Come si verifica un integrale: si deriva il risultato e si controlla di ritrovare la funzione integranda. È il controllo da fare sempre.
Due esempi del ragionamento
Potenze. Per α=−1: D(xα+1)=(α+1)xα, quindi, dividendo per la costante α+1=0, D(α+1xα+1)=xα:
∫xαdx=α+1xα+1+k
Per α=−1 la formula non ha senso (si dividerebbe per 0): serve il logaritmo.
Il caso α=−1.x1 è definita per x=0, cioè su due intervalli separati, I−=]−∞,0[ e I+=]0,+∞[.
Su I+: D(logx)=x1.
Su I−: D(log(−x))=−x1⋅(−1)=x1.
Le due formule si riassumono con il modulo:
∫x1dx=log∣x∣+ksu I− oppure su I+
Tabella 1: integrali immediati
(k∈R è la costante arbitraria; ogni formula vale sugli intervalli in cui la funzione integranda è definita.)
Osservazione sul segno di arccos:arcsinx e −arccosx hanno la stessa derivata, quindi per la Proposizione 1 differiscono per una costante: infatti arcsinx+arccosx=2π. Non sono due risultati in contraddizione.
Non ci sono "regole di integrazione"
Per le derivate, conoscendo quelle delle funzioni elementari, si calcola la derivata di qualunque funzione con le regole (somma, prodotto, quoziente, composizione). Per gli integrali non esiste niente del genere: non c'è una formula per ∫f⋅g o per ∫g(f(x))dx in termini di ∫f e ∫g. Ci sono solo metodi, che funzionano per certe classi di funzioni con gli artifici giusti:
formula di integrazione per parti (lezioni successive).
Esempio di linearità:∫(3x2−x2+5cosx)dx=3⋅3x3−2log∣x∣+5sinx+k=x3−2log∣x∣+5sinx+k
(controllo: la derivata di x3−2log∣x∣+5sinx è 3x2−x2+5cosx ✓).
Esistono anche funzioni continue, come e−x2 o xsinx, che hanno una primitiva (per il TFCI 2) ma la cui primitiva non si scrive con le funzioni elementari: nessun metodo può trovarla.
Errori comuni
Usare α+1xα+1 con α=−1: per x1 c'è il logaritmo.
Scrivere logx invece di log∣x∣ per ∫x1: senza modulo la formula vale solo per x>0.
Sbagliare il segno di ∫sinx: è −cosx, perché Dcosx=−sinx.