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Note per Studenti Calcolo dei limiti di successioni

Calcolo dei limiti di successioni

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Lezioni 13-15. Prerequisiti: Limiti di successioniUna successione ha limite l se, da un certo indice in poi, i suoi termini stanno vicini a l quanto si vuole; definizioni con epsilon, limiti infiniti e unicità.Limiti di successioni →, Successioni limitate e monotoneOgni successione convergente è limitata (non viceversa); ogni successione monotona ha limite, uguale al sup se crescente e all'inf se decrescente.Successioni limitate e monotone →.

Finora ogni limite si dimostrava con la definizione (si sceglie NN in funzione di ε\varepsilon, come nell'Esercizio 29 · limiti di 1/n e di n con la definizione). È un lavoro lungo anche per successioni semplici. I teoremi di calcolo permettono di ottenere il limite di successioni complicate a partire da quello di successioni semplici, come si fa con le operazioni.

Premessa: tre fatti che si usano sempre

1. Basta arrivare a "<Cε< C\varepsilon"

Per dimostrare che ∣an−ℓ∣<ε|a_n - \ell| < \varepsilon definitivamente (per ogni ε>0\varepsilon > 0), basta dimostrare che

∣an−ℓ∣<Cεdefinitivamente, per ogni ε>0|a_n - \ell| < C\varepsilon \quad \text{definitivamente, per ogni } \varepsilon > 0

dove C>0C > 0 è un numero fissato qualsiasi (non dipende da nn né da ε\varepsilon).

Perché. La disuguaglianza "<Cε< C\varepsilon" vale per ogni ε>0\varepsilon > 0. Dato un ε\varepsilon, la si usa con ε′=εC\varepsilon' = \frac{\varepsilon}{C} al posto di ε\varepsilon (è ancora un numero positivo): si ottiene ∣an−ℓ∣<C⋅εC=ε|a_n - \ell| < C \cdot \frac{\varepsilon}{C} = \varepsilon definitivamente. Nelle dimostrazioni dei teoremi capita spesso di arrivare a 2ε2\varepsilon o 3ε3\varepsilon: va benissimo così.

2. lim⁡nan=0  ⟺  lim⁡n∣an∣=0\lim_n a_n = 0 \iff \lim_n |a_n| = 0

Perché. Scriviamo le due definizioni. lim⁡n∣an∣=0\lim_n |a_n| = 0 vuol dire: per ogni ε>0\varepsilon > 0, definitivamente

∣ ∣an∣−0 ∣<ε\big|\,|a_n| - 0\,\big| < \varepsilon

Ma ∣ ∣an∣−0 ∣=∣ ∣an∣ ∣=∣an∣=∣an−0∣\big|\,|a_n| - 0\,\big| = \big|\,|a_n|\,\big| = |a_n| = |a_n - 0|, e "∣an−0∣<ε|a_n - 0| < \varepsilon definitivamente" è proprio la definizione di lim⁡nan=0\lim_n a_n = 0. Le due condizioni sono la stessa disuguaglianza scritta in due modi.

A cosa serve. Per le successioni con segni che cambiano (per esempio con (−1)n(-1)^n) si studia il modulo, che è positivo e spesso più semplice. Esempio: ∣(−1)nn∣=1n→0\left|\frac{(-1)^n}{n}\right| = \frac1n \to 0, quindi (−1)nn→0\frac{(-1)^n}{n} \to 0 (vedi Esercizio 34 · max e min di (-1)n/n).

Attenzione: vale solo con limite 00. Per esempio ∣(−1)n∣=1→1|(-1)^n| = 1 \to 1, ma (−1)n(-1)^n non ha limite.

3. Anticipazione: le funzioni elementari "passano dentro" il limite

Se:

  • (an)n≥n0(a_n)_{n \ge n_0} ha tutti i termini nel dominio di ff,
  • lim⁡nan=ℓ\lim_n a_n = \ell con ℓ\ell nel dominio di ff,
  • ff è una delle funzioni elementari: potenze, esponenziali, logaritmi, funzioni iperboliche e loro inverse, funzioni trigonometriche e loro inverse, valore assoluto,

allora

lim⁡nf(an)=f(lim⁡nan)=f(ℓ)\lim_n f(a_n) = f\left(\lim_n a_n\right) = f(\ell)

Si dimostrerà più avanti: è la proprietà delle funzioni continue, e le funzioni elementari lo sono.

Esempio. lim⁡nsin⁡(1n)=sin⁡(lim⁡n1n)=sin⁡0=0\displaystyle\lim_n \sin\left(\frac1n\right) = \sin\left(\lim_n \frac1n\right) = \sin 0 = 0.

Anche con i limiti infiniti si usa la stessa idea, leggendo il comportamento di ff dal suo grafico (quello che succede "agli estremi" del dominio):

Scritture come e+∞=+∞e^{+\infty} = +\infty e log⁡(0+)=−∞\log(0^+) = -\infty sono abbreviazioni per "il limite dei valori di exe^x quando xx diventa grande è +∞+\infty", non vere operazioni tra numeri.

Teorema 1: algebra dei limiti (caso convergente)

Teorema. Siano (an)(a_n) e (bn)(b_n) due successioni convergenti, con lim⁡nan=a∈R\lim_n a_n = a \in \mathbb{R} e lim⁡nbn=b∈R\lim_n b_n = b \in \mathbb{R}. Allora:

  1. lim⁡n(an+bn)=a+b\lim_n (a_n + b_n) = a + b;
  2. lim⁡n(an−bn)=a−b\lim_n (a_n - b_n) = a - b;
  3. per ogni c∈Rc \in \mathbb{R}, lim⁡nc an=c a\lim_n c\,a_n = c\,a;
  4. lim⁡n(an⋅bn)=a⋅b\lim_n (a_n \cdot b_n) = a \cdot b;
  5. se b≠0b \ne 0 (si vedrà che allora bn≠0b_n \ne 0 definitivamente, quindi la frazione ha senso da un certo punto in poi): lim⁡n1bn=1b,lim⁡nanbn=ab\lim_n \frac{1}{b_n} = \frac1b, \qquad \lim_n \frac{a_n}{b_n} = \frac{a}{b}

In parole: il limite della somma è la somma dei limiti, e lo stesso per differenza, multiplo, prodotto e quoziente, purché i limiti siano finiti (e, per il quoziente, il denominatore non tenda a 00).

Esempio. an=3+2na_n = 3 + \frac2n: lim⁡n3=3\lim_n 3 = 3 (successione costante) e lim⁡n2n=2⋅lim⁡n1n=0\lim_n \frac2n = 2 \cdot \lim_n \frac1n = 0 (punto 3), quindi lim⁡nan=3+0=3\lim_n a_n = 3 + 0 = 3 (punto 1).

Dimostrazione del punto 4 (prodotto)

Lezione 14. Bisogna dimostrare che per ogni ε>0\varepsilon > 0 (basta ε<1\varepsilon < 1, per la proprietà "ε\varepsilon piccolo a piacere") esiste NN con

∣anbn−ab∣<Cε∀n>N|a_n b_n - ab| < C\varepsilon \quad \forall n > N

per qualche costante C>0C > 0 (per la premessa 1 basta questo).

Passo 1: le due definizioni. Con questo ε\varepsilon:

  1. esiste N1N_1 con ∣an−a∣<ε|a_n - a| < \varepsilon per ogni n>N1n > N_1;
  2. esiste N2N_2 con ∣bn−b∣<ε|b_n - b| < \varepsilon per ogni n>N2n > N_2.

Preso N=max⁡{N1,N2}N = \max\{N_1, N_2\}, per n>Nn > N valgono entrambe (si prende il più grande dei due indici perché da lì in poi si è oltre tutti e due).

Passo 2: il trucco "aggiungo e tolgo". Si somma e si sottrae anba_n b, che non cambia il valore ma fa comparire le differenze bn−bb_n - b e an−aa_n - a, che sappiamo piccole:

∣anbn−ab∣=∣(anbn−anb)+(anb−ab)∣≤∣an∣ ∣bn−b∣+∣b∣ ∣an−a∣|a_n b_n - ab| = |(a_n b_n - a_n b) + (a_n b - ab)| \le |a_n|\,|b_n - b| + |b|\,|a_n - a|

(si è usata la disuguaglianza triangolareIl modulo di una somma è al più la somma dei moduli.Valore assoluto (modulo) → e poi ∣xy∣=∣x∣∣y∣|xy| = |x||y|, raccogliendo ana_n nel primo pezzo e bb nel secondo).

Passo 3: tenere sotto controllo ∣an∣|a_n|. Per n>Nn > N:

∣an∣=∣an−a+a∣≤∣an−a∣+∣a∣<ε+∣a∣<1+∣a∣|a_n| = |a_n - a + a| \le |a_n - a| + |a| < \varepsilon + |a| < 1 + |a|

(qui serve ε<1\varepsilon < 1). È lo stesso fatto delle successioni convergenti, che sono limitateOgni successione convergente è limitata (Teorema 2 della lezione 13).Successioni limitate e monotone →.

Passo 4: conclusione. Per n>Nn > N:

∣anbn−ab∣<(1+∣a∣) ε+∣b∣ ε=(1+∣a∣+∣b∣)⏟C > 0 ε|a_n b_n - ab| < (1 + |a|)\,\varepsilon + |b|\,\varepsilon = \underbrace{(1 + |a| + |b|)}_{C \,>\, 0}\,\varepsilon

CC non dipende né da nn né da ε\varepsilon: è la definizione di lim⁡nanbn=ab\lim_n a_n b_n = ab ∎.

Come si usa: raccogliere il termine "più grande"

Nei quozienti di polinomi in nn numeratore e denominatore tendono a +∞+\infty, e il Teorema 1 non si può applicare subito. Si raccoglie la potenza più alta sopra e sotto: quello che resta tra parentesi converge, e lì il Teorema 1 funziona. Esempio:

lim⁡n3n3−2n2+nsin⁡1n3 n3−4n+22=lim⁡n3n3[1−23n+13n2sin⁡1n]3 n3[1−43 n2+223 n3]=33=3\lim_n \frac{3n^3 - 2n^2 + n \sin\frac1n}{\sqrt3\,n^3 - 4n + 2\sqrt2} = \lim_n \frac{3n^3\left[1 - \frac{2}{3n} + \frac{1}{3n^2}\sin\frac1n\right]}{\sqrt3\,n^3\left[1 - \frac{4}{\sqrt3\,n^2} + \frac{2\sqrt2}{\sqrt3\,n^3}\right]} = \frac{3}{\sqrt3} = \sqrt3

Svolto in dettaglio nell'Esercizio 35 · limiti di quozienti raccogliendo il termine dominante.

Limite del Teorema 1. Non dice nulla se una delle successioni è irregolare (come cos⁡n\cos n) o divergente. Per questi casi servono i teoremi seguenti.

Teorema 2: permanenza del segno (prima forma)

Teorema.

  • Se lim⁡nan=a>0\lim_n a_n = a > 0 oppure +∞+\infty, allora an>0a_n > 0 definitivamente.
  • Se lim⁡nan=a<0\lim_n a_n = a < 0 oppure −∞-\infty, allora an<0a_n < 0 definitivamente.

In parole: se il limite è positivo, da un certo punto in poi anche i termini sono positivi. Il segno del limite "si trasmette" ai termini.

Dimostrazione (per a∈Ra \in \mathbb{R}, a>0a > 0). Si sceglie un ε\varepsilon con 0<ε<a0 < \varepsilon < a (per esempio ε=a2\varepsilon = \frac{a}{2}). Per la definizione di limite esiste NN con ∣an−a∣<ε|a_n - a| < \varepsilon, cioè a−ε<an<a+εa - \varepsilon < a_n < a + \varepsilon, per ogni n>Nn > N. Ma a−ε>0a - \varepsilon > 0 per come si è scelto ε\varepsilon, quindi

0<a−ε<an∀n>N0 < a - \varepsilon < a_n \quad \forall n > N

∎. (Per +∞+\infty: si usa la definizione con L=0L = 0.) Idea: la striscia attorno ad aa si sceglie abbastanza stretta da stare tutta sopra lo zero.

Conseguenza importante. Se lim⁡nbn=b≠0\lim_n b_n = b \ne 0, allora bn≠0b_n \ne 0 definitivamente: se b>0b > 0 i termini sono definitivamente positivi, se b<0b < 0 definitivamente negativi. È quello che serve per dare senso a 1bn\frac{1}{b_n} nel punto 5 del Teorema 1.

Teorema 3: permanenza del segno (seconda forma)

Teorema.

  1. Se lim⁡nan=a\lim_n a_n = a e an≥0a_n \ge 0 definitivamente, allora a≥0a \ge 0.
  2. Se lim⁡nan=a\lim_n a_n = a e an≤0a_n \le 0 definitivamente, allora a≤0a \le 0.
  3. Se lim⁡nan=a∈R\lim_n a_n = a \in \mathbb{R}, lim⁡nbn=b∈R\lim_n b_n = b \in \mathbb{R} e an≤bna_n \le b_n definitivamente, allora a≤ba \le b.

È il "viceversa" del Teorema 2: dal segno dei termini si deduce il segno del limite. Il punto 3 dice che le disuguaglianze deboli passano al limite.

Attenzione: le disuguaglianze strette non passano al limite. Se an>0a_n > 0 definitivamente si può solo concludere a≥0a \ge 0, non a>0a > 0. Esempio: 1n>0\frac1n > 0 per ogni n≥1n \ge 1, ma lim⁡n1n=0\lim_n \frac1n = 0.

Dimostrazione.

  1. Per assurdo: sia an≥0a_n \ge 0 definitivamente ma a<0a < 0. Per il Teorema 2, da a<0a < 0 segue an<0a_n < 0 definitivamente. Allora da un certo punto in poi ana_n sarebbe sia ≥0\ge 0 sia <0< 0: assurdo ⚡.
  2. Allo stesso modo.
  3. Si pone cn=bn−anc_n = b_n - a_n. Da an≤bna_n \le b_n definitivamente segue cn≥0c_n \ge 0 definitivamente. Per il Teorema 1 (differenza), lim⁡ncn=b−a\lim_n c_n = b - a. Per il punto 1, b−a≥0b - a \ge 0, cioè a≤ba \le b ∎.

Teorema 4: del confronto (o dei due carabinieri)

Teorema. Siano (an)(a_n), (bn)(b_n), (cn)(c_n) tali che

  • lim⁡nan=lim⁡nbn=ℓ∈R\lim_n a_n = \lim_n b_n = \ell \in \mathbb{R};
  • an≤cn≤bna_n \le c_n \le b_n definitivamente.

Allora esiste anche lim⁡ncn=ℓ\lim_n c_n = \ell.

Il nome. ana_n e bnb_n sono i due carabinieri che "scortano" cnc_n: se entrambi vanno verso ℓ\ell, anche cnc_n, che sta in mezzo, è costretta ad andarci.

Attenzione alla differenza con il Teorema 3. Qui non si sa in partenza che cnc_n ha limite: il teorema lo dimostra.

Dimostrazione. Fissato ε>0\varepsilon > 0:

  1. esiste N1N_1 con ℓ−ε<an<ℓ+ε\ell - \varepsilon < a_n < \ell + \varepsilon per ogni n>N1n > N_1;
  2. esiste N2N_2 con ℓ−ε<bn<ℓ+ε\ell - \varepsilon < b_n < \ell + \varepsilon per ogni n>N2n > N_2;
  3. esiste N3N_3 con an≤cn≤bna_n \le c_n \le b_n per ogni n>N3n > N_3.

Con N=max⁡{N1,N2,N3}N = \max\{N_1, N_2, N_3\}, per ogni n>Nn > N valgono tutte e tre, quindi

ℓ−ε<1an≤3cn≤3bn<2ℓ+ε\ell - \varepsilon \overset{1}{<} a_n \overset{3}{\le} c_n \overset{3}{\le} b_n \overset{2}{<} \ell + \varepsilon

cioè ∣cn−ℓ∣<ε|c_n - \ell| < \varepsilon: è la definizione di lim⁡ncn=ℓ\lim_n c_n = \ell ∎.

A cosa serve. A calcolare limiti con pezzi irregolari ma limitati, come cos⁡n\cos n o sin⁡n\sin n, che da soli non hanno limite. Esempio nell'Esercizio 36 · limite con cos n, carabinieri e infinitesima per limitata.

Da ricordare: ∄lim⁡ncos⁡n\nexists \lim_n \cos n e ∄lim⁡nsin⁡n\nexists \lim_n \sin n. Più in generale, se ff è periodica e non costante, lim⁡nf(n)\lim_n f(n) non esiste (i valori continuano a oscillare).

Teorema 5: infinitesima per limitata

Teorema. Se (an)(a_n) è infinitesima (lim⁡nan=0\lim_n a_n = 0) e (bn)(b_n) è limitata (esiste M>0M > 0 con ∣bn∣≤M|b_n| \le M per ogni nn), allora

lim⁡nanbn=0\lim_n a_n b_n = 0

In parole: una cosa che va a zero moltiplicata per una cosa che non scappa all'infinito va a zero, anche se la seconda oscilla senza avere limite.

Dimostrazione. Per la premessa 2, basta dimostrare lim⁡n∣anbn∣=0\lim_n |a_n b_n| = 0. Si ha

0≤∣anbn∣=∣an∣ ∣bn∣≤M ∣an∣0 \le |a_n b_n| = |a_n|\,|b_n| \le M\,|a_n|

La successione costante 00 tende a 00; anche M∣an∣→0M|a_n| \to 0 (perché ∣an∣→0|a_n| \to 0 per la premessa 2, e poi Teorema 1 punto 3). Per il Teorema 4 (carabinieri 00 e M∣an∣M|a_n|), lim⁡n∣anbn∣=0\lim_n |a_n b_n| = 0, cioè lim⁡nanbn=0\lim_n a_n b_n = 0 ∎.

Esempi. 1n⋅2cos⁡n→0\frac1n \cdot 2\cos n \to 0 perché 1n→0\frac1n \to 0 e ∣2cos⁡n∣≤2|2\cos n| \le 2. Oppure 1n2⋅4(−1)ntanh⁡(1+n4)→0\frac{1}{n^2} \cdot 4(-1)^n \tanh(1 + n^4) \to 0, perché ∣4(−1)ntanh⁡(1+n4)∣≤4⋅1⋅1=4|4(-1)^n \tanh(1 + n^4)| \le 4 \cdot 1 \cdot 1 = 4 (tanh⁡\tanh sta tra −1-1 e 11La tangente iperbolica ha valori in (−1, 1).Funzioni iperboliche →).

Teorema 6: algebra parziale degli infiniti

I teoremi precedenti non permettono di avere come addendi o fattori successioni divergenti (che vanno a ±∞\pm\infty) o illimitate. Per queste c'è il teorema seguente.

Teorema.

(A) Se lim⁡nan=+∞\lim_n a_n = +\infty, allora:

  1. lim⁡n(an+bn)=+∞\lim_n (a_n + b_n) = +\infty se bn≥Mb_n \ge M definitivamente, per qualche M∈RM \in \mathbb{R} (cioè se bnb_n è definitivamente inferiormente limitata);
  2. lim⁡n(an⋅bn)={+∞se bn≥M>0 definitivamente−∞se bn≤M<0 definitivamente\lim_n (a_n \cdot b_n) = \begin{cases} +\infty & \text{se } b_n \ge M > 0 \text{ definitivamente} \\ -\infty & \text{se } b_n \le M < 0 \text{ definitivamente} \end{cases}

(B) Se lim⁡nan=−∞\lim_n a_n = -\infty, allora:

  1. lim⁡n(an+bn)=−∞\lim_n (a_n + b_n) = -\infty se bn≤Mb_n \le M definitivamente, per qualche M∈RM \in \mathbb{R};
  2. lim⁡n(an⋅bn)={−∞se bn≥M>0 definitivamente+∞se bn≤M<0 definitivamente\lim_n (a_n \cdot b_n) = \begin{cases} -\infty & \text{se } b_n \ge M > 0 \text{ definitivamente} \\ +\infty & \text{se } b_n \le M < 0 \text{ definitivamente} \end{cases}

Il senso. Per la somma: a una cosa che va a +∞+\infty si può aggiungere qualunque cosa che non vada "troppo giù" (che resti sopra un livello fisso MM). Per il prodotto: la si può moltiplicare per qualunque cosa che resti lontana da zero con segno fisso.

Casi particolari (quando bnb_n ha limite b∈Rb \in \mathbb{R} oppure ±∞\pm\infty), che si scrivono in forma abbreviata:

Somma Prodotto (b>0b > 0) Prodotto (b<0b < 0) Prodotto tra infiniti
+∞+b=+∞+\infty + b = +\infty +∞⋅b=+∞+\infty \cdot b = +\infty +∞⋅b=−∞+\infty \cdot b = -\infty (+∞)(+∞)=+∞(+\infty)(+\infty) = +\infty
+∞+∞=+∞+\infty + \infty = +\infty −∞⋅b=−∞-\infty \cdot b = -\infty −∞⋅b=+∞-\infty \cdot b = +\infty (+∞)(−∞)=−∞(+\infty)(-\infty) = -\infty
−∞+b=−∞-\infty + b = -\infty (−∞)(−∞)=+∞(-\infty)(-\infty) = +\infty
−∞−∞=−∞-\infty - \infty = -\infty

Ma il teorema è più forte della tabella: vale anche se bnb_n è irregolare. Esempi: 8n2+2n−5sin⁡(n3)→+∞8n^2 + 2n - 5\sin(n^3) \to +\infty, perché 8n2+2n→+∞8n^2 + 2n \to +\infty e −5sin⁡(n3)≥−5-5\sin(n^3) \ge -5 (punto A1, con M=−5M = -5); n2(2−cos⁡n)→+∞n^2(2 - \cos n) \to +\infty, perché 2−cos⁡n≥2−1=1>02 - \cos n \ge 2 - 1 = 1 > 0 (punto A2, con M=1M = 1). Vedi l'Esercizio 37 · algebra degli infiniti e forme indeterminate.

Dimostrazione di (A1). Sia bn≥Mb_n \ge M definitivamente. Fissato L∈RL \in \mathbb{R}, si usa la definizione di lim⁡nan=+∞\lim_n a_n = +\infty con il livello L′=L−ML' = L - M: esiste NN (che si può prendere anche oltre l'indice da cui vale bn≥Mb_n \ge M) tale che an>L−Ma_n > L - M per ogni n>Nn > N. Allora, per n>Nn > N,

an+bn>(L−M)+M=La_n + b_n > (L - M) + M = L

che è la definizione di lim⁡n(an+bn)=+∞\lim_n (a_n + b_n) = +\infty ∎. (Perché L−ML - M: si "chiede di più" ad ana_n, esattamente quanto basta a compensare il peggior valore possibile di bnb_n.)

Forme indeterminate

Restano esclusi dal Teorema 6 alcuni casi, le forme indeterminate, in cui conoscere i limiti dei pezzi non basta per conoscere il limite del risultato. Si scrivono in forma sintetica:

+∞−∞,±∞⋅0,±∞±∞,00+\infty - \infty, \qquad \pm\infty \cdot 0, \qquad \frac{\pm\infty}{\pm\infty}, \qquad \frac00

(e ce ne sono altre, che si vedranno con le potenze). "Indeterminata" non vuol dire che il limite non esiste: vuol dire che dipende dal caso e va studiato con altri strumenti.

Esempi di cose che (ancora) non sappiamo fare:

  • lim⁡n(n−n3+6n+13)\lim_n \left(n - \sqrt[3]{n^3 + 6n + 1}\right): è +∞−∞+\infty - \infty;
  • lim⁡n(n−n3+n3sin⁡n+6n+13)\lim_n \left(n - \sqrt[3]{n^3 + n^3 \sin n + 6n + 1}\right): è +∞+bn+\infty + b_n con bnb_n irregolare e non inferiormente limitata, quindi il punto A1 non si applica;
  • lim⁡nnsin⁡1n\lim_n n \sin\frac1n: è +∞⋅0+\infty \cdot 0;
  • lim⁡nn2(12−cos⁡n)\lim_n n^2\left(\frac12 - \cos n\right): è +∞⋅bn+\infty \cdot b_n con bnb_n che oscilla tra valori positivi e negativi, quindi non è né ≥M>0\ge M > 0 né ≤M<0\le M < 0 definitivamente, e il punto A2 non si applica.

Da dove vengono ∞∞\frac{\infty}{\infty} e 00\frac00. Un quoziente è un prodotto per il reciproco: anbn=an⋅1bn\frac{a_n}{b_n} = a_n \cdot \frac{1}{b_n}. Se an,bn→+∞a_n, b_n \to +\infty, allora 1bn→0\frac{1}{b_n} \to 0 (Teorema 7) e si ricade in +∞⋅0+\infty \cdot 0. Se an,bn→0+a_n, b_n \to 0^+, allora 1bn→+∞\frac{1}{b_n} \to +\infty e di nuovo si ha +∞⋅0+\infty \cdot 0.

Teorema 7: del reciproco

Teorema.

Se lim⁡nan=\lim_n a_n = allora lim⁡n1an=\lim_n \frac{1}{a_n} =
+∞+\infty 0+0^+
−∞-\infty 0−0^-
0+0^+ +∞+\infty
0−0^- −∞-\infty

In forma abbreviata: 1±∞=0±\frac{1}{\pm\infty} = 0^\pm e 10±=±∞\frac{1}{0^\pm} = \pm\infty.

Attenzione: 10\frac10 senza segno non ha senso. Se an≠0a_n \ne 0 definitivamente e lim⁡nan=0\lim_n a_n = 0, ma il limite non è né 0+0^+ né 0−0^-, allora lim⁡n1an\lim_n \frac{1}{a_n} non esiste. Esempio: an=(−1)nn→0a_n = \frac{(-1)^n}{n} \to 0 cambiando segno a ogni passo; 1an=(−1)nn\frac{1}{a_n} = (-1)^n n vale nn sui pari (tende a +∞+\infty) e −n-n sui dispari (tende a −∞-\infty): due sottosuccessioni con limiti diversi, quindi il limite non esiste (vedi SottosuccessioniUna sottosuccessione si ottiene prendendo infiniti termini di una successione con indici crescenti; se due sottosuccessioni hanno limiti diversi, il limite non esiste.Sottosuccessioni →).

Teorema 8: confronto per le successioni divergenti

Lezione 15. È la versione "con un carabiniere solo" del Teorema 4, per i limiti infiniti.

Teorema. Siano (an)(a_n), (bn)(b_n) con an≤bna_n \le b_n definitivamente.

  1. Se lim⁡nan=+∞\lim_n a_n = +\infty, allora lim⁡nbn=+∞\lim_n b_n = +\infty.
  2. Se lim⁡nbn=−∞\lim_n b_n = -\infty, allora lim⁡nan=−∞\lim_n a_n = -\infty.

In parole: chi sta sopra una successione che va a +∞+\infty ci va anche lui; chi sta sotto una successione che va a −∞-\infty ci va anche lui. (Qui basta una sola stima, perché verso +∞+\infty non c'è un "soffitto" da rispettare.)

Dimostrazione di 1. Fissato L∈RL \in \mathbb{R}, esiste N1N_1 con an>La_n > L per n>N1n > N_1, ed esiste N2N_2 con an≤bna_n \le b_n per n>N2n > N_2. Per n>max⁡{N1,N2}n > \max\{N_1, N_2\}:

bn≥an>Lb_n \ge a_n > L

che è la definizione di lim⁡nbn=+∞\lim_n b_n = +\infty ∎.

Esempio. n2(2−cos⁡n)≥n2⋅1=n2→+∞n^2(2 - \cos n) \ge n^2 \cdot 1 = n^2 \to +\infty, quindi n2(2−cos⁡n)→+∞n^2(2 - \cos n) \to +\infty. Oppure, per a>1a > 1, an≥1+n(a−1)→+∞a^n \ge 1 + n(a - 1) \to +\infty (disuguaglianza di Bernoulli), quindi an→+∞a^n \to +\infty (vedi Limiti notevoli e gerarchia degli infinitiI limiti di base per sciogliere le forme indeterminate delle successioni: potenze, polinomi, il numero e, esponenziali e la gerarchia logaritmi < potenze < esponenziali < fattoriale < n^n.Limiti notevoli e gerarchia degli infiniti →).

Errori comuni

  • Applicare il Teorema 1 con un limite infinito o inesistente: per esempio "lim⁡(n⋅1n)=lim⁡n⋅lim⁡1n=∞⋅0=0\lim (n \cdot \frac1n) = \lim n \cdot \lim \frac1n = \infty \cdot 0 = 0" è sbagliato (il limite è 11, e ∞⋅0\infty \cdot 0 è indeterminata).
  • Passare al limite in una disuguaglianza stretta: da an>0a_n > 0 segue solo a≥0a \ge 0.
  • Usare i carabinieri senza che i due carabinieri abbiano lo stesso limite.
  • Scrivere lim⁡cos⁡n=\lim \cos n = qualcosa: non esiste. Però cos⁡nn→0\frac{\cos n}{n} \to 0 (infinitesima per limitata).
  • Scrivere 10=∞\frac{1}{0} = \infty senza controllare il segno con cui si va a zero.

Esercizi su questo argomento

Lezioni in cui compare

Teoria collegata