In entrambi i casi ∣x+1∣→0+, quindi log∣x+1∣→−∞ e log5∣x+1∣→(−∞)5=−∞ (potenza dispari: il segno resta negativo).
L'esponenziale invece cambia comportamento a seconda del lato:
x+1→0−: x+11→−∞ (reciproco di 0−), quindi ex+11→e−∞=0;
x+1→0+: x+11→+∞, quindi ex+11→+∞.
1. Limite da destra (x→−1+)
ex+11log5∣x+1∣→(+∞)⋅(−∞)=−∞
Non è una forma indeterminata (algebra degli infiniti): il limite è −∞.
2. Limite da sinistra (x→−1−)
Qui si ottiene 0⋅(−∞): forma indeterminata.
Passo 1: scrivere come quoziente
Si porta l'esponenziale al denominatore con l'esponente cambiato di segno (eA=e−A1):
ex+11log5∣x+1∣=e−x+11log5∣x+1∣
Ora è una forma +∞−∞: un logaritmo (alla quinta) contro un esponenziale. La gerarchia dice che vince l'esponenziale, ma la gerarchia vale per una variabile che va a +∞, e qui x→−1. Serve un cambio di variabile.
Passo 2: il cambio di variabile
Si pone
y=−x+11
così l'esponenziale diventa ey. Dove va y? Per x→−1−, x+1→0−, quindi x+11→−∞ e y→+∞.
Si riscrive anche il logaritmo in funzione di y: da y=−x+11 segue x+1=−y1, e poiché y>0:
∣x+1∣=y1⇒log∣x+1∣=logy1=−logy
(il logaritmo del reciproco è l'opposto del logaritmo). Quindi log5∣x+1∣=(−logy)5=−log5y.
La funzione y=−x+11 è strettamente monotona per x<−1, quindi il cambio di variabile è lecito senza ipotesi aggiuntive.
Passo 3: il limite nella nuova variabile
x→−1−lime−x+11log5∣x+1∣=y→+∞limey−log5y=0
per la gerarchia degli infiniti: log5y=o(ey) per y→+∞. (Più precisamente il limite è 0−: numeratore negativo, denominatore positivo.)