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Note per Studenti Equazioni differenziali lineari del primo ordine

Equazioni differenziali lineari del primo ordine

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Lezione 45. Prerequisiti: Equazioni differenziali - introduzione e problema di CauchyUn'equazione differenziale ordinaria di ordine n ha come incognita una funzione y(t) e lega y⁽ⁿ⁾ a t, y, y', …, y⁽ⁿ⁻¹⁾. L'integrale generale è l'insieme delle soluzioni, definite su un intervallo; di solito sono infinite e dipendono da n costanti. Il problema di Cauchy aggiunge n condizioni iniziali in un istante t0 (y(t0), …, y⁽ⁿ⁻¹⁾(t0)) e sotto opportune ipotesi ha una sola soluzione. y⁽ⁿ⁾ = f(t) si risolve integrando n volte.Equazioni differenziali - introduzione e problema di Cauchy →, Primitive e teoremi fondamentali del calcolo integraleUna primitiva di f è una G con G' = f; due primitive differiscono per una costante, e l'integrale indefinito ∫f(x)dx = F(x) + k è l'insieme di tutte le primitive. La funzione integrale F_a(x) = ∫ da a a x di f è una primitiva di f continua (TFCI 2), e quindi ∫ da a a b di f = G(b) − G(a) per qualunque primitiva G (TFCI 1): gli integrali definiti si calcolano con le primitive.Primitive e teoremi fondamentali del calcolo integrale →, Esponenziale e logaritmoLa funzione esponenziale a^x (base positiva diversa da 1) e la sua inversa, il logaritmo in base a, con grafici e proprietà.Esponenziale e logaritmo →.

La forma

Un'equazione differenziale lineare del primo ordine è y′+a(t) y=b(t),a,b∈C(I), I intervalloy' + a(t)\,y = b(t), \qquad a, b \in C(I), \ I \text{ intervallo}

È un caso particolare di y′=f(t,y)y' = f(t, y) con f(t,y)=−a(t) y+b(t)f(t, y) = -a(t)\,y + b(t): la yy compare solo alla prima potenza, moltiplicata per una funzione di tt, più un termine che dipende solo da tt. Se b=0b = 0 l'equazione si dice omogenea.

Come riconoscerla: si isola y′y' e si guarda se il secondo membro è "una funzione di tt per yy, più una funzione di tt".

Equazione Lineare? a(t)a(t) b(t)b(t)
y′=log⁡t−sinh⁡3t⋅yy' = \log t - \sinh^3 t\cdot y sì sinh⁡3t\sinh^3 t log⁡t\log t
y′=1+8y1+t2log⁡t=11+t2log⁡t+81+t2log⁡t yy' = \dfrac{1 + 8y}{1 + t^2\log t} = \dfrac{1}{1 + t^2\log t} + \dfrac{8}{1 + t^2\log t}\,y sì −81+t2log⁡t-\dfrac{8}{1 + t^2\log t} 11+t2log⁡t\dfrac{1}{1 + t^2\log t}
y′=t+y2y' = t + y^2 no (y2y^2)
y′=et+y=et⋅eyy' = e^{t + y} = e^t\cdot e^y no (eye^y)

(Attenzione al segno: con la forma y′+a(t)y=b(t)y' + a(t)y = b(t), il coefficiente a(t)a(t) è l'opposto di quello che moltiplica yy quando y′y' è isolata.)

Esistenza e unicità

Teorema 1 (esistenza e unicità globale, senza dimostrazione). Siano a,b∈C(I)a, b \in C(I), con II intervallo.

  • L'integrale generale di y′+a(t) y=b(t)y' + a(t)\,y = b(t) è fatto di funzioni y∈C1(I)y \in C^1(I), definite sullo stesso intervallo II di aa e bb.
  • Per ogni condizione iniziale x0∈Rx_0 \in \mathbb{R} in un istante t0∈It_0 \in I, il problema di Cauchy {y′+a(t) y=b(t)y(t0)=x0\begin{cases} y' + a(t)\,y = b(t) \\ y(t_0) = x_0 \end{cases} ha una e una sola soluzione y∈C1(I)y \in C^1(I).

Il teorema dice due cose: la soluzione del problema di Cauchy è unica, e il suo intervallo massimale si conosce subito: è il più grande intervallo contenente t0t_0 su cui sono definite (e continue) aa e bb. Per le equazioni non lineari non è così (la soluzione può "esplodere" prima).

Il metodo risolvente

Teorema 2. Siano a,b∈C(I)a, b \in C(I), II intervallo.

  1. L'integrale generale di y′+a(t) y=b(t)y' + a(t)\,y = b(t) è y(t)=e−A(t)[c+∫eA(t) b(t) dt]∀c∈Ry(t) = e^{-A(t)}\left[c + \int e^{A(t)}\,b(t)\,dt\right] \qquad \forall c \in \mathbb{R} dove A(t)=∫a(t) dtA(t) = \int a(t)\,dt è una primitiva di aa (senza costante) e ∫eA(t)b(t) dt\int e^{A(t)}b(t)\,dt è una primitiva di eA(t)b(t)e^{A(t)}b(t) (senza costante: l'unica costante è cc).
  2. La soluzione del problema di Cauchy con y(t0)=x0y(t_0) = x_0, t0∈It_0 \in I, è y(t)=e−A(t)[x0+∫t0teA(s) b(s) ds],A(t)=∫t0ta(s) dsy(t) = e^{-A(t)}\left[x_0 + \int_{t_0}^t e^{A(s)}\,b(s)\,ds\right], \qquad A(t) = \int_{t_0}^t a(s)\,ds (così A(t0)=0A(t_0) = 0).

Dimostrazione

1. Sia y∈C1(I)y \in C^1(I) una soluzione: y′(t)+a(t) y(t)=b(t)∀t∈I(∗)y'(t) + a(t)\,y(t) = b(t) \qquad \forall t \in I \tag{$*$} Il trucco è moltiplicare per il fattore integrante eA(t)e^{A(t)}, con AA primitiva di aa (è sempre positivo, quindi si ottiene un'equazione equivalente): eA(t) y′(t)+eA(t) a(t) y(t)=eA(t) b(t)e^{A(t)}\,y'(t) + e^{A(t)}\,a(t)\,y(t) = e^{A(t)}\,b(t) Il primo membro è la derivata di un prodotto: per la regola del prodotto e quella della catena (A′=aA' = a), ddt(eA(t) y(t))=eA(t) a(t) y(t)+eA(t) y′(t)\frac{d}{dt}\left(e^{A(t)}\,y(t)\right) = e^{A(t)}\,a(t)\,y(t) + e^{A(t)}\,y'(t) che è proprio il primo membro. Quindi l'equazione diventa ddt(eA(t) y(t))=eA(t) b(t)\frac{d}{dt}\left(e^{A(t)}\,y(t)\right) = e^{A(t)}\,b(t) Le due funzioni eA(t)y(t)e^{A(t)}y(t) e ∫eA(t)b(t) dt\int e^{A(t)}b(t)\,dt hanno la stessa derivata sull'intervallo II, quindi (le primitive di una funzione su un intervallo differiscono per una costante) esiste c∈Rc \in \mathbb{R} con eA(t) y(t)=∫eA(t) b(t) dt+ce^{A(t)}\,y(t) = \int e^{A(t)}\,b(t)\,dt + c Moltiplicando per e−A(t)e^{-A(t)} si ottiene la formula 1. (Viceversa, derivando si controlla che ogni funzione di quella forma risolve l'equazione.)

2. Si sceglie la primitiva A(t)=∫t0ta(s) dsA(t) = \int_{t_0}^t a(s)\,ds, che vale 00 in t0t_0. Come sopra si arriva a dds(eA(s)y(s))=eA(s)b(s)\frac{d}{ds}\left(e^{A(s)}y(s)\right) = e^{A(s)}b(s), ma ora si integra in modo definito tra t0t_0 e tt (per il teorema fondamentale del calcolo integrale): ∫t0tdds(eA(s) y(s))ds=eA(t) y(t)−eA(t0) y(t0)=eA(t) y(t)−x0\int_{t_0}^t \frac{d}{ds}\left(e^{A(s)}\,y(s)\right)ds = e^{A(t)}\,y(t) - e^{A(t_0)}\,y(t_0) = e^{A(t)}\,y(t) - x_0 (con eA(t0)=e0=1e^{A(t_0)} = e^0 = 1 e y(t0)=x0y(t_0) = x_0). Uguagliando a ∫t0teA(s)b(s) ds\int_{t_0}^t e^{A(s)}b(s)\,ds e moltiplicando per e−A(t)e^{-A(t)} si ottiene la formula 2 ∎.

In pratica non serve ricordare la formula 2: si trova l'integrale generale con la formula 1 e poi si sceglie cc in modo che y(t0)=x0y(t_0) = x_0.

Il caso omogeneo

Se b=0b = 0 l'integrale nella formula vale 00 e resta y′+a(t) y=0⟹y(t)=c e−A(t),A(t)=∫a(t) dt, c∈Ry' + a(t)\,y = 0 \quad\Longrightarrow\quad y(t) = c\,e^{-A(t)}, \qquad A(t) = \int a(t)\,dt, \ c \in \mathbb{R}

Il modello di Malthus

y′=a yy' = a\,y si scrive y′−a y=0y' - a\,y = 0: è lineare omogenea, con coefficiente costante −a-a al posto di a(t)a(t) e I=RI = \mathbb{R}. Una primitiva di −a-a è −at-at, quindi y(t)=c eat∀c∈R, ∀t∈Ry(t) = c\,e^{at} \qquad \forall c \in \mathbb{R},\ \forall t \in \mathbb{R}

  • a=0a = 0: popolazione costante;
  • a>0a > 0: crescita esponenziale;
  • a<0a < 0: decrescita esponenziale (estinzione).

Il problema: a=3a = 3, t0=0t_0 = 0, x0=50x_0 = 50 abitanti. Da y(t)=c e3ty(t) = c\,e^{3t} e y(0)=c e0=c=50y(0) = c\,e^0 = c = 50: y(t)=50 e3t,y(100)=50 e300y(t) = 50\,e^{3t}, \qquad y(100) = 50\,e^{300} un numero enorme (e300≈2⋅10130e^{300} \approx 2\cdot 10^{130}): il modello di Malthus va bene solo per tempi brevi, perché non tiene conto delle risorse limitate.

Un trucco: equazioni del secondo ordine senza yy

Se in un'equazione del secondo ordine compaiono solo y′′y'' e y′y' (non yy), si pone v=y′v = y': allora v′=y′′v' = y'' e l'equazione diventa del primo ordine in vv. Trovata vv, si ottiene yy integrando una volta. Esempio nell'Esercizio 161 · y' - y/t = radice di t e un'equazione del secondo ordine senza y.

Errori comuni

  • Sbagliare il segno di a(t)a(t): la formula vale per la forma y′+a(t)y=b(t)y' + a(t)y = b(t). Con y′=yt+…y' = \frac{y}{t} + \dots si ha a(t)=−1ta(t) = -\frac1t.
  • Aggiungere costanti in A(t)A(t) o in ∫eAb\int e^{A}b: l'unica costante è cc. Una costante in AA moltiplicherebbe cc e il risultato non cambierebbe, ma si complicano i conti.
  • Mettere cc fuori dalla parentesi: e−A[c+∫eAb]e^{-A}\left[c + \int e^Ab\right] non è c e−A⋅∫eAbc\,e^{-A} \cdot \int e^Ab.
  • Dimenticare l'intervallo: con a(t)=−1ta(t) = -\frac1t la soluzione vive su ]0,+∞[]0, +\infty[ oppure su ]−∞,0[]-\infty, 0[, secondo dove sta t0t_0.

Esercizi su questo argomento

Lezioni in cui compare

Teoria collegata