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Note per Studenti Test di monotonia e condizioni sufficienti per massimi e minimi

Test di monotonia e condizioni sufficienti per massimi e minimi

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Lezione 28. Prerequisiti: Teoremi di Rolle e di LagrangeRolle: f continua su [a,b], derivabile in ]a,b[, f(a) = f(b) ⇒ esiste c in ]a,b[ con f'(c) = 0. Lagrange (valor medio): stesse ipotesi senza f(a) = f(b) ⇒ esiste c con f'(c) = (f(b) − f(a))/(b − a): la tangente in c è parallela alla corda. Conseguenza: su un intervallo f è costante se e solo se f' = 0; su un insieme che non è un intervallo è solo costante a tratti (arctan x + arctan(1/x)).Teoremi di Rolle e di Lagrange →, Funzioni monotone, pari e dispariFunzioni crescenti e decrescenti, legame tra stretta monotonia e iniettività, e simmetrie delle funzioni pari e dispari.Funzioni monotone, pari e dispari →, Massimi e minimi relativi e teorema di Fermatx0 è punto di minimo (massimo) relativo se f(x0) ≤ f(x) (≥) per gli x del dominio vicini a x0. I candidati sono gli estremi del dominio, i punti dove f non è derivabile e i punti interni con f'(x0) = 0 (punti critici o stazionari). Teorema di Fermat: in un punto interno di minimo o massimo relativo dove f è derivabile, f'(x0) = 0. È solo una condizione necessaria: x³ in 0.Massimi e minimi relativi e teorema di Fermat →.

È la conseguenza più importante del teorema di Lagrange e lo strumento di base dello studio di funzione: dal segno di f′f' si legge dove ff cresce e dove decresce, e quindi dove ha massimi e minimi.

Il test di monotonia

Teorema (test di monotonia per funzioni derivabili). Sia f:[a,b]→Rf: [a, b] \to \mathbb{R} continua in [a,b][a, b] e derivabile in ]a,b[]a, b[. Allora:

  1. ff è crescente in [a,b][a, b]   ⟺  \iff f′(x)≥0f'(x) \ge 0 per ogni x∈ ]a,b[x \in \,]a, b[;
  2. ff è decrescente in [a,b][a, b]   ⟺  \iff f′(x)≤0f'(x) \le 0 per ogni x∈ ]a,b[x \in \,]a, b[;
  3. ff è strettamente crescente in [a,b][a, b]   ⟺  \iff f′(x)≥0f'(x) \ge 0 per ogni x∈ ]a,b[x \in \,]a, b[ e non esistono intervalli in cui f′=0f' = 0 (analogamente per strettamente decrescente).

(Qui "crescente" vuol dire x1<x2⇒f(x1)≤f(x2)x_1 < x_2 \Rightarrow f(x_1) \le f(x_2), e "strettamente crescente" con <<.)

Lo stesso vale su qualunque intervallo, anche illimitato o aperto: si applica il teorema a ogni sottointervallo chiuso [a,b][a, b].

Strettamente crescente non vuol dire f′>0f' > 0

Dal punto 3 segue che se f′(x)>0f'(x) > 0 per ogni x∈ ]a,b[x \in \,]a, b[, allora ff è strettamente crescente. Il viceversa è falso.

Esempio: f(x)=x3f(x) = x^3 è strettamente crescente su R\mathbb{R}, ma f′(x)=3x2f'(x) = 3x^2 si annulla in 00. La derivata è >0> 0 ovunque tranne in un punto isolato, e un punto isolato non è un intervallo: il punto 3 vale.

In pratica: una funzione con f′>0f' > 0 tranne che in un insieme di punti isolati (dove f′=0f' = 0) è strettamente crescente. Per questo nello studio del segno di f′f' i singoli zeri non interrompono la monotonia.

Dimostrazione dei punti 1 e 3

1, verso ⇒\Rightarrow (ff crescente ⇒f′≥0\Rightarrow f' \ge 0). Si studia il segno del rapporto incrementale in un punto x0∈ ]a,b[x_0 \in \,]a, b[:

  • se x>x0x > x_0: ff crescente dà f(x)≥f(x0)f(x) \ge f(x_0), numeratore ≥0\ge 0 e denominatore >0> 0, rapporto ≥0\ge 0;
  • se x<x0x < x_0: f(x)≤f(x0)f(x) \le f(x_0), numeratore ≤0\le 0 e denominatore <0< 0, rapporto ≥0\ge 0.

Il rapporto incrementale è sempre ≥0\ge 0, quindi per la permanenza del segno (seconda forma) f′(x0)=lim⁡x→x0f(x)−f(x0)x−x0≥0f'(x_0) = \lim_{x \to x_0}\frac{f(x) - f(x_0)}{x - x_0} \ge 0.

1, verso ⇐\Leftarrow (f′≥0⇒ff' \ge 0 \Rightarrow f crescente). Qui serve Lagrange. Presi x1<x2x_1 < x_2 in [a,b][a, b], si applica Lagrange a ff su [x1,x2][x_1, x_2]: esiste c∈ ]x1,x2[ ⊆ ]a,b[c \in \,]x_1, x_2[ \,\subseteq \,]a, b[ con f(x2)−f(x1)x2−x1=f′(c)≥0\frac{f(x_2) - f(x_1)}{x_2 - x_1} = f'(c) \ge 0 Il denominatore x2−x1x_2 - x_1 è positivo, quindi deve essere f(x2)−f(x1)≥0f(x_2) - f(x_1) \ge 0, cioè f(x1)≤f(x2)f(x_1) \le f(x_2). Vale per ogni coppia x1<x2x_1 < x_2: ff è crescente ∎.

2 è analogo con le disuguaglianze rovesciate.

3 (dimostrazione non richiesta all'esame). ff crescente è strettamente crescente se e solo se non è costante su nessun intervallo (se f(x1)=f(x2)f(x_1) = f(x_2) con x1<x2x_1 < x_2, essendo crescente ff è costante su tutto [x1,x2][x_1, x_2]). E per la caratterizzazione delle funzioni costanti, ff è costante su un intervallo se e solo se lì f′=0f' = 0.

Condizioni sufficienti per massimi e minimi relativi

Corollario. Sia f: ]x0−δ,x0+δ[ →Rf: \,]x_0 - \delta, x_0 + \delta[ \,\to \mathbb{R} continua, e derivabile tranne al più in x0x_0.

  • Se f′>0f' > 0 in ]x0−δ,x0[]x_0 - \delta, x_0[ e f′<0f' < 0 in ]x0,x0+δ[]x_0, x_0 + \delta[ (ff sale e poi scende), x0x_0 è un punto di massimo relativo stretto.
  • Se f′<0f' < 0 in ]x0−δ,x0[]x_0 - \delta, x_0[ e f′>0f' > 0 in ]x0,x0+δ[]x_0, x_0 + \delta[ (ff scende e poi sale), x0x_0 è un punto di minimo relativo stretto.

Per gli estremi di un intervallo: se f:[a,b]→Rf: [a, b] \to \mathbb{R} è continua in [a,b][a, b] e derivabile in ]a,b[]a, b[,

  • f′>0f' > 0 in ]a,a+δ[]a, a + \delta[ (ff parte salendo) ⇒\Rightarrow aa è di minimo relativo stretto; f′<0f' < 0 lì ⇒\Rightarrow aa è di massimo relativo stretto;
  • f′>0f' > 0 in ]b−δ,b[]b - \delta, b[ (ff arriva salendo) ⇒\Rightarrow bb è di massimo relativo stretto; f′<0f' < 0 lì ⇒\Rightarrow bb è di minimo relativo stretto.

Perché (primo caso): per il test di monotonia ff è strettamente crescente su ]x0−δ,x0]]x_0 - \delta, x_0] e strettamente decrescente su [x0,x0+δ[[x_0, x_0 + \delta[ (la continuità in x0x_0 permette di includere x0x_0 in entrambi). Quindi f(x)<f(x0)f(x) < f(x_0) sia a sinistra sia a destra.

Come si usa: la tabella del segno di f′f'

Nello studio di funzione si disegna il segno di f′f' sulla retta e sotto le frecce della monotonia:

xx1x2f′+0−0+f↗max↘min↗\begin{array}{c|ccccc} x & & x_1 & & x_2 & \\ \hline f' & + & 0 & - & 0 & + \\ f & \nearrow & \text{max} & \searrow & \text{min} & \nearrow \end{array}

Ogni cambio di freccia da ↗\nearrow a ↘\searrow è un massimo relativo, da ↘\searrow a ↗\nearrow un minimo relativo.

Due cose importanti:

  • funziona anche nei punti di non derivabilità (basta la continuità in x0x_0): per esempio ∣x∣|x| in 00 ha f′<0f' < 0 a sinistra e f′>0f' > 0 a destra, quindi minimo; e negli estremi del dominio;
  • non serve calcolare f(x0)f(x_0) né il segno di ff per dire che c'è un massimo o un minimo: basta il segno di f′f' (vedi l'Esercizio 81 · monotonia di log(1+x2 - 6 arctan x + 2x).

Sono condizioni solo sufficienti

Si può avere un minimo relativo in x0x_0 senza che ff sia decrescente a sinistra e crescente a destra.

Controesempio: f(x)={x2(2+sin⁡1x)x≠00x=0f(x) = \begin{cases} x^2\left(2 + \sin\frac1x\right) & x \ne 0 \\ 0 & x = 0 \end{cases}

  • In 00 c'è il minimo assoluto. Siccome −1≤sin⁡1x≤1-1 \le \sin\frac1x \le 1, si ha 1≤2+sin⁡1x≤31 \le 2 + \sin\frac1x \le 3 e quindi x2≤f(x)≤3x2x^2 \le f(x) \le 3x^2 per x≠0x \ne 0: f(x)>0=f(0)f(x) > 0 = f(0). Il grafico sta tra le parabole y=x2y = x^2 e y=3x2y = 3x^2.
  • ff è continua in 00: x2→0x^2 \to 0 per una funzione limitata.
  • Ma f′f' cambia segno infinite volte vicino a 00. Per x≠0x \ne 0: f′(x)=2x(2+sin⁡1x)+x2cos⁡1x⋅(−1x2)=2x(2+sin⁡1x)−cos⁡1xf'(x) = 2x\left(2 + \sin\frac1x\right) + x^2\cos\frac1x\cdot\left(-\frac{1}{x^2}\right) = 2x\left(2 + \sin\frac1x\right) - \cos\frac1x Sulle successioni xn=12nπ→0+x_n = \frac{1}{2n\pi} \to 0^+ (sin⁡=0\sin = 0, cos⁡=1\cos = 1) e yn=1(2n+1)π→0+y_n = \frac{1}{(2n + 1)\pi} \to 0^+ (sin⁡=0\sin = 0, cos⁡=−1\cos = -1): f′(xn)=2nπ−1→−1<0,f′(yn)=4(2n+1)π+1→1>0f'(x_n) = \frac{2}{n\pi} - 1 \to -1 < 0, \qquad f'(y_n) = \frac{4}{(2n + 1)\pi} + 1 \to 1 > 0 Quindi per la permanenza del segno ci sono punti arbitrariamente vicini a 00, a destra, con f′>0f' > 0 e altri con f′<0f' < 0: ff non è crescente in nessun intervallo ]0,δ[]0, \delta[. Lo stesso a sinistra (la funzione è pari).

Il minimo c'è, ma il segno di f′f' non lo rivela: il grafico oscilla sempre più fitto mentre scende verso 00.

Grafico interattivo: y = x²(2 + sin(1/x)): minimo in 0, ma f' cambia segno infinite volte vicino a 0

Tabella riassuntiva

Informazione su f′f' in un intervallo Conclusione su ff
f′≥0f' \ge 0 crescente
f′>0f' > 0 (tranne punti isolati) strettamente crescente
f′≤0f' \le 0 decrescente
f′=0f' = 0 costante (solo su un intervallo)
f′f' passa da ++ a −- in x0x_0 (ff continua in x0x_0) massimo relativo stretto in x0x_0
f′f' passa da −- a ++ in x0x_0 (ff continua in x0x_0) minimo relativo stretto in x0x_0

Errori comuni

  • Dire "strettamente crescente ⇒f′>0\Rightarrow f' > 0": x3x^3 in 00.
  • Applicare il test su un insieme che non è un intervallo: −1x-\frac1x ha f′=1x2>0f' = \frac{1}{x^2} > 0 su R∖{0}\mathbb{R} \setminus \{0\} ma non è crescente su tutto il dominio (f(−1)=1>f(1)=−1f(-1) = 1 > f(1) = -1); è crescente su ciascuno dei due intervalli separatamente.
  • Dimenticare la continuità in x0x_0 quando si usa il cambio di segno di f′f' in un punto di non derivabilità: con un salto il cambio di segno non garantisce nulla.

Esercizi su questo argomento

Lezioni in cui compare

Teoria collegata