Teorema ponte tra limiti di funzioni e successioni
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Lezione 18. Prerequisiti: Limiti di funzioni - definizioneIntorni, punti di accumulazione e la definizione di limite di una funzione con gli intorni, tradotta con ε, δ, N, M in tutti i casi; limite destro e sinistro, per eccesso e per difetto, "definitivamente".Limiti di funzioni - definizione →, Limiti di successioniUna successione ha limite l se, da un certo indice in poi, i suoi termini stanno vicini a l quanto si vuole; definizioni con epsilon, limiti infiniti e unicità.Limiti di successioni →.
Il teorema "ponte" collega le due definizioni di limite: quella per le funzioni () e quella per le successioni (). È lo strumento con cui, dalla lezione 19, tutti i teoremi già dimostrati per le successioni (unicità, confronto, algebra dei limiti...) diventano teoremi per le funzioni, senza rifare le dimostrazioni.
Enunciato
Teorema (ponte). Siano e di accumulazione per , . Allora se e solo se per ogni successione con per ogni e , si ha
In parole: tende a quando si avvicina a se e solo se, comunque ci si avvicini a "a salti" lungo una successione di punti del dominio, i valori tendono a .
Perché le condizioni sulla successione:
- : si deve poter calcolare ;
- : come nella definizione di limite, il valore in non conta;
- : le successioni devono "avvicinarsi" al punto in cui si fa il limite. Esistono perché è di accumulazione (vedi la formulazione con le successioni dei punti di accumulazione).
A che cosa serve
- Trasportare i teoremi. Se e , allora per una qualunque successione si avrebbe e , e per l'unicità del limite delle successioni . Allo stesso modo si ottengono tutti i teoremi di calcolo.
- Dimostrare che un limite non esiste. Basta trovare due successioni e (nel dominio, diverse da ) con , oppure una sola con senza limite. Per esempio : con si ha , con si ha .
- Calcolare limiti di successioni usando limiti di funzioni: per esempio, poiché (lo si vedrà più avanti) e con , segue .
Dimostrazione (caso )
La prof la mette in fondo alla lezione come non in programma; la si riporta perché mostra bene come si usano le definizioni.
Se , allora per ogni successione ammessa
Ipotesi (hp1): per ogni esiste tale che per ogni con .
Si prende una successione con e , e si fissa . Sia quello dato da hp1 per questo .
- Poiché , applicando la definizione di limite di successione con "" uguale a : esiste tale che per ogni .
- Inoltre , perché .
Quindi per il punto soddisfa , e per hp1 . Siccome era qualunque, ∎.
Se per ogni successione ammessa, allora
Ipotesi (hp2): per ogni con e si ha .
Si ragiona per assurdo: si suppone che sia falso. NegandoSi scambiano per ogni ed esiste e si nega la conclusione: per ogni ε esiste δ con tutti gli x buoni diventa esiste ε tale che per ogni δ c'è almeno un x cattivo. la definizione hp1: esiste tale che per ogni c'è almeno un con ma .
Siccome questo vale per ogni , lo si usa con , per ogni : per ciascun si trova un punto con
Così si è costruita una successione con:
- (perché );
- , per il teorema dei carabinieriSe una successione è compresa tra due successioni che tendono allo stesso limite, tende anch'essa a quel limite.Calcolo dei limiti di successioni →: e ;
- ma per ogni , quindi non tende a .
Questo contraddice hp2 ∎.
Quale verso è "difficile". Il verso è quello delicato: dall'informazione su tutte le successioni si deve ricavare un per ogni . Il trucco è costruire, per assurdo, una successione "cattiva" scegliendo .
Errori comuni
- Verificare il limite con una sola successione: per concludere che servono tutte le successioni. Una sola successione basta solo per dimostrare che il limite non è (o non esiste).
- Dimenticare : per la funzione per , , la successione costante darebbe , ma il limite in è .