Negli esercizi si è sempre fatto la stessa cosa: si raccoglie il termine più grande e si "butta via" il resto. Asintoticità e o-piccolo danno un nome preciso a queste due operazioni e permettono di scrivere i calcoli in modo molto più rapido.
Le definizioni
Siano (an), (bn) con an,bn=0 definitivamente (così il rapporto bnan ha senso da un certo punto in poi). Si guarda il limite del rapporto bnan; ci sono tre possibilità.
1. limnbnan=0: an è o-piccolo di bn
Si scrive
an=o(bn)
e si legge "an è o-piccolo di bn" oppure "an è trascurabile rispetto a bn": diviso per bn, diventa piccolo quanto si vuole.
Se bn→+∞, si dice anche che bn è un infinito di ordine superiore rispetto ad an.
Se an→0 e bn→0, si dice che bn è un infinitesimo di ordine inferiore (va a zero più lentamente).
NB. Il caso limnbnan=±∞ non è un caso nuovo: equivale a limnanbn=0, cioè bn=o(an) (per il teorema del reciproco).
2. limnbnan=ℓ∈R, ℓ=0: stesso ordine
an e bn hanno lo stesso ordine: crescono (o vanno a zero) "alla stessa velocità", a meno di un fattore costante. In particolare, se ℓ=1:
nlimbnan=1si scrivean∼bn
e si dice che an e bn sono asintotiche.
Se hanno lo stesso ordine con limite ℓ=0, allora limnℓbnan=1, cioè an∼ℓbn: sono asintotiche a meno di una costante.
3. ∄limnbnan: non confrontabili
Si dice che an e bn sono non confrontabili.
Esempi
La gerarchia degli infiniti si scrive con l'o-piccolo: logpn=o(nα), nα=o(an) (a>1), an=o(n!), n!=o(nn).
n∼n2+4. Infatti
nlimn2+4n=nlimn2+4n2=nlim1+n241=1
(si porta n dentro la radice come n2, possibile perché n>0, e si divide sopra e sotto per n2).
n(2+cosn) e n non sono confrontabili: il rapporto è 2+cosn, che non ha limite. (Eppure entrambe tendono a +∞: n(2+cosn)≥n, e per il confronto va a +∞.)
Proprietà dell'asintoticità
Siano an,bn,cn=0 definitivamente.
Simmetrica:an∼bn⇒bn∼an. Infatti anbn=an/bn1→11=1.
Transitiva:an∼bn e bn∼cn⇒an∼cn. Infatti cnan=bnan⋅cnbn→1⋅1=1.
Stesso limite: se an′∼an, allora limnan=limnan′ (se uno dei due esiste, esiste anche l'altro). Infatti an=an′an⋅an′, e il primo fattore tende a 1.
Sostituzione nei prodotti e nei quozienti: se an′∼an e bn′∼bn, allora
nlimbnan=nlimbn′an′enlimanbn=nliman′bn′
Infatti anbn=an′an⋅an′⋅bn′bn⋅bn′, e i due rapporti tendono a 1 (per il quoziente è lo stesso).
Che cosa dicono 3 e 4, in pratica:
per calcolare il limite di una successione basta calcolare quello di una successione asintotica (più semplice);
per calcolare il limite di prodotti e quozienti si può sostituire ogni fattore con uno asintotico.
Osservazione utile. Se cn→1, allora ancn∼an (il rapporto è cn→1). È esattamente quello che succede quando si raccoglie: an[1+cose che vanno a 0]∼an.
Attenzione: con le somme non si può sostituire. Esempio: n+1∼n e −n∼−n, ma (n+1)+(−n)=1 mentre n+(−n)=0: sostituendo dentro una somma si sbaglia.
Proprietà dell'o-piccolo e legame con l'asintoticità
Transitiva:an=o(bn) e bn=o(cn)⇒an=o(cn). Infatti cnan=bnan⋅cnbn→0⋅0=0.
Significato.an∼bn vuol dire che si può approssimare an con bn commettendo un errore o(bn), cioè trascurabile rispetto a bn. Esempio: n2+3n∼n2 perché n2+3n=n2+o(n2) (l'errore 3n è trascurabile rispetto a n2: n23n→0).
Con questa scrittura le proprietà 3 e 4 dell'asintoticità diventano:
perché −n e n3 sono o(2n), e log5n=o(n!), per la gerarchia degli infiniti.
Due avvertenze
1. L'o-piccolo non si moltiplica liberamente. Se an=o(bn) e an′=o(bn), non è detto che anan′=o(bn). Esempio: bn=n4, an=n2, an′=n3; entrambi sono o(n4), ma anan′=n5 non è o(n4).
2. Le funzioni non conservano l'asintoticità, le potenze sì. Se an∼bn, in generale non è vero che f(an)∼f(bn) (per esempio n+1∼n, ma en+1=e⋅en non è asintotico a en: il rapporto tende a e). Però per le potenze sì:
an∼bn⇒anα∼bnα∀α∈R,α=0
perché bnαanα=(bnan)α→1α=1. È questo che permette di scrivere, per esempio, 3n3+6n−8logn∼3n3=n.