per x→+∞
Le formule della tabella valgono quando l'argomento tende a 0. Per x→+∞ si fa comparire un argomento che va a 0, di solito x1 o una sua potenza. Esempio tipico con le radici: si raccoglie la potenza dominante sotto radice, la si porta fuori e si usa (1+y)α con y→0:
quindi il limite è 21. Se si fosse sviluppato solo fino a ex=1+x+o(x) si sarebbe ottenuto x2o(x), che non dice niente: segno che bisognava andare più avanti.
Errori comuni
Sviluppare la funzione esterna troppo poco (vedi sopra, log(cosx)).