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Note per Studenti Limiti di successioni

Limiti di successioni: la definizione

In questa pagina 9

Inizio del capitolo 3, "Limiti e continuità" (lezione 12). Esercizi svolti: Esercizio 29 · limiti di 1/n e di n con la definizione, Esercizio 30 · la successione (-1)n non ha limite. Seguito: SottosuccessioniUna sottosuccessione si ottiene prendendo infiniti termini di una successione con indici crescenti; se due sottosuccessioni hanno limiti diversi, il limite non esiste.Sottosuccessioni →, Successioni limitate e monotoneOgni successione convergente è limitata (non viceversa); ogni successione monotona ha limite, uguale al sup se crescente e all'inf se decrescente.Successioni limitate e monotone →.

Successioni

Una successione è una funzione f:X→Rf : X \to \mathbb{R} con X={n∈N:n≥n0}X = \{n \in \mathbb{N} : n \ge n_0\} (n0∈Nn_0 \in \mathbb{N} fissato). Per tradizione si scrive ana_n invece di f(n)f(n) e si indica la successione con (an)n≥n0(a_n)_{n \ge n_0}. È semplicemente una lista infinita di numeri: an0,an0+1,an0+2,…a_{n_0}, a_{n_0 + 1}, a_{n_0 + 2}, \dots

Tre esempi guida:

  1. an=1na_n = \frac1n, n∈N∗n \in \mathbb{N}^*: 1,12,13,14,…1, \frac12, \frac13, \frac14, \dots (i punti del grafico di y=1xy = \frac1x con xx intero);
  2. an=na_n = n, n∈Nn \in \mathbb{N}: 0,1,2,3,…0, 1, 2, 3, \dots;
  3. an=(−1)na_n = (-1)^n, n∈Nn \in \mathbb{N}: 1,−1,1,−1,…1, -1, 1, -1, \dots (vale 11 per nn pari e −1-1 per nn dispari).

Grafico interattivo: a_n = 1/n: i termini si avvicinano a 0

Grafico interattivo: a_n = (−1)^n: i termini saltano tra 1 e −1 senza avvicinarsi a nessun numero

L'idea di limite

ℓ=lim⁡n→+∞an\ell = \lim_{n \to +\infty} a_n quando, per nn abbastanza grande, i termini della successione assumono valori che "si accostano" quanto si vuole al limite ℓ\ell (che può essere un numero reale oppure ±∞\pm\infty). Nei tre esempi:

lim⁡n→+∞1n=0lim⁡n→+∞n=+∞∄lim⁡n→+∞(−1)n\lim_{n \to +\infty} \frac1n = 0 \qquad \lim_{n \to +\infty} n = +\infty \qquad \nexists \lim_{n \to +\infty} (-1)^n

Definizione di limite finito

Data (an)n≥n0(a_n)_{n \ge n_0}, si dice che lim⁡n→+∞an=ℓ∈R\displaystyle\lim_{n \to +\infty} a_n = \ell \in \mathbb{R} se ∀ε>0  ∃N≥n0  tale che  ∣an−ℓ∣<ε∀n>N\forall \varepsilon > 0 \ \ \exists N \ge n_0 \ \text{ tale che } \ |a_n - \ell| < \varepsilon \quad \forall n > N

Come si legge. Si fissa una tolleranza ε>0\varepsilon > 0, piccola quanto si vuole. Deve esistere un indice NN ("una soglia") dopo il quale tutti i termini distano da ℓ\ell meno di ε\varepsilon.

Graficamente. Per le proprietà del valore assolutoIl valore assoluto è la distanza di un numero da zero: definizione, proprietà, disuguaglianza triangolare e disequazioni con i moduli.Valore assoluto (modulo) →:

∣an−ℓ∣<ε  ⟺  −ε<an−ℓ<ε  ⟺  ℓ−ε<an<ℓ+ε  ⟺  an∈(ℓ−ε,ℓ+ε)|a_n - \ell| < \varepsilon \iff -\varepsilon < a_n - \ell < \varepsilon \iff \ell - \varepsilon < a_n < \ell + \varepsilon \iff a_n \in (\ell - \varepsilon, \ell + \varepsilon)

Si disegna la striscia orizzontale tra le rette y=ℓ−εy = \ell - \varepsilon e y=ℓ+εy = \ell + \varepsilon: da NN in poi tutti i punti del grafico della successione devono stare dentro la striscia. I primi termini possono stare fuori, quanti se ne vuole.

NN dipende da ε\varepsilon (si scrive anche NεN_\varepsilon): se si stringe la striscia (si sceglie ε′<ε\varepsilon' < \varepsilon) di solito bisogna aspettare di più, cioè Nε′≥NεN_{\varepsilon'} \ge N_\varepsilon.

Esempio con numeri (an=1na_n = \frac1n, ℓ=0\ell = 0): con ε=0,1\varepsilon = 0{,}1 serve 1n<0,1\frac1n < 0{,}1, cioè n>10n > 10: va bene N=10N = 10. Con ε=0,01\varepsilon = 0{,}01 serve n>100n > 100: N=100N = 100. In generale N>1εN > \frac{1}{\varepsilon}, che esiste per l'Archimedeità di NPer ogni numero reale esiste un naturale più grande: serve a trovare n con 1/n più piccolo di qualunque epsilon.Archimedeità di N →. Dettagli nell'Esercizio 29 · limiti di 1/n e di n con la definizione.

Definizione di limite infinito

lim⁡n→+∞an=+∞\displaystyle\lim_{n \to +\infty} a_n = +\infty se  ∀L∈R ∃N≥n0\ \forall L \in \mathbb{R} \ \exists N \ge n_0, N∈NN \in \mathbb{N}, tale che an>L  ∀n>Na_n > L \ \ \forall n > N.

lim⁡n→+∞an=−∞\displaystyle\lim_{n \to +\infty} a_n = -\infty se  ∀L∈R ∃N≥n0\ \forall L \in \mathbb{R} \ \exists N \ge n_0, N∈NN \in \mathbb{N}, tale che an<L  ∀n>Na_n < L \ \ \forall n > N.

Graficamente: per +∞+\infty, comunque si fissi una retta orizzontale y=Ly = L (alta quanto si vuole), da un certo indice NN in poi tutti i punti stanno sopra la retta. N=NLN = N_L cresce al crescere di LL.

Proprietà della definizione

  1. ε\varepsilon "piccolo a piacere". Nella definizione di limite finito basta considerare gli ε\varepsilon piccoli: se per 0<ε′<ε0 < \varepsilon' < \varepsilon esiste NN con ∣an−ℓ∣<ε′|a_n - \ell| < \varepsilon' per n>Nn > N, allora a maggior ragione ∣an−ℓ∣<ε|a_n - \ell| < \varepsilon (stesso NN). Allo stesso modo per +∞+\infty si può scegliere L>0L > 0 o "grande a piacere", per −∞-\infty L<0L < 0 o "piccolo a piacere". Inoltre è indifferente scrivere <ε< \varepsilon o ≤ε\le \varepsilon, ∀n>N\forall n > N o ∀n≥N\forall n \ge N.
  2. Per le successioni l'unico limite che ha senso è per n→+∞n \to +\infty. Scrivere lim⁡n→5an\lim_{n \to 5} a_n non ha senso (lo si capirà con i limiti di funzioni: nn varia tra i naturali, che non si "accumulano" vicino a 55). Per questo spesso si scrive semplicemente lim⁡nan\lim_n a_n.
  3. Il limite non dipende dai primi termini. Cambiando, togliendo o aggiungendo un numero finito di termini il limite non cambia. Per esempio lim⁡nan=lim⁡nan−n0=lim⁡nan+n0\lim_n a_n = \lim_n a_{n - n_0} = \lim_n a_{n + n_0} (la successione "spostata" di n0n_0 posti ha lo stesso limite).
  4. "Definitivamente". Quando esiste NN tale che una proprietà pnp_n vale per ogni n>Nn > N, si dice che la proprietà vale definitivamente (abbreviato DEF.). Con questa parola la definizione di limite diventa: "∀ε>0\forall \varepsilon > 0, ∣an−ℓ∣<ε|a_n - \ell| < \varepsilon definitivamente". (Attenzione: se si usa "definitivamente", almeno una volta va scritto per esteso cosa significa.)

Nomenclatura

Situazione Nome della successione
∃lim⁡nan=ℓ∈R\exists \lim_n a_n = \ell \in \mathbb{R} convergente (se ℓ=0\ell = 0: infinitesima)
∃lim⁡nan=+∞\exists \lim_n a_n = +\infty oppure −∞-\infty divergente (a ±∞\pm\infty), o infinita
il limite esiste (ℓ∈R\ell \in \mathbb{R} oppure ±∞\pm\infty) regolare
il limite non esiste irregolare

Esempi: 1n\frac1n è infinitesima (quindi convergente e regolare); nn è divergente (regolare); (−1)n(-1)^n è irregolare.

Limite per eccesso e per difetto

Per le successioni convergenti, lim⁡nan=ℓ∈R\lim_n a_n = \ell \in \mathbb{R}, si precisa anche da che parte si avvicinano:

  • lim⁡nan=ℓ+\lim_n a_n = \ell^+ (per eccesso, "da sopra") se ∀ε>0 ∃N:ℓ≤an<ℓ+ε  ∀n>N\forall \varepsilon > 0 \ \exists N : \ell \le a_n < \ell + \varepsilon \ \ \forall n > N;
  • lim⁡nan=ℓ−\lim_n a_n = \ell^- (per difetto, "da sotto") se ∀ε>0 ∃N:ℓ−ε<an≤ℓ  ∀n>N\forall \varepsilon > 0 \ \exists N : \ell - \varepsilon < a_n \le \ell \ \ \forall n > N.

Cioè: da un certo punto in poi i termini stanno nella metà superiore (o inferiore) della striscia. Esempio: lim⁡n1n=0+\lim_n \frac1n = 0^+, perché 0≤1n0 \le \frac1n sempre (anzi 0<1n0 < \frac1n).

Teorema di unicità del limite

Teorema 1 (da sapere). Se esiste lim⁡nan=ℓ\lim_n a_n = \ell, con ℓ∈R\ell \in \mathbb{R} oppure ℓ=±∞\ell = \pm\infty, allora questo limite è unico.

Dimostrazione (solo per ℓ∈R\ell \in \mathbb{R}, per assurdo). Supponiamo che esistano ℓ1,ℓ2∈R\ell_1, \ell_2 \in \mathbb{R}, ℓ1≠ℓ2\ell_1 \ne \ell_2, entrambi limiti di ana_n; diciamo ℓ1<ℓ2\ell_1 < \ell_2. Per ogni ε>0\varepsilon > 0:

  1. lim⁡nan=ℓ1\lim_n a_n = \ell_1: esiste N1N_1 con ∣an−ℓ1∣<ε|a_n - \ell_1| < \varepsilon per ogni n>N1n > N_1;
  2. lim⁡nan=ℓ2\lim_n a_n = \ell_2: esiste N2N_2 con ∣an−ℓ2∣<ε|a_n - \ell_2| < \varepsilon per ogni n>N2n > N_2.

Preso N=max⁡{N1,N2}N = \max\{N_1, N_2\}, per ogni n>Nn > N valgono entrambe. Scegliamo ε=ℓ2−ℓ14\varepsilon = \frac{\ell_2 - \ell_1}{4} (un quarto della distanza tra i due limiti). Allora per n>Nn > N

an∈(ℓ1−ε,ℓ1+ε)∩(ℓ2−ε,ℓ2+ε)=∅a_n \in (\ell_1 - \varepsilon, \ell_1 + \varepsilon) \cap (\ell_2 - \varepsilon, \ell_2 + \varepsilon) = \emptyset

perché le due strisce non si toccano: ℓ1+ε<ℓ2−ε\ell_1 + \varepsilon < \ell_2 - \varepsilon. Infatti questa disuguaglianza equivale a 2ε<ℓ2−ℓ12\varepsilon < \ell_2 - \ell_1, cioè ℓ2−ℓ12<ℓ2−ℓ1\frac{\ell_2 - \ell_1}{2} < \ell_2 - \ell_1, vero perché ℓ2−ℓ1>0\ell_2 - \ell_1 > 0.

Assurdo: ana_n dovrebbe appartenere all'insieme vuoto ⚡. Quindi ℓ1=ℓ2\ell_1 = \ell_2 ∎.

Idea grafica: da NN in poi i punti dovrebbero stare contemporaneamente in due strisce orizzontali disgiunte, il che è impossibile.

Errori comuni

  • Scegliere NN prima di ε\varepsilon: l'ordine dei quantificatori è "per ogni ε\varepsilon esiste NN", quindi NN può (e di solito deve) dipendere da ε\varepsilon.
  • Verificare la definizione solo per qualche ε\varepsilon (0,10{,}1, 0,010{,}01…): serve per ogni ε>0\varepsilon > 0.
  • Credere che i primi termini contino per il limite.
  • Dire che (−1)n(-1)^n "tende a 11 e a −1-1": il limite, se esiste, è unico; qui non esiste.

Esercizi su questo argomento

Lezioni in cui compare

Teoria collegata