Esercizio 33dominio, segno, simmetrie e periodicità
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Testo (Lezione 13, esercizio 11 del foglio). Dominio, segno, eventuali simmetrie e periodicità di:
f(x)=log(x2+4x+3)
f(x)=log1/3(x2−x−1)
f(x)=4cos2x−1+∣sinx∣
f(x)=cos(3x)sin(πx) (solo periodicità e simmetrie: lo studio del segno la prof lo lascia a metà, vedi sotto)
(log senza base è il logaritmo in base e.)
Il metodo, in breve
Per ognuna delle quattro funzioni si rispondono quattro domande, sempre nello stesso ordine:
Dominio: dove la formula ha senso. Ogni "operazione delicata" porta una condizione: radice quadrata → argomento ≥0; logaritmo → argomento >0; frazione → denominatore =0.
Simmetrie: no. Il dominio non è simmetrico rispetto a 0: per esempio x=1 è nel dominio (1≥−0,59), mentre −1 no (perché −3,41<−1<−0,59). Senza dominio simmetrico f non può essere né pari né dispari.
Periodicità: no. Il dominio non è "a ripetizione", e per x→+∞ l'argomento x2+4x+3 cresce senza limite: i valori di f non si ripetono.
2. f(x)=log1/3(x2−x−1)
Dominio
{x2−x−1>0log1/3(x2−x−1)≥0(argomento del logaritmo)(argomento della radice)
Quindi la seconda condizione dà x2−x−1≤1 (verso invertito!), e questa volta la prima condizione non è assorbita: va tenuta.
Grafico interattivo: y = log₁/₃ X: decrescente, è ≥ 0 solo per 0 < X ≤ 1
Prima disequazione: x2−x−1>0. Radici x1,2=21±1+4=21±5. Parabola verso l'alto, positiva fuori dalle radici:
x<21−5oppurex>21+5(≈−0,618 e 1,618)
Seconda disequazione: x2−x−1≤1, cioè x2−x−2≤0. Radici x1,2=21±1+8=21±3, cioè −1 e 2. Parabola verso l'alto, ≤0tra le radici:
−1≤x≤2
Intersezione (il sistema chiede che valgano entrambe). Mettendo i punti in ordine sulla retta, −1<21−5<21+5<2:
Grafico interattivo: Primo pezzo del dominio: [−1, (1 − √5)/2)
Grafico interattivo: Secondo pezzo del dominio: ((1 + √5)/2, 2]
Dom(f)=[−1,21−5)∪(21+5,2]
Gli estremi 21±5 sono esclusi (lì l'argomento del logaritmo è 0), mentre −1 e 2 sono inclusi (lì l'argomento è 1, il logaritmo vale 0 e la radice di 0 esiste).
Segno, simmetrie, periodicità
Segno:f(x)≥0 per ogni x del dominio (è una radice); vale 0 in x=−1 e x=2.
Simmetrie: no, il dominio non è simmetrico (per esempio 2 sta nel dominio, −2 no).
Periodicità: no, il dominio è limitato (sta tutto in [−1,2]), mentre una funzione periodica deve avere dominio illimitato in entrambe le direzioni.
3. f(x)=4cos2x−1+∣sinx∣
Qui conviene seguire il consiglio della prof (il "NB" nella soluzione): prima simmetrie e periodicità, perché riducono molto il lavoro sul dominio.
(il penultimo passaggio usa ∣−A∣=∣A∣). Quindi f è pari: basta studiarla per x≥0.
Periodicità: f è π-periodica (non solo 2π!)
cos e sin hanno periodo 2π, quindi certamente f(x+2π)=f(x). Ma si può fare meglio. Usando cos(x+π)=−cosx e sin(x+π)=−sinx (spostarsi di mezzo giro sulla circonferenza porta nel punto opposto):
(da A2≥41 si passa a ∣A∣≥21 prendendo la radice dei due membri, che sono non negativi).
Sulla circonferenza goniometrica. Il coseno è l'ascissa del punto sulla circonferenza: le soluzioni sono gli archi che stanno a destra della retta verticale X=21 oppure a sinistra della retta X=−21.
cosx=21 in xˉ1=arccos21=3π (e in −3π). Quindi cosx≥21 per −3π+2kπ≤x≤3π+2kπ.
cosx=−21 in xˉ2=arccos(−21)=π−3π=32π (e in xˉ3=π+3π=34π). Quindi cosx≤−21 per 32π+2kπ≤x≤34π+2kπ.
(k∈Z: si aggiunge 2kπ perché il coseno si ripete ogni giro.) Le due famiglie si possono unire in una sola, perché il secondo arco è il primo spostato di π:
Dom(f)=k∈Z⋃[−3π+kπ,3π+kπ]
Nell'intervallo di studio[0,2π] il dominio è 0≤x≤3π: tra 3π e 2π il coseno è positivo ma minore di 21.
Segno
f(x)≥0 per ogni x del dominio, perché è somma di due quantità non negative: una radice (≥0) e un valore assoluto (≥0). Anzi è f(x)=0 solo se entrambe sono 0: ∣sinx∣=0 vuol dire x=kπ, ma lì cos2x=1 e la radice vale 3=0. Quindi f(x)>0 su tutto il dominio.
Grafico interattivo: y = √(4cos²x − 1) + |sin x|: definita solo sugli intervalli [kπ − π/3, kπ + π/3], pari e π-periodica
4. f(x)=cos(3x)sin(πx)
Dominio
Il denominatore non deve annullarsi: cos(3x)=0. Il coseno si annulla in 2π+kπ, quindi
3x=2π+kπ⟺x=6π+k3π,k∈Z
Dom(f)=R∖{6π+k3π:k∈Z}
Simmetrie: f è dispari
Dominio simmetrico (se si toglie 6π+k3π si toglie anche il suo opposto −6π−k3π=6π+(−k−1)3π). Poi, seno dispari e coseno pari:
f(−x)=cos(−3x)sin(−πx)=cos(3x)−sin(πx)=−f(x)
Quindi f è dispari e in uno studio completo ci si potrebbe limitare a x≥0.
Una dimostrazione diretta (per chi vuole vedere che non è solo una regola pratica). Supponiamo per assurdo che f(x+T)=f(x) per ogni x del dominio, con T>0.
Il dominio deve essere invariante per traslazione di T: se x sta nel dominio, deve starci anche x+T (e viceversa). I punti esclusi sono distanziati di 3π l'uno dall'altro, quindi spostandoli di T devono ricadere su punti esclusi: T deve essere un multiplo di 3π, cioè T=m3π con m∈N∗.
Gli zeri devono ripetersi: f(x)=0⟺sin(πx)=0⟺x∈Z (gli interi stanno tutti nel dominio, perché i punti esclusi 6π+k3π sono irrazionali). Se f è T-periodica, da f(0)=0 segue f(T)=0, quindi T è un intero.
Allora m3π=T∈N, cioè π=m3T∈Q: assurdo, perché π è irrazionale ⚡.
Il segno (dove la prof si ferma)
f(x)≥0 quando numeratore e denominatore hanno lo stesso segno.
Numeratore:sin(πx)≥0⟺2kπ≤πx≤(2k+1)π⟺2k≤x≤2k+1, k∈Z: intervalli di lunghezza 1 con estremi interi.
Denominatore:cos(3x)>0⟺−2π+2kπ<3x<2π+2kπ⟺−6π+32kπ<x<6π+32kπ, k∈Z: intervalli di lunghezza 3π con estremi irrazionali.
Il problema: le due famiglie di intervalli hanno "passi" che non vanno mai d'accordo (è proprio la non periodicità), quindi la tabella dei segni non si ripete e non si può scrivere in una forma compatta. La prof commenta "mi pare un po' impossibile, fermiamoci qui".
Vicino all'origine si può comunque leggere il segno. In [0,1] il numeratore è ≥0; il denominatore è positivo per 0≤x<6π≈0,524 e negativo per 6π<x≤1 (fino a 2π≈1,571 il coseno di 3x resta negativo). Quindi
f(x)≥0 su [0,6π),f(x)≤0 su (6π,1]
e, essendo f dispari, i segni si scambiano in [−1,0].
Grafico interattivo: y = sin(πx)/cos(3x): dispari, con asintoti verticali in x = π/6 + kπ/3; il disegno non si ripete mai uguale
Errori comuni
Dimenticare di invertire il verso con il logaritmo di base minore di 1 (funzione 2): log1/3X≥0 vuol dire X≤1, non X≥1.
Tenere la condizione "argomento del log >0" quando è già implicata dall'altra (funzione 1): non è un errore, ma è lavoro in più. Nella funzione 2 invece non è implicata e va tenuta.
Dire che f è pari o dispari senza guardare il dominio (funzioni 1 e 2).
Dare come periodo 2π quando ci sono cos2 o ∣sin∣ (funzione 3): il periodo è π.
Dichiarare periodica una somma o un quoziente senza controllare il rapporto dei periodi (funzione 4).