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Note per Studenti Limite di funzioni composte (cambio di variabile)

Limite di funzioni composte (cambio di variabile)

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Lezioni 20-21. Prerequisiti: Teorema ponte tra limiti di funzioni e successionilim f(x) = ℓ per x → x0 se e solo se f(x_n) → ℓ per ogni successione x_n del dominio, diversa da x0, che tende a x0. Permette di trasportare i teoremi sulle successioni alle funzioni e di dimostrare che un limite non esiste.Teorema ponte tra limiti di funzioni e successioni →, Funzioni continuef è continua in x0 (punto del dominio) se il limite in x0 esiste ed è f(x0); somme, prodotti e quozienti di funzioni continue sono continue, e tutte le funzioni elementari sono continue nel loro dominio.Funzioni continue →.

Molti limiti si calcolano "sostituendo": per esempio, per lim⁡x→+∞e−x2\lim_{x \to +\infty} e^{-x^2} si pone y=−x2y = -x^2, si osserva che y→−∞y \to -\infty e si calcola lim⁡y→−∞ey=0\lim_{y \to -\infty} e^y = 0. Il teorema che segue dice quando questo procedimento è lecito.

Enunciato

Teorema (cambio di variabile nei limiti). Siano ff definita definitivamente per y→y0∈R‾y \to y_0 \in \overline{\mathbb{R}}, e gg tale che gg e f∘gf \circ g siano definite definitivamente per x→x0∈R‾x \to x_0 \in \overline{\mathbb{R}}. Se

  1. lim⁡x→x0g(x)=y0\displaystyle\lim_{x \to x_0} g(x) = y_0;
  2. lim⁡y→y0f(y)=ℓ∈R‾\displaystyle\lim_{y \to y_0} f(y) = \ell \in \overline{\mathbb{R}};
  3. g(x)≠y0g(x) \ne y_0 definitivamente per x→x0x \to x_0;

allora lim⁡x→x0f(g(x))=ℓ\displaystyle\lim_{x \to x_0} f(g(x)) = \ell.

L'ipotesi 3 non serve se y0=±∞y_0 = \pm\infty, oppure se y0∈Ry_0 \in \mathbb{R} e ff è continua in y0y_0.

In pratica la tesi si scrive come una sostituzione:

lim⁡x→x0f(g(x)) =y=g(x)y0=lim⁡x→x0g(x) lim⁡y→y0f(y)\lim_{x \to x_0} f(g(x)) \ \underset{\substack{y = g(x) \\ y_0 = \lim_{x \to x_0} g(x)}}{=} \ \lim_{y \to y_0} f(y)

Perché serve l'ipotesi 3

Esempio: g(x)=0g(x) = 0 per ogni xx (costante) e

f(y)={1y≠00y=0f(y) = \begin{cases} 1 & y \ne 0 \\ 0 & y = 0 \end{cases}

Allora g(x)→0=y0g(x) \to 0 = y_0 e lim⁡y→0f(y)=1\lim_{y \to 0} f(y) = 1, ma f(g(x))=f(0)=0f(g(x)) = f(0) = 0 per ogni xx, quindi lim⁡x→x0f(g(x))=0≠1\lim_{x \to x_0} f(g(x)) = 0 \ne 1. Il problema è che gg "cade" proprio su y0y_0, dove il valore di ff non c'entra con il limite. L'ipotesi 3 lo esclude; se ff è continua in y0y_0 il problema non c'è, perché f(y0)=ℓf(y_0) = \ell.

Conseguenze

Composizione di funzioni continue. Se gg è continua in x0x_0 e ff è continua in y0=g(x0)y_0 = g(x_0), allora f∘gf \circ g è continua in x0x_0: per il teorema (senza ipotesi 3, perché ff è continua) lim⁡x→x0f(g(x))=f(g(x0))\lim_{x \to x_0} f(g(x)) = f(g(x_0)). Quindi ogni funzione costruita componendo funzioni elementari è continua nel suo dominio: per esempio sin⁡(ex)\sin(e^x) è continua in R\mathbb{R}.

Il viceversa, in generale, è falso. Se esiste lim⁡x→x0f(g(x))\lim_{x \to x_0} f(g(x)) non è detto che esista lim⁡y→y0f(y)\lim_{y \to y_0} f(y). Esempio: g(x)=x2g(x) = x^2, x0=0x_0 = 0, y0=0y_0 = 0, e f(y)=1f(y) = 1 per y>0y > 0, f(y)=−1f(y) = -1 per y<0y < 0. Allora f(g(x))=f(x2)=1f(g(x)) = f(x^2) = 1 per x≠0x \ne 0, che tende a 11; ma lim⁡y→0f(y)\lim_{y \to 0} f(y) non esiste (limite destro 11, sinistro −1-1): g(x)=x2g(x) = x^2 si avvicina a 00 solo da destra e "non vede" la parte sinistra di ff.

Se gg è iniettiva definitivamente per x→x0x \to x_0 (per esempio strettamente monotona), allora vale sempre, senza ipotesi:

lim⁡x→x0f(g(x))=lim⁡y→y0f(y)\lim_{x \to x_0} f(g(x)) = \lim_{y \to y_0} f(y)

nel senso che uno esiste se e solo se esiste l'altro, e sono uguali. Perché: gg strettamente monotona assume ogni valore al più una volta, quindi l'ipotesi 3 vale; per il verso opposto si applica il teorema a f∘gf \circ g e a g−1g^{-1}: f=(f∘g)∘g−1f = (f \circ g) \circ g^{-1}.

Il limite "salta dentro" (lezione 21)

Due casi in cui l'ipotesi 3 non serve, e il teorema si legge come "il limite entra dentro ff":

  1. y0∈Ry_0 \in \mathbb{R} e ff continua in y0y_0: lim⁡x→x0f(g(x))=lim⁡y→y0f(y)=f(y0)=f(lim⁡x→x0g(x))\lim_{x \to x_0} f(g(x)) = \lim_{y \to y_0} f(y) = f(y_0) = f\left(\lim_{x \to x_0} g(x)\right) È la giustificazione di quello che si faceva già con le successioni ("le funzioni elementari passano dentro il limite"), ora dimostrata.
  2. y0=±∞y_0 = \pm\infty, con la convenzione di scrivere f(±∞)f(\pm\infty) per lim⁡y→±∞f(y)\lim_{y \to \pm\infty} f(y) (per esempio e+∞=+∞e^{+\infty} = +\infty, e−∞=0e^{-\infty} = 0, arctan⁡(+∞)=π2\arctan(+\infty) = \frac{\pi}{2}): lim⁡x→x0f(g(x))=f(lim⁡x→x0g(x))\lim_{x \to x_0} f(g(x)) = f\left(\lim_{x \to x_0} g(x)\right)

Esempi

Un esponenziale. Per x→+∞x \to +\infty l'esponente 5x2−6xx2+2∼5x2x2=5\frac{5x^2 - 6x}{x^2 + 2} \sim \frac{5x^2}{x^2} = 5, e l'esponenziale è continua in 55: lim⁡x→+∞e5x2−6xx2+2=elim⁡x→+∞5x2−6xx2+2=e5\lim_{x \to +\infty} e^{\frac{5x^2 - 6x}{x^2 + 2}} = e^{\lim_{x \to +\infty} \frac{5x^2 - 6x}{x^2 + 2}} = e^5

La gerarchia con la forma esponenziale. Per a>1a > 1 e α>0\alpha > 0, scrivendo xα=alog⁡a(xα)=aαlog⁡axx^\alpha = a^{\log_a(x^\alpha)} = a^{\alpha\log_a x}: lim⁡x→+∞xαax=lim⁡x→+∞aαlog⁡ax−x=alim⁡x→+∞(αlog⁡ax−x)=a−∞=0\lim_{x \to +\infty} \frac{x^\alpha}{a^x} = \lim_{x \to +\infty} a^{\alpha\log_a x - x} = a^{\lim_{x \to +\infty}(\alpha\log_a x - x)} = a^{-\infty} = 0 (l'esponente tende a −∞-\infty perché log⁡ax=o(x)\log_a x = o(x)), cioè xα=o(ax)x^\alpha = o(a^x) per x→+∞x \to +\infty. Allo stesso modo, con xx=axlog⁡axx^x = a^{x\log_a x}: lim⁡x→+∞axxx=alim⁡x→+∞(x−xlog⁡ax)=a−∞=0\lim_{x \to +\infty} \frac{a^x}{x^x} = a^{\lim_{x \to +\infty}(x - x\log_a x)} = a^{-\infty} = 0

La gerarchia anche per x→x0x \to x_0 finito. La gerarchia degli infiniti vale per x→+∞x \to +\infty, ma con un cambio di variabile si usa anche altrove. Per esempio, per x→−1−x \to -1^- si ha −1x+1→+∞-\frac{1}{x + 1} \to +\infty, e ponendo y=−1x+1y = -\frac{1}{x+1} un limite in −1−-1^- diventa un limite per y→+∞y \to +\infty (vedi Esercizio 59 · limiti in -1 con e1/(x+1)) e log5 del modulo).

Dimostrazione

Si usa il teorema pontelim f(x) = ℓ se e solo se f(x_n) → ℓ per ogni successione x_n del dominio, diversa da x0, che tende a x0.Teorema ponte tra limiti di funzioni e successioni →. Si prende una successione (xn)(x_n) nel dominio di f∘gf \circ g, con xn≠x0x_n \ne x_0 e xn→x0x_n \to x_0; si deve dimostrare che f(g(xn))→ℓf(g(x_n)) \to \ell.

  • Per l'ipotesi 1 e il teorema ponte (verso "⇒\Rightarrow"), la successione yn=g(xn)y_n = g(x_n) tende a y0y_0.
  • Per l'ipotesi 3, yn=g(xn)≠y0y_n = g(x_n) \ne y_0 definitivamente per n→+∞n \to +\infty.
  • Quindi (yn)(y_n) è una successione ammessa per il limite di ff in y0y_0, e per l'ipotesi 2 e il teorema ponte f(yn)→ℓf(y_n) \to \ell, cioè f(g(xn))→ℓf(g(x_n)) \to \ell.

Siccome (xn)(x_n) era qualunque, per il teorema ponte (verso "⇐\Leftarrow") lim⁡x→x0f(g(x))=ℓ\lim_{x \to x_0} f(g(x)) = \ell ∎.

Quando l'ipotesi 3 non serve. Se y0=±∞y_0 = \pm\infty, la condizione yn≠y0y_n \ne y_0 è automatica (i yny_n sono numeri reali). Se ff è continua in y0y_0, il teorema ponte per ff vale anche con successioni che toccano y0y_0 (vedi Funzioni continuef è continua in x0 (punto del dominio) se il limite in x0 esiste ed è f(x0); somme, prodotti e quozienti di funzioni continue sono continue, e tutte le funzioni elementari sono continue nel loro dominio.Funzioni continue →).

Errori comuni

  • Sostituire senza calcolare dove va la nuova variabile: il nuovo limite è per y→y0=lim⁡g(x)y \to y_0 = \lim g(x), non per y→x0y \to x_0.
  • Dimenticare l'ipotesi 3 quando ff non è continua in y0y_0 (raro negli esercizi, ma succede con funzioni definite a pezzi).

Esercizi su questo argomento

Lezioni in cui compare

Teoria collegata