Tutte le funzioni elementari (potenze, esponenziali, logaritmi, funzioni trigonometriche e loro inverse, e le loro combinazioni), essendo continue nel loro dominio, sono integrabili su ogni intervallo [a,b] contenuto nel dominio.
Esempio 1: f(x)=logx. Il dominio è x>0: logx è integrabile su ogni [a,b] con 0<a<b. Se a<1<b, il grafico sta sotto l'asse tra a e 1 e sopra tra 1 e b, quindi
∫ablogxdx=∣T+∣−∣T−∣.
Per ora sappiamo che questo numero esiste ed è finito, ma non sappiamo calcolarlo: servirà il teorema fondamentale del calcolo integrale.
Grafico interattivo: y = log x: tra a e 1 sta sotto l'asse (T⁻), tra 1 e b sopra (T⁺)
Esempio 2: la parte intera f(x)=[x] su [0,3]. È monotona crescente, quindi integrabile. Anzi è costante a tratti:
[x]=⎩⎨⎧01230≤x<11≤x<22≤x<3x=3
Per il punto 3 del Teorema 1 (funzioni a tratti) e l'integrale delle costanti (∫abcdx=c(b−a)):
∫03[x]dx=∫010dx+∫121dx+∫232dx=0⋅1+1⋅1+2⋅1=3
Sono le aree dei due rettangoli "a gradino" di altezza 1 e 2. Il valore [3]=3 nel solo punto x=3 non conta.
Grafico interattivo: y = [x] su [0, 3]: due gradini di base 1 e altezza 1 e 2, area totale 3
Osservazione importante: se si cambia il valore di f in un numero finito di punti, l'integrale non cambia (nelle somme di Cauchy-Riemann quei punti pesano sempre meno al crescere di n; geometricamente, un segmento verticale ha area nulla).
Le proprietà
Siano f,g:[a,b]→R integrabili in [a,b].
1. Linearità
∫ab[αf(x)+βg(x)]dx=α∫abf(x)dx+β∫abg(x)dx∀α,β∈R
Perché: le somme di Cauchy-Riemann sono somme finite, e per loro vale ∑(αf(ci)+βg(ci))h=α∑f(ci)h+β∑g(ci)h; passando al limite (algebra dei limiti) si ottiene la formula. In pratica: le costanti escono dall'integrale e l'integrale di una somma è la somma degli integrali.
Se f(x)≥0 per ogni x∈[a,b], allora ∫abf(x)dx≥0 (è l'area ∣T∣≥0; le somme di Cauchy-Riemann sono tutte ≥0 e il limite di quantità ≥0 è ≥0).
Se f(x)≤g(x) per ogni x∈[a,b], allora
∫abf(x)dx≤∫abg(x)dxPerché:g−f≥0, quindi per il punto precedente ∫ab(g−f)dx≥0, e per la linearità ∫abgdx−∫abfdx≥0.
3. Additività rispetto all'intervallo
∫abf(x)dx=∫acf(x)dx+∫cbf(x)dx∀c∈]a,b[
(l'area su [a,b] è la somma delle aree su [a,c] e su [c,b]).
Convenzioni. Finora l'integrale è definito solo con estremo inferiore < estremo superiore. Si pone:
∫aaf(x)dx=0,∫baf(x)dx=−∫abf(x)dx
(un intervallo di lunghezza zero ha area zero; percorrere l'intervallo "al contrario" cambia il segno). Con queste convenzioni l'additività vale per tre punti qualsiasix1,x2,x3∈[a,b], in qualunque ordine:
∫x1x2f(x)dx=∫x1x3f(x)dx+∫x3x2f(x)dxEsempio: con x1=0, x2=1, x3=2 (quindi x3 fuori da [x1,x2]): ∫02f+∫21f=∫02f−∫12f=∫01f ✓.
4. Valore assoluto
∫abf(x)dx≤∫ab∣f(x)∣dx(a<b)
Perché, graficamente:∫abfdx=∣T+∣−∣T−∣, mentre ∣f∣ ribalta sopra l'asse la parte negativa, quindi ∫ab∣f∣dx=∣T+∣+∣T−∣. E ∣T+∣−∣T−∣≤∣T+∣+∣T−∣. Per esempio, se f scende in linea retta da sopra a sotto l'asse con T+ e T− uguali, ∫abf=0 mentre ∫ab∣f∣=2∣T+∣>0: la disuguaglianza può essere stretta.
(Dimostrazione con la monotonia: −∣f(x)∣≤f(x)≤∣f(x)∣, quindi −∫∣f∣≤∫f≤∫∣f∣, che è proprio ∫f≤∫∣f∣.)
5. Funzioni pari e dispari su intervalli simmetrici (lezione 39)
Sia f integrabile su un intervallo simmetrico[−a,a], a>0.
f pari (f(−x)=f(x), grafico simmetrico rispetto all'asse y): le due metà hanno la stessa area, quindi
∫−aaf(x)dx=2∫0af(x)dx
f dispari (f(−x)=−f(x), grafico simmetrico rispetto all'origine): la parte a sinistra è il ribaltato di quella a destra, sotto l'asse invece che sopra (∣T−∣=∣T+∣), quindi
∫−aaf(x)dx=0
Come si usa: in un integrale su [−a,a] si spezza la funzione in addendi, si riconoscono quelli dispari (integrale 0, non serve calcolarli) e quelli pari (si integra su [0,a] e si raddoppia). Ricordare: pari ⋅ pari = pari, dispari ⋅ dispari = pari, pari ⋅ dispari = dispari. Esempi: Esercizio 137 · integrali definiti su intervalli simmetrici.
6. Area della regione tra due grafici (lezione 44)
Siano f,g∈C([a,b]) con f(x)≤g(x) per ogni x∈[a,b], e
A={(x,y)∈R2:x∈[a,b],f(x)≤y≤g(x)}
la regione compresa tra i due grafici. Allora
∣A∣=∫ab[g(x)−f(x)]dx("sopra meno sotto")
Perché. Se 0≤f≤g, A è il trapezoide di g meno il trapezoide di f: ∣A∣=∫abg−∫abf=∫ab(g−f). Se le funzioni scendono sotto l'asse, si sposta tutto in alto: detto m il minimo di f su [a,b] (esiste per Weierstrass), f−m≥0 e g−m≥0 hanno la stessa regione traslata, con la stessa area, e ∫ab[(g−m)−(f−m)]=∫ab(g−f): la formula vale comunque.
Se i grafici si incrociano si trovano i punti di intersezione (risolvendo f(x)=g(x)) e si spezza l'intervallo, prendendo in ogni pezzo "quella sopra meno quella sotto"; in modo equivalente, ∣A∣=∫ab∣g(x)−f(x)∣dx. Esempio: Esercizio 158 · area tra una retta e una parabola.
Teorema della media integrale
Sia f:[a,b]→Rcontinua in [a,b]. Allora esiste c∈[a,b] tale che
b−a1∫abf(x)dx=f(c)
Il numero b−a1∫abf(x)dx si chiama media integrale di f su [a,b]: è la generalizzazione della media aritmetica (somma dei valori diviso il loro numero) a infiniti valori.
Significato geometrico
Moltiplicando per b−a, la tesi diventa
∫abf(x)dx=f(c)(b−a)
Se f≥0: a sinistra c'è l'area del trapezoide, a destra l'area di un rettangolo di base [a,b] e altezza f(c). Il teorema dice che esiste un'altezza f(c), raggiunta davvero da f, per cui il rettangolo ha la stessa area del trapezoide: le parti del trapezoide che sporgono sopra la retta y=f(c) compensano esattamente i "buchi" sotto.
Esempio:f(x)=x su [0,1]: ∫01xdx=21, quindi la media integrale è 11/2=21, e f(c)=21 per c=21: il rettangolo [0,1]×[0,21] ha la stessa area del triangolo.
Dimostrazione
Siccome f è continua in [a,b]:
è integrabile (Teorema 1 di integrabilità), quindi ∫abfdx esiste;
ha minimom e massimoM, per il teorema di WeierstrassUna funzione continua su un intervallo chiuso e limitato [a,b] ha massimo e minimo.: m≤f(x)≤M per ogni x∈[a,b].
Per la monotonia dell'integrale, integrando i tre membri su [a,b], e usando l'integrale delle costanti:
m(b−a)=∫abmdx≤∫abf(x)dx≤∫abMdx=M(b−a)
Si divide per b−a>0 (il verso non cambia):
m≤=yb−a1∫abf(x)dx≤M
Il numero y sta tra il minimo e il massimo di f. Per il teorema dei valori intermediUna funzione continua su un intervallo assume tutti i valori compresi tra il suo minimo e il suo massimo. esiste c∈[a,b] con f(c)=y, cioè la tesi ∎.
Perché serve la continuità: senza, f potrebbe "saltare" il valore y. Per esempio f=0 su [0,1[ e f=1 su [1,2] ha media integrale 21 su [0,2], ma non vale mai 21.
Riassunto
Proprietà
Formula
Linearità
∫(αf+βg)=α∫f+β∫g
Monotonia
f≤g⇒∫f≤∫g
Additività
∫ab=∫ac+∫cb; ∫aa=0, ∫ba=−∫ab
Valore assoluto
∫abf≤∫ab∣f∣
Media integrale
f continua ⇒∃c:∫abf=f(c)(b−a)
Errori comuni
Pensare che ∫(f⋅g)=∫f⋅∫g: la linearità vale per somme e costanti, non per i prodotti (per esempio ∫01x⋅xdx=31, mentre ∫01xdx⋅∫01xdx=41).
Applicare il teorema della media a funzioni discontinue.
Dimenticare il segno quando si scambiano gli estremi: ∫ba=−∫ab.