6n6cos4n=6n1⋅6cos4n→0 e e2narctan5n→0: infinitesima per limitata (le basi sono >1, quindi 6n1→0 e e2n1→0).
Le parentesi tendono a 1. Resta
nlime2n6n=nlim(e26)n=0
perché 0<e26≈0,812<1 (infatti 6<e2≈7,389).
Verifica numerica. Con n=20 il quoziente vale circa 0,01553 e (e26)20≈0,01553 ✓.
2. Il fattoriale: serve la gerarchia
Il problema
Al numeratore ci sono un esponenziale (2n) e due potenze (n=n1/2 e n3); al denominatore un logaritmo (log5n) e un fattoriale (n!). Per raccogliere bisogna sapere chi cresce più in fretta tra tipi diversi di successioni.
Numeratore e denominatore sono asintotici rispettivamente a 2n e a −n!, e in un quoziente ogni fattore si può sostituire con uno asintotico.
3. La forma 00
Forma
Numeratore: n2→0 e n2sin(n2)→0 (infinitesima per limitata), quindi tende a 0.
Denominatore: n1→0 e n3π→0, quindi tende a 0.
Forma 00, indeterminata.
La "successione più grande" tra quelle che vanno a zero
Con gli infinitesimi l'idea è la stessa, ma "più grande" vuol dire che va a zero più lentamente:
tra n1 e n21: con n=10 valgono 101 e 1001; il più grande è n1;
tra n1/21 e n1: con n=100 valgono 101 e 1001; il più grande è n1.
Raccogliere
n1[1−n3π]n2[1−2nsin(n2)]
(controllo: n2⋅2nsin(n2)=n2sin(n2) e n1⋅n3π=n3π ✓).
Nelle parentesi: 2nsin(n2)=2n1⋅sin(n2)→0 (infinitesima per limitata) e n3π→0. Le parentesi tendono a 1, e resta
nlim1/n2/n=nlimn2n=nlimn2=0
Verifica numerica. Con n=106 il quoziente vale circa 0,00202 e n2=0,002 ✓. (Per n piccolo il denominatore è addirittura negativo: n1<n3π finché n<3π, cioè n<89 circa. Non importa: conta solo il comportamento definitivo.)
Errori comuni
Leggere e2n come un esponenziale di base e: la base è e2≈7,39, ed è per questo che batte 6n.
Fidarsi dei primi valori per decidere chi vince. Con una potenza alta la potenza può restare davanti a lungo: n10 è più grande di 2n fino a n=58 (con n=10: 1010 contro 1024), ma da n=59 in poi vince per sempre 2n. La gerarchia parla del comportamento definitivo.
Nella forma 00 raccogliere l'infinitesimo che va a zero più in fretta: bisogna raccogliere quello che va a zero più lentamente (il "più grande").