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Note per Studenti Equazioni differenziali lineari del secondo ordine

Equazioni differenziali lineari del secondo ordine

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Lezione 46. Prerequisiti: Equazioni differenziali - introduzione e problema di CauchyUn'equazione differenziale ordinaria di ordine n ha come incognita una funzione y(t) e lega y⁽ⁿ⁾ a t, y, y', …, y⁽ⁿ⁻¹⁾. L'integrale generale è l'insieme delle soluzioni, definite su un intervallo; di solito sono infinite e dipendono da n costanti. Il problema di Cauchy aggiunge n condizioni iniziali in un istante t0 (y(t0), …, y⁽ⁿ⁻¹⁾(t0)) e sotto opportune ipotesi ha una sola soluzione. y⁽ⁿ⁾ = f(t) si risolve integrando n volte.Equazioni differenziali - introduzione e problema di Cauchy →, Equazioni differenziali lineari del primo ordiney' + a(t)y = b(t) con a, b continue su un intervallo I. Le soluzioni sono definite su tutto I e il problema di Cauchy ha una sola soluzione. Integrale generale: y = e^(−A(t))[c + ∫e^(A(t)) b(t) dt], con A primitiva di a; per l'omogenea (b = 0) y = c e^(−A(t)). Soluzione del problema con y(t0) = x0: stessa formula con A(t) = ∫ da t0 a t di a(s) ds e integrale da t0 a t. Si dimostra moltiplicando per e^(A(t)).Equazioni differenziali lineari del primo ordine →.

La forma

Un'equazione differenziale lineare del secondo ordine è aˉ2(t) y′′+aˉ1(t) y′+aˉ0(t) y=bˉ(t),aˉ2,aˉ1,aˉ0,bˉ∈C(I), aˉ2(t)≠0  ∀t∈I\bar a_2(t)\,y'' + \bar a_1(t)\,y' + \bar a_0(t)\,y = \bar b(t), \qquad \bar a_2, \bar a_1, \bar a_0, \bar b \in C(I),\ \bar a_2(t) \ne 0\ \ \forall t \in I con II intervallo. Dividendo per aˉ2(t)≠0\bar a_2(t) \ne 0 si ottiene la forma equivalente y′′+a1(t) y′+a0(t) y=b(t),a1=aˉ1aˉ2, a0=aˉ0aˉ2, b=bˉaˉ2∈C(I)y'' + a_1(t)\,y' + a_0(t)\,y = b(t), \qquad a_1 = \frac{\bar a_1}{\bar a_2},\ a_0 = \frac{\bar a_0}{\bar a_2},\ b = \frac{\bar b}{\bar a_2} \in C(I)

È un caso particolare di y′′=f(t,y,y′)y'' = f(t, y, y') con f=−a1(t) y′−a0(t) y+b(t)f = -a_1(t)\,y' - a_0(t)\,y + b(t): lineare sia in yy sia in y′y' (compaiono alla prima potenza, moltiplicate per funzioni di tt).

  • y′′+a1(t) y′+a0(t) y=0y'' + a_1(t)\,y' + a_0(t)\,y = 0 si chiama equazione omogenea;
  • y′′+a1(t) y′+a0(t) y=b(t)y'' + a_1(t)\,y' + a_0(t)\,y = b(t) si chiama equazione completa.

Esempio: l'oscillatore armonico smorzato y′′+kmy′+hmy=0y'' + \frac km y' + \frac hm y = 0 è lineare omogenea, con coefficienti costanti.

Esistenza e unicità

Teorema 1 (esistenza e unicità globale, senza dimostrazione). Siano a0,a1,b∈C(I)a_0, a_1, b \in C(I).

  1. L'integrale generale di y′′+a1(t) y′+a0(t) y=b(t)y'' + a_1(t)\,y' + a_0(t)\,y = b(t) è fatto di funzioni y∈C2(I)y \in C^2(I), definite sullo stesso intervallo II.
  2. Per ogni scelta delle condizioni iniziali x0,x1∈Rx_0, x_1 \in \mathbb{R} in un istante t0∈It_0 \in I, il problema di Cauchy {y′′+a1(t) y′+a0(t) y=b(t)y(t0)=x0,y′(t0)=x1\begin{cases} y'' + a_1(t)\,y' + a_0(t)\,y = b(t) \\ y(t_0) = x_0, \quad y'(t_0) = x_1 \end{cases} ha una e una sola soluzione y∈C2(I)y \in C^2(I).

Funzioni linearmente indipendenti

Due funzioni y1,y2y_1, y_2 (almeno continue su un intervallo II) sono linearmente dipendenti se esistono c1,c2∈Rc_1, c_2 \in \mathbb{R}, non entrambi nulli, tali che c1 y1(t)+c2 y2(t)=0∀t∈Ic_1\,y_1(t) + c_2\,y_2(t) = 0 \qquad \forall t \in I Altrimenti sono linearmente indipendenti (l.i.).

Il significato. Se per esempio c1≠0c_1 \ne 0, si può dividere: y1(t)=−c2c1 y2(t)y_1(t) = -\frac{c_2}{c_1}\,y_2(t), cioè y1y_1 è un multiplo costante di y2y_2. Due funzioni sono linearmente indipendenti quando nessuna delle due è un multiplo costante dell'altra.

Esempi. y1=ety_1 = e^t e y2=3ety_2 = 3e^t sono dipendenti: con c1=3c_1 = 3 e c2=−1c_2 = -1 si ha 3y1−y2=3et−3et=03y_1 - y_2 = 3e^t - 3e^t = 0 per ogni tt. Invece ete^t ed e2te^{2t} sono indipendenti: il loro rapporto e2tet=et\frac{e^{2t}}{e^t} = e^t non è costante.

Struttura dell'integrale generale dell'omogenea

Teorema 2. Siano aˉ0,aˉ1,aˉ2∈C(I)\bar a_0, \bar a_1, \bar a_2 \in C(I).

  1. Se y1,y2∈C2(I)y_1, y_2 \in C^2(I) sono soluzioni dell'equazione omogenea aˉ2(t) y′′+aˉ1(t) y′+aˉ0(t) y=0(E0)\bar a_2(t)\,y'' + \bar a_1(t)\,y' + \bar a_0(t)\,y = 0 \tag{$E_0$} allora anche y=c1y1+c2y2y = c_1 y_1 + c_2 y_2 è soluzione di (E0)(E_0), per ogni c1,c2∈Rc_1, c_2 \in \mathbb{R}.
  2. Se aˉ2(t)≠0\bar a_2(t) \ne 0 per ogni t∈It \in I e y1,y2y_1, y_2 sono soluzioni di (E0)(E_0) linearmente indipendenti (due soluzioni così esistono sempre), l'integrale generale dell'omogenea è y(t)=c1 y1(t)+c2 y2(t)∀t∈I, ∀c1,c2∈Ry(t) = c_1\,y_1(t) + c_2\,y_2(t) \qquad \forall t \in I,\ \forall c_1, c_2 \in \mathbb{R}

In parole: combinando due soluzioni si ottiene ancora una soluzione, e se le due sono "davvero diverse" (indipendenti) le loro combinazioni sono tutte le soluzioni. Le soluzioni dell'omogenea formano uno spazio vettoriale di dimensione 22, e y1,y2y_1, y_2 ne sono una base.

Dimostrazione (solo il punto 1). Si sostituisce y=c1y1+c2y2y = c_1 y_1 + c_2 y_2 nel primo membro di (E0)(E_0), usando che la derivata di una combinazione è la combinazione delle derivate: aˉ2 (c1y1′′+c2y2′′)+aˉ1 (c1y1′+c2y2′)+aˉ0 (c1y1+c2y2)\bar a_2\,(c_1 y_1'' + c_2 y_2'') + \bar a_1\,(c_1 y_1' + c_2 y_2') + \bar a_0\,(c_1 y_1 + c_2 y_2) Raccogliendo c1c_1 e c2c_2: =c1[aˉ2 y1′′+aˉ1 y1′+aˉ0 y1]⏟=0 percheˊ y1 eˋ soluzione+c2[aˉ2 y2′′+aˉ1 y2′+aˉ0 y2]⏟=0 percheˊ y2 eˋ soluzione=0∎= c_1\underbrace{\left[\bar a_2\,y_1'' + \bar a_1\,y_1' + \bar a_0\,y_1\right]}_{= 0 \text{ perché } y_1 \text{ è soluzione}} + c_2\underbrace{\left[\bar a_2\,y_2'' + \bar a_1\,y_2' + \bar a_0\,y_2\right]}_{= 0 \text{ perché } y_2 \text{ è soluzione}} = 0 \qquad ∎

Perché due costanti, e perché l'indipendenza. Il problema di Cauchy chiede due condizioni, y(t0)=x0y(t_0) = x_0 e y′(t0)=x1y'(t_0) = x_1, e servono due costanti libere per soddisfarle tutte. Se y2y_2 fosse un multiplo di y1y_1, la combinazione c1y1+c2y2c_1 y_1 + c_2 y_2 sarebbe un multiplo di y1y_1: in realtà una sola costante, non abbastanza.

Il determinante wronskiano

Un modo semplice per controllare l'indipendenza di due soluzioni.

Metodo del wronskiano (senza dimostrazione). Siano y1,y2∈C2(I)y_1, y_2 \in C^2(I) soluzioni dell'omogenea (E0)(E_0), con aˉ2(t)≠0\bar a_2(t) \ne 0 su II. Allora y1,y2 sono l.i.  ⟺  ∃ t0∈I: W(t0)=det⁡(y1(t0)y2(t0)y1′(t0)y2′(t0))=y1(t0) y2′(t0)−y2(t0) y1′(t0)≠0y_1, y_2 \text{ sono l.i.} \iff \exists\, t_0 \in I: \ W(t_0) = \det\begin{pmatrix} y_1(t_0) & y_2(t_0) \\ y_1'(t_0) & y_2'(t_0) \end{pmatrix} = y_1(t_0)\,y_2'(t_0) - y_2(t_0)\,y_1'(t_0) \ne 0 WW si chiama determinante wronskiano. In realtà, per soluzioni dell'omogenea, W(t0)≠0W(t_0) \ne 0 in un punto se e solo se W(t)≠0W(t) \ne 0 in tutti i punti di II.

In pratica si calcola WW nel punto più comodo, di solito t0=0t_0 = 0.

Esempio. y1=ety_1 = e^t, y2=e2ty_2 = e^{2t} (soluzioni di y′′−3y′+2y=0y'' - 3y' + 2y = 0): W(0)=det⁡(1112)=2−1=1≠0W(0) = \det\begin{pmatrix} 1 & 1 \\ 1 & 2\end{pmatrix} = 2 - 1 = 1 \ne 0, quindi sono indipendenti.

Struttura dell'integrale generale della completa

Teorema 3. Siano aˉ0,aˉ1,aˉ2,bˉ∈C(I)\bar a_0, \bar a_1, \bar a_2, \bar b \in C(I).

  1. Se ypy_p è una soluzione dell'equazione completa aˉ2y′′+aˉ1y′+aˉ0y=bˉ\bar a_2 y'' + \bar a_1 y' + \bar a_0 y = \bar b (una soluzione particolare), allora tutte le soluzioni della completa sono la somma di ypy_p con una soluzione dell'omogenea: integrale generale della completa=yp+integrale generale dell’omogenea\text{integrale generale della completa} = y_p + \text{integrale generale dell'omogenea}
  2. Quindi, se aˉ2≠0\bar a_2 \ne 0 su II e y1,y2y_1, y_2 sono soluzioni l.i. dell'omogenea, l'integrale generale della completa è y(t)=yp(t)+c1 y1(t)+c2 y2(t)∀t∈I, ∀c1,c2∈Ry(t) = y_p(t) + c_1\,y_1(t) + c_2\,y_2(t) \qquad \forall t \in I,\ \forall c_1, c_2 \in \mathbb{R}

Dimostrazione del punto 1. Si scrive L[y]=aˉ2 y′′+aˉ1 y′+aˉ0 yL[y] = \bar a_2\,y'' + \bar a_1\,y' + \bar a_0\,y per brevità; come nel teorema 2, L[u+v]=L[u]+L[v]L[u + v] = L[u] + L[v].

  • Ogni yp+y0y_p + y_0, con y0y_0 soluzione dell'omogenea, risolve la completa: L[yp+y0]=L[yp]+L[y0]=bˉ+0=bˉL[y_p + y_0] = L[y_p] + L[y_0] = \bar b + 0 = \bar b.
  • Ogni soluzione yy della completa è di questa forma. Basta mostrare che y0=y−ypy_0 = y - y_p risolve l'omogenea: L[y−yp]=L[y]−L[yp]=bˉ−bˉ=0L[y - y_p] = L[y] - L[y_p] = \bar b - \bar b = 0. Allora y=yp+y0y = y_p + y_0.

Il punto 2 segue dal punto 1 e dal teorema 2 ∎.

Vale per ogni ordine

Tutte le equazioni differenziali lineari hanno questa struttura.

  • Ordine 1: per y′+a(t)y=b(t)y' + a(t)y = b(t) la formula risolutiva si spezza esattamente così: y(t)=c e−A(t)⏟soluzioni dell’omogenea y′+a(t)y=0+e−A(t)∫eA(t)b(t) dt⏟yp, una soluzione particolarey(t) = \underbrace{c\,e^{-A(t)}}_{\text{soluzioni dell'omogenea } y' + a(t)y = 0} + \underbrace{e^{-A(t)}\int e^{A(t)}b(t)\,dt}_{y_p, \text{ una soluzione particolare}}
  • Ordine nn: per y(n)+an−1(t) y(n−1)+⋯+a1(t) y′+a0(t) y=b(t)y^{(n)} + a_{n-1}(t)\,y^{(n-1)} + \dots + a_1(t)\,y' + a_0(t)\,y = b(t), l'integrale generale dell'omogenea è c1y1+⋯+cnync_1 y_1 + \dots + c_n y_n con y1,…,yny_1, \dots, y_n soluzioni l.i. dell'omogenea, e quello della completa è yp+c1y1+⋯+cnyny_p + c_1 y_1 + \dots + c_n y_n.

Riassumendo: che cosa serve

Per risolvere un'equazione lineare del secondo ordine servono

  1. due soluzioni l.i. dell'omogenea, y1y_1 e y2y_2;
  2. una soluzione particolare della completa, ypy_p.

Purtroppo non c'è un metodo generale per trovarle. Si sa trovare y1,y2y_1, y_2 quando i coefficienti sono costanti (Equazioni lineari a coefficienti costanti - caso omogeneoPer y'' + a1 y' + a0 y = 0 con a0, a1 costanti si cercano soluzioni e^(λt): funzionano se λ è radice del polinomio caratteristico p(λ) = λ² + a1 λ + a0. Δ > 0 (radici λ1 ≠ λ2): y = c1 e^(λ1 t) + c2 e^(λ2 t). Δ = 0 (radice doppia λ): y = (c1 + c2 t) e^(λt). Δ < 0 (radici α ± iω): y = e^(αt)(c1 cos ωt + c2 sin ωt). Lo stesso metodo vale per ogni ordine.Equazioni lineari a coefficienti costanti - caso omogeneo →), e ypy_p quando inoltre b(t)b(t) ha una forma speciale.

Errori comuni

  • Scrivere l'integrale generale della completa come c1y1+c2y2c_1 y_1 + c_2 y_2 dimenticando ypy_p, o come ypy_p dimenticando le soluzioni dell'omogenea.
  • Usare due soluzioni dipendenti (per esempio ete^{t} e 2et2e^t): le combinazioni non danno tutte le soluzioni.
  • Imporre le condizioni iniziali solo sulla parte omogenea: vanno imposte sulla soluzione completa yp+c1y1+c2y2y_p + c_1 y_1 + c_2 y_2.

Esercizi su questo argomento

Lezioni in cui compare

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